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L’EUROPA E LA CRISI, USCIRE DAL SILENZIO A SINISTRA

giovedì 5 aprile alle ore 20.45

presso l’Hotel Continental di Treviso.

Partecipano:

Andrea Dapporto

assemblea regionale SEL

Claudio Fava

segreteria nazionale SEL

La drammaticità della crisi evidenzia le divisioni dell’Europa e la mancanza di un progetto.

L’atteggiamento dell’Europa sulla crisi greca rivela l’assoluta mancanza di solidarietà e di un disegno capace di tenere assieme le aree forti e le aree meno forti del Continente.

L’unica posizione comune (voluta dai paesi europei più forti) è quella liberista che vede come unica soluzione il taglio delle spese e il pareggio di bilancio nei singoli Stati.

In realtà stiamo assistendo ad un attacco pesante allo Stato Sociale (raggiunto in Europa dopo 60 anni di grandi lotte), che penalizza in ogni paese le parti più deboli della popolazione: lavoratori, impiegati, piccoli imprenditori, pensionati.

I maggiormente penalizzati da queste politiche recessive sono e saranno le giovani generazioni, prive di qualsiasi prospettiva di lavoro e di condizioni di vita almeno pari a quelle dei loro padri.

Il movimento sindacale e le forze politiche di sinistra e progressiste sono oggi divise, spesso racchiuse nei recinti nazionali, ancora poco capaci di indicare prospettive di iniziativa e lotta per un’Europa dei popoli e federalista.

Su questi temi il coordinamento di Treviso diSEL invita al confronto i cittadini

Su Facebook:

giovedì 5 aprile alle ore 21.00
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Il silenzio dei padri per le notti di Arcore

da L’Unità e dal sito di SEL Nazionale
Non solo il cavaliere, non solo le ragazzine, non solo le maitresse e gli adulatori, non solo gli amici travestiti da maggiordomi, le procacciatrici di sesso, i dischi di Apicella e la lap dance in cantina: in questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l’evocazione più sfrontata, più malinconica di cosa sia rimasto dell’Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all’imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perché la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di più a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po’ prosseneti, un po’ procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine… Insomma questi padri ci sono, esistono, li abbiamo sentiti sospirare in attesa del verdetto, abbiamo letto nei verbali delle intercettazioni i loro pensieri, li abbiamo sentiti ragionare di arricchimenti e di case e di esistenze cambiate in cambio di una sveltina delle loro figlie con un uomo di settantaquattro anni: sono loro, più del drago, più delle sue ancelle, i veri sconfitti di questa storia. Perché con loro, con i padri, viene meno l’ultimo tassello di italianissima normalità, con loro tutto assume definitivamente un prezzo, una convenienza, un’opportunità.Ecco perché accanto ai dieci milioni di firme contro Berlusconi andrebbero raccolti altri dieci milioni di firme contro noi italiani. Quelle notti ad Arcore sono lo specchio del paese. Di ragazzine invecchiate in fretta e di padri ottusi e contenti. Convinti che per le loro figlie, grande fratello o grande bordello, l’importante sia essere scelte, essere annusate, essere comprate. Dici: colpa della periferia, della televisione, della povertà che pesa come un cilicio, della ricchezza di pochi che offende come uno sputo e autorizza pensieri impuri. Balle. Bernardo Viola, voi non vi ricordate chi sia stato. Ve lo racconto io. Era il padre di Franca Viola, la ragazzina di diciassette anni di Alcamo che, a metà degli anni sessanta, fu rapita per ordine del suo corteggiatore respinto, tenuta prigioniera per una settimana in un casolare di campagna e a lungo violentata. Era un preludio alle nozze, nell’Italia e nel codice penale di quei tempi. Se ti piaceva una ragazza, e tu a quella ragazza non piacevi, avevi due strade: o ti rassegnavi o te la prendevi. La sequestravi, la stupravi, la sposavi. Secondo le leggi dell’epoca, il matrimonio sanava ogni reato: era l’amore che trionfava, era il senso buono della famiglia e pazienza se per arrivarci dovevi passare sul corpo e sulla dignità di una donna.

A Franca Viola
fu riservato lo stesso trattamento. Lui, Filippo Melodia, un picciotto di paese, ricco e figlio di gente dal cognome pesante, aveva offerto in dote a Franca la spider, la terra e il rispetto degli amici. Tutto quello che una ragazza di paese poteva desiderare da un uomo e da un matrimonio nella Sicilia degli anni sessanta. E quando Franca gli disse di no, lui se l’andò a prendere, com’era costume dei tempi. Solo che Franca gli disse di no anche dopo, glielo disse quando fece arrestare lui e i suoi amici, glielo urlò il giorno della sentenza, quando Filippo si sentì condannare a dodici anni di galera.

Il costume morale e sessuale dell’Italia cominciò a cambiare quel giorno, cambiò anche il codice penale, venne cancellato il diritto di rapire e violentare all’ombra di un matrimonio riparatore. Fu per il coraggio di quella ragazzina siciliana. E per suo padre: Bernardo, appunto. Un contadino semianalfabeta, cresciuto a pane e fame zappando la terra degli altri. Gli tagliarono gli alberi, gli ammazzarono le bestie, gli tolsero il lavoro: convinci tua figlia a sposarsi, gli fecero sapere. E lui invece la convinse a tener duro, a denunziare, a pretendere il rispetto della verità. Tu gli metti una mano e io gliene metto altre cento, disse Bernardo a sua figlia Franca. Atto d’amore, più che di coraggio. Era povero, Bernardo, più povero dei padri di alcune squinzie di Arcore, quelli che s’informano se le loro figlie sono state prescelte per il letto del drago. Ma forse era solo un’altra Italia.

Claudio Fava

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I 100 passi di sinistra ecologia libertà

Oggi Comitato nazionale, proposto congresso a ottobre

“Oggi e’ tempo che Sinistra Ecologia Libertà non sia più una somma di storie ma diventi stabilmente sostanza politica”. Con queste parole il coordinatore della segreteria Claudio Fava ha aperto i lavori del Comitato Nazionale di Sel in corso a Roma e che saranno tra poco conclusi da Nichi Vendola.

“Nonostante un grave arretramento elettorale, politico e culturale del centrosinistra – prosegue Fava – che ha contrassegnato le ultime elezioni regionali, eccetto il risultato straordinario della Puglia, per quanto riguarda Sel le elezioni hanno dimostrato la giustezza della nostra intuizione politica: della necessità di lavorare per un nuovo soggetto politico di sinistra. Ora si tratta di passare dall’intuizione ad un progetto stabile per costruire unl’aternativa politica e culturale alla destra, contribuire ad una nuova alfabetizzazione della politica italiana, per contruibuire ad una nuova stagione del centrosinistra.

Da oggi- conclude Fava – siamo impegnati sulle nostre opzioni strategiche: dal successo dei 3 referendum sull’acqua bene comune, alla tutela dei diritti e del lavoro, dall’autonomia della politica dagli affari e dalle lobby, al ripristino della democrazia”. E’ stato proposto che il congresso fondativo di Sinistra Ecologia Liberta’ si tenga nei giorni 22-23-24 ottobre 2010, e che dalla fine del mese di aprile e fino ad ottobre, parta la campagna nazionale “I 100 passi di sinistra ecologia liberta’”, iniziative pubbliche, assemble, eventi, in tutta italia.

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“NON C’E’ SICUREZZA SENZA GIUSTIZIA”

Donata Sartor                                                                         Giuseppe Bortolussi

Sindaco                                                                                  Presidente

GIOVE D I’ 18 MARZO ORE 18.00

Presso Hotel “Alla Torre”

Claudio Fava

(Giornalista, scrittore, sceneggiatore

coordinatore segreteria nazionale

Sinistra Ecologia Libertà)

Interverrà sul tema:

“NON C’E’ SICUREZZA SENZA GIUSTIZIA”

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