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A Treviso: Invia un libro a Lampedusa

Sinistra Ecologia Libertà, aderendo ad un appello del sindaco di Lampedusa e Linosa Giusi Nicolini, partecipa all’iniziativa “Invia un libro a Lampedusa”, per favorire la lettura nell’isola, dove non esistono biblioteche né librerie.

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Per questo mercoledì 28 agosto, la sede della Federazione di SEL in via Ragusa 10 a Treviso sarà aperta dalle 19,30 alle 21,30. Chiunque può portare libri da destinare all’isola, la spedizione sarà a cura di SEL.


Queste le parole con le quali la sindaca Giusi Nicolini ha spiegato l’iniziativa: “Lampedusa non ha una biblioteca e neppure un negozio dove potere acquistare libri. Voi ci vivreste mai in una città dove non e’ possibile comprare dei libri? Io non credo! Quindi se in giro per casa avete libri, di qualsiasi genere, che non leggete o avete già letto e di cui volete sbarazzarvi, aderite all’iniziativa”.

Federazione Provinciale SEL Treviso

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Non lasciamoci sfuggire l’Home Festival

https://i0.wp.com/www.homefestival.eu/img/logo.pngCultura: è una parola chiave della gestione del territorio.
E’ il settore che, in tempi di ristrettezze,  per primo subisce tagli e censure e non si potrebbe fare un errore più grossolano di questo: la cultura è incivilimento , arricchimento sociale, ed offre nuove prospettive di ricchezza economica per un territorio.

La cultura non è solo ornamento e coreografia, ma sostanza di un nuovo modello di sviluppo possibile.
Per questo non comprendiamo quando, a proposito dell’Home Festival, l’ evento culturale  di altissimo livello svoltosi a Treviso,  il più grande festival musicale che si svolge nell’Europa meridionale, emergano  ottusità e paura del nuovo e del diverso, atteggiamenti che non offrono nessun contributo positivo, ma che soffocano il nostro
territorio.

Come si può non accorgersi che esiste un vero bisogno di cultura  (che in questo caso è musicale) , che si traduce poi  in centinaia di migliaia di presenze ? Un importante evento gratuito che potrebbe essere ulteriormente  allargato ad altre iniziative di contorno , potrebbe portare turismo giovanile da tutta Italia , potrebbe essere
una  possibilità per il territorio di offrire ricettività logistica, sviluppo .
Perché non iniziare a pensare in “ grande “, avere l’idea che l’investimento sulla cultura si sviluppa su più livelli, dal recupero delle strutture teatrali degli archivi, all’implemento delle biblioteche, dei musei,alla possibilità di sviluppare luoghi della
multimedialità , della creatività e della connessione sociale.

Iniziare veramente, così,  a donare ai nostri giovani e non solo, qualche cosa di più di una semplice sagra di esposizione culinaria, che di fatto rimane un semplice e piccolo evento , il cui unico scopo è quello forse di far credere che  tutto debba rimanere immobile e fermo .
Iniziamo a renderci conto che con la cultura “ vera “ è tutto il territorio che ne guadagna veramente da tutti i punti di vista.
Vi sono esempi in tutta Italia di festival musicali che con le adeguate sinergie tra gli enti locali ( Regioni , Provincia e Comune ) possono produrre un immenso ritorno per una intera Regione .
In Puglia per esempio si organizza un evento che ormai è diventato “mondiale “ . Si organizza in un piccolo paese di poche migliaia di persone nel  Salento e si chiama “Festival della  Notte della Taranta”. Dove si mescolano antiche tradizioni con Musica e Cultura moderna e che da anni attrae migliaia di persone da tutto il mondo e che ha visto in prima  fila gli Enti Regione Provincia e Comune costruire un volano per tutta la collettività e che 4 milioni di euro investiti si è avuto  un ritorno economico di 6 volte di più.
Cerchiamo di rendere il nostro territorio presentabile culturalmente e
degno di presentarsi al mondo ad un livello più alto rispetto alle “
consuete “ e desuete sagre in salsa leghista.
Si sostenga a tutti livelli eventi come l’Home Festival. Non bisogna
avere timore delle novità o del cambiamento . La bella musica non ha
mai fatto male a nessuno anzi.

Luigi Amendola
Consigliere Provinciale
Sinistra Ecologia Libertà

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Le associazioni culturali e la produzione diffusa di cultura

Nel Progetto per Treviso ( Tino Zandigiacomi , Calesso e Anna Mirra) propongono di trovare un sito ,una sede espositiva da metter a disposizione di giovani artisti e creativi come luogo di produzione e confronto “ si potrà così offrire una sintesi culturale e progettualità formativa anche ad altre attività legate alla cultura dell’immagine , per le quali la nostra provincia si è già segnalata all’attenzione nazionale: Mostra della illustrazione per l’infanzia di Sarmede , Treviso comics, Antenna cinema, Fabbrica, le mostre di Ca’dei Carraresi, Ciack Junior,: Treviso potrebbe trovare nella cultura dell’immagine il proprio ruolo culturale (come avviene in altre città per la filosofia , la letteratura, l’economia) e diventare un polo di attrazione regionale e nazionale , attraverso un FESTIVAL ANNUALE DELLA GRAFICA” nel quale cominciare anche ad adoperare la Mostra Salce in rapporto con altre istituzioni simili per mostre monografiche etc.

E’ una proposta interessante sulla quale lavorare per stimolare Commercianti, Fondazione Cassamarca, Facoltà di disegno industriale, Comune e Provincia a cominciare a elaborare un progetto.

Ma da iniziative di grande dimensione vengono trascurate le innumerevoli associazioni culturali che producono “ cultura diffusa”. Il Comune ha quindi il compito di far crescere nel tempo esperienze culturali e associative in ogni settore dando uguali opportunità a tutti gli operatori ( senza preclusioni): è necessaria allora una gestione delle risorse basata su una metodologia trasparente e partecipata.

E’ importante mirare anche ad iniziative frequenti e dotate di continuità che possano essere di stimolo verso la produzione culturale e che incentivino le figure professionali che fanno della creazione la propria cifra artistica, non basta quindi offrire alle associazioni una sede ma è necessario impostare una attività di monitoraggio di consulenza , di incentivazione anche economica nei confronti di chi svolge attività culturale di base.

ESEMPI:

  1. Convenzione con SIAE per consentire a circoli ricreativi, culturali o gruppi spontanei di lavorare in modo legale con costi sopportabili e aumentare la qualità della programmazione;

  2. Apertura, a bassi costi, della struttura teatrale del Villaggio ( proprietà Fondazione) a compagnie amatoriali che intendano produrre e innovare nel campo teatrale;

  3. Censimento delle Associazioni culturali trevigiane, rilevamento dei campi di attività, individuazione delle difficoltà che devono affrontare , ricerca di iniziative della amministrazione pubblica che risolvano i problemi;

  4. Convenzione con Teatri Spa e liceo Manzato per iniziative di divulgazione culturale musicale (musica classica, moderna, operistica etc.) rivolte a scuole e giovani incentivando la loro partecipazione e chiedendo loro di formulare progetti e proposte di attività musicali;

  5. Definizione di uno spazio espositivo multiplo per mostre di pittura , grafica, fotografica e relativi laboratori di progettazione e gestione delle mostre,

  6. …..

  7. …..

E si potrebbe continuare ma il problema non è tanto quello di voler interpretare le necessità di chi vuol “ fare cultura” a Treviso quanto di saper “ ascoltare” le loro proposte per essere in grado di trasformarle poi in scelte amministrative.

Ritengo che questo sia uno dei compiti del Centro Sinistra se vuole essere in grado di proporsi come alternativo alla Lega.

Bruno Schiavon

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Salutiamo il poeta di Pieve di Soligo e del Mondo

Salutiamo il grande poeta Zanzotto, con riconoscenza per quanto ha rappresentato per la nostra provincia e per tutta la cultura italiana e con il rammarico di non poter più ascoltare la sua voce di letterato e di amante appassionato della nostra terra, impegnato nel difendere il paesaggio naturale e umano del Veneto e della Marca Trevigiana dalle strettoie di un “progresso scorsoio” nel quale soffoca la vocazione più antica e autentica delle nostre terre.
Zanzotto aveva denunciato per tempo la degenerazione del turbo capitalismo nella finanziarizzazione estrema, l’aggressione al paesaggio veneto che diventa perciò stesso destabilizzazione culturale e mentale, il carattere artificiale delle mitologie politiche sulla superiorità etnica dei veneti.
Riconosciamo nella figura di Zanzotto una delle massime espressioni della cultura italiana ed europea, e ad un tempo della cultura trevigiana. Il locale conciliato col globale, il radicamento autentico contro lo spaesamento frutto di una massificazione pubblicitaria e ideologica che desertifica i territori proprio quando più dice di esserne espressione.
Per noi la figura di Zanzotto, le sue idee, la sua arte, e le sue battaglie, resteranno nel novero delle cose più belle e più utili da portare nel futuro, del Veneto e del mondo.

Luca De Marco

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“C’è un grande marasma, una disperazione confusa, che poteva essere intuita già nei primi anni Novantzanzotto_sorgente.jpga con il fluttuare del voto dalla DC alla Lega. La quale Lega (che qui era poi la Liga, nata prima e con caratteri suoi propri) aveva anche alcune ragioni, al suo esordio, mentre più tardi si è spappolato tutto e il corpo sociale mostra ormai segni di putrefazione. Dilagano bassi sentimenti e domina un capitalismo brado che coincide con “benessere” ed egoismi che, data la fortissima slogatura culturale prodottasi nel Nordest, inducono a bislacche nostalgie e approssimazioni mitologiche. Tutte fondate su fantasmi”

“L’aspetto più urtante, almeno visualmente, di come è cambiato il Veneto è proprio l’aggressione al paesaggio. Alla scomparsa del mondo agricolo ha corrisposto una proliferazione edilizia inconsulta e causale, che ha dato luogo a una specie di città-giardino (ma sempre meno giardino e sempre più periferia di città), con un’erosione anche fisica del territorio attraverso diverse forme di degradazione macroscopica dell’ambiente. Ora, tutta questa bruttezza che sembra quasi calata dall’esterno sopra un paesaggio particolarmente delicato, “sottile” sia nella sua parte più selvatica come le Dolomiti, sia in quella più pettinata dall’agricoltura, non può non creare devastazioni nell’ambito sociologico e psicologico. Vibere in mezzo alla bruttezza non può non intaccare un certo tipo di sensibilità, ricca e vibrante, che ha caratterizzato la tradizione veneta, alimentando impensabili fenomeni regressivi al limite del disagio mentale. Per esempio, aggressività, umori rancorosi, intolleranze e spietatezze mai viste, secondo la logica di sbrogliare la crisi sociale – che si fa sempre più acuta – etnicizzandola. E così è successo perché, in realtà, quell’orrenda proliferazione è scaturita appunto dall’affievolirsi di antiche virtù”

Andrea Zanzotto

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Forchettoni leghisti al cinema

Finanziamenti pubblici al cinema: con che faccia la Lega apre bocca dopo il fiasco del film su Alberto da Giussano e quello in preparazione su Marco D’Aviano ?

l comune di Treviso ha ritirato pochi giorni il permesso, già concesso, a effettuare in città le riprese del film di Francesco Patierno “Cose dell’altro mondo”, con Diego Abatantuono. Sono così volati via 700.000,00 di indotto per la città, che andranno invece a Bassano del Grappa, dove si sposterà la troupe per poter girare il film. Basti pensare ai costi di ospitalità per la troupe di 50 persone, o alle 400 comparse trevigiane. Tutti soldi che di questi tempi non avrebbero guastato. Ma, si sa, per la Lega prima di tutto viene il Bossi, come sostiene il Sindaco di Adro.
Le prime dichiarazioni del sindaco Gobbo adducevano come motivazioni ragioni legate alla chiusura del centro, negando che si trattasse di un diniego politico.
Che invece le cose non stessero così, ma in realtà si trattasse di una vera e propria censura politica da parte dell’Amministrazione Comunale, lo dimostra ora l’iniziativa del solito senatore Stiffoni, che quando c’è da fare la brutta figura del razzista di turno non si tira mai indietro. Contesta il senatore, addirittura con una interrogazione parlamentare, il contributo pubblico che al film è stato concesso.
Non sappiamo quali titoli abbia il senatore Stiffoni per giudicare “dannoso” il film, prima ancora che sia realizzato. Probabilmente l’aver saputo che si intende mettere in scena l’ipotesi che di colpo i lavoratori stranieri se ne vadano tutti via, ha seminato il panico tra i leghisti. Perché capiscono anche loro cosa questo significherebbe, e vederselo rappresentare in un film non fa comodo alla loro battaglia ideologica e indiscriminata contro gli immigrati.
Noi invece ci chiediamo se sia stato giusto concedere un finanziamento pubblico, di 1,6 milioni di Euro, al film “Barbarossa”, in pratica “commissionato” dalla Lega a Renzo Martinelli, dedicato alla figura di Alberto da Giussano e dove addirittura a Bossi veniva riservata una BossiBarbarossa.jpgcomparsata, inserendo una sua foto per via digitale nella post produzione del film in abito d’epoca. Per quel film la Lega organizzò delle proiezioni come partito, e Bossi disse “andate a vederlo come se andaste a votare”. I padani non lo seguirono e il film si rivelò un flop, incassando in Italia solo 835.000,00 Euro, e che non verrà ricordato nella storia della cinematografia italiana. Il film fu prodotto dalla Rai, attraverso Rai Trade che ci mise altri 4 milioni. E’ noto che in Rai, come in tutti gli enti pubblici,  grazie alla spartizione politica della quale i leghisti sono diventati i primi fautori e attori, il partito di Bossi ha le sue pedine ben piazzate.
Del film Barbarossa se ne parlò anche nelle intercettazioni del 2007 tra Berlusconi e Agostino Saccà, dove emerge in modo inequivocabile il ruolo avuto da Bossi e dalla Lega nel far finanziare l’opera. Continua a leggere

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Reteventi diventa verde ?

RetEventi cultura non può diventare un cartellone padano: se ne discuta subito in commissione

Come opposizione abbiamo negli anni sostenuto l’impianto generale della programmazione di RetEventi Cultura, pur contestandone spesso alcuni aspetti e alcuni finanziamenti chiaramente mirati ad amici. Abbiamo infatti condiviso l’affermarsi di una logica collaborativa e di messa in rete delle tante risorse culturali sparse sul territorio e troppo spesso scollegate e impossibilitate a produrre un’adeguata azione di marketing, come in buona parte è RetEventi Cultura.

Tanto che, quando la Giunta provinciale decise di chiudere quell’esperienza, eliminandone il finanziamento nel bilancio di Previsione 2009, proponemmo un emendamento al bilancio per rifinanziare l’iniziativa. Solo mesi dopo la Giunta ritornò sui suoi passi e trovò le risorse per la nuova Edizione.

Siamo convinti che si debbano fare ulteriori passi in avanti, e che si possa pensare a progetti anche più ambiziosi e caratterizzanti della nostra provincia. Ma se ora RetEventi Cultura diventa lo strumento attraverso il quale la Lega Nord intende sottoporre al proprio controllo politico, attraverso l’erogazione condizionata dei contributi, il ricco mondo culturale trevigiano, allora tanto vale archiviare quell’esperienza e ripartire da zero.

Chiederemo spiegazioni riguardo alla lettera che la Provincia ha inviato alle associazioni per imporre loro di coordinarsi con l’Amministrazione Comunale di Vittorio Veneto.

Il problema del rilancio del Teatro Da Ponte a Vittorio Veneto è un tema autentico, che l’Amministrazione Comunale ha affrontato passando la palla alla Provincia. Ma non è possibile che ora la soluzione di questo problema passi per una imposizione a tutti i partecipanti del cartellone nell’avere un nuovo riferimento nell’Amministrazione leghista di Vittorio Veneto.

Ci pare inoltre significativo che questa iniziativa dell’Assessorato non sia stata né comunicata né discussa con la commissione consiliare, cosa che invece solitamente accade e della quale va dato atto all’Assessore Favero. Chiederemo che al più presto la questione venga portata in commissione.

Luca De Marco, consigliere provinciale Sinistra Ecologia Libertà

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