Aumentano i seggi per consiglieri comunali nei piccoli comuni

Con l’entrata in vigore della legge Delrio, per la Marca sono previsti quasi 200 posti di amministratore da eleggere in più nei piccoli comuni. Ci si attivi per cominciare già dalle prossime elezioni. Immagine

All’interno di una riforma degli enti locali brutta e irricevibile come quella firmata da Delrio, approvata in via definitiva dal Parlamento e già in vigore, c’è un elemento, introdotto nel percorso parlamentare, che va in controtendenza rispetto alla riforma delle province, che costituisce il contenuto principale del provvedimento e che punta a eliminare il voto a suffragio universale per la scelta degli amministratori provinciali e consegnare invece la gestione delle province riformate agli accordi tra i politici (in pratica un rafforzamento della cosiddetta “casta”, a dispetto di ciò che si va raccontando). Si tratta dell’aumento dei consiglieri comunali e degli assessori nei comuni inferiori ai 10.000 abitanti. Nel corso degli ultimi anni sono stati via via tagliati migliaia di seggi di assessore e consigliere comunale; secondo Calderoli, che ebbe la brillante idea da ministro del governo Berlusconi, sarebbero addirittura 100.000. E’ così che, dal 2009,  con la legge finanziaria per il 2010, diventata operativa nel 2011, ad ogni elezioni amministrativa i consiglieri comunali, e provinciali, da eleggere sono sempre diminuiti del 20%.  Il taglio di Calderoli è poi stato confermato, e aumentato, da un decreto dell’estate 2011, sempre del governo Berlusconi.  Questo taglio di democrazia non ha prodotto né un riavvicinamento dei cittadini alla politica, né alcun risparmio significativo per le casse pubbliche, né alcun miglioramento della qualità dei governi locali e delle classi politiche locali. Si è solo ridotto il numero di cittadini che si occupano con costanza dell’amministrazione della propria città, che conoscono il funzionamento di un bilancio pubblico e le questioni urbanistiche e amministrative che gli enti locali devono affrontare e risolvere per governare il proprio territorio e la propria comunità di riferimento. E si è ridotta la possibilità di presenza in consiglio comunale delle minoranza, anche in presenza di minoranze del 20%, con una evidente lesione democratica.

L’elemento di controtendenza e positivo contenuto nella riforma Delrio, nonostante Delrio, è costituito dall’aumento da 6 a 10 dei consiglieri comunali dei comuni fino a 3000 abitanti, dell’aumento da 0 a 2 degli assessori nei comuni sotto i 1000 abitanti; nell’aumento da 7 a 12 dei consiglieri, e da 3 a 4 degli assessori, nei comuni da 3000 a 5000 abitanti; nell’aumento da 10 a 12 dei consiglieri nei comuni da 5000 a 10000 abitanti. Non viene toccata una fascia più numerosa di comuni, quella da 10.000  a 30.000, dove permane un problema di rappresentanza, dato il premio di maggioranza e gli sbarramenti matematici all’ingresso che diventano altissimi. Né i comuni più popolosi.

In totale vi sarà un aumento, a livello nazionale, di 26.000 cittadine e cittadini in più che si occuperanno della cosa pubblica. L’informazione, allineata al potere, ha preferito omettere questa informazione e far risaltare una presunta abolizione delle provincie, che in realtà significa solo l’abolizione di 3000 consiglieri eletti che si occupano dei problemi delle comunità provinciali per lasciare spazio a logiche spartitorie, gestite dalle segreterie di partito fuori da ogni controllo dell’opinione pubblica e della cittadinanza attiva.

Come si vede dalle tabelle sottostanti, gli attuali aumenti restano al di sotto della situazione precedente i tagli operati dal governo Berlusconi. Segno che permane l’idea che si debba rinsecchire la rappresentanza e la partecipazione democratica in quegli enti, come i piccoli comuni, dove nessuno riesce a vivere di politica con i gettoni di presenza o le basse indennità degli assessori. Il provvedimento non comporterà comunque alcun aumento dei costi, perché i comuni dovranno ridistribuire le poche risorse destinate agli amministratori senza aumentarle.

consiglieri

Abitanti comuni fino a Calderoli Dopo i tagli Adesso con la legge Delrio
Fino a 1000 12 6 10
Da 1000 a 3000 12 6 10
Da 3000 a 5000 16 7 12
Da 5000 a 10000 16 10 12
Da 10000 a 30000 20 16 16

 

assessori

Abitanti comuni fino a Calderoli Dopo i tagli Adesso con la legge Delrio
Fino a 1000 4 0 2
Da 1000 a 3000 4 2 2
Da 3000 a 5000 6 3 4
Da 5000 a 10000 6 4 4
Da 10000 a 30000 7 5 5

 

Si tratta comunque di un passo in avanti che, in provincia di Treviso, comporta un aumento dei seggi di consigliere comunale di circa 167 consiglieri e di circa 21 posti di assessore (“circa” perché calcolati sulla base dei residenti attuali e non sui dati dell’ultimo censimento, che sono il riferimento ufficiale per la determinazione dell’appartenenza di un comune a una fascia di popolazione o ad un’altra). Quindi poco meno di 200 amministratori vengono sottratti alla mannaia populista e antidemocratica imbracciata dalla casta per meglio tutelarsi.

La misura può essere operativa già dalle prossime elezioni comunali del 25 maggio. Ed è auspicabile che gli enti preposti, la Prefettura e i comuni interessati, si attivino al più presto per realizzare questo allargamento di partecipazione democratica.

Luca De Marco

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