Gaia Righetto

-Collegio di TREVISO III-

Ecco perché

Spero che questo non vi sembri il solito discorso fronzoloso intriso di retorica politichese di cui tanto sentiamo parlare e che spesso purtroppo la maggior parte di noi non saprebbe nemmeno riconoscere, dimostrazione lo è la situazione tragica in cui questa bella e povera Italia si trova a vivere quotidianamente. Comunque la smetto subito di ritornare su questi annoso problema trito e ritrito. Scrivo ora per spiegare il motivo della mia candidatura, ammetto che sto facendo una difficoltà immensa  a trovare le parole. Che dire, ho 19 anni ancora, studio Lettere Moderne all’Università di Padova, lavoricchio, faccio un po’ di politica, sono la vice presidente dell’associazione veneta Protezione Animali e Ambiente e da cinque anni mi interesso di politiche studentesche in particolare a livello sindacale, con la Rete degli Studenti Medi. Mi sono detta che questo è il momento giusto perchè i giovani di mettano in prima linea, perchè scendano in campo carichi della rabbia che li spinge per natura, consapevoli di quanto debbano ancora imparare e di quanto possano insegnare ai più anziani e di quanto la loro forza dirompente sia fondamentale per smuovere, per smuoverci. Perchè la verità è che abbiamo bisogno di liberarci dalla schiavitù mentale che ci attanaglia che è diversa da quella di 40 anni fa ma non se ne allontana troppo purtroppo. Perchè siamo solo noi giovani che possiamo liberare le nostre menti e nessun’altro, non possiamo aspettare che siano i nostri genitori a farlo per noi anche perchè se questa è la situazione significa che il loro metodo non ha funzionato. Perchè è vero che la politica deve essere fatti però non possiamo avere fatti se prima non abbiamo sogni, perchè sono i sogni che ci spingono a fare, non i fatti di per sè. Perchè dobbiamo ammettere che lì fuori c’è una battaglia che si prepara ad infuriare e dobbiamo avere la forza di combatterla e non possiamo continuare a piangerci addosso, e dovremo scuoterci tuti perchè i tempi sembra che non vogliano cambiare ma lo devono fare.

Ecco perchè più che giusto che un giovane, una giovane abbia il coraggio di mettersi in gioco, voglia cambiare le sorti di questa provincia in cui siamo noi, forza del futuro ad essere visti come un peso. Dove non ci sono progetti di ampio respiro per coinvolgere continuamente le nuove menti all’interno della comunità. Ma poi c’è una questione ambientale da risolvere, essendo una delle province italiane più inquinate, non avendo un reale piano di contenimento degli argini o delle frane. Gli studenti come i pendolari non hanno vita facile a livello provinciale avendo gli abbonamenti costi improponibili. Le amministrazioni precendenti hanno risolto la questione della viabilità con rotonde prive di un piano reale intorno. E cosa dire delle condizioni in cui devono vivere tutti gli stranieri che abitano la marca, che per fortuna hanno la possibilitàdi integrarsi attraverso il lavoro, ma non sempre. Costretti spesso a vivere al margine perchè la provincia non è stata in grado di attuare un piano di vera integrazione e il poco che c’è è merito della associazioni di Cittadinanza Attiva che con i pochi mezzi e disposizione si danno da fare. Con un presidente che si permette di avere un simbolo con su scritto la parola RAZZA, dopo tutto quello che questo paese ha passato, e purtroppo nessuno sembra rendersi conto della gravità!!Le scuole hanno bisogno di ristrutturazioni serie perchè non siano un rischio  per gli studenti, per gli insegnanti e per le famiglie. E sarà questo uno dei punti cardine della mia campagna. Giovani,scuole,ambiente. Giovani anche come universitari e come lavoratori che in questa provincia rischiano solo di essere relegati a cittadini di serie b. Gli universitari in sede e fuori sede non hanno possibilità di avere una vita al di fuori delle loro aule, non esiste un piano case che possa loro permettere di trovare una propria indipendenza. Ma del resto più del 90% dei miei coetanei ha una lavoro precario. Ma non viene data un’alternativa, troppo spesso sei costretto ad accettare il nero o falsi contratti altrimenti non lavori. Direi che è ora di dire basta! Bisogna veramente combattere per riprenderci il futuro, per riprenderci il presente, per riprenderci il lavoro, per riprenderci la nostra vita e la nostra libertà. Libertà collettiva!

Sono felice oggi di candidarmi perchè grazie all’impegno di ognuno di noi potremo veramente cambiare le cose, perchè è così che ogni piccola grande rivoluzione è cominciata.

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2 risposte a “Gaia Righetto

  1. “(…) noi, forza del futuro ad essere visti come un peso.”
    .. quanto hai ragione!
    Brava
    Agnese

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