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Aeroporto Canova – Interrogazione alla Camera

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La Parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà  On. Serena Pellegrino ha presentato presso la Camera dei Deputati un’Interrogazione a risposta scritta indirizzata al MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE e al MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI sulle problematiche relative all’Aeroporto Canova di Treviso, soprattutto per quanto riguarda le Autorizzazione concesse da ENAC e il procedimento di V.I.A., oltre che le garanzie rispetto l’operato della Ditta Mestrinaro SPA.

L’iniziativa parlamentare fa seguito al rapporto di fattiva collaborazione tra la Federazione SEL di Treviso e il Comitato Aeroporto Treviso, che ha visto l’On. Pellegrino incontrare il Comitato all’iniziativa promossa dalla lista SEL/La Sinistra Unita per Treviso durante la campagna elettorale per le recenti Elezioni Comunali.

L’Interrogazione vede come co-firmatari i Deputati ZAN, ZARATTI, MARCON, BRANDOLIN, RIZZETTO e PRODANI.

Per la Federazione SEL di Treviso

Il Resp. Comunicazione

Stefano Dall’Agata

camera

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01568

presentato da

PELLEGRINO Serena

testo di

Venerdì 2 agosto 2013, seduta n. 64

PELLEGRINO, ZAN, ZARATTI, MARCON, BRANDOLIN, RIZZETTO e PRODANI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il sedime dell’aeroporto Antonio Canova di Treviso si colloca a ridosso del perimetro del parco naturale regionale del fiume Sile istituito con legge regionale n. 8 del 1991 e ricade, in piccola parte, all’interno di esso; è adiacente al perimetro dell’area SIC IT 3240028 fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest, istituita ai sensi della direttiva 92/43/CEE habitat, e costituisce elemento di continuità tra l’abitato della frazione di San Giuseppe in comune di Treviso e l’abitato del capoluogo del comune di Quinto, tanto che le abitazioni più prossime sono addirittura adiacenti alla recinzione dell’aviosuperficie. Si precisa che seppur in piccola parte il sedime dell’aeroporto ricade in quest’area di interesse comunitario;
l’impatto che l’attività aeroportuale determina sulla residenza e sull’ambiente circostante allo stato attuale, è evidente. Gli apparecchi durante le fasi di atterraggio e decollo sorvolano, a poche decine di metri, sia zone densamente popolate che ambiti del Fiume Sile, ben noto a tutti come fiume di risorgiva più importante d’Italia;
in relazione al piano di sviluppo aeroportuale (progetto 1/2012), per quanto concerne l’aeroporto Antonio Canova di Treviso si osserva che il progetto di ampliamento, ad avviso dell’interrogante, non rispetta le normative Ue sulla procedura d’impatto ambientale;
per il Canova è stata chiesta la compatibilità ambientale il 6 dicembre 2002, e dopo il parere interlocutorio negativo del Ministero dell’ambiente, datato 2007, le autorità competenti avrebbero dovuto presentare una nuova VIA entro tre mesi, ma di fatto non è avvenuto;
nonostante questo, le società di gestione dell’aeroporto, SAVE spa e AERTRE spa a partire dal 2007, hanno realizzato comunque gli interventi di ampliamento: terminal, nuovi parcheggi interni ed esterni alla struttura ed ancora ampliamenti dell’aerostazione;
nel 2011 ENAC richiede alla Commissione VIA del Mattm un’autorizzazione per interventi di potenziamento e sviluppo delle infrastrutture di volo: rifacimento della pista ampliamento della superficie interessata dai movimenti a terra, nonché opere impiantistiche ed idrauliche. Tali opere sono state eseguite grazie a un documento del Ministero dell’ambiente del 5 maggio 2011 che ha concesso parere favorevole all’esclusione della procedura VIA. Tale atto è stato impugnato da Italia Nostra e dal Comitato aeroporto di Treviso con ricorso in giudizio al TAR del Veneto (n. di protocollo 1528 del 2011);
l’autorizzazione all’esclusione avrebbe permesso un ulteriore sviluppo delle attività aeroportuali, con un aumento degli impatti su persone e territorio;
nel 2011 ENAC autorizzava 8 movimenti/ora sullo scalo Canova affermando che il decreto DSA-DEC-2007-000039 del 14 maggio 2007, che limitava a 16.300 movimenti/anno non fosse attuativo, rimandando all’articolo 687 del codice della navigazione secondo il quale «l’unica autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo» sia l’ENAC; si è così sforato, nel periodo dal 2007 al 2012, il limite considerato cautelativo dal Ministero dell’ambiente;
nel marzo del 2012, ENAC presenta un master plan di sviluppo delle attività connesse all’aeroporto Canova che comporterebbe la triplicazione del numero dei voli, attualmente pari a 16.300 annui e un aumento dei passeggeri da due milioni attuali a cinque milioni e seicentomila. Questo comporterebbe un ulteriore impatto ambientale ed un aggravio sulle vie di comunicazione limitrofe e sulle aree urbane interessate con un conseguente aumento dell’inquinamento sia acustico che atmosferico. Non ultimo le ricadute sul parco regionale del fiume Sile, area di alto valore naturalistico, sarebbero di grande impatto ambientale;
anche la più recente normativa regionale sul governo del territorio (legge regionale 11/2004) sancisce che lo sviluppo, in generale, debba soddisfare a requisiti di sostenibilità non pregiudicare la qualità della vita dei cittadini e delle generazioni future e rispettare le risorse naturali;
alla procedura di VIA del master plan dell’aeroporto di Treviso sono giunte innumerevoli osservazioni contrarie al progetto, da parte di associazioni ambientaliste quali LEGAMBIENTE, ITALIA NOSTRA, Salviamo il Paesaggio, nonché ANPI, FARE TREVISO, Comitati cittadini, comune di Zero Branco e comune di Quinto di Treviso;
queste osservazioni hanno evidenziate, sia innumerevoli incongruenze sull’iter fino ad oggi seguito, sia possibili illeciti commessi dall’azienda MESTRINARO spa di Zero Branco di Treviso che, come denunciato dal Comitato antiampliamento su Il Gazzettino di Treviso del 17 aprile 2013, potrebbe aver conferito materiale altamente tossico e nocivo nell’esecuzione dei lavori (giugno/dicembre 2011) di sottofondo della pista di volo dell’aeroporto Antonio Canova di Treviso;
la MESTRINARO spa risulta infatti già indagata dalla Procura di Venezia e di Vicenza per l’utilizzo di rifiuti tossici, impiegati nei lavori di sottofondo, eseguiti per la costruzione delle autostrade Val Dastico (VI), della A4 Venezia/Trieste, e del parcheggio dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, così come denunciato dal Corriere Veneto del 6 luglio 2013 e dalla pagina nazionale del quotidiano La Tribuna di Treviso del 13 aprile 2013 –:
se i Ministri interrogati:
a) intendano fare chiarezza su questa aggrovigliata situazione procedurale creatasi nel corso degli anni e che ENAC ha dimostrato di non saper governare;
b) se ritengano, a fronte di questa situazione, di sospendere l’iter procedurale di VIA del marzo 2012, in attesa di far chiarezza sullo sforamento dei lavori eseguiti, ma non autorizzati, nel 2011 all’interno del Parco del Sile, così come denunciato da Legambiente Treviso nelle sue osservazioni presso la Commissione VIA dello stesso Ministero;
c) se, in particolare, il Ministero delle infrastrutture dei trasporti intenda avviare un’indagine conoscitiva dei fatti avvenuti in questi ultimi anni sullo sviluppo dell’aerostazione in questione, e sul ruolo che ENAC (ente predisposto al controllo, verifica, nonché responsabile di tutti i progetti in ambito di aviazione civile), abbia avuto in questa vicenda di normative non applicate e di decreti ministeriali non rispettati. (4-01568)

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Aeroporto Canova – Mozione in Parlamento

aeroporto SELUna interrogazione o, meglio ancora, una mozione parlamentare per cercare di porre un freno all’espansione dei voli nell’aeroporto Canova di Treviso – ma anche al Marco Polo di Venezia – ossia alle operazioni di espansione nei cieli targate Save, la società veneziana che ha inglobato anche la trevigiana AerTre, società che gestisce il Canova: a presentarla sarà l’onorevole Serena Pellegrino, di SEL, presente ieri all’incontro organizzato dalla lista La Sinistra Unita per Treviso. Presenti all’incontro anche gli esponenti del comitato di Treviso e Quinto contro l’espansione dei voli a Canova, tra i cui leader c’è Dante Faraoni. La Lista ha voluto sposare così in toto la battaglia del comitato, da anni sulle barricate contro Save e AerTre. E così la Pellegrino si farà sentire in Parlamento, portando la voce dei trevigiani che si battono per l’ampliamento dello scalo.  Nel corso dell’incontro è stato ribadito che il numero di 16.300 voli annui deve essere vincolante e rispettato, che vanno salvaguardate innanzitutto la salute e la qualità della vita dei cittadini, segnatamente riguardo all’inquinamento acustico ed atmosferico.

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La passione dei grillini per l’aeroporto Canova di Treviso

Interpellanza in Provincia sulla VIA per il CanovaIl silenzio a ripetizione di David Borrelli Consigliere del Movimento 5 Stelle sull’impatto ambientale dell’aeroporto Canova di Treviso trova conferma nel programma presentato dal Candidato Alessandro Gnocchi, nel senso che dell’aeroporto Canova, nel materiale che viene diffuso ai cittadini, non se ne trova traccia alcuna.
Si deve approfondire la lettura dei quotidiani locali per capire che per Alessandro Gnocchi l’aeroporto serve a fare squadra con i Comuni e le Province vicini, e che l’unico problema segnalato
è che «Ci passano milioni di persone, Treviso non ne beneficia».
L’unico cosa agli Atti da parte del signor Gnocchi in cui si citava la questione è il suo contributo al PAT di Treviso (online del Forum della Consultazione del PAT) in cui propone di verificare se il traffico può essere scaricato sull’aeroporto di Tessera, posizione a mio avviso in grado solo di mettere un comitato contro l’altro, con sommo gaudio del Presidente di SAVE Enrico Marchi.
Perlomeno ora si è fatta chiarezza, e ci risparmieremo almeno che Beppe Grillo venga qui a dire che che per fare l’ampliamento della capacità dell’aeroporto si dovrà “passare sul cadavere” dell’eventuale Sindaco a 5 stelle, così come fatto a Parma per l’inceneritore.
Quella che pare evidente è la precisa volontà del Movimento 5 Stelle di Treviso, nel non andare a disturbare il manovratore, in questo caso il Sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo.
Volontà che possiamo trovare anche rispetto al citato PAT di Treviso, dove è evidente che, supponendo che Borrelli e Gnocchi si parlino, nonostante le 8 cartelle di contributo depositate da Gnocchi non vi è stata la presentazione di un solo Emendamento al PAT da parte di Borrelli.
Per chi dice a parole di voler rivoluzionare il Paese in generale, e la Città di Treviso in particolare, mi pare che manchi una certa coerenza tra quanto detto e gli Atti depositati.
Noi di Sinistra Ecologia Libertà su dette questioni non intendiamo porre sconti a SAVE, che secondo noi deve rispettare le norme ed il numero di voli stabilito dalla V.I.A. approvata nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente; inoltre diciamo che in alcun modo, in una situazione che si è ulteriormente deteriorata, quel numero di voli possa essere aumentato, e che nessun Atto che ne favorisca l’aumento debba essere approvato.
Sul PAT crediamo che vada cautelativamente “congelato” il Documento presentato dall’Amministrazione, e aperto un reale e partecipato confronto tra il Comune ed i cittadini, perché un documento che riguarda in maniera profonda il futuro della nostra Città deve avere la più ampia condivisione possibile da parte della cittadinanza.
Stefano Dall’Agata – Coordinamento Circolo SEL di Treviso

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Il chiodo fisso di Muraro sull’aeroporto

chiodoSull’Aeroporto Canova di Treviso il Presidente Muraro continua a mistificare la realtà, perché da Comitato e associazioni ambientaliste non arriva la richiesta di chiusura della struttura. Quello che si chiede è che vengano rispettate le norme che prevedono un massimo di 16.300 voli anno, e che non si proceda a piani di sviluppo che porterebbero ad aumentare questa quota, triplicando addirittura il numero dei passeggeri.

Quanto poi al rischio per il turismo, Muraro non faccia finta di non sapere che l’anno scorso, nel periodo di chiusura del Canova, la presenza turistica nella Marca è stata superiore a quella del corrispondente periodo dell’anno prima.

Sulla stravagante osservazione che gli aeroporti sono vicini alle case, è un dato di fatto che nell’opzione per strutture adeguate ad un traffico molto più grande altre Città (si pensi solo all’aeroporto di Orly per Parigi) hanno scelto di andare su strutture che risparmiassero i disagi alla popolazione.
Quello che anche noi di SEL ribadiamo è che non si vada ad sviluppare oltre la capacità operativa dello scalo, e che se la Società Aeroportuale Veneziana (SAVE) ha bisogno di espandere il la propria attività, si valuti a livello di programmazione regionale anche un diverso utilizzo dell’aeroporto militare di Istrana. Sulla necessità del quale, e della spesa per gli F35 che lì dovrebbero operare, notevoli sono i dubbi nella comunità trevigiana e in quella nazionale.

Stefano Dall’Agata – Circolo SEL Treviso

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PAT Treviso – Interpellanza al Consiglio Provinciale

Seguendo le puntuali valutazioni del Circolo di Treviso, è stata presentata dal Gruppo Provinciale di SEL un’interpellanza al Consiglio Provinciale relativa al nuovo PAT del Comune di Treviso.

Al Presidente della Provincia di Treviso

 

Interpellanza ( art. 55 Regolamento Consiglio Provinciale)

PREMESSO CHE :

Il Comune di Treviso ha iniziato l’iter procedurale volto all’adozione del PAT, e la Giunta Comunale, al fine di pervenire alla adozione di detto strumento di pianificazione generale – P.A.T., con propria deliberazione n° 190 del 13.06.2012, ha adottato il relativo Documento Preliminare e Rapporto Ambientale Preliminare.

Ai sensi dell’art. 707 del Codice della Navigazione – parte Aeronautica i Comuni sono tenuti all’inserimento del Piano di Rischio Aeroportuale nell’adeguamento dei propri strumenti urbanistici.

 

La Legge Regionale 11 del 2004 fissa tra le finalità:

Art. 2 – Contenuti e finalità

1. La presente legge stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti degli strumenti di pianificazione,

per il raggiungimento delle seguenti finalità:

a) promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole, finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e di benessere dei cittadini, senza pregiudizio per la qualità della vita delle generazioni future, nel rispetto delle risorse naturali;

L’Articolo 10 del PTCP “Direttive per l’analisi del fabbisogno residenziale” recita al comma 3: “Qualora, sulla base di dettagliata analisi delle esigenze abitative in relazione allo sviluppo demografico presumibile di cui al comma precedente, le dotazioni residenziali già esistenti, inutilizzate, o previste e confermabili dai PRG previgenti:

a. risultino necessarie e sufficienti a soddisfare le esigenze di sviluppo il PAT provvede a confermarne la consistenza;

b. risultino in eccesso rispetto alle esigenze di sviluppo il PAT provvede a:

b1) restituire le aree a destinazione agricola, se non ancora urbanizzate;

b2) confermare la destinazione residenziale con specifica previsione di possibilità di attribuzione

di capacità edificatoria riservata all’utilizzo di crediti edilizi;

b3) destinare le aree a servizi in relazione a motivate esigenze di completamento o potenziamento

degli stessi;

 

CONSIDERATO CHE:

Che sulle iniziative di avvio della consultazione si sono verificate riserve da parte di cittadini ed associazioni rispetto alla loro pubblicizzazione e al coinvolgimento degli portatori di interesse. Che vi è un opinione da molti condivisa sul fatto che vi sia rispetto formale, ma non sostanziale della legge regionale urbanistica n.11/2004.

Il Comune di Treviso è interessato, assieme al Comune di Quinto di Treviso, dalla presenza della struttura aeroportuale A. Canova di proprietà di SAVE/AERTRE.

Mentre il Comune di Quinto di Treviso ha provveduto a dotarsi, con Protocollo n. 17 del 2/1/2012 di apposito Piano di Rischio Aeroportuale, il Comune di Treviso ne è ancora privo.

Nel Documento Preliminare al PAT di Treviso non è presente alcun riferimento al Piano di Rischio Aeroportuale da adottare.

Il Documento Preliminare riportando il PRG adottato nel 2001 ed approvato nel 2004,commisura in 145.105 il numero degli abitanti previsti per la Città di Treviso, dato assolutamente fuori da qualsiasi riferimento alla realtà dei fatti, dato che la popolazione del Comune di Trevi oscilla intorno agli 82.000 abitanti.

Nella Città di Treviso, come rilevato anche in Consiglio Comunale, sono centinaia gli immobili sfitti prendendo in considerazione quelli di proprietà pubblica ATER/ Comune, ai quali vanno sommati gli alloggi sfitti di proprietà privata

CHIEDE:

Se questa Amministrazione intenda adoperarsi con la massima attenzione affinché nell’iter della formazione del PAT vengano adottate tutte le misure a salvaguardia del territorio, della salute dei cittadini ed affinché le stime urbanistiche siano correlate ai dati reali, unica garanzia per il perseguimento dell’interesse comune e non degli interessi particolari.

Il Consigliere Luigi Amendola

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Piano di Rischio Aeroportuale – Contributo al PAT

AL SIGNOR SINDACO

del Comune di TREVISO

Via del Municipio 16,

31100 TREVISO

PIANO di ASSETTO del TERRITORIO

(P.A.T. – L.R. 23 aprile 2004, n° 11)

Il sottoscritto Stefano Dall’Agata

Evidenzia quanto segue:

Ai sensi dell’art. 707 del Codice della Navigazione – parte Aeronautica i Comuni sono tenuti all’inserimento del Piano di Rischio Aeroportuale nei loro strumenti urbanistici.
La Legge Regionale 11 del 2004 fissa tra le finalità:

Art. 2 – Contenuti e finalità

1. La presente legge stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti degli strumenti di pianificazione,

per il raggiungimento delle seguenti finalità:

a) promozione e realizzazione di uno sviluppo sostenibile e durevole, finalizzato a soddisfare le necessità di crescita e di benessere dei cittadini, senza pregiudizio per la qualità della vita delle generazioni future, nel rispetto delle risorse naturali;

Il Comune di Treviso è interessato, assieme al Comune di Quinto di Treviso, dalla presenza della struttura aeroportuale A. Canova di proprietà di SAVE/AERTRE.

Mentre il Comune di Quinto di Treviso ha provveduto a dotarsi, con Protocollo n. 17 del 2/1/2012 di apposito Piano di Rischio Aeroportuale, il Comune di Treviso ne è ancora privo.

Nell’elaborazione del PAT dovrà venire colmata questa lacuna.

e chiede pertanto che in sede di predisposizione del Piano di Assetto del Territorio venga tenuto in considerazione quanto evidenziato.

Stefano Dall’Agata

Sinistra Ecologia Libertà – Circolo di Treviso

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Un MA… grande come un aeroporto

Egr. Consigliere Camolei,
ho letto con attenzione l’opuscolo dell’Associazione pertreviso dedicato all’inquinamento atmosferico in Città di Treviso.
Vi ho trovato delle giuste critiche all’operato dell’attuale Amministrazione di Ca’ Sugana, sono anche apprezzabili le proposte che vengono fatte per mitigare i PM10 e gli altri inquinanti.
Tutto bene quindi?
No, tutto bene ma… un MA grande come un aeroporto.

Sono convinto che non si faccia il bene della Città affrontando i problemi a metà, ed evitando di prendere posizione rispetto alla spada di Damocle che incombe sul futuro di Treviso.
Il possibile ampliamento della capacità operativa dell’Aeroporto Canova, potrà vedere oltre il raddoppio dei voli rispetto alla quantità consentita dal Ministero, con il conseguente aumento di emissioni da parte dei motori degli aerei in fase di decollo e atterraggio, aerei che presumibilmente saranno anche dimensioni maggiori. Ne seguirà un maggior flusso di corriere ed autovetture destinate al trasporto verso Venezia di milioni di passeggeri, che andranno ad intasare la Noalese, il quartiere di San Giuseppe, e la Tangenziale Sud.
Come Sinistra Ecologia Libertà abbiamo già preso posizione contro l’ampliamento ed abbiamo sostenuto le ragioni dei cittadini e l’interesse per la vivibilità della Città di Treviso con vari atti presentati al Consiglio Provinciale, invito quindi lei e il suo Gruppo a essere coerenti con quanto dichiarate nel vostro opuscolo, facendovi parte attiva affinché il Consiglio Comunale di Treviso presenti Osservazioni alla richiesta di VIA presentata da SAVE coerenti con i concetti da voi sostenuti, ed inoltre a chiedere che l’Amministrazione Comunale di Treviso provveda a richiedere ufficialmente la proroga dei termini per la presentazione di osservazioni, ai sensi dell’articolo 14 del D.Lgs 152/2006, per consentire l’adeguata informazione alla Cittadinanza.
Cordiali saluti,
Stefano Dall’Agata
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo di Treviso

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Interpellanza in Provincia sulla VIA per il Canova

A seguito della presentazione del Master Plan e della richiesta di procedere alla Valutazione di Impatto ambientale da parte della Società SAVE che gestisce l’Aeroporto Canova, e al fine di garantire ai cittadini dei Comuni di Treviso e di Quinto la possibilità di partecipare al processo decisionale riguardo l’ampliamento della capacità operativa della struttura aeroportuale il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà presenta un’Interpellanza al Consiglio Provinciale.
Dopo i recenti sorvoli della Città di Treviso, che molta apprensione hanno causato tra la cittadinanza, è necessario che per qualunque decisione possa venire presa, ci sia la partecipazione consapevole e informata dei cittadini.
Stefano Dall’Agata – Resp. Comunicazione SEL Treviso

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Volantino di SEL Treviso sull’aeroporto Canova

Le MOTIVAZIONI di Sinistra Ecologia Libertà

contro LʼAMPLIAMENTO DELLʼAEROPORTO A. CANOVA

 Sinistra Ecologia Libertà di Treviso denuncia la situazione dell’Aeroporto Canova, con un previsto aumento del numero dei voli e del conseguente inquinamento acustico ed atmosferico.

I cittadini delle Città di Quinto e Treviso, si trovano ad essere vittime della subalternità a Save e AerTre della cattiva politica della destra che malgoverna Comune, Provincia e Regione.

Da tutti gli atti sui ricorsi presentati del Comitato emerge una semplice verità: il massimo dei voli ambientalmente compatibile per l’Aeroporto Canova è di 16.300 all’anno.

Sosteniamo che il Canova deve mantenere un’operatività entro questi limiti, fungendo da semplice secondo scalo per il Marco Polo, in questo senso se approviamo la messa in sicurezza della pista non per questo possiamo essere favorevoli ad altri investimenti  finalizzati all’ampliamento della capacità operativa dell’Aeroporto; di conseguenza denunciamo il rischio che i voli possano sorvolare i quartieri di Santa Maria del Sile, di San Nicolò e il Centro Storico della Città, con conseguente deprezzamento del valore degli immobili.

Fermo restando che l’Aeroporto Canova è una realtà importante per l’economia trevigiana, non si può pensare che per favorire gli interessi più privati che pubblici di SAVE, che ruotano soprattutto intorno alle esigenze del turismo della Provincia di Venezia, si vada a triplicare i voli in una struttura interna alla rete urbana, con una pista di atterraggio e decollo autorizzata in deroga agli standard internazionali.

L’aumento dell’inquinamento sia acustico che atmosferico, ed inoltre i rischi sempre connessi, ma superiori a causa di una pista inadeguata, al traffico aereo richiedono il coinvolgimento e la trasparenza nei confronti della cittadinanza che vedrà sicuramente peggiorare la vivibilità del territorio in cui abita.

Il nostro vuole essere un richiamo alla responsabilità di Sindaci che devono avere tra le loro massime prerogative non il Dio Denaro ma la salute dei propri cittadini.

Consideriamo perciò un errore la querela contro il Comitato Aeroporto, reo di aver criticato le pubbliche amministrazioni, sporta da Provincia di Treviso e Comune di Treviso.

Consideriamo inoltre necessario che la Regione Veneto inizi a svolgere in modo autorevole il suo ruolo di programmazione, avviando una verifica per la riorganizzazione del sistema aeroportuale del Veneto.

Su questo punto, nell’ambito della razionalizzazione delle Basi dell’Aeronautica Militare proposta nella Campagna Nazionale di SEL “Diamoci un taglio! Alle spese militari” pensiamo che possa essere presa in considerazione anche l’eventualità di un nuovo Aeroporto civile in sostituzione della Base di Istrana.

Fermo restando che è urgente l’adozione da parte della Città di Treviso dei Piani di Rischio connessi alla struttura aeroportuale, grave inadempienza a tutt’oggi dell’Amministrazione leghista.

Scarica il volantino SEL TV su aereoporto

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Comunicato SEL su Audizione SAVE

https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/390144_290415081001383_188578167851742_852487_705056603_n.jpgDopo l’audizione svolta ieri in Provincia dei vertici Save,  da noi richiesta per la presentazione del Master Plan relativo all’Aeroporto “Canova “ di Treviso , possiamo considerare che tutte le preoccupazioni espresse in questo ultimo periodo anche tramite il
comitato dei  cittadini che vivono intorno allo scalo trevigiano , sono state confermate e sicuramente  ampliate.

Siamo contrari al prospettato raddoppio sia del numero dei  voli che dei passeggeri , perché rappresentano per il territorio una grave minaccia all’equilibrio che ci deve essere tra le  due parole sviluppo e sostenibilità ambientale . Vi sarà sicuramente un pesante disagio  in termini di  un considerevole aumento di trasporto gommato per tutti gli automezzi  che trasporteranno i passeggeri in arrivo allo scalo trevigiano che poi in fondo “transiteranno “ esclusivamente per la Marca per  approdare come meta finale a  Venezia.

Altro disagio sarà quello rappresentato da un aumento dell’inquinamento acustico ed
ambientale a ridosso di  interi quartieri cittadini (Treviso e Quinto) e non solo.
Per quanto riguarda l’apporto turistico per l’intera provincia, possono far fede i dati forniti dall’Assessorato provinciale al turismo, che dimostrano che nessuna riduzione nel numero delle presenze di turisti né  italiani né  stranieri, vi è stato quando lo scalo aeroportuale era chiuso.
Non riusciamo ad intravedere  nessun reale beneficio di  questo ampliamento sconsiderato dello scalo trevigiano. Ci auguriamo che tutti gli enti preposti a dare le dovute autorizzazioni valutino questo Master Plan  con un metro di giudizio che non sia quello esclusivamente finanziario , ma che si prendano seriamente in considerazione i negativi impatti che questo progetto potrà causare all’intero del  territorio della provincia.
Pensiamo  che già il numero dei 16.400 voli annui poteva essere sufficiente per  il “Canova” , superare e di molto questo limite ci crea grande preoccupazione per il grande impatto che questo avrà nel territorio .

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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