Zero Branco: Mestrinaro riceve l’ok dalla commissione Via

Brutte notizie per gli abitanti della piccola località di Sant’Alberto di Zero Branco. Mercoledì 16 Gennaio infatti la commissione Via,  ha rilasciato parere favorevole all’ampliamento della ditta Mestrinaro per la realizzazione, nell’abitato, dell’impianto di trattamento dei rifiuti speciali. Per la terza volta, i tecnici della commissione hanno approvato il progetto nonostante il voto negativo di Comune, Provincia e di un funzionario regionale. La commissione presieduta da Silvano Vernizzi, ha solo imposto alla ditta  una ventina di prescrizioni.

Stando così i fatti,  ora si attende la decisione della giunta Regionale targata Luca Zaia, che dovrà esprimersi definitivamente a favore o meno. Auspichiamo che questa volta, tale decisione sia guidata dal buon senso e nel rispetto delle legittime preoccupazioni  degli abitanti di Zero Branco.

Come Sinistra Ecologia Libertà, pur riconoscendo l’importanza e il valore di garantire l’occupazione dei lavoratori dell’azienda Mestrinaro, esprimiamo l’appoggio al Primo Cittadino, Mirco Feston, impegnato assieme ai cittadini di Zero Branco nella difficile lotta a salvaguardia del proprio territorio.

Purtroppo, nel nostro paese sta prendendo piede l’abitudine da parte della classe imprenditoriale di mettere in conflitto il lavoro con la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Questo è eticamente sbagliato e moralmente inaccettabile. Sappiamo bene come il business che sta dietro al trattamento dei rifiuti speciali sia una miniera d’oro per chi lo gestisce, ma la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente non possono essere messi in pericolo e inquinati per l’arricchimento di pochi a danno della collettività.

La Mestrinaro, infatti, con la minaccia di chiedere la Cassa integrazione per ben 120 lavoratori come conseguenza delle mancate autorizzazioni (e giusto di recente ha inoltrato richiesta per una quarantina di lavoratori di ottenere la Cassa integrazione straordinaria) e forte dell’appoggio di alcuni sindacati,  ha così esercitato notevoli pressioni sulle amministrazioni locali e alla Commissione Via, mandando in “prima linea” i lavoratori che hanno inscenato proteste e volantinaggi pro-Mestrinaro. Addirittura il sindacato Filca-Cisl circa un mese fa, fece convocare un tavolo di crisi in Provincia presieduto dall’assessore al lavoro, Michele Noal.

Su quest’ultima mossa dell’azienda, condividiamo l’opinione del Sindaco Feston: i lavoratori dell’azienda sono strumentalizzati in quanto nessuno sta mettendo in dubbio l’attività della ditta Mestrinaro, ma ci riteniamo contrari all’ipotesi di realizzare nell’area, nel bel mezzo dell’abitato, un’impianto per la lavorazione e la riconversione di rifiuti pericolosi.

Riteniamo che sia doveroso uno sforzo collettivo di tutti gli attori in causa (Mestrinaro, Amm. locali, Provincia, Regione, Sindacati ecc.), per trovare una soluzione ecocompatibile che lasci inalterata la capacità occupazionale dell’azienda. Non sarà facile, ma è doveroso provarci e servirà l’aiuto di tutti. Per questo, operativamente, appoggiamo e supportiamo la locale sezione del Partito Democratico che guidata dal segretario Daniele Cazzaro è impegnata in una  serie di iniziative per informare e sensibilizzare la cittadinanza sull’argomento, ma soprattutto volte a favorire la ricerca di una soluzione che possa essere ragionevolmente condivisa da tutte le parti in causa.

Ricordiamo che il Consiglio di Stato si espresse bocciando per ben  due volte( 2009 e 2011) l’ampliamento dell’impianto,annullando anche la delibera della giunta regionale del 26.01.2010 che invece lo autorizzava.

Da segnalare che la zona dove sorge la Mestrinaro è anche rinomata per la sua produzione di radicchio rosso Igp e l’apertura di un impianto così strutturato comporterebbe lo svilimento dell’attività agricola, importante per l’economia locale, e il deprezzamento dei terreni adiacenti. Inoltre vi è anche una criticità idrica con pericoli di sversamento nel vicino fiume Dosson (affluente del Sile) e il pericolo di inquinare i pozzi degli abitanti di Zero Branco, compromettendo il rifornimento idrico dato che essi sono tutti privi di acquedotto. Inoltre l’attività provocherebbe l’aumento del traffico pesante  su piccole arterie stradali di campagna che comporterebbe la diffusione di polveri e rumori e l’aumento del rischio di incidenti (anche ambientali).

Ribadiamo dunque la nostra posizione, collocata al fianco dei cittadini e dell’amministrazione comunale impegnati in questa difficile battaglia per tutelare l’ambiente, la salute delle persone e il valore del territorio.

Thomas Pepe

Sinistra Ecologia Libertà

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