Il grande spreco della Giunta Muraro: Villa Dariol torna ai privati

Grande fallimento della Giunta Provinciale di Treviso. Villa Dariol a San Biagio di Callalta, donata alla Provincia perché la destinasse a scopi sociali, ritorna ai proprietari perché in otto anni la Giunta è stata incapace di trovare una soluzione.

La Provincia ha ricevuto in donazione nel 2004 (perfezionata nel 2005) un complesso immobiliare a Rovarè di San Biagio di Callalta, denominato Villa Dariol e composto da una villa di tre piani di metà ‘800, un mulino, due edifici residenziali, un barco e tre stalle. La donazione, come da volontà testamentarie del sig. Dariol, era subordinata al fatto che la Provincia trovasse per il complesso un utilizzo a fini sociali: in particolare prevenzione, cura e studio in campo oncologico e interventi assistenziali, educativi e riabilitativi per anziani e disabili.

Nel corso di questi anni, la Provincia solo nel 2009 arriva alla stipula di una concessione trentennale in favore di due associazioni, con lo scopo di sistemare il complesso (1.972.500 euro per il restauro), insediarvi delle famiglie disposte a risiedervi condividendo degli spazi comuni, e affiancarvi una struttura di accoglienza per disabili e a minori e persone con disagio sociale, con la prospettiva di ospitare in futuro istituti per l’assistenza di malati terminali.

Nel 2011, si apprende solo ora, la parte sociale del progetto viene meno, e con essa la disponibilità della vedova del donatore a un progetto che non comprenda le finalità volute dal marito.

La Giunta non informa di questo il Consiglio Provinciale e cerca inutilmente l’intervento della Regione.

A questo punto, scaduti i 7 anni che il donatore aveva dato di tempo alla Provincia per realizzare il progetto, lunedì scorso la Giunta ha deliberato la restituzione agli eredi del complesso immobiliare. Tramonta così una opportunità che la Provincia si è dimostrata del tutto incapace di cogliere per realizzare una struttura a sostegno di quella parte di popolazione che oggi viene anche vessata dai continui tagli che il Governo e la Regione intendono effettuare a carico dei servizi. Una gestione fallimentare della vicenda, che la Giunta ha inteso gestire in proprio ed evidentemente senza la capacità di coinvolgimento e di coordinamento dei tanti possibili interlocutori che potevano essere convocati per la realizzazione del progetto sociale pensato dal donatore. Non si poteva forse, in questi otto anni, cerca un coinvolgimento di Fondazione Cassamarca, prima che la crisi le svuotasse le casse ? Non avrebbe fatto meglio la Provincia a cercare il maggior coinvolgimento pubblico possibile di Enti e Associazioni, anziché gestire le cose in incontri privati, evitando anche il coinvolgimento dell’Assemblea elettiva che rappresenta i territori e i cittadini trevigiani ? Il rammarico è che a pagare questo fallimento sarà la collettività trevigiana, alla quale è stata tolta una possibilità che le era stata generosamente offerta.

Luca De Marco
Luigi Amendola

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