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Da Renzi brutto sgarbo ai lavoratori Electrolux. Possono stare sereni ?

Il Presidente del Consiglio nella sua visita a Treviso non ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori Electrolux, ai quali non è neppure stato concesso di accedere alla sala dove era in corso l’incontro con gli imprenditori. E questo nonostante l’incontro rientrasse nel programma della giornata e come tale era stato reso pubblico dalla stampa locale e nazionale. Ci pare una scelta sbagliata e preoccupante.

La promessa di una prossima convocazione di un tavolo a Roma aperto a tutte le RSU, che speriamo sia un effettivo impegno e un momento reale di decisioni e non un modo per dilazione la questione, non risolve la questione del mancato incontro. E’ possibile che un Presidente del Consiglio che intende fare della informalità e del rapporto diretto con i cittadini la sua caratteristica principale, riscopri la fredda formalità della disponibilità di un incontro delle RSU a un tavolo di trattativa nazionale a Roma, solo nel caso dei lavoratori Electrolux ?

E assieme al Presidente del Consiglio, non era presente stamane pure il nuovo ministro Poletti ? Non era una ottima occasione, per il ministro del Lavoro, di incontrare i lavoratori ?

Auspichiamo che si sia trattato di un malinteso organizzativo e che questo atteggiamento non preluda ad una politica che non tenga realmente conto del valore del lavoro e della pressione insostenibile alla quale sono sottoposti i diritti e i salari dei lavoratori. Sarebbe ancora più preoccupante, e più grave, di questo già brutto sgarbo iniziale.

I lavoratori Electrolux possono davvero stare sereni ?

Luca De Marco
coordinatore prov SEL TVImmagine

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Renzi a Treviso: Solo parole ? No grazie

ImmaginePresidente Renzi, a Treviso porti non solo parole, ma opere concrete, e giuste

 L’intenzione del presidente del Consiglio di inaugurare il suo mandato visitando le scuole, e di partire da Treviso, è una buona intenzione alla quale ci auguriamo seguano i fatti.

  Nella nostra provincia vi sono situazioni pesanti di difficoltà strutturali negli istituti secondari superiori. La contrazione delle risorse destinate alla Provincia, attraverso l’azzeramento dei trasferimenti statali e la strettoia del patto di stabilità sulla possibilità di spesa delle risorse disponibili, rende difficile, se non impossibile, intervenire adeguatamente su alcuni punti critici, quali gli istituti di Castelfranco, a partire dal liceo Giorgione e dall’alberghiero Maffioli, il liceo Berto a Mogliano, l’istituto Duca degli Abruzzi a Treviso, il Pittoni a Conegliano, l’alberghiero di Vittorio Veneto e molte altre realtà che soffrono di mancanza di spazi, di carenze strutturali e di degrado degli edifici. Almeno 20 milioni di Euro servirebbero subito per le situazioni più urgenti.

 Gli istituti per la scuola dell’obbligo, di competenza dei comuni, subiscono le conseguenze del patto di stabilità e del taglio drastico dei trasferimenti agli enti locali. E i bandi attraverso i quali la Regione redistribuisce gli esigui stanziamenti statali, vengono spalmati in miriade di piccoli interventi anziché intervenire sui grossi interventi strutturali che possono realizzare un autentico salto di qualità nell’edilizia scolastica per i primi due cicli scolastici.

 Esiste un problema generale di messa in sicurezza degli edifici scolastici, e un problema specifico di messa in sicurezza sismica che riguarda buona parte del territorio provinciale. Un piano per l’edilizia scolastica deve porsi oggi anche ambiziosi traguardi riguardo all’efficienza energetica degli edifici, fino alla loro autosufficienza, e contribuire così all’abbassamento della bolletta energetica nazionale e alla qualità dell’ambiente e dell’aria.

 Perché un gesto simbolico non diventi l’ennesima promessa non mantenuta, bisogna che al gesto seguano scelte concrete con la messa a disposizione di adeguate risorse e con l’allentamento del patto di stabilità per gli enti locali. E che le risorse vengano distribuite secondo precise priorità di intervento, non lasciando che la mediazione regionale possa frazionare in troppi rivoli i pochi soldi disponibili ma finalizzando gli interventi secondo rigidi criteri di priorità.

 L’investimento per la scuola non può riguardare solo i muri, ma deve comprendere chi lavora e studia dentro quelle mura. L’istituzione scuola deve diventare il motore e il perno di una nuova idea di società, che riveda le priorità che il paese si è dato in questi anni. Veniamo da anni nei quali ha dominato la logica dei tagli; il famoso taglio da 8 miliardi alla scuola operato allegramente dalla famigerata Gelmini è ancora tra noi vivo e vegeto. Ai docenti si è pure ventilata a inizio anno l’ipotesi di riduzione di una parte degli stipendi arretrati, rientrata attraverso un ulteriore taglio ai fondi di istituto. Il Presidente Renzi ha sostenuto in parlamento che non servono nuove risorse per i docenti ma un cambio di mentalità. Risulta però difficile non partire dal fatto che abbiamo il corpo docente più anziano d’età e più malpagato d’Europa. Bisogna consentire il pensionamento per far posto a docenti più giovani e porsi in generale il problema di un sottofinanziamento di tutti gli istituti della conoscenza, a partire dalla scuola pubblica, che non può continuare senza compromettere irrimediabilmente quella possibilità di contribuire decisamente all’uscita dalla crisi che a parole tutti facilmente rionoscono al mondo dei saperi.

 Chiediamo inoltre al Presidente del Consiglio che assieme all’emergenza edilizia scolastica assuma l’emergenza relativa all’assetto idrogeologico del nostro paese. La nostra provincia ha subito in queste settimane allagamenti, frane, smottamenti: milioni di euro di danni. Ancora una volta mettendo a nudo tutta la fragilità di un territorio poco rispettato e deturpato nel corso degli anni da una politica scriteriatamente cementificatoria e poco rispettosa degli equilibri naturali. Prevenire costa meno che curare. Si predisponga un grande piano verde per la messa in sicurezza del territorio, con il quale dare lavoro e fare del bene all’ambiente, alla qualità della vita dei cittadini e alle casse pubbliche non più costrette ad aprirsi velocemente e ampiamente ad ogni ulteriore emergenza.

 Sia per l’edilizia scolastica che per gli interventi a favore del territorio, chiediamo che si reperiscano risorse anche attraverso il taglio delle spese per armamenti, a cominciare dai famigerati F-35 ai vari sofisticati sistemi d’arma dai costi esorbitanti.

 E infine, ma non per certo per ultimo, la drammatica crisi sociale ed economica nella quale non il caso malvagio ma precise scelte dei decisori europei e nazionali hanno avviluppato il nostro paese, trova un punto acuto di sofferenza in una delle aziende simbolo della nostra provincia come la Electrolux di Susegana. Siamo di fronte ad una vertenza paradigmatica, nella quale si era arrivati a mettere in contrapposizione il diritto al posto di lavoro e il diritto a ricevere un giusto (e basso) salario per quel lavoro; si era minacciato di delocalizzare in un altro paese europeo la produzione senza una disponibilità dei lavoratori a vedersi ridurre drasticamente il loro salario. La questione non è chiusa, e a essere chiamata in gioco deve essere la politica europea e la politica nazionale. La prima è praticamente inesistente, ed è auspicabile che dalle prossime elezioni europee emerga qualche segno tangibile della necessità di una dimensione politica e democratica della costruzione europea affinché non si tramuti definitivamente in incubo il sogno europeo. La politica nazionale non pare fino ad oggi aver dato le risposte necessarie per chiudere positivamente per i lavoratori la vertenza. Vista la sostituzione del ministro Zanonato con un ministro di chiare simpatie berlusconiane e liberiste ed esperta in pratiche di delocalizzazione, che non pare dare le migliori garanzie rispetto alla vertenza Electrolux, e visto che non ci pare che in Parlamento abbia nemmeno sfiorato la questione, è davvero il caso che il Presidente Renzi si faccia istruire in materia dagli operai per prendere coscienza della posta in gioco.

 Serve al nostro paese una politica industriale, e interventi per frenare, e non incentivare, la corsa al ribasso sui diritti e sui salari dei lavoratori.

L’allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali potrebbe anche liberare delle risorse (peraltro già presenti nelle casse di molti Comuni) utili, se non necessarie, per un intervento a sostegno delle persone più deboli.  Un numero sempre maggiore di disoccupati o cassintegrati non sanno più come affrontare le spese quotidiane o saldare le fatture per le utenze domestiche, e i servizi sociali dei Comuni non hanno fondi per garantire un sussidio.  Una maggiore disponibilità di risorse potrebbe anche permettere ai nostri Comuni di progettare piani di intervento per affrontare l’emergenza abitativa, visto che anche nella nostra provincia di Treviso sono ormai centinaia le famiglie sotto sfratto per morosità incolpevole. 

 In questa situazione di crisi che indebolisce anche la coesione sociale, è anche importante che lo Stato favorisca e sostenga tutti quegli istituti giuridici che garantiscano alle famiglie maggiore unità, e alle persone maggiore senso di appartenenza rispetto alla comunità di cui fanno parte.  È in questa prospettiva che riteniamo che la tutela di tutte le coppie fondate su vincolo affettivo, attraverso una unione civile pubblicamente riconosciuta, così come l’accesso alla cittadinanza italiana per i ragazzi nati in Italia in virtù dello “ius soli”, non siano capricci non urgenti né prioritari, ma vere occasioni per creare un corpo sociale più coeso e per consolidare il senso di solidarietà e di corresponsabilità tra le persone.

 

 

Luca De Marco, coordinatore Federazione provinciale SEL

Marco Pedretti, coordinatore Circolo SEL Treviso

Forum provinciale SEL Saperi 

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Electrolux: serve una vera politica industriale

dett elNella risposta del governo alla interrogazione di SEL sulla situazione aperta alla Electrolux non c’è traccia di impegni concreti se non la promessa di valutare la possibilità di un intervento pubblico in tema di ricerca e di innovazione tecnologica.

Gli investimenti in ricerca e innovazione sono uno dei punti cruciali di un piano per il rilancio del settore; è però necessario un piano che valuti come strategico questo settore; un piano che non può e non deve prescindere dalla difesa dei posti di lavoro, dei salari,dei diritti.

Sinistra Ecologia e Libertà già la scorsa settimana ha avanzato una proposta di legge affinché il governo si impegni attraverso un provvedimento urgente a salvaguardare l’occupazione e i salari dell’intero comparto e, insieme, a costruire le premesse per un suo rilancio.

Senza un provvedimento di questo tipo e un vero piano industriale le recenti proposte dell’azienda sono “vuote”e ricattatorie come hanno giustamente inteso i lavoratori mantenendo i presidi davanti ai cancelli delle fabbriche!

Le dichiarazioni di intenti non sono più sufficienti ne’ quelle aziendali ne quelle governative!

 La vicenda Electrolux, così come quelle di altre realtà del settore, sono il tragico risultato della mancanza di una qualsiasi politica industriale nel nostro paese.

in questi anni l’assenza di qualsiasi riferimento pubblico a fatto in modo che le aziende abbiano deciso come e quando chiudere, licenziare, delocalizzare, tagliare salari naturalmente sulla pelle dei lavoratori!

Le mancanze e gli errori dei nostri governi si è aggiunta, spesso anzi ne è stata la causa condivisa,la folle politica europea della “austerità”incapace di costruire la benché minima politica di sviluppo capace di dare prospettiva all’ intero continente: al suo Nord e al suo Sud; anzi questa politica europea, lo dimostra ancora il caso Electrolux, ha tollerato, se non favorito, la ricerca da parte delle aziende di sfruttare le diverse condizioni in essere tra i lavoratori nei diversi paesi!

Anche per questo motivo la lotta dei lavoratori Electrolux per il lavoro, per il salario, per i diritti, riguarda tutti i lavoratori!

 Costruire una soluzione positiva per Electrolux e l’ intero comparto è un passo importante per la modifica dell’attuale politica europea e per costruire una nuova Europa dei popoli!!!

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SEL con Giulio Marcon al presidio dei lavoratori Electrolux a Susegana

Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà, composta dal deputato di collegio Giulio Marcon, il coordinatore provinciale Luca De Marco, il capogruppo in consiglio provinciale Luigi Amendola e in consiglio comunale a Treviso Said Chaibi, e compagne e compagni del circolo di Conegliano e del provinciale, ha portato sabato pomeriggio la propriaImmagineImmagine

solidarietà ai lavoratori in lotta della Electrolux presso il presidio fisso davanti all’ingresso dello stabilimento di Susegana.
Augustin Breda, della RSU, ha illustrato ai convenuti la situazione della trattativa e le questioni in gioco. Nei prossimi giorni i lavoratori in assemblea decideranno in merito alla prosecuzione e alla forme della mobilitazione, in rapporto agli ultimi sviluppi della vicenda.
Il deputato Marcon ha assicurato l’impegno del gruppo parlamentare a sostegno della difesa dei diritti del lavoro, a fronte di una vertenza che rischia di rappresentare un salto di paradigma nel quale di svalorizza il lavoro e si intacca una barriera finora invalicata come quella della drastica riduzione della retribuzione netta dei lavoratori in cambio della permanenza delle produzioni in Italia. La lettera di intenti di Electrolux, che si chiude con una forma ricattatoria rispetto alla lotta in atto, non rappresenta ancora la soluzione della vertenza. I deputati di SEL si adopereranno per allargare il fronte di sostegno e coinvolgere il maggior numero di parlamentari, anche delle altre forze politiche sensibili alla questione, per organizzare una presenza massiccia nei prossimi giorni a fianco dei lavoratori.
Luca De Marco ha assicurato il sostegno della Federazione provinciale e dei circoli territoriali di SEL ai lavoratori in lotta, e ha consegnato un contributo economico per le spese del presidio frutto di una colletta tra i membri dell’Assemblea provinciale di SEL.
Quasi nelle stesse ore, la deputata di SEL Serena Pellegrino portava la propria solidarietà al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux di Porcia.

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L’assemblea provinciale di SEL Treviso a fianco dei lavoratori Electrolux

L’Assemblea Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, riunitasi il 4 febbraio a Treviso, ha provveduto alla elezione del coordinamento provinciale, il gruppo esecutivo che affiancherà il coordinatore Luca De Marco, eletto alla precedente riunione dell’Assemblea. I membri del nuovo coordinamento sono: Luigi Amendola, Marco Baldo, Gianni Ballan, Alessia Grassigli, Marco Pedretti.

L’Assemblea ha deciso di sostenere la lotta dei lavoratori Electrolux, anche attraverso una presenza di solidarietà al presidio di fronte alla fabbrica e una sottoscrizione dei membri dell’Assemblea per contribuire a sostenere le spese dei lavoratori. Tra i presenti sono stati raccolti 200 euro che verranno consegnati domani al presidio di Susegana, dove sarà presente il deputato di SEL Giulio Marcon.

L’Assemblea ha inteso esprimere solidarietà alla Presidente della Camera Boldrini, oggetto di una indecorosa campagna di insulti sessisti insopportabili, segno di uno scadimento pesante della lotta politica ridotta a insulto e offesa alla persona anziché a battaglia di idee.

 L’Assemblea, infine, di fronte alla situazione di estrema debolezza del territorio che ancora una volta il Veneto rivela di fronte alla stagione delle piogge, prende atto con piacere delle parole del governatore Zaia riguardo a quello che egli chiama un “piano Marshall” per il territorio. Sel, che da tempo chiede un piano verde per il lavoro, che faccia della difesa e della messa in sicurezza del territorio uno degli elementi di tutela del paesaggio e dell’ambiente, di sicurezza dei cittadini, e un elemento di lotta alla disoccupazione e alla depressione economica, ritiene che i problemi di finanziamento degli investimenti possano trovare una soluzione attraverso la rinuncia agli investimenti miliardari in sistemi d’arma, a partire dai famigerati e poco raccomandabili cacciabombardieri F-35, e l’utilizzo di quelle risorse per avviare finalmente la più urgente grande opera pubblica della quale abbiamo bisogno, la messa in sicurezza del nostro sempre più fragile territorio.

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