Archivi tag: alluvione

Povera terra nostra

https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/206708_153932487971923_100000655175698_313687_1265589_n.jpg Fulvia Bandoli*

il manifesto 2011.11.26

Sessanta anni fa il Polesine. Quarantacinque anni fa Firenze, ed eravamo ragazzini quando andammo per giorni e giorni a toglier fango dai libri della Biblioteca nazionale. Proprio come i ragazzi che hanno ripulito Genova nelle settimane scorse. Quasi nessuna regione risparmiata e a volte colpita più volte e in zone diverse, la Calabria e quel campeggio spazzato via a Soverato, la Campania e quella montagna di fango che travolge Sarno, la Versilia e la Lunigiana, il Piemonte tante volte ad Alessandria e ad Alba, la Sicilia colpita in queste ore e ancora una volta a Messina invasa dall’acqua e dalle frane come due anni fa, il Veneto, Vicenza e Venezia, la Liguria, le tante volte di La Spezia e il martirio di Genova (alluvionata 29 volte in 50 anni). Queste al momento mi ricordo ma sui siti web potete trovarle tutte e impallidire alla lettura.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in ambiente

Allagamenti a Treviso: le cause sono state eliminate?

Martedì 8 novembre a Treviso è piovuto dalle 7 di mattina alle 5 del pomeriggio, siamo arrivati ad una situazione di preallarme per il pericolo di esondazione di fiumi e canali con la chiusura al traffico .di alcune strade .

Si è temuto il peggio cioè che si ripetesse la situazione del 5 settembre 2005 quando una pioggia abbondante ma non eccezionale ha prodotto la esondazione di tutti i fiumi che da nord attraversano l’abitato di Treviso e fluiscono verso il Sile: risultato allagamenti di piani terra e di scantinati di gran parte del quartiere di Fiera ma anche di altre parti della città.

Ne è seguita la protesta dei cittadini e il costituirsi di Comitati che hanno tentato di costringere Comune, Genio Civile, consorzi di bonifica a prendere atto della situazione e programmare qualche attività di salvaguardia.

La Amministrazione Comunale interviene con lavori di aggiustaggio e di tamponamento delle situazioni piu’ gravi e nelle zone dove piu’ forte era la protesta ma non risolvono i nodi strutturali che sono all’origine delle alluvioni.

Continua a leggere

4 commenti

Archiviato in ambiente

Il Veneto con l’acqua alla gola

 

La Fabbrica di Nichi di Oderzo si presenta al pubblico con un dibattito culturale aperto alla cittadinanza.


La conferenza “Il Veneto con l’acqua alla gola. Rischio idrogeologico e tutela ambientale” si propone di discutere con esperti del campo la situazione del territorio veneto e dell’opitergino-mottense.

Quali fattori aumentano il rischio alluvioni?
Quali comportamenti posso contenere catastrofi ambientali come quella recentemente vissuta?
Quale prevenzione nel nostro territorio?
Cercheremo di rispondere insieme a queste domande.

Interverranno:
FRANCESCO VALLERANI (Ordinario di Geografia – Università Ca’ Foscari Venezia)
FIORENZO BARATTIN (Agricoltore, esperto del territorio)

Lascia un commento

Archiviato in ambiente

Riassetto Idrogeologico del Territorio e Ponte sullo Stretto

A seguito dell’alluvione che ha colpito il Veneto e altre Regioni italiane, con perdita di vite umane e  pesanti danni alle attività economiche, e consapevoli che non bastano i risarcimenti, ma bisogna iniziare da subito a prevenire le conseguenze del cambiamento climatico, e che fondamentale per questo è la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico.
Come Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà abbiamo depositato un ODG al Consiglio Provinciale di Treviso, condiviso dall’intero centro-sinistra che impegna prima di tutto il Presidente e la Giunta ad attivarsi nelle proprie competenze, ed al Parlamento e al Governo Nazionali  il finanziamento di un Piano Nazionale per la Sicurezza Idrogeologica del Territorio, stornando i Fondi già stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina e utilizzandoli a tale scopo.

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in ambiente

La Lega contro la Rai: chi è causa del suo mal…….

Vista la scarsa copertura informativa data all’alluvione, la Lega, sempre più evidentemente impegnata a speculare politicamente sulla pelle dei cittadini colpiti dall’alluvione, invita ora a non pagare il canone Rai.

Ci sentiamo di porre alcune domande ai leghisti:

1. La Lega è notoriamente il miglior alleato di Berlusconi, per il quale è disposta a votare tutte le leggi porcata del mondo. Dato che non risulta che i telegiornali di Mediaset abbiano dato più spazio all’alluvione rispetto alla Rai, la Lega ha protestato presso l’amico Berlusconi per questo comportamento ?

2.La Lega partecipa al governo della Rai, spartendosi le poltrone nel modo più “romano”possibile: Giovanna Bianca Clerici, già 020001046749.jpgdeputata leghista, è consigliere di amministrazione della Rai; Antonio Marano, già deputato leghista, è stato per anni direttore di Rai Due ed ora è vicedirettore generale della Rai. Alla Rai sono stati assunti due ex direttori de La Padania, Gianluigi Paragone e Gigi Moncalvo. Alessandro Casarin è condirettore dei telegiornali regionali Rai con delega per il Nord. Ora la Lega sta tentando di mandar via Corradino Mineo da RaiNews24 per far posto ad un loro uomo. Allora, perché intanto i leghisti non se la prendono coni i loro rappresentanti e chiedono conto di come funziona l’informazione in Rai ? Vabbé che è tutta gente di Varese, come Bossi e Maroni, ma qualche attenzione per il Veneto dovrebbero averla, oppure c’è in realtà un problema di discriminazione del Veneto all’interno della Lega Nord ?

3. Se l’immagine e l’attenzione che i media nazionali dedicano al Veneto è ritenuta insoddisfacente, e se la rappresentazione politica del Veneto è da anni in mano alla Lega, perché i leghisti non si interrogano sulle conseguenze del loro modo di porsi di fronte al mondo, dei danni di immagine che in questi anni hanno causato e stanno causando alla nostra Regione ?

  1. La Rai finanzia con milioni di euro film voluti dalla Lega per propagandare le gesta di Alberto da Giussano e padre Marco D’Aviano. La Lega di Treviso caccia via la troupe che voleva girare un film in città con Abatantuono. Non crede la Lega che questo utilizzo rozzamente propagandistico del cinema non abbia niente a che spartire con la difesa e la valorizzazione dell’immagine del Veneto, ma che anzi proprio la Lega sia uno dei mptivo della cattiva reputazione del Veneto ?
Luca De Marco

1 Commento

Archiviato in Politica

i “quattro sassi” di Zaia

Luca Zaia ha definito la zona archeologica di Pompei come “quattro sassi”. Per chiedere soldi al Veneto si è sentito in dovere di disprezzare uno dei patrimoni dell’umanità, indegnamente custodito dal nostro paese, perchè nella logica leghista anche la più giusta richiesta, i soldi per l’alluvione come l’anno scorso i soldi per Vallà di Riese, deve essere deformata ideologicamente dallo schema fisso Nord contro Sud. Il tasso di fanatismo dei leghisti è giunto ad un livello spaventoso, ma purtroppo la subcultura secessionistica che alimentano da decenni è penetrata nel corpo della società veneta senza trovare grosse resistenze. Il loro ideologismo va smascherato come tale, e va denunciata l’inconcludenza e la dannosità di una politica veneta basata sulla presa di distanza dal resto del paese.

Luca De Marco

i QUATTRO SASSI

pompei2.jpg

Pompei_634-06-28-38-9784.jpg

Pompei_169-10-56-32-6035.jpg

Lascia un commento

Archiviato in Politica

la combriccola del bunga fuma il sigaro sull’alluvione

La comparsata di Berlusconi con il codazzo padano in terra veneta resterà nella storia per la fredda accoglienza ricevuta dalle popolazioni e per la consueta cafonaggine di questi beceri governanti. La stampa locale non ha potutto trattenersi dal fare alcune giuste notazioni in proposito:

corsivo de Il Gazzettino a pag. 2:

“L’APPUNTO

MA COTA E RENZO CHE CI FACEVANO Lì ?

combriccola.jpgLa politica è anche una questione di forma e di stile. E allora viene da chiedersi cosa mai ci facessero ieri insieme al Presidente del Consiglio e al Ministro delle Riforme in visita ufficiale al Veneto martoriato dall’alluvione anche Renzo Bossi, figlio del Senatùr e consigliere lombardo, e il governatore piemontese Cota. Due rispettabilissime persone, ma prive di incarichi di governo o di partito che ne giustificassero, dal punto di vista istituzionale od operativo, la presenza ieri a Padova o a Vicenza. Oltretutto al fianco di Berlusconi e Bossi c’era già, giustamente, il governatore veneto Zaia, che bisogno c’era della “scorta” lombardo-piemontese? Forse che Berlusconi, dopo il terremoto, andò a l’Aquila accompagnato da esponenti di altri partiti e dai loro figlioli? Non ne aveva bisogno. Il premier è lui e di scorte ne ha già una per la sua sicurezza personale. Basta e avanza. Dettagli? Sarà. Ma di errori e cadute di stile la classe politica, tutta, di fronte al dramma veneto ne ha già collezionate parecchie. Aggiungerne altre non ci sembra proprio il caso. “

La risposta su cosa ci facesse lì Renzo Bossi è purtroppo semplice. Il “trota” del resto presenzia regolarmente ai vertici con Berlusconi. Il senatur ha individuato nel figlio con le pinne il suo successore al trono e gli fa vedere come è il mestiere.

La Tribuna di Treviso fa il suo appunto sul gran dispiegamento di mezzi e di uomini attivato per la visita del premier, con un articolo di Carlo Mion a pagina 3:

Al Marco Polo per la visita lampo una decina di auto blu, quattro elicotteri e due velivoli (uno arrivato e partito vuoto)

Con gli aerei del presidente volano anche gli sprechi

CARLO MION

VENEZIA. Quattro elicotteri, due aerei e un corteo di una decina di auto blu. Arrivano al Marco Polo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e una ventina di accompagnatori. Arrivano dopo aver visitato i comuni alluvionati nel primo pomeriggio di ieri. Un corteo ben poche volte visto per consistenza di mezzi e persone e naturalmente per le numerose autorità che in pista attendevano il Premier. Il Cavaliere è arrivato al Marco Polo con un elicottero Ab 412 dei Carabinieri. Volava con lui il capo della Protezione Civile ed erano scortati da un altro AB 412, sempre dell’Arma e da altri due AB 212 rispettivamente di polizia ed Esercito. Il corteo «volante» a Venezia non è passato inosservato. Infatti i piloti non hanno voluto far mancare agli illustri visitatori che provenivano da luoghi dove regnava la distruzione, un sorvolo del centro storico. Ed ecco allora che il rumore degli elicotteri ha creato non poco allarme tra le calli e ha fatto tremare pure i vetri. Ma mentre Berlusconi si deliziava dall’alto guardando la Serenissima il corteo delle auto di contorno raggiungeva l’aeroporto Marco Polo, dove le varie autorità attendevano gli ospiti. In pista con i motori accesi due aerei attendevano Berlusconi con il seguito. Per il capo del Governo c’era un Airbus A319 che nella versione commerciale può trasportare all’incirca 200 passeggeri. Per Bertolaso invece la Protezione Civile aveva inviato un Piaggio P180, turboelica. Ma alla fine personalità, segretari, tecnici e guardie del corpo, una ventina di persone, sono saliti tutti sull’aereo dell’Aeronautica Militare del Cavaliere. Alle 15.10 l’aereo è decollato. Il P180 è tornato vuoto a Roma. La «corte» vista ieri al Marco Polo stride nei confronti di quella appena notata una decina di giorni fa in occasione dell’arrivo del Presidente della Camera, diretto a Rovigo. Ad accoglierlo c’erano un ispettore della polizia, un maresciallo dei carabinieri e uno della Giardia di Finanza. In tema di corti non va dimenticata quella che ha accolto e seguiva, nell’ultima visita a Venezia, il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Un attento osservatore ha contato settantacinque persone. Chissà cosa pensano gli alluvionati.

_________

La visita lampo a Padova è stata una passerella ad uso dei media. Un monologo di Berlusconi di un quarto d’ora, Bossi silenzioso preoccupato solo del suo sigaro (in luogo pubblico), e poi foto con le belle donne. Come racconta il Gazzettino di Padova:

“Giunto a Palazzo Santo Stefano alle 13,30, dopo un frugale e rapidissimo pasto con il Prefetto, ha parlato un quarto d’ora. Poi si è alzato e ha esclamato: «Voglio farmi una foto con le sindachesse qui presenti. Due secondi dopo i flash lo hanno immortalato abbracciato a Elisa Venturini, Anna Lazzarin e Dorella Turetta, rispettivamente primi cittadini di Casalserugo, Veggiano e Saccolongo.
Altra musica fuori. “Io bindi, tu bondi”. E poi “Meglio gay che Berlusconi”. Stava così, agghindata da donna-sandwich Marina Mancin consigliere comunale di Sinistra e Libertà, che ieri mattina, agitando il tricolore, ha manifestato contro le recenti prese di posizione del presidente del Consiglio in materia di omosessualità. Insieme a lei anche l’assessore Zan.”

ecco la foto di Berlusconi sui luoghi dell’alluvione

premier.jpg

 

Luca De Marco

2 commenti

Archiviato in Politica

SULLA ALLUVIONE IN VENETO

COMUNICATO STAMPA

SULLA ALLUVIONE IN VENETO

Il Governo deve prendere atto della gravissima situazione nella quale sono precipitate intere zone della Regione e dei terribili danni arrecati ai cittadini, alle famiglie, alle aziende, all’agricoltura di questi territori. Il Governo deve stanziare risorse adeguate alla situazione. I 20 milioni finora stanziati, dei quali solo una parte per il Veneto, rappresentano una presa in giro. Non corrispondono nemmeno ai soldi che un solo deputato leghista trevigiano si è fatto destinare, nell’ambito della legge-mancia, alla associazione da lui presieduta, per la realizzazione di un velodromo in provincia di Treviso (30 milioni, 2 all’anno per 15 anni). Opera tanto opinabile da essere messa apertamente in discussione come inutile dal vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini.

Il Governo deve stanziare fondi adeguati perché è giusto e perché è un suo compito. Il fatto che il Veneto dia un grosso contributo alle casse statali, in quanto regione ricca e produttiva, anche se in misura minore rispetto a Lombardia e Emilia Romagna,  non rafforza la richiesta, ma è un fatto del tutto estraneo alla questione. Se ad un cittadino succede un incidente, l’assistenza sanitaria (in Italia) gli presta tutto il soccorso e l’assistenza necessaria affinché possa ristabilirsi e tornare in salute, indipendentemente da quanto egli versi di tasse. Si tratta di un diritto di cittadinanza.

Il Veneto merita il sostegno e l’attenzione del Governo perché è una regione che fa parte dell’Italia,  non perché negli ultimi decenni ha smesso di ricevere contributi come area depressa ed è invece diventata uno dei territori che contribuisce maggiormente al bilancio nazionale. E i cittadini del Veneto sono a tutti gli effetti cittadini dell’Italia, non dell’immaginario stato di  Padania come qualcuno vorrebbe. E’ la Lega che deve dimostrare di aver capito cosa significa unità nazionale.

L’augurio che i veneti devono fare a se stessi è che il Governo in  questa occasione non si comporti come nel caso dell’uragano di Vallà a Riese Pio X, quando nel giugno 2008 l’allora ministro Zaia accorse sulle macerie fumanti con telecamere e fotografi al seguito a seminare promesse e ad annunciare l’imminente arrivo di Bertolaso, subito seguito dal ministro Bossi che si esibì sulle macerie telefonando in diretta a Gianni Letta per chiedere l’audizione in Consiglio dei Ministri del sindaco e dei presidenti di Provincia e Regione.

Bertolaso non arrivò mai e neppure avvenne l’incontro in Consiglio dei Ministri. Neanche i soldi sono ancora arrivati.

La Lega Nord è un partito politico che negli ultimi 10 anni, 8 li ha passati al governo del paese, e tutti e 10 al governo della Regione.

Questo dato elementare sembra troppo spesso venir dimenticato dai dirigenti leghisti. Se la prendano con se stessi e con la loro capacità di difendere il territorio, del quale si riempiono la bocca ma che nei fatti indeboliscono fino a farne uno dei più fragili del paese.

Se la Lega è convinta già in partenza che dal Governo non arriveranno risposte soddisfacenti e che è necessario minacciare lo sciopero fiscale perché il Veneto sarebbe considerato di serie B, allora dichiari il suo totale fallimento come forza di governo e come rappresentante del Nord a Roma, tolga la fiducia al Governo e rinunci a tutte le prebende e ai posti di sottogoverno e alle lottizzazioni di cui è diventata specialista.

Giocare a fare tutte le parti in commedia, il partito di lotta e di governo, anche in una occasione drammatica come questa, significa giocare a lucrare elettoralmente sulla pelle degli alluvionati. Lo ha detto pure Bertolaso, di non politicizzare la catastrofe. E se lo dice pure lui, significa che davvero si è superato il segno quanto a spregiudicatezza e cinismo.

La Regione piuttosto metta in campo tutte le proprie risorse,

rinunciando alle spese inutili come quelle per la comunicazione e la propaganda. Rimetta le risorse tagliate per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

E riconsideri i contenuti del piano territoriale regionale di  coordinamento, lo strumento di pianificazione del territorio,  all’insegna di un nuovo paradigma che faccia del territorio e della sua integrità la prima e principale infrastruttura di cui ha bisogno la Regione. Basta al consumo del territorio, alla cementificazione dei terreni agricoli, alla impermeabilizzazione dei suoli.

La Segreteria Regionale di

Sinistra Ecologia Libertà

1 Commento

Archiviato in ambiente

La Lega smetta di speculare sulla tragedia

di Luca De Marco

E’ giusto che il Governo prenda atto della gravissima situazione nella quale sono precipitate intere zone della Regione e dei terribili danni arrecati ai cittadini, alle famiglie, alle aziende, all’agricoltura di questi territori. E che stanzi risorse adeguate alla situazione. I 20 milioni finora stanziati, dei quali solo una parte per il Veneto, rappresentano una presa in giro. Non corrispondono nemmeno ai soldi che un solo deputato leghista trevigiano si è fatto destinare, nell’ambito della legge mancia, alla associazione da lui presieduta, per la realizzazione di un velodromo in provincia di Treviso (30 milioni, 2 all’anno per 15 anni). Opera tanto opinabile da essere messa apertamente in discussione come inutile dal vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini.

I soldi il Governo li deve stanziare perché è giusto e perché è un suo compito. Il fatto che il Veneto dia un grosso contributo alle casse statali, in quanto regione ricca e produttiva, anche se in misura minore rispetto a Lombardia e Emilia Romagna,  non rafforza la richiesta, ma è un fatto del tutto estraneo alla questione. Se ad un cittadino occorre un incidente, l’assistenza sanitaria (in Italia) gli presta tutto il soccorso e l’assistenza necessaria affinché possa ristabilirsi e tornare in salute, indipendentemente da quanto egli versi di tasse. Si tratta di un diritto di cittadinanza. Il Veneto merita il sostegno e l’attenzione del Governo perché è una regione che fa parte dell’Italia,  non perché negli ultimi decenni ha smesso di ricevere contributi come area depressa ed è invece diventata uno dei territori che contribuisce maggiormente al bilancio nazionale. E i cittadini del Veneto sono a tutti gli effetti cittadini dell’Italia, non dell’immaginario stato di  Padania come qualcuno vorrebbe. E’ la Lega che deve dimostrare di aver capito cosa significa unità nazionale. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in ambiente

Danni per il maltempo: la Regione apre un conto corrente

Fonte: Il Gazzettino

VENEZIA (5 novembre) – La Regione Veneto ha attivato un conto corrente presso Unicredit Banca nel quale chiunque lo volesse può versare contributi per rispondere all’emergenza maltempo.

Queste le coordinate bancarie:

codice IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078

Le operazioni di versamento o bonifico effettuate presso Unicredit saranno esenti da spese o commissioni. Rimane a cura degli altri istituti di credito aderire o meno all’esenzione per i propri correntisti che vorranno partecipare all’iniziativa.

Lascia un commento

Archiviato in Solidarietà