Roberto Carlucci

-Collegio di TREVISO II-

Sono Roberto Carlucci, ho 27 anni, ho una laurea magistrale in Filosofia del Linguaggio, coordinatore da Dicembre del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà della città di Treviso e libero professionista, che è il modo elegante con il quale il sitema italiano incasella un telelavoratore senza malattie, senza ferie, senza tredicesima, con contratti a scadenza e stipendi oscillanti. Insomma, un precario sotto mentite spoglie. Faccio politica dal 2006, da quando una notte di Aprile mi resi conto che guardare sconsolato i risultati elettorali da casa non mi era più sopportabile. Da allora ho vissuto la politica nelle sue mille sfaccettature, incontrando sia la passione che il cinismo, la partecipazione e il personalismo, la sperimentazione e le prassi consolidate. E il risultato è che dopo tutto sono qui, pronto a crederci.

Non scrivo per farvi una serie di promesse. Scrivo per farvi una proposta: vi propongo di immaginare la provincia di Treviso animata da una cultura e una socialità nuove, moderne, che prosperano sulla tutela delle differenze e sulla valorizzazione delle esperienze di vita, che non piegano la salute e l’ambiente all’interesse di piccoli gruppi di “amici di amici”, che vivono il sapere e la complessità come strumenti di crescita individuale e collettiva. Vi propongo di immaginare una provincia che investe sulla mobilità dolce, sulle energie rinnovabili, sui servizi per i giovani e gli studenti, che usa i suoi soldi e le sue funzioni non per costruire ridicoli sarcofaghi autocelebrativi spacciandoli per nuove sedi amministrative, ma per promuovere la costituzione nei comuni di luoghi di aggregazione e sviluppo sociale e culturale. Vi propongo di immaginare una provincia dove l’elaborazione delle paure non sia più l’unico processo di elaborazione collettiva in atto nel territorio, ma dove le istituzioni si impongono di far crescere nei loro amministrati la capacità di vivere senza timore la complessità del mondo contemporaneo.

E vi propongo di chiedervi come mai tutto ciò sembri un sogno irrealizzabile.

Chi ci ha tolto la voglia di lasciare un segno profondo nel mondo? Quand’è che immaginare una trasformazione radicale è diventato stupido e insignificante? Come è potuto succedere che la capacità di pensare il cambiamento sia diventata oggetto di scherno, sostituita dalla paura anacronistica, dalla politica “un tanto al chilo”, dalla cronica mancanza di idee innovative che però viene spesso scambiata per “concretezza” e “pragmatismo”?

I responsabili hanno nome, cognome e bandiera. E io sento il bisogno di dire basta, di riprendermi il mio spazio, che poi è lo spazio di un’intera generazione condannata all’eterna precarietà lavorativa ed esistenziale. Rivendico il mio diritto a immaginare la trasformazione senza dovermi sentire un ingenuo o uno sciocco. In questa corsa porto con me non solo progetti e proposte, ma soprattutto l’idea di ridare cittadinanza politica a una generazione che alla soglia dei trent’anni si ritrova a vagare senza meta accontentadosi di piccole soddisfazioni e di un basso profilo, in eterna attesa di un segno di svolta da un paese che non riesce a vederci come risorsa se non quando siamo perfettamente incasellati negli schemi dominanti.

Con la mia candidatura, vorrei dare una voce in più a tutti quelli che come me tirano avanti a testa alta pur vedendo che la cultura è stata sostituita dall’orgogliosa ignoranza, che la bellezza è diventata volgarità, che la creatività è stata bollata come inutilità. Vorrei essere una voce in più per chi, come me, non solo si indigna, ma trova ancora la forza e il coraggio di immaginare e di cambiare e nel farlo non si vergogna a chiedere aiuto agli altri. Ed è quello che sto facendo io in questo momento, scrivendovi con sincerità: perchè se questo progetto lo porteremo avanti insieme, un pezzo di quella provincia che immaginiamo ci sarà già.

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2 risposte a “Roberto Carlucci

  1. Marco Scolese

    che bella presentazione!! Robbè, sei forte!
    io ti voto e ti faccio votare!!
    … e mi rendo conto che nelle ultime 2 tornate elettorali ho accordato la preferenza, di riffa o di raffa, sempre alla tua famiglia!

    p.s. sai che io e Luigi Amendola ti vogliamo far div….;-)

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