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Lettera aperta per le elezioni comunali di Vittorio Veneto

LETTERA APERTA AI CITTADINI, ALLE FORZE POLITICHE DELLLA SINISTRA E DEL CENTRO, ALLE CIVICHE, ALLE ASSOCIAZIONI E AI GRUPPPI

toioetoNegli ultimi 15 anni la lega  e la destra sua alleata hanno fatto gli interessi di pochi e hanno impoverito la città, indebitandoci  e dilapidando i nostri beni ambientali, patrimoniali e finanziari.

Le prossime elezioni  bisogna vincerle.

Non possiamo fare errori, se non vogliamo che la decadenza della nostra città, già avanzata, diventi irreversibile.

Ma per vincere e costruire un progetto di rinascita, serve oggi, così come in passato nei momenti difficili, un nuovo slancio unitario.

Ci rivolgiamo a tutti coloro che in questi anni hanno lavorato in alternativa alle giunte della lega e della destra, nelle istituzioni e nel territorio, in forma organizzata o individuale, e chiediamo loro se  oggi sono disponibili a stare insieme per dare una speranza alla nostra città.

Davanti a noi c’è  la sfida di mettere a  valore le nostre diversità e  di rinunciare ciascuno a un poco della propria identità per realizzare un progetto di ricostruzione e di rilancio, difficile ma non impossibile.

Siamo già in ritardo.

Perciò chiamiamo forze politiche, associazioni e  gruppi alla responsabilità di dire al più presto, senza prudenze o tatticismi, se intendono impegnarsi direttamente o  sostenere un’alleanza alternativa che voglia vincere e voltare pagina.

Proponiamo di fare entro gennaio le  primarie  di coalizione con percorso aperto (sul modello di Mogliano) per costruire il programma insieme ai cittadini e  per consentire la candidatura a sindaco a chiunque si riconosca nei valori della partecipazione, della trasparenza, della solidarietà, della cultura, del rispetto dei beni comuni e del territorio.

Uscendo dai recinti dei partiti e trasformando le primarie in un grande momento di  confronto e di cittadinanza attiva, sarà possibile  trovare le  idee più efficaci e il candidato migliore per scrivere un altro destino per Vittorio Veneto.

Per confrontarci su queste proposte, vi chiediamo un incontro, da svolgersi non appena i vostri impegni lo consentiranno.

Sinistra Ecologia Libertà

Gruppo Civico

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Scegli il cambiamento, domenica 25 novembre, vota Nichi Vendola!

In un momento come quello attuale di forte recessione economica, di disoccupazione crescente, di fronte alla caduta verticale della credibilità dei partiti, VENDOLA è l’unico candidato alla Primarie del centrosinistra che può far coincidere due condizioni che difficili da conciliare, la costruzione della massima unità della coalizione del centrosinistra e la caratterizzazione fortemente di sinistra del suo programma, che mette al centro gli interessi degli ultimi, dei più poveri, dei più bisognosi, dei precari, dei giovani, delle donne, di coloro insomma che più degli altri stanno pagando la crisi economica che stiamo vivendo.

Chiediamo di votare Nichi Vendola per far si che il LAVORO sia di nuovo messo al centro dell’agenda politica del prossimo governo; perché non sia più contrapposto il diritto al lavoro al diritto alla salute; per smontare l’assurda logica che mette gli uni contro gli altri i lavoratori tutelati rispetto ai precari: occorre infatti estendere i diritti ai lavoratori meno tutelati, non toglierli a quei pochi che giustamente li hanno.

Chiediamo di votare Nichi Vendola per dare forza e centralità alla SCUOLA e l’UNIVERSITA’ PUBBLICA. Perché all’attuale situazione in cui sono tagliate risorse in maniera indiscriminata all’istruzione pubblica, vogliamo reagire riassegnando alla scuola e all’università pubblica il loro ruolo originario: la formazione delle coscienze e l’educazione dei cittadini dentro e per la società.

Perché consideriamo la scuola l’architrave portante della società, e non si può pensare di cambiare questa se non partendo dall’istruzione pubblica.

Dobbiamo capovolgere l’agenda della pigrizia culturale, abbiamo bisogno di non sottostare ai totem e ai tabù di questo liberismo che chiede austerity e sacrifici solo ai ceti popolari e medi, ma si guarda bene dal fare lo stesso con le classi più abbienti.

C’è bisogno di una reale rimodulazione del prelievo fiscale, secondo il semplice principio che chi più ha, più deve dare. Pensiamo che, come ha fatto Hollande in Francia, sia necessario introdurre una patrimoniale del 75% sui patrimoni sopra il milione di euro, diversamente dall’Italia dove si è preferito introdurre l’IMU, la patrimoniale dei poveri!

Pensiamo inoltre alla Tobin tax, ovvero alla tassa sulle transazioni finanziarie per spostare la tassazione dall’economia produttiva a quella finanziaria.

Di fronte alla crisi ambientale e del territorio siamo convinti che vada messo in cantiere un piano credibile, ambientalmente e socialmente compatibile, destinato a raggiungere la messa in sicurezza del territorio nazionale e delle aree soggette a rischio idrogeologico.

Un Paese come l’Italia, dalla forte vocazione culturale e con un patrimonio architettonico e archeologico enorme, deve tornare a investire nella cultura e non solo per elevare il livello culturale e lo sviluppo sociale della popolazione, ma anche per alimentare la creatività e l’innovazione che sono i fattori chiave dello sviluppo economico dei sistemi produttivi moderni.

Pensiamo che si debba far leva sulla ricchezza del nostro patrimonio storico, ambientale, architettonico, artistico, paesaggistico, trasformandolo in fattore di conoscenza, competenza e promozione della nostra unicità nel mondo. Le aree archeologiche, i musei, le biblioteche, gli archivi devono essere trasformati in luoghi dinamici, di aggregazione di persone e delle loro idee, luoghi di inclusione sociale e di animazione delle città.

E ancora, finanziare processi d’innovazione, accorpamenti di aziende secondo filiere produttive, processi di stabilizzazione della manodopera dentro il ciclo produttivo, così come sperimentato con successo in Puglia in questi 8 anni di governo Vendola, dove sono stati  costruiti distretti innovativi tecnologici come quelli relativi alla meccatronica, alle nano e bio tecnologie, all’high tech nell’agro alimentare, all’aero spaziale, perché la ricerca può stimolare il lavoro verso le forme più avanzate dell’innovazione per la creazione di occupazione di buona qualità.

E’ necessario ripensare le nostre città attraverso una edilizia di rigenerazione urbana, per il recupero e il riuso del patrimonio costruito e in situazione di degrado, contro la cementificazione selvaggia e la politica dei condoni edilizi, contro la progressiva sottrazione di suoli agricoli (in Italia si consumano più di 100 ettari di terreno al giorno).

E’ importante investire nella manutenzione del patrimonio edilizio, delle reti impiantistiche, dei sistemi fognanti, delle aree sondabili dei fiumi che attraversano le città. Una mole di interventi di manutenzione ordinaria che ridurrebbero l’urgenza e costituirebbero la premessa per progettare interventi di riqualificazione urbana su larga scala, oltre a creare innumerevoli posti di lavoro.

Votare Nichi Vendola per rilanciare l’Agricoltura. Occorre un piano nazionale per contrastare l’abbandono delle campagne e per favorire l’insediamento dei giovani. E’ questa una priorità per la nostra agricoltura che presenta il più basso tasso di ricambio generazionale in Italia, ma anche per contrastare il dissesto idrogeologico del nostro territorio. Il settore agro alimentare, inoltre, oltre a costituire, già oggi, il secondo comparto economico del nostro Paese per entità di valore aggiunto, è una grande risorsa per lo sviluppo e l’occupazione.

Votare Nichi Vendola per pensare a un futuro esclusivamente rinnovabile, come anche la struttura geologica e geoclimatica del nostro Paese ci può consentire di pensare. Le nuove energie rinnovabili per il riscaldamento e la climatizzazione, come il solare termico, la geotermia e le strategie di cogenerazione anche del metano, possono portarci nei prossimi 5 anni a ridurre del 50% il costo della bolletta energetica per il riscaldamento. La diffusione delle energie rinnovabili può trasformare l’Italia in un paese libero dal ricatto – politico oltre che economico – del petrolio e delle energie fossili.

Votare Nichi Vendola per innalzare il livello dei diritti civili e sociali nel nostro Paese. In un Paese in cui c’è il ‘problema’ degli omosessuali, il ‘problema’ delle coppie non sposate, il ‘problema’ del fine vita, il ‘problema’ della procreazione assistita, il ‘problema’ dell’immigrazione, il ‘problema’ delle carceri, noi vogliamo sostituire la parola ‘problema’ con la parola ‘libertà’. Vogliamo un Paese in cui i diritti sino pieni e non dimezzati dai pregiudizi.

Al modello tatcheriano di individualizzazione della società, noi vogliamo contrapporre un modello di solidarietà tra le persone, per cui non ci si salva se non nella dimensione dell’abbraccio tra di noi. Come ha detto Nichi Vendola, concludendo il suo discorso a Perugia lo scorso 4 novembre, citando don Tonino Bello, “ dicono che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto. Devono abbracciarsi per poter volare”.

Scegli il cambiamento, domenica 25 novembre, vota Nichi Vendola!

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Le Proposte di Nichi Vendola

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Se vogliamo che il futuro non sia lasciato al caso o diventi un qualcosa di cui avere paura è necessario tornare a credere nel valore delle idee. Le idee sono la causa di tutto ciò che ci circonda e la cultura è la loro unione.

FORMAZIONE

Scarica il pdf Condividi Tweet Nella classifica OCSE sugli investimenti e sullo stato di salute del sistema della Formazione nei paesi più industrializzati nel mondo, l’Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32.

AGRICOLTURA

Scarica il pdf Condividi Tweet L’agricoltura è un settore decisivo per il raggiungimento dei complessivi obiettivi della strategia EU 2020 in termini di crescita intelligente e sostenibile. In Italia i giovani possono appassionarsi e lavorare in un settore a lungo bistrattato se l’agricoltura diventa innovativa e qualificata.

PACE

Scarica il pdf Condividi Tweet Vogliamo che la mission internazionale del nostro Paese sia fondata sull’opzione nonviolenta e sulla cooperazione. Vogliamo essere protagonisti di nuovi strumenti a servizio della pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico-diplomatiche, fino all’interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace.

EUROPA

Scarica il pdf Condividi Tweet L’Italia deve tornare a essere protagonista della formazione degli Stati Uniti d’Europa con al centro politiche fiscali eque che contribuiscano a ridistribuire la ricchezza e rilanciare un piano europeo per la buona e piena occupazione, per la conversione dell’economia e dei cicli produttivi, per politiche di welfare e di cittadinanza, per il reddito minimo su scala continentale.

COOPERAZIONE

Scarica il pdf Condividi Tweet La lotta alla povertà e all’esclusione sociale, l’impegno per la conversione ecologica dell’economia sono la proiezione dell’Italia al di là dei confini nazionali, come attore responsabile in Europa e nel mondo. Il rilancio della cooperazione può essere un’opportunità per contribuire alla costruzione dell’Europa politica.

LAVORO

Scarica il pdf Condividi Tweet Il lavoro è la leva dello sviluppo della persona, la chiave di accesso alla cittadinanza, l’espressione più reticolare della democrazia. Una cittadinanza senza lavoro è priva sia di reddito che di partecipazione alla produzione della ricchezza nazionale.

ANIMALISMO

Scarica il pdf Condividi Tweet Ogni animale del creato è dotato di una propria autonoma sensibilità, di provare la stessa sofferenza degli animali umani. Le sperimentazioni sugli animali e le pratiche di vivisezione, che li considerano alla stregua di oggetti inanimati da manipolare a piacimento, sono l’indice di una concezione incapace di custodire il pianeta e il vivente. Portiamo anche qui il bisogno di cambiamento.

ANTIPROIBIZIONISMO

Scarica il pdf Condividi Tweet La cultura proibizionista è una finzione, inutile e pericolosa perché, nella realtà, essa produce solo un consumo illegale e incontrollato di sostanze. Per questo intendiamo proporre l’immediata abolizione della legge Fini/Giovanardi. Pensiamo che si debba adottare una legislazione che sia rispettosa dei diritti delle persone e che serva a perseguire duramente le organizzazioni criminali.

MOBILITÀ

Scarica il pdf Condividi Tweet Nell’era del villaggio globale l’Italia è chiamata a giocare un ruolo importante nel ridisegnarsi delle mappe dei trasporti e della mobilità. Invece proprio in questo settore sconta un deficit strutturale. Il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile è cruciale nella sfida per la modernizzazione del Paese e la riconversione ecologica, non solo per le ricadute ambientali, ma per l’impatto determinante sulla qualità della vita di ogni singola persona.

PARCHI

Scarica il pdf Condividi Tweet Le aree protette non sono solo uno strumento formidabile per la conservazione della biodiversità ma anche un volano per lo sviluppo. La perdita di Parchi comprometterebbe non solo l’equilibrio dell’ecosistema ma sarebbe anche un danno economico. Vogliamo impedire che venga messa in discussione la sopravvivenza stessa del sistema delle aree protette che per noi costituiscono un patrimonio irrinunciabile per la costruzione materiale del paese.

ENERGIA

Scarica il pdf Condividi Tweet La proposta di strategia energetica nazionale proposta dal governo Monti è nata vecchia e sembra orfana del nucleare. Cerca in ogni modo di dare un futuro ai combustibili fossili che un futuro non lo potranno avere. La diffusione delle energie rinnovabili elettriche può trasformare l’Italia in un paese libero dal ricatto – politico, oltre che economico – di carbone ed energie fossili.

SMART CITIES

Scarica il pdf Condividi Tweet In Italia si consumano giornalmente più di cento ettari di suolo al giorno, è in aumento il fenomeno degli sprofondamenti nei centri urbani, altro indicatore della fragilità delle nostre città. Per trasformare le città e promuovere l’innovazione è necessario investire sulla centralità delle Smart Cities, promuovendo processi partecipativi.

FINANZA

Scarica il pdf Condividi Tweet La nostra proposta in materia di sistema finanziario si basa sull’assunto contenuto nell’articolo 47 della nostra Costituzione, che recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.

ECONOMIA E FISCO

Scarica il pdf Condividi Tweet In Italia si pagano troppe tasse e i servizi non funzionano. Lo squilibrio del nostro sistema fiscale, oltre che la sua cronica incapacità di contrastare i comportamenti illeciti, deve puntare a una riforma di sistema che preveda l’imposta patrimoniale e riduca la pressione fiscale sui soggetti che oggi contribuiscono onestamente.

GIUSTIZIA

Scarica il pdf Condividi Tweet Bisogna abbandonare la logica dell’intervento d’urgenza e realizzare una riforma di sistema che possa garantire, finalmente, una giustizia più efficiente e veloce. Vogliamo dire basta a una giustizia tollerante fino all’impunità per i potenti, spietata per i migranti e gli emarginati.

DIRITTI

Scarica il pdf Condividi Tweet L’Italia è un paese in cui c’è il “problema” degli omosessuali, il “problema” delle coppie non sposate, il “problema” del fine vita, il “problema” della procreazione assistita. Vogliamo sostituire la parola problema con libertà. Vogliamo un paese in cui i diritti siano interi e non dimezzati dai pregiudizi.

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LA SOLITA CRISI OPPURE VENDOLA

E’ un dato di fatto. Il Ricco e produttivo Nord-Est Italiano è in ginocchio. Le piccole-medie aziende che erano il motore dell’economia della nostra Regione stanno, o hanno, chiuso a centinaia, riducendo un numero elevato di lavoratori e lavoratrici a guardare al proprio futuro con terrore e angoscia. Queste terre, e, specialmente la Provincia di Treviso che sono stati negli scorsi anni il simbolo nazionale del benessere economico, stanno ora conoscendo la facciata più tenebrosa di una crisi economica senza scrupoli.

Da anni la Provincia di Treviso è in maggioranza governata e amministrata da giunte e politici di Centro-Destra (specialmente Lega Nord), che  con arroganza si proclamano difensori  della classe imprenditoriale e sostenitori di “purezze” razziali, ergendosi inoltre come guardiani del territorio, rivendicando, spesso, discutibili radici identitarie buone solo per gettare sul piatto dell’agone politico un po’ di propaganda. In sostanza questa classe politica si è rivelata alla mercé di Lobby edilizie e speculatori, che hanno usato il territorio nella più originale maniera “fordista” cementificando a dismisura e sfruttando le risorse che la nostra Provincia poteva offrire solo per il mero profitto di pochi soggetti privati.

Uno dei settori più toccati dalla crisi, è il mondo del lavoro. Gli ultimi dati, relativi ai primi otto mesi dell’anno 2012 (fonte Cgil-Treviso), ci dicono che nella nostra Provincia sono 5.451 i lavoratori licenziati. A questi numeri bisogna aggiungere quello della cassa integrazione ordinaria che al 1° settembre 2012 ha toccato i 2.629.790 ore, interessando ben 14.767 lavoratori della Marca e quella straordinaria che ad oggi coinvolge 2.605 persone dipendenti di 82 aziende che hanno in corso ristrutturazioni o procedure concorsuali. Sul fronte del mercato del lavoro i primi due quadrimestri del 2012 si chiudono con un saldo negativo: oltre un migliaio di posti di lavoro persi in più rispetto allo stesso periodo del 2011, quando si contavano 4.363 fuoriuscite.

Nichi Vendola, candidato alle primarie del Centro-Sinistra, per il programma e i valori di cui è portatore, rappresenta un’alternativa possibile alle politiche fallimentari che fino a qui hanno amministrato il nostro Paese. Perché la crisi è crisi solo per una parte della società, che la paga più volte: con il dimagrimento dei servizi pubblici, con la riduzione dei redditi e dei diritti, con il blocco degli ascensori sociali, con le giovani generazioni costrette addestrate e condannate alla precarietà. Bisogna prestare attenzione, a chi, tenta con fare pesante e intimidatorio di abrogare queste domande, di eliminarle dalla scena pubblica, di considerarle frutto di un radicalismo ideologico. La crisi è figlia della perdita di valore sociale del lavoro. Non c’è varco di luce in questo tunnel se non si restituisce al lavoro la sua dignità e la sua centralità sulla scena politica e nel dibattito culturale.

Rispondere alla crisi è possibile investendo in infrastrutturazione socio-culturale delle città e soprattutto delle periferie, finanziando le scuole e stimolando la crescita di un sistema industriale della cultura e della creatività. Così si è fatto dove il liberismo è stato sconfitto. Dove la scelta delle classi dirigenti è stata il sostegno al lavoro, la lotta alla disoccupazione e alla povertà, la guerra senza quartiere alla precarietà. L’austerity è iniqua socialmente e non può che portare ad un vicolo cieco, perché respinge la platea dei consumatori, deprime il mercato e spinge verso la recessione.

Con una differente politica si può dare una speranza al nostro Paese. Chi vuole governare nel delicato dopo-Monti, dovrebbe mettere al centro dei propri pensieri i soggetti sociali che chiedono più libertà ad una nazione soffocante e ipocrita, più libertà ad un mercato del lavoro che ricatta e  segrega una generazione giovane nella gabbia della precarietà, partendo dal riformare il sistema scolastico ferito e umiliato dalla  disastrosa riforma del Ministro Gelmini, compendio sublime del berlusconismo.

Anche la nostra Provincia ha bisogno di politiche diverse da quelle che hanno rappresentato il paradigma leghista del “ Paroni a casa Nostra”. Una politica nazionale differente può farci riprendere contatto con la realtà, dimenticando le favole secessioniste, per rimboccarsi le maniche e costruire una nuova società basata sui valori della solidarietà, della cooperazione tra le comunità, e ripristinare il valore sociale del mondo lavorativo. Non si tratta di sotterrare le proprie radici identitarie, che sempre costituiscono un valore aggiunto nelle comunità, anzi, proprio valorizzando le diversità presenti sul territorio si può ottenere un coagulante che restituisca alla gente un rinnovato sentimento di appartenenza alla nazione, all’Europa dei popoli. Dobbiamo diffidare da chi usa politiche populiste che dividono le persone in categorie e minano il sentimento di solidarietà e partecipazione alla vita pubblica delle persone.

Noi, Comitato Provinciale di Treviso per Nichi Vendola premier, crediamo che sia giunta l’ora di cambiare. Ci vuole qualcuno che sappia unire le parole “politica” e “speranza” in un vincolo indissolubile. L’alternativa è continuare a lasciare il campo libero a chi considera la crisi una fattore che devono pagare gli altri; lasciare il campo libero ad una oligarchia che affida alla neutralità della tecnica i più feroci compiti politici: rompere il patto sociale che si realizza nella previdenza, isolare il lavoro come un fenomeno muto senza più la sua classe; lasciare il campo a chi taglia la carne viva dei diritti, che incidono sulle famiglie, che fanno sempre più poveri, perché sono i mercati che devono regolare la nostra vita.

No. Noi crediamo che ci sia un opportunità di cambiamento e una visione del mondo differente. Abbiamo ancora la possibilità di poter decidere per il nostro prossimo futuro tra chi difende gli interessi di pochi con la scusa della solita crisi, Oppure Vendola.

COMITATO PROVINCIALE DI TREVISO PER NICHI VENDOLA PREMIER

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Comunicato Stampa congiunto dei Segretari provinciali di PD, IdV e SEL Treviso

Si è svolto martedì sera un incontro tra Pd, Idv e Sel, alla presenza dei segretari provinciali Roberto Grigoletto, Gianluca Maschera e Luca De Marco, per avviare un confronto sulla scadenza elettorale del prossimo anno nel Comune capoluogo.

Al termine è stata espressa da tutti piena soddisfazione per l’esito dell’incontro, ritenuto non solo positivo ma soprattutto propositivo in merito al percorso da compiere per affrontare con responsabilità e nel modo più efficace l’importante scadenza elettorale a Treviso nel 2013.

Un rinnovo, quello dell’Amministrazione della città di Treviso, che secondo i tre segretari provinciali dovrà vedere tutti impegnati e uniti, profilandosi la reale possibilità di segnare un effettivo cambiamento nella gestione della città e chiudere finalmente il ciclo del ventennale governo leghista

Per questo Grigoletto, De Marco e Maschera ritengono sia indispensabile portare avanti da subito un confronto ed un lavoro comune aperto, da estendere e condividere con quanti, forze politiche e sociali, sono interessati ad un reale cambiamento nella gestione politica della città. “Nessuna autosufficienza da parte dei singoli partiti” è stato più volte ribadito e totale apertura a quanti, non avendo condiviso la gestione leghista della città, intendono ora contribuire al superamento di questa fase.

Non sono infine mancate proposte di iniziative di grande interesse per un percorso che sia di ampio coinvolgimento e partecipazione di forze sociali, associazioni e singoli cittadini. Un confronto di idee e di proposte che possa raccogliere e valorizzare le grandi potenzialità presenti in città ed arricchire la proposta politica di governo, oltre a garantire un percorso condiviso e partecipato.

Sono in calendario successivi incontri per approfondire la collaborazione avviata.

Roberto Grigoletto Segretario provinciale Partito Democratico

Luca De Marco Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

Gianluca Maschera Segretario provinciale Italia dei Valori

Treviso, 11/07/2012

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Primarie del PD, SEL è per le Primarie della Città

Il segretario del PD di Treviso ci invita a partecipare alle primarie organizzate dal PD per scegliere il candidato del PD a sindaco di Treviso. Rispondiamo amichevolmente al segretario del PD che non facciamo parte del PD, e che le primarie del PD sono primarie del PD. Manildo ci invita a partecipare ad un percorso che il PD non ha confrontato con noi, con delle regole per le primarie scritte in solitaria dal PD, che riservano un assoluto controllo sul loro svolgimento da parte del PD, sulla base di un manifesto programmatico scritto dal PD. Ci sembrerebbe strano e arrogante, da parte nostra, voler partecipare come SEL alle primarie di un altro partito.

Noi preferiremmo invece condividere gli obiettivi, le regole e le basi comuni per lo svolgimento delle primarie dei cittadini del centrosinistra, che potrebbero ben incrociarsi, e coincidere, con le primarie nazionali che, secondo quanto Bersani ha finora assicurato, non saranno primarie di partito. A un appuntamento del genere, come è accaduto in tutte le realtà comunali, non mancheremmo. E del resto le primarie erano evidentemente messe in conto dal PD stesso, visto che nel regolamento delle primarie di Treviso ha scritto che “lo svolgimento di queste primarie non preclude al PD di partecipare ad altre successive consultazioni che si rendessero opportune”.

Crediamo di parlare a ragion veduta, ma se qualcuno avesse dubbi ricordiamo le modalità organizzative delle primarie del PD, come prevista dal Regolamento scritto dal PD: “Art. 6 Organizzazione per lo svolgimento delle Primarie. 1.Entro il 10 Giugno è insediato il Comitato organizzatore composto da 3 rappresentanti scelti dal Coordinamento di Circolo del PD comunale. Successivamente il Comitato organizzatore sarà integrato da 1 rappresentante per ciascun candidato e ove occorra da rappresentanti del Circolo PD di Treviso, in modo che questi ultimi superino di una unità i rappresentanti dei candidati. 2. Il Comitato insediato nomina il Presidente tra i rappresentanti del PD. 3. La sede del Comitato è la sede del Circolo PD di Treviso”, “Art. 8 compiti del Comitato provinciale dei garanti del PD. La definizione di eventuali reclami relativi allo svolgimento della campagna elettorale e all´esito delle elezioni potranno essere presentati entro 24 ore dalla proclamazione dei risultati al Comitato provinciale dei garanti del PD di Treviso, che decide entro le successive 48 ore sentiti i rappresentanti dei candidati interessati.”

Siamo certamente disponibili, fin da subito, ad un lavoro comune sulle proposte per la Treviso futura, per costruire una proposta di alternativa al governo cittadino di questi anni che parli alla maggioranza dei cittadini. E facendolo con l´umiltà di chi ha consapevolezza di quanta buona volontà, competenza e passione vi sia dentro e soprattutto fuori dai partiti.

Coordinamento Circolo SEL Treviso

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Avviare il Progetto della Città

Sinistra Ecologia Libertà ha realizzato, in queste settimane, un percorso con le forze politiche, presenti in Consiglio Comunale, che si collocano all’opposizione della Giunta Lega PDL, per verificare disponibilità, tempi e modi di avviare un programma di ricerca e di iniziativa politica su obiettivi condivisi, in vista delle elezioni del prossimo anno.

Sinistra Ecologia Libertà sottolinea che tutti i partiti e i movimenti incontrati sono accomunati da una forte convinzione che sono maturate le condizioni per una svolta nel governo della Città, non solo per l’implosione del centro destra a livello nazionale, ma soprattutto, perché ormai emergono, in strati sempre più ampi di cittadini di Treviso, i limiti e i gravi errori del ventennio “gentiliniano”, segnato da azioni di pura immagine, contrapposizioni e arroganza, divisione all’interno, rottura con le Città vicine.

E’ emersa, inoltre, l’opinione che un’alternativa non può nascere solo dall’incontro tra forze politiche, da qui la disponibilità per costruire con i cittadini, l’associazionismo, il mondo della cultura, del lavoro, i movimenti un Programma della Città.

Sinistra Ecologia Libertà giudica positivamente le disponibilità emerse e ritiene indispensabile che si traducano, già nelle prossime settimane, in un agenda di lavoro per un’iniziativa di ricerca e azione politica in cui ogni forza metta a disposizione il proprio patrimonio di elaborazione e di relazioni sociali e politiche, avviando da subito il Progetto della Città.

In un grave momento in cui si intersecano crisi economica, crisi politica e crisi morale è necessaria una nuova “narrazione” di una Treviso aperta e solidale. Questa non può nascere su discriminazioni ideologiche, ma deve trovare le proprie ragioni su valori e scelte programmatiche che si basano sull’alternità alla cultura e alla pratica di governo di Lega e PdL, muovendo dalla condizione concreta dei cittadini di Treviso, con una forte azione di inclusione tra culture ed esperienze politiche, anche profondamente diverse. Il programma e il progetto d’iniziativa comune, maturato con la Città, diventa la ragione fondativa dello stare insieme.

In questo quadro, la scelta del Candidato Sindaco, che nel passato è apparso come il primo e più defaticante rovello di coalizioni votate alla sconfitta, va affidata alle primarie, non tra i partiti, ma tra i cittadini che hanno costruito e vissuto un processo di elaborazione di un programma e di costruzione di un’area politica in grado di assicurare la realizzazione del Progetto della Città.

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ

Coordinamento comunale di Treviso

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Sulle Primarie a Treviso

L’articolo di Adriana Vigneri apparso su “La Tribuna” dello scorso 20 marzo fa meglio capire l’orientamento del PD cittadino sulle modalità per la scelta del candidato sindaco per il rinnovo dell’amministrazione comunale del 2013. In sostanza, se bene abbiamo capito, il PD è orientato a fare una larga consultazione: delle primarie di partito; un orientamento condivisibile ed, ovviamente, ineccepibile dato che ciascun partito ha il diritto di costruire come vuole le proprie scelte.

Anche noi, Sinistra Ecologia e Libertà, stiamo definendo una lista di candidati, la più aperta e rappresentativa possibile delle istanze sociali della città, ed una rosa di nomi quali possibili candidati al ruolo di sindaco; scelte effettuate in piena autonomia e consapevoli della necessità di guardare oltre il ns recinto di iscritti e simpatizzanti .

Tutto regolare dunque?! Sul piano formale sicuramente non si può dire diversamente, ma alcune riflessioni su come si stanno impostando programmi e candidati ci sembrano importanti. La prima in ordine di importanza è sicuramente quella per cui, se si vuole realizzare un’alternativa nel governo della città, è necessario predisporre un programma ed una coalizione credibile per qualità e per forza. Da questa angolatura riteniamo che la coalizione che ha sostenuto Floriana Casellato nelle recenti elezioni provinciali sia il punto di partenza dato che solo pochi punti percentuali l’hanno separata dalla maggioranza assoluta.

In altri termini si può dire che nessuna forza democratica e progressista che si ponga, nel concreto, l’obiettivo di governare la città può farcela da sola; la logica anzi impone che da quella alleanza eventualmente si parta per ottenere nuovi consensi sociali e politici. La scelta del candidato sindaco, se è alla coalizione che si pensa, non può essere un pensiero rimandato non si sa bene a quando e, soprattutto, non può essere un optional. Spetta a tutta la coalizione interrogare la città su candidato sindaco e programma! Pensare che ogni forza politica faccia “una consultazione elettorale” per definire la propria proposta è formalmente una scelta democratica, ma sicuramente, per quanto concerne le scelte della coalizione, non risolverebbe alcun problema. Analogo sarebbe il risultato se nella definizione di un programma e di una alleanza l’unico criterio fosse quella della forza elettorale, argomento quest’ultimo certamente non eludibile, ma sicuramente non unico.

Facciamo queste affermazioni convinti che le primarie, nella nostra idea delle “primarie di coalizione”, si concretizzino nell’interrogare la città sulle proposte programmatiche, disponibili al confronto con i cittadini, le associazioni e i gruppi sociali che vorranno con noi costruire il programma; questo è anche il terreno reale di un confronto tra possibili candidati. Chissà, forse alla fine di questo confronto riusciremo a definire una proposta di candidato sindaco quasi “naturale” che oggi a noi pare non ci sia. Sinistra Ecologia e Libertà è pronta da subito ad avviare questo progetto.

SEL coordinamento circolo di Treviso

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Le Primarie. E il PD?

La vicenda delle primarie di Genova, dove ha prevalso il candidato sostenuto da Sinistra Ecologia Libertà sulle due candidate espressione del Partito Democratico, dimostra come le primarie siano un buon strumento di risoluzione dei problemi. A Genova, evidentemente, il problema era l’eredità dell’amministrazione uscente di Marta Vincenzi. Poteva diventare un confronto esplosivo, ora invece il centrosinistra potrà e dovrà ricompattarsi per affrontare le elezioni vere e proprie.

L’affermazione di un candidato fuori dagli schemi, come Marco Doria, dimostra inoltre come le primarie vengano utilizzate dai cittadini per dare dei messaggi di cambiamento rispetto a vecchie logiche che a volte paiono irretire i partiti e allontanarli sempre più dal sentire comune della società che dovrebbero interpretare.

La scelta di Marco Doria è inoltre l’ennesima dimostrazione di come non vi è nessuna legge di natura che impone al centrosinistra di scegliere le candidature in base al loro tasso di moderazione. O, perlomeno, che la moderazione che gli elettori del centrosinistra apprezzano non è quella che si misura dalla vicinanza con le posizioni dell’UDC. Che, in effetti, potremmo definire ben poco “moderate” su una serie di questioni.

A questo si aggiunga che, dove si svolgono, le primarie rappresentano una importante fase di mobilitazione dei cittadini, di responsabilizzazione delle forze politiche, di movimento partecipativo, che aiuta a vincere poi nelle urne le elezioni vere e proprie e a costruire un movimento reale che sorregga poi l’azione amministrativa.

Per tutto questo, non capiamo perché se le primarie di Genova, a differenza di quanto sta avvenendo nella stragrande maggioranza dei comuni dove si tengono, non vedono vincitore un esponente del Partito Democratico, allora si dice che devono cambiare le primarie. Questa presa di posizione di Bersani suscita forti perplessità, considerando che si è aperta una contrattazione tra i partiti per cambiare la legge elettorale, e il segretario del PD ha assicurato di non voler fare un accordo a due con il PDL per penalizzare tutti gli altri. Staremo a vedere.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale SEL Treviso

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Apriamo insieme una stagione nuova a Conegliano, all’insegna dell’unità e della voglia di cambiamento

Le prossime elezioni comunali a Conegliano sono l’occasione per cambiar pagina nell’amministrazione cittadina, dopo la grigia esperienza di governo dell’attuale Giunta e dopo un lungo ciclo di governo del centrodestra in città che pare avere esaurito la propria parabola. Prova ne sia la profonda fibrillazione che sta attraversando il principale partito dell’attuale coalizione di governo della città.

Per voltar pagina, e accompagnare la città nei prossimi difficili anni verso un nuovo sviluppo ambientale, sociale, economico e culturale, riteniamo fondamentale che si costruisca una proposta politica che parta, come dice il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, da una “alleanza dei progressisti aperta alle forze moderate”. E che a nostro avviso deve saper aprirsi alla città e alla partecipazione, e fuoriuscire dalle stanze di trattativa delle segreterie partitiche, radunando le tante virtù civiche presenti nella società coneglianese. Per questo non comprendiamo il rifiuto del Partito Democratico di Conegliano di lavorare con le forze politiche con le quali condivide il governo della maggior parte dei comuni italiani, e con le quali in tutto il Veneto e in tutta Italia si sta oggi preparando alle prossime amministrative.

Primarie del centrosinistra si sono svolte in Veneto a Verona, a Torreglia, a Cittadella, a Vigonza, e si svolgeranno a Mirano, a Marcon, a Mira. E primarie del centrosinistra si sono svolte a Lecce, a Rieti, a Asti, a  Monza. Insomma, Conegliano rappresenta una inspiegabile eccezione nel quadro regionale e nazionale, le cui ragioni appaiono difficilmente comprensibili.

Invitiamo a non dimenticare quanto successo meno di un anno fa a Milano, dove l’egemonia del berlusconismo fu sconfitta da una grande ondata di partecipazione e di voglia di cambiamento che non perse tempo a misurare il tasso di “moderazione” della coalizione o del suo candidato. O a Torino, a Bologna, e incredibilmente a Napoli.

E a chi ricorda le difficoltà del governo Prodi come argomento per la situazione di oggi, ci permettiamo di far osservare che in gioco sono oggi le elezioni amministrative di un comune certamente importante come Conegliano ma difficilmente paragonabile al governo di un paese di 60 milioni di abitanti. E ricordiamo che quella coalizione, evidentemente troppo ampia e disomogenea, venne meno perché alcuni partitini centristi, guidati da Mastella e Dini (che infatti oggi sono entrambi parlamentari del PDL), votarono la sfiducia al governo Prodi, e le successive divisioni del centrosinistra alle elezioni politiche spianarono la strada al trionfo di Bossi e Berlusconi.

Rivolgiamo perciò un appello sincero al Partito Democratico di Conegliano affinché questa occasione storica di cambiamento non venga sprecata, e si possa recuperare una disponibilità al dialogo e alla collaborazione che da parte nostra non è mai venuta meno e non viene meno.

Noi siamo determinati a portare il nostro contributo, con spirito unitario e costruttivo, per l’apertura di una stagione nuova per Conegliano. Anche dal governo delle città può nascere una nuova spinta per far uscire il paese dalla crisi sociale, economica e ambientale nella quale siamo precipitati. Bisogna crederci, e spendersi per questo obiettivo.

Sinistra Ecologia Libertà Conegliano

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