Dare al Veneto un governo nuovo, sconfiggere il razzismo e l’affarismo delle destre

Dopo un lungo percorso regionale di confronto e discussione per definire le alleanze in vista delle prossime elezioni regionali, conclusosi con una consultazione regionale degli iscritti, svolta all’interno delle federazioni provinciali e che ha confermato l’ipotesi di accordo con il PD regionale su una base programmatica condivisa (nella nostra assemblea provinciale di Treviso del 13 marzo i favorevoli all’accordo sono stati l’86,67%, i contrari e gli astenuti entrambi il 6,67%), l’accordo per l’alleanza di centrosinistra è stato ufficializzato con due conferenze stampa a livello regionale, il 20 marzo e il 2 aprile scorsi.

La proposta di programma avanzata mesi fa da SEL, assieme a Rifondazione (ora “Sinistra Veneta”, dopo che Rifondazione Comunista ha deciso di scegliere un’altra strada) e Verdi, è stata accettata in larga parte dal Partito Democratico veneto, e quindi il programma regionale della coalizione di centrosinistra prevederà, tra l’altro:

  • centralità del pubblico nelle politiche attiva del lavoro, investendo nei centri per l’impiego
  • politica industriale regionale che rimetta al centro la pianificazione pubblica
  • reddito di cittadinanza
  • stop alla vendita delle case popolari
  • revisione leggi sugli appalti, all’insegna della trasparenza e della tutela dei lavoratori
  • salvaguardia delle coste e della Laguna, no alle trivellazioni in Adriatico e alle grandi navi a Venezia
  • stop al consumo del territorio, con revisione del piano urbanistico regionale e fine dei megaprogetti di news city commerciali (vedi Veneto City)
  • piano per la cura e manutenzione del territorio, contro il dissesto idrogeologico
  • raccolta differenziata spinta con obiettivo rifiuti zero e chiusura inceneritori e discariche
  • tutela dell’acqua come diritto, come risorsa naturale, come gestione pubblica della distribuzione in rispetto dei risultati del referendum
  • spostamento delle risorse dagli investimenti su strade a quelli per il trasporto su ferro. Rilancio e ampliamento del Sistema Metropolitano Ferroviario di Superficie.
  • chiusura della stagione dei “project financing”, sistema perverso fonte di corruzione e di spreco di denaro pubblico. Revisione e discussione pubblica dei progetti di grandi opere.
  • legge per il no ogm in agricoltura
  • aumento degli stanziamenti per le politiche sociali e rafforzamento del ruolo del pubblico
  • riduzione liste di attesa in sanità, sblocco delle assunzioni, centralità sanità pubblica rispetto al privato. Taglio dei ticket
  • istituzione del parco interregionale del Delta del Po
  • abbassamento quorum per referendum regionale abrogativo e propositivo
  • bilancio sociale, bilancio di genere, bilancio partecipato, comitati utenti nei servizi pubblici

Questa base comune consente di proporre una alternativa reale al ventennio forza leghista di gestione del governo e del potere nel Veneto, conclusosi giudiziariamente, per ora, con l’assessore alle strade e l’ex presidente del Veneto agli arresti, ma che prosegue nei fatti con il vice di Galan e il capo di Chisso che si ripropone a presidente del Veneto.

La rottura che si è prodotto all’interno della Lega è una rottura profonda, che riapre la partita per il governo del Veneto. Abbiamo di fronte l’occasione storica di portare la sinistra a governare la Regione, e di sconfiggere la destra a trazione leghista,  votata ora a una deriva estremista e razzista con il nuovo corso salviniano.

La nuova Regione dovrà riappropriarsi del compito proprio e utile della politica, governare e dare un senso di marcia ai processi, non assecondare supinamente logiche mercantili e affaristiche. E, al centro della politica e del governo, vanno ora messi la trasparenza e l’onestà.

La gestione e programmazione del servizio sanitario devono essere sottratti a logiche speculative e finanziarie, che tramite la finanza di progetto arricchiscono soggetti privati togliendo per decenni alle casse pubbliche risorse da destinare ai servizi e all’abbattimento dei ticket. O che spostino le risorse dal pubblico al privato. La pianificazione territoriale deve porsi l’obiettivo di fermare e riparare all’immenso consumo di suolo perpetrato in regione. Le politiche di sviluppo devono partire dalla centralità del lavoro, della sua sicurezza e della sua dignità, contrastare delocalizzazioni e competizioni al ribasso sulla pelle dei lavoratori, puntare sulla qualità ambientale, sull’innovazione e sulle risorse territoriali.

Da ora il nostro impegno è quindi quello di far comprendere l’importanza della posta in gioco, di far conoscere i contenuti innovativi e per nulla scontati che abbiamo ottenuto nella trattativa, di proporre delle liste espressione della sinistra sociale e politica e del mondo ambientalista progressista, e di chiedere un sostegno per una presenza forte della sinistra all’interno della coalizione di centrosinistra, come migliore garanzia di discontinuità rispetto alla stagione Galan Zaia e di una modalità di governo più democratica e rivolta all’esclusivo interesse del territorio veneto e dei suoi cittadini.

La lista nella quale si presenterà Sinistra Ecologia Libertà è la lista Ven[e]to Nuovo

veneto nuovo

Lascia un commento

Archiviato in Regionale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...