Lega: basta indulgenza e basta CoNord

Bossi era la casta, oggi la si smetta con l’indulgenza verso la Lega, e basta dare soldi alla CoNord

 

Di quello che sta emergendo in casa leghista non siamo certo stupiti, nel nostro piccolo, è da un po’ di tempo che stiamo cercando di attirare l’attenzione sulla disinvoltura con la quale i leghisti maneggiano il denaro pubblico.

Il dato che non viene abbastanza sottolineato in queste ore è la estrema sottovalutazione e accondiscendenza con la quale siano stati trattati gli esponenti della Lega e Bossi in particolare.

Umberto Bossi è stato indubbiamente il maggior rappresentante di quella che si usa chiamare “casta”. Ne ha incarnato tutti i peggiori difetti, dal ritenersi al di sopra delle leggi, alla irrisione nei confronti dei giudici e degli onesti, al nepotismo a favore dei familiari, all’accumulo di ricchezza.

Non c’è niente, in tutta la storia umana e politica di Bossi, che faccia riferimento a doti quali l’onestà, la trasparenza, la rettitudine. La Lega ha sempre cercato di fare affari, spesso fallimentari come la banca o il villaggio vacanze in Croazia, ha incassato tangenti da Enimont, ed è stato perciò condannato il Bossi a 8 mesi, ha sostenuto fino all’ultimo l’ex governatore della Banca d’Italia Fazio perché il famigerato suo sodale Fiorani gli salvasse la loro banca, ha votato tutte le leggi ad personam a favore di Berlusconi, si è alleata nelle politiche del 2006 con il movimento di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, che chiedeva la realizzazione del ponte sullo stretto e agevolazioni fiscali per il Sud. La Lega ha fatto produrre con i soldi pubblici della Rai film ideologici sulle proprie fantasie medievali, da Barbarossa a Marco d’Aviano. La Lega dove prende il potere instaura un regime dove tutto controlla e tutto comanda. Il vero punto di domanda è allora perché finora sia stato possibile un andazzo del genere.

Perlomeno oggi, che le cose stanno emergendo, si smetta di chiudere gli occhi, e di nascondere le notizie scomode riguardanti la Lega.

Dalle nostre parti, alcune procure troppo pigre e giornali troppo timorosi hanno consolidato un clima plumbeo e da regime che ha consentito il consolidarsi del sistema di potere leghista. Da oggi questa subalternità deve finire.

Per prima cosa chiederemo che la Provincia la smetta di far affluire ogni anno 25.000 euro dalle proprie casse alla sede provinciale della Lega Nord, dove avrebbe sede la Confederazione degli enti locali del Nord, carrozzone leghista utile a drenare soldi pubblici con la scusa di rappresentare gli enti locali.

L’avevamo sempre chiesto inutilmente con nostri emendamenti in occasione degli scorsi bilanci, e oggi ci parrebbe fuori dal mondo che in occasione del prossimo bilancio preventivo si voglia ancora

persistere in questo obbrobrio.

Luca De Marco

coordinatore provinciale

Luigi Amendola

consigliere provinciale

Sinistra Ecologia Libertà

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