Due fallimenti per nessun velodromo

Una buona notizia: l’Associazione Ciclismo di Marca si scioglie. Nel prossimo Consiglio Provinciale la Giunta Muraro porterà all’attenzione dell’Assemblea la scelta di scogliere il sodalizio. Il nostro gruppo aveva chiesto già anni fa che la Provincia si chiamasse fuori da una associazione come questa, i cui soci non sono volenterosi cittadini amanti dello sport ma tre enti pubblici: Provincia, Comune di Treviso e Comune di San Vendemiano. Nel concreto: Muraro, Gobbo e Dussin. L’Associazione è una creatura dell’on. Guido Dussin, già sindaco di San Vendemiano e più volte parlamentare della Lega, che attraverso l’Associazione ha gestito in questi anni una grossissima quantità di soldi pubblici destinati al ciclismo.

L’associazione “Ciclismo di Marca Treviso-San Vendemiano” nasce nel 2004, composta da soli enti pubblici. Tra i fondatori la Provincia di Treviso, che assieme al comune di San Vendemiano e di Treviso costituiscono questa associazione con lo scopo di organizzare le tappe del giro d’Italia che interessano il territorio provinciale e attività collaterali. Nelle intenzioni e nello statuto l’associazione era aperta all’ingresso di altri enti pubblici e aveva una scadenza, rinnovabile, a fine 2010 (rinnovata fino al 2040). Fin dalla sua costituzione presidente dell’associazione è l’onorevole leghista Guido Dussin.

Questa associazione è anche la destinataria di un contributo, proposto da Dussin e inserito tra le centinaia di commi della finanziaria 2007, che per i mondiali di ciclismo su pista del 2012 a Treviso destina 30 milioni di euro (2 all’anno per 15 anni) per accendere un mutuo per la realizzazioni delle opere necessarie. Per l’80% si prevede che vengano utilizzati per la costruzione di un velodromo.

Sia per il contributo dei 500.000,00 euro del 2005 che per i 30 milioni del 2007, artefice degli emendamenti a livello parlamentare è quindi lo stesso onorevole che poi gestirebbe quei soldi come presidente dell’Associazione Ciclismo di Marca. E li gestisce non con i criteri di una pubblica amministrazione, ma quelli di una semplice associazione i cui altri soci sono gli amici leghisti Gobbo e Muraro, e che ha come segretario un altro leghista, Nicola Cecconato. In pratica, soldi pubblici gestiti in forma privata. Probabilmente sarà tutto lecito e consentito, ma non ci è mai parso che si tratti di un esempio di gestione particolarmente trasparente dei soldi pubblici. Il Comune di Treviso aveva già individuato nell’area Servizi Treviso il luogo dove realizzare il velodromo, all’interno di una struttura polivalente dedicata allo sport.Ora i 30 milioni sono tornati nella disponibilità della Federazione Ciclistica, alla quale giungono ora diverse proposte su dove realizzare il velodromo. in particolare da parte del centro Le Bandie di Mosole. Guido Dussin, che non è più parlamentare ma è anche vicesindaco di San Vendemiano, chiede invece che il velodromo venga realizzato nel suo comune. E punta il dito contro le incertezze del Comune di Treviso: «Le baruffe trevisane dell’amministrazione del capoluogo hanno fatto perdere tre anni, adesso spero proprio sia la volta buona e che non ci siano più intralci» dichiara, «tantomeno l’ipotesi della cava Mosole che piace tanto a Gentilini. Sarebbe gravissimo portare avanti due progetti, dopo il tempo perduto. E mi devono spiegare perché 30 milioni di fondi pubblici dovrebbero essere investiti su un terreno privato» (secondo quanto riporta la Tribuna di Treviso). A Treviso del velodromo si parla fin dal 1985,e Gentilini l’aveva annunciato imminente nel suo primo mandato. Poi non se ne fece nulla. «Il velodromo – dichiarava Gentilini nel 2007 – è l’unica mia sconfitta in 14 anni di politica. Era tutto fatto, tutto pronto, poi per colpa delle demenzialità progettuali di chi lo aveva disegnato è tutto andato in fumo. Ma il terreno per il velodromo è ancora lì, nessuno l’ha toccato e lo toccherà. Siamo pronti». Poi lo stesso Gentilini nel 2009 dichiarava che il velodromo non serve: “Non ci servono cattedrali nel deserto, queste cifre vanno spalmate sulla nostra terra, che ne ha tanto bisogno”. Grande confusione sotto il cielo, in definitiva.Siamo insomma di fronte a due fallimenti. Il primo, quello di questa anomala associazione messa in piedi da leghisti per gestire senza tanti intralci un bel po’ di milioni di soldi pubblici. Il secondo, quello della gestione leghista del comune di Treviso, che nonostante diverse inaugurazioni e diversi progetti, non è riuscito a realizzare quanto più volte promesso.

Ora ci chiediamo:

Nel frattempo, la Associazione ha fatto spendere soldi pubblici inutilmente per la sua permanenza in vita ? Quanti soldi pubblici detiene ancora in pancia l’Associazione e come saranno destinati al suo scioglimento ? Su questo e su altro chiederemo spiegazioni nel prossimo Consiglio Provinciale, visto che in Commissione Sport le risposte non sono arrivate.

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