Le prossime elezioni comunali a Conegliano sono l’occasione per cambiar pagina nell’amministrazione cittadina, dopo la grigia esperienza di governo dell’attuale Giunta e dopo un lungo ciclo di governo del centrodestra in città che pare avere esaurito la propria parabola. Prova ne sia la profonda fibrillazione che sta attraversando il principale partito dell’attuale coalizione di governo della città.
Per voltar pagina, e accompagnare la città nei prossimi difficili anni verso un nuovo sviluppo ambientale, sociale, economico e culturale, riteniamo fondamentale che si costruisca una proposta politica che parta, come dice il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, da una “alleanza dei progressisti aperta alle forze moderate”. E che a nostro avviso deve saper aprirsi alla città e alla partecipazione, e fuoriuscire dalle stanze di trattativa delle segreterie partitiche, radunando le tante virtù civiche presenti nella società coneglianese. Per questo non comprendiamo il rifiuto del Partito Democratico di Conegliano di lavorare con le forze politiche con le quali condivide il governo della maggior parte dei comuni italiani, e con le quali in tutto il Veneto e in tutta Italia si sta oggi preparando alle prossime amministrative.
Primarie del centrosinistra si sono svolte in Veneto a Verona, a Torreglia, a Cittadella, a Vigonza, e si svolgeranno a Mirano, a Marcon, a Mira. E primarie del centrosinistra si sono svolte a Lecce, a Rieti, a Asti, a Monza. Insomma, Conegliano rappresenta una inspiegabile eccezione nel quadro regionale e nazionale, le cui ragioni appaiono difficilmente comprensibili.
Invitiamo a non dimenticare quanto successo meno di un anno fa a Milano, dove l’egemonia del berlusconismo fu sconfitta da una grande ondata di partecipazione e di voglia di cambiamento che non perse tempo a misurare il tasso di “moderazione” della coalizione o del suo candidato. O a Torino, a Bologna, e incredibilmente a Napoli.
E a chi ricorda le difficoltà del governo Prodi come argomento per la situazione di oggi, ci permettiamo di far osservare che in gioco sono oggi le elezioni amministrative di un comune certamente importante come Conegliano ma difficilmente paragonabile al governo di un paese di 60 milioni di abitanti. E ricordiamo che quella coalizione, evidentemente troppo ampia e disomogenea, venne meno perché alcuni partitini centristi, guidati da Mastella e Dini (che infatti oggi sono entrambi parlamentari del PDL), votarono la sfiducia al governo Prodi, e le successive divisioni del centrosinistra alle elezioni politiche spianarono la strada al trionfo di Bossi e Berlusconi.
Rivolgiamo perciò un appello sincero al Partito Democratico di Conegliano affinché questa occasione storica di cambiamento non venga sprecata, e si possa recuperare una disponibilità al dialogo e alla collaborazione che da parte nostra non è mai venuta meno e non viene meno.
Noi siamo determinati a portare il nostro contributo, con spirito unitario e costruttivo, per l’apertura di una stagione nuova per Conegliano. Anche dal governo delle città può nascere una nuova spinta per far uscire il paese dalla crisi sociale, economica e ambientale nella quale siamo precipitati. Bisogna crederci, e spendersi per questo obiettivo.
Sinistra Ecologia Libertà Conegliano




