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La grande opera: la messa in sicurezza del territorio

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La politica ha bisogno di liberare la discussione pubblica dalla retorica delle moderne piramidi, delle grandi, costose ed inutili grandi opere per i nuovi Faraoni. La più grande opera di cui l’Italia ha bisogno è la messa in sicurezza e la salvaguardia del proprio territorio sia nelle realtà rurali che in quelle urbane. Non possiamo  piu’ sprecare risorse economiche e ambientali, non vogliamo perdere altre vite umane. Sono costi inaccettabili per un Paese che si vuole definire civile e moderno. Di fronte alle scene che guardiamo attoniti in tv  di fronte a queste emergenze ambientali ed umane, pensiamo che sarebbe l’ora  della convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento in forma congiunta, per discutere finalmente di cosa significhi battere la casta del cemento e i danni che ha prodotto;  per discutere  di quale prezzo l’Italia paghi all’abuso, alla sanatoria, alla speculazione, ai condoni; per discutere ed approvare l’adozione di un Piano Decennale  per la messa in sicurezza del nostro terriorio e per salvare il Belpaese.

E’ chiaro che oltre allo spread economico su cui occorre intervenire con urgenza, esistono uno spread ambientale ed anche uno sociale a cui occorre senza indugio trovare risposte.

Nichi Vendola

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Ai referendum SEL vota 4 Sì

Perchè i referendum siano efficaci è necessario superare il quorum del 50%+1 degli elettori. Nonostante l’importanza dei temi, moltissimi italiani non sono a conoscenza dei referendum e per questo motivo sarà necessaria una mobilitazione eccezionale.

La democrazia è partecipazione e mai come questa volta il contributo di ognuno di noi potrebbe essere determinante. Per questo motivo è indispensabile che ognuno di noi si impegni il più possibile per contribuire a raggiungere e superare il quorum, informando e coinvolgente quanta più gente possibile.

Vai alla pagina nazionale di Sinistra Ecologia Libertà

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Garantire l’Acqua come Bene Comune

Il testo dell’Ordine del Giorno depositato lunedì sera alla Conferenza Capigruppo che chiede l’inserimento in Statuto del diritto umano all’acqua nonché per sostenere le attività in favore della ripubblicizzazione dell’acqua, compreso il sostegno ai due referendum e la richiesta di moratoria ai provvedimenti di privatizzazione finchè i cittadini non abbiano potuto esprimere il loro voto ai quesiti referendari.

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Treviso, li 21 febbraio 2011

Al Signor Presidente Della Provincia di Treviso
Al Signor Presidente Del Consiglio Provinciale

 

Ordine del Giorno:

“Garantire l’Acqua come Bene Comune”

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TREVISO

PREMESSO CHE:

nella seduta del 30 novembre 2009 è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale di Treviso l’Ordine del Giorno “Acqua bene comune” ;
in Italia si è attivata un’ampia coalizione sociale in difesa della gestione pubblica del servizio idrico, che ha promosso due referendum abrogativi in materia di gestione dei servizi idrici dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale lo scorso 12 gennaio (il 1° quesito richiede l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, così come modificato dall’art. 15 del DL 135/2009 convertito, con modificazioni, in della Legge n. 166/2009; il 2° quesito richiede richiede l’abrogazione dell’art. 154 del D.Lgs. n. 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone nella determinazione della tariffa l’adeguata remunerazione del capitale investito), per i quali sono state depositate in Cassazione oltre 1.400.000 firme, circostanza che sottolinea la grande sensibilità dei cittadini su questo tema;
in caso di elezioni politiche anticipate la consultazione referendaria, che secondo il normale percorso deve essere indetto nella primavera del 2011, verrebbe posticipata di un anno.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE di TREVISO DELIBERA DI :

1. Modificare lo Statuto della Provincia di Treviso aggiungendo, il seguente testo:

La Provincia riconosce il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e garantisce che la proprietà e la gestione della rete di acquedotto, distribuzione, fognatura e depurazione siano pubbliche e inalienabili;
Il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale di interesse generale. La Provincia di Treviso, in attuazione della Costituzione e in armonia con i principi comunitari, al fine di realizzare le coesione economica-sociale e territoriale, promuovere la solidarietà, garantire la protezione dell’ambiente e della salute, anche in considerazione delle peculiarità locali, ritiene di non poter realizzare nel proprio territorio tale specifica missione attraverso il mercato e secondo le regole della concorrenza. La Provincia realizza tale missione attraverso la gestione del servizio idrico integrato effettuata da un soggetto di diritto pubblico;
E’ assicurato il diritto, per ogni abitante del territorio provinciale, alla disponibilità domestica gratuita di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona

2. Sostenere la possibilità, da parte dei cittadini, di pronunciarsi sulla gestione del servizio idrico, attraverso le seguenti azioni:

sostenere la richiesta al Parlamento di una moratoria per posticipare a data successiva quella di svolgimento dei referendum per l’acqua pubblica le scadenze imposte dal comma 8 dell’ dall’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, così come modificato dall’art. 15 del DL 135/2009 convertito, con modificazioni, in Legge n. 166/2009, in merito all’obbligo di messa a gara della gestione del servizio idrico,
sostenere la richiesta al Parlamento, nel caso di elezioni politiche anticipate, di un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da consentire lo svolgimento dei referendum entro il 2011.

3. Rivendicare il ruolo delle amministrazioni locali nella gestione del Servizio Idrico Integrato, attraverso le seguenti azioni:
sostenere la richiesta al Parlamento di una moratoria sulle scadenze imposte dall’art. 1 del DL 25 gennaio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge 42 bis in merito alla soppressione delle Autorita’ d’ambito territoriale
contrastare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.
Promuovere tutte le iniziative utili per impedire che la soppressione delle Autorità d’ambito territoriale, sancita dall’art. 1 del DL 25 gennaio 2010, si traduca in un’espropriazione delle competenze comunali in materia di servizio idrico integrato da sempre esercitate dai comuni, anche in forma associata e fare pressioni sui consigli regionali, che sono chiamati a individuare le nuove autorità d’ambito, di lasciare invariata la disciplina attuale sino alla data di svolgimento dei referendum, anche tenuto conto della proroga relativa alla soppressione delle autorità d’ambita stabilita dal d.l. 225 del 2010 cd. milleproroghe

4. Sostenere la campagna a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico, attraverso le seguenti azioni:
promuovere tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.
“aderire ai due referendum per l’acqua pubblica e sostenerli attivamente sul proprio territorio con ogni iniziativa utile a raggiungere la vittoria dei SI” ,
in conseguenza dell’adesione ai 2 referendum, dichiarare la propria Provincia “PROVINCIA PER IL SI’ ALL’ACQUA PUBBLICA”: tale dichiarazione sarà presente in evidenza nel sito web dell’Ente.

5. Promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:

informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali;
contrasto al crescente uso delle acque minerali e promozione dell’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche;
promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché di studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale;
promozione, attraverso l’informazione, della modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche;
promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

6. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

a)sensibilizzazione della cittadinanza in merito all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno;

b)proposta di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale.

I Consiglieri

Stefano Dall’Agata

Lorenzo Biagi

Stefano Mestriner

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ADESIONE Manifestazione ACQUA PUBBLICA 4.12.2010 Venezia

Aderiamo alla Manifestazione Regionale di Venezia il prossimo 4 Dicembre 2010 per L’Acqua Pubblica, a favore dei beni comuni.

In coerenza col nostro impegno della prima ora nella raccolta di firme per il referendum sull’acqua pubblica, ci impregneremo per la partecipazione di massa alla importante iniziativa.

Un cordiale saluto.

Dino Facchini

Coordinatore Regionale di Sinistra Ecologia Libertà

 

Mestre, 23 Novembre 2010

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UN GATTO

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Tante volte ci domandano come sia stato possibile che proprio l’Italia,il paese che aveva avuto la Sinistra più forte d Europa,sia oggi senza sinistra politica, senza un partito politico di Sinistra popolare,laico,del lavoro e dei diritti sociali e civili,radicato socialmente ma capace di vedere le mutazioni grandi. di capire ,assumendola, la libertà femminile,la fecondità dell ecologia e della non violenza, e i tanti e tante persone,giovani in primo luogo,che sono sinistra e arrivano alla sinistra per altre strade e altri percorsi oppure a causa di una semplice ingiustizia che vivono sulla loro pelle o che sentono inaccettabile nel mondo. E la ricerca di una risposta ci riporta per forza all’89 ,alla deflagrazione dei paesi dell est, alla caduta del Muro di Berlino. Capita spesso dopo un terremoto che dalle macerie esca un segno di vita, spesso è un gatto, superstite perchè più agile,capace di sopravvivere anche nelle situazioni peggiori. La Sinistra italiana invece,pur avendo una storia assai diversa da quella dei paesi dell est, restò con il corpo  e con l’anima sotto quelle macerie, soffocata dalle colpe di quelle dittature quasi fossero tutte sue. E certo colpe ne aveva avute nel non aver capito in tempo ciò che ad est succedeva ma aveva avuto anche grandi meriti democratici,capacità di riforme strutturali perchè pur stando alla opposizione aveva sempre avuto una forte cultura di governo che sapeva esercitare in parlamento e nel paese e in tante amministrazioni locali, una solida cultura politica,legami sociali significativi e una capacità di fare alleanze  invidiabile.Eppure quando tentò di riemergere, non uscì nulla di vitale. La generazione che la guidò allora  apparve priva di fierezza per la propria storia, per le proprie conquiste, con le spalle ripiegate tra vergogna  e nostalgia . Non siamo mai stati comunisti dissero alcuni, rifaremo i comunisti dissero altri.E così alcuni ,i più, si incamminarono lentamente ma inesorabilmente verso una china che li avrebbe portati, in venti anni, alla costruzione di un partito di centro democratico,altri,i meno,tentarono l’ impresa disperata e impossibile di rifondare il comunismo italiano. Due modi speculari di disattendere la sfida vera che avevamo tutti di fronte : quale Sinistra far vivere in Italia dopo quel crollo? facendo leva su cosa della nostra storia, tagliando con cosa, aggiungendo che cosa? Sono sempre stata convinta fin dal primo giorno nel quale si iniziò quella discussione che non era questione di nome e di simboli, la svolta fu sbagliata non perchè cambiò il nome ma perchè imboccò una strada che portava la Sinistra a vergognarsi di se stessa, dei suoi principi, della sua storia tutta,buttando acqua sporca e bambino insieme. e accettando che tutto ciò che avevamo alle spalle fossero solo macerie. Più orfani  e più sradicati di così non potevamo essere. Non piacevamo a noi stessi come potevamo piacere al paese? E difatti non ci radicammo più in nessun luogo,non fummo più egemoni in alcuna materia o settore o territorio.La Lega nord comiciò ad insediarsi nelle fabbriche,nelle piccole e medie imprese del nord e oggi piazza tende sotto le due torri a bologna,dove un Pd  senza una idea della città si appresta all ennesima risposta burocratica e si illude di poter fare ancora a meno del popolo bolognese e della società civile che questo popolo anima in tanti modi e forme. Continua a leggere

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Referendum acqua: la battaglia ricomincia

acqua_pubblica.jpgDopo l’alluvione di firme per chiedere di sottoporre a referendum il nodo della gestione dell’acqua in Italia e contrastare il modello privatistico sostenuto dal governo e da una parte dell’opposizione, ora ricomincia la battaglia, per vincere la sfida nelle urne e affermare un modo alternativo di affrontare la gestione di un bene pubblico essenziale come l’acqua. Per Sinistra Ecologia Libertà, che ha aderito fin da subito al comitato di sostegno della campagna per l’acqua pubblica e ha contribuito alla raccolta delle firme, fa perciò proprio l’appello uscito dalla due giorni di Firenze nella quale i tanti comitati sorti nel paese si sono confrontati su come riprendere la campagna per arrivare vincenti alle urne.

LDM

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Per l’acqua: la lotta continua

REFERENDUM ACQUA: DOPO IL SUCCESSO DELLE FIRME, ORA SI APRE UNA NUOVA FASE DI BATTAGLIA PER LIBERARE L’ACQUA DAGLI APPETITI DEI SOLITI

La campagna per la raccolta delle firme per i tre referendum per l’acqua pubblica è andata benissimo. Si è realizzato il record della più alta quantità di firme per chiedere un referendum nella storia della Repubblica: hanno firmato 1 milione 400.000 cittadini.

Questo straordinario successo è dovuto certamente alla particolare sensibilità che il tema trova tra i cittadini, ma anche alla particolare combinazione dei promotori che si sono attivati per organizzare la raccolta. Dentro il comitato promotore stanno infatti una quantità di gruppi e movimenti che da tempo si occupano del tema (ricordiamo che il movimento per l’acqua ha già raccolto le firme e depositato una proposta di legge di iniziativa popolare sulla gestione dell’acqua), e di organizzazioni nazionali e locali: sindacati, associazioni ambientaliste, gruppi e organizzazioni cattoliche. E dentro il comitato di sostegno ci sono tutti i partiti della sinistra (Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra, Verdi) che hanno partecipato e contribuito fortemente alla campagna senza sventolare le proprie sigle ma lavorando alla pari con gli altri soggetti per raggiungere il risultato. Si è trattato di una compagnia eterogenea per ispirazione, storia, linguaggi, modalità organizzative, e che anche per questo ha funzionato ed è riuscita a produrre mobilitazione e consenso. Un’esperienza importante di attivazione civica e democratica che rappresenta un segnale in controtendenza rispetto all’andazzo generale e costituisce un importante patrimonio democratico e civile.

Rispetto a questo travolgente successo dell’iniziativa, colpisce la totale chiusura e insensibilità del Governo, che il 22 luglio ha approvato lo schema di regolamento attuativo della norma approvata a novembre con il voto di fiducia, la Legge Ronchi che impone la privatizzazione della gestione dell’acqua. Correttezza avrebbe voluto che di fronte all’ondata di firme che chiedono che l’acqua sia un bene comune sottratto alle logiche del profitto, si fosse sospeso l’iter della norma in attesa dell’espressione della volontà dei cittadini con il referendum. Invece il regolamento attuativo conferma pienamente la volontà del Governo di procedere a tappe forzate verso la privatizzazione. Nel documento si riafferma la tempistica: entro la fine del prossimo anno le società a capitale interamente pubblico che hanno il servizio affidato in house, come è il caso della realtà trevigiana, devono obbligatoriamente cedere la gestione e il 40% della società ad un altro soggetto. Nel caso le amministrazioni locali volessero continuare la gestione a controllo pubblico, dovrebbero chiedere una sorta di deroga all’Autorità per la concorrenza, svolgere un indagine di mercato e dimostrare che il servizio non sarebbe redditizio per i privati, che la gestione pubblica pratica tariffe inferiori alla media del settore, con costi di funzionamento inferiori alla media di settore, e con bilanci in attivo da anni: in pratica, casi eccezionalissimi.

Eppure l’Italia è stata tra i paesi che hanno approvato mercoledì, all’assemblea dell’ONU, la mozione promossa dal governo boliviano che riconosce nel diritto all’acqua potabile e pulita “un diritto fondamentale, essenziale per il pieno esercizio del diritto alla vita di tutti gli esseri umani”. La stessa sensibilità non ha dimostrato il governo sul fronte interno.

Ora si apre la fase successiva alla raccolta delle firme, quella della indizione del referendum, una volta passato l’esame di ammissibilità della Consulta a ottobre. Il comitato per il no al referendum si è già costituito, e vede assieme esponenti politici del PD e del PDL, uniti nel sostenere la causa della privatizzazione. Il governo e il fronte confindustriale si prendono avanti e hanno già iniziato la campagna elettorale, per sostenere che la privatizzazione è tutta una menzogna della sinistra. Si sa che attorno all’acqua c’è un giro d’affari spaventoso, e che fa gola a molti. Il movimento che ha fin qui raggiunto il grande risultato della raccolta di firme deve dunque restare in campo e rafforzarsi, contrastrare la campagna che i poteri forti scateneranno e trovare nuove alleanze per convincere gli elettori che questa volta il referendum può cambiare qualcosa, sia nel concreto della difesa di un bene comune da logiche predatorie, sia nell’avanzamento di una cultura più avanzata del rapporto tra democrazia, mercato e diritti dei cittadini.

Anche in questo nuovo impegno, Sinistra Ecologia Libertà ci sarà con convinzione.

Luca De Marco

Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

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E se vi sembran poche…

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19 luglio in Piazza Navona

19luglio

Lunedì 19 luglio ci ritroviamo in Piazza Navona alle ore 9.30 per festeggiare insieme la consegna di oltre un milione di firme per i tre referendum per l’acqua pubblica presso la Corte di Cassazione. Saranno presenti in piazza gli artisti per l’acqua e i rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali, ma soprattutto ci sarà il popolo dell’acqua, quello che ha raccolto le firme in questi tre mesi di campagna referendaria. Qui il programma della mattinata.

Un milione e 400 mila firme per l'acqua: è record

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Un Milione per l’Acqua

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Care/i,

nonostante la prudenza adottata lo scorso fine settimana, sulla base dei dati ricevuti negli ultimi giorni, e di quelli che ci stanno arrivando dai banchetti, pensiamo sia giunto il momento di rompere gli indugi ed annunciare il:
raggiungimento del milione di firme!!

Consapevoli del risultato storico raggiunto grazie al lavoro e l’impegno di tutte e tutti voi, andiamo avanti per travolgere di firme e consensi tutti coloro che remano contro questo referendum: lo straordinario successo della raccolta è la prova che questa battaglia si può e si deve vincere!

Sempre più convinti che la battaglia per l’acqua sia una battaglia per la democrazia, la segreteria si complimenta con tutte e tutti per il lavoro fin qui svolto, e invia un grande in bocca al lupo per quello ancora da svolgere.

Rimandiamo, come sempre, al mercoledì per la pubblicazione dei dati divisi per Regione.

Un saluto


Segreteria Campagna Referendaria Acqua Pubblica
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel. 06/97615507 Fax 06 68136225
Lun.-Ven. 10:00-19:00;
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

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Acqua: firma anche Gentilini

Oggi alle 18.50 in Piazza San Vito a Treviso, presso il gazebo allestito da noi di Sinistra Ecologia Libertà per la raccolta di firme relativa ai referendum promossi dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, il vice-Sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha firmato, su mia sollecitazione, per tutti e 3 i quesiti referendari.

Auspico che possa trattarsi di un cambiamento di opinione politica da parte della Lega Nord, di cui Giancarlo Gentilini è autorevole rappresentante, rispetto al recente voto in Parlamento.

Voglio ricordare che al Senato i due Senatori trevigiani Vallardi e Stiffoni votarono il provvedimento voluto dal Governo Berlusconi senza che neppure fosse stato richiesto il voto di fiducia, che poi fu imposto alla Camera.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

PS nella sequenza fotografica l’apposizione della firma presso una provvidenziale panchina di fianco al gazebo (per non superare la coda degli altri firmatari)

1 Commento

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