La Lega in stato confusionale

Il Sindaco di Ponzano e capogruppo provinciale della Lega Nord Giorgio Granello ci ha già abituato con le sue dichiarazioni a spinte  in avanti e a retromarce. Proprio sull’IMU, Granello dichiarava sulla  stampa che anche la Chiesa deve pagare la tassa, e poi in Consiglio  Provinciale, di fronte ad un nostro ordine del giorno che chiedeva al  legislatore un intervento per rendere meno ambigua la normativa sulle  pertinenze dei luoghi di culto da esentare da tassazione, faceva  retromarcia e votava contro.

Ora Granello dichiara di non capire perché il segretario provinciale della Lega e Sindaco di Vittorio Veneto abbia lanciato l’obiezione  fiscale contro l’IMU. Salvo nuove retromarce, se è vero che il capogruppo provinciale della Lega non capisce quello che fa il segretario provinciale della Lega, spalleggiato dal segretario nazionale della Lega e sindaco di Treviso, evidentemente non ci deve
essere un grande dialogo dentro quel partito. O forse le idee sono poche e ben confuse.

Certo è che l’IMU è una tassa, dal nostro punto di vista, iniqua e ingiusta perché non discrimina tra ricchi e poveri, e anzi in certi casi premia i redditi più alti e colpisce quelli bassi. Prevede uno sconto di 50 euro per ogni figlio sotto i 26 anni, indipendentemente dal fatto che produca un reddito o sia fiscalmente a carico dei genitori, e non prevede invece alcuno sconto per pensionati non autosufficienti e disabili gravi.

Ma l’idea di lanciare la rivolta fiscale una settimana dopo aver lasciato il Governo, è frutto di una idea cinica e bieca della politica, fatta di furbizie propagandistiche e di proclami fasulli buoni per acciuffare i gonzi, ma che non ha niente a che fare con la difesa degli interessi dei cittadini e del territorio. La Lega prima chieda scusa per aver fatto parte del peggior governo della storia della Repubblica, che ha ridotto l’Italia ad avere un governo di  salute pubblica come quello di Monti, e la smetta di prendere in giro i cittadini con proposte bislacche a cui non credono neanche loro stessi.

Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL

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