Il chiodo fisso di Muraro sull’aeroporto

chiodoSull’Aeroporto Canova di Treviso il Presidente Muraro continua a mistificare la realtà, perché da Comitato e associazioni ambientaliste non arriva la richiesta di chiusura della struttura. Quello che si chiede è che vengano rispettate le norme che prevedono un massimo di 16.300 voli anno, e che non si proceda a piani di sviluppo che porterebbero ad aumentare questa quota, triplicando addirittura il numero dei passeggeri.

Quanto poi al rischio per il turismo, Muraro non faccia finta di non sapere che l’anno scorso, nel periodo di chiusura del Canova, la presenza turistica nella Marca è stata superiore a quella del corrispondente periodo dell’anno prima.

Sulla stravagante osservazione che gli aeroporti sono vicini alle case, è un dato di fatto che nell’opzione per strutture adeguate ad un traffico molto più grande altre Città (si pensi solo all’aeroporto di Orly per Parigi) hanno scelto di andare su strutture che risparmiassero i disagi alla popolazione.
Quello che anche noi di SEL ribadiamo è che non si vada ad sviluppare oltre la capacità operativa dello scalo, e che se la Società Aeroportuale Veneziana (SAVE) ha bisogno di espandere il la propria attività, si valuti a livello di programmazione regionale anche un diverso utilizzo dell’aeroporto militare di Istrana. Sulla necessità del quale, e della spesa per gli F35 che lì dovrebbero operare, notevoli sono i dubbi nella comunità trevigiana e in quella nazionale.

Stefano Dall’Agata – Circolo SEL Treviso

sabato
22 dicembre 2012
TRIBUNA DI TREVISO

Muraro ai comitati «Giù le mani dall’aeroporto»

LA POLEMICA

Muraro ai comitati «Giù le mani dall’aeroporto»

«L’aeroporto non va fermato. E’ una struttura importante per l’economia. Tutti gli aeroporti del mondo sono vicini alle case., non capisco perché ci debbano essere problemi a Treviso».

Con queste parole il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, è intervenuto ieri in merito alle proteste intorno allo scalo di Treviso. Proteste portate avanti in primis dal comitato aeroporto che nei giorni scorsi ha anche depositato in Procura a Treviso un esposto per segnalare il superamento, avvenuto due mesi or sono del limite massimo di voli, ovvero 16.300, tetto fissato dal ministero e ribadito anche nella sentenza del Tar di inizio 2012. Anche il Comune di Quinto ha annunciato la volontà di presentare un esposto di questo tipo.

Tantissimi gli appelli che lo stesso comitato, ma anche le associazioni ambientaliste a sostegno della battaglia contro l’ampliamento, hanno inviato alle autorità pubbliche e alle istituzioni perché intervengano in merito al problema, sottolineando le preoccupazioni per la salute delle persone che di Quinto e di Treviso che vivono in prossimità della pista. Ma senza grandi risultati. Fra i timori per la Provincia è che ne risentano i dati sul turismo del territorio. (l.c.)

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