Archivi tag: elezioni regionali

Appello al voto

Per gentile concessione di Rete Veneta.

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se… allora!

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Video Gianni Mattioli a Mogliano

I 3 video dell’intervento di Gianni Mattioli all’iniziativa elettorale “Per un futuro sostenibile” realizzata da Sinistra Ecologia e Libertà a Mogliano Veneto il 14 marzo 2010.

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“NON C’E’ SICUREZZA SENZA GIUSTIZIA”

Donata Sartor                                                                         Giuseppe Bortolussi

Sindaco                                                                                  Presidente

GIOVE D I’ 18 MARZO ORE 18.00

Presso Hotel “Alla Torre”

Claudio Fava

(Giornalista, scrittore, sceneggiatore

coordinatore segreteria nazionale

Sinistra Ecologia Libertà)

Interverrà sul tema:

“NON C’E’ SICUREZZA SENZA GIUSTIZIA”

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Metti una sera a Mogliano

Serata importante ieri sera (n.d.a. 14/3/10) alla Sala del Centro Sociale di Mogliano con l’iniziativa “Per un futuro sostenibile” promossa dalle Federazioni provinciali di Treviso e Venezia di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ nell’ambito della campagna per la lista SEL-PSI alle elezioni regionali. Continua a leggere

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una politica regionale per la disabilità

di Marco Marangon, candidato SEL-PSI al consiglio regionale

L’argomento del mondo dell’handicap o più precisamente delle persone diversamente abili, è stato affrontato dalle istituzioni preposte a farlo, e quindi, in questo caso, anche dalla Regione Veneto con una visione distorta della realtà.

Si è sempre pensato a tutte le problematiche di gestione dei diversamente abili, come un “mero” costo economico per lo stato sociale e di conseguenza si è sempre proceduto con finanziamenti generalizzati che se da una parte hanno sicuramente sanato gran parte delle criticità, dall’altra non hanno soddisfatto situazioni particolari che non rientravano nella “normalità” dei piani di assistenza.

Un sano progetto di assistenza deve considerare il disabile e l’ambito che lo circonda non un costo, ma, fatte salve le diverse peculiarità, una risorsa da valorizzare il più possibile nella società odierna. Continua a leggere

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lega arraffona

Lettera aperta al Sindaco di Treviso On. Gianpaolo Gobbo sul tiro mancino degli spazi elettorali dati alla Lega

Egregio Signor Sindaco,

la sua Giunta ha deliberato lunedì scorso l’assegnazione degli spazi per le affissioni elettorali ai gruppi ed associazioni che ne avevano fatto richiesta, la cosiddetta “propaganda indiretta”. Come capita oramai da tempo in occasione di tutte le elezioni, il Comune di Treviso si comporta in maniera difforme da tutti gli altri 94 comuni della Provincia e, riteniamo, dalla quasi totalità dei comuni italiani. Gli altri comuni infatti, anche quelli amministrati dal suo partito, utilizzano un criterio proporzionale, cioè in base al numero e all’ordine delle richieste pervenute assegnano uno o più spazi ad ogni lista per la quale siano arrivate richieste. La sua Giunta, invece, attribuisce una quantità spropositata di spazi alle associazioni vicine alla Lega, e agli altri assegna il minimo degli spazi, senza curarsi di mettere insieme gruppi che sostengono liste diverse, dunque attribuendo uno stesso spazio per affiggere manifesti a cinque liste diverse. Se alla associazione “Padambiente”, infatti, avete riservato uno spazio tutto suo,  lo stesso  spazio viene dato a 12 associazioni che hanno richiesto spazi in appoggio a Idv, PD, SeL-PSI, FdS e  Democrazia Cattolica. Certo vi sarete divertiti un mondo a fare i birichini e a creare confusione in casa altrui, e avrete goduto di gioia nel dare uno spazio elettorale tutto per loro ai “musicisti padani” in condominio con gli “orsetti padani”, e un altro ai “collezionisti padani” assieme alle “donne padane”. In totale le cinque simpatiche associazioni “padane” sopra nominate avranno lo stesso spazio di tutte le 26 richieste di area centrosinistra. Con quale criterio sia stata fatta la ripartizione è inutile chiederlo, semplicemente sono amici vostri. E poi ci sono tutti gli spazi attribuiti  ai cattolici padani, agli alpini padani, ai liberi escursionisti padani  e via enumerando, in quell’orgia di declinazioni padane che Lei conosce molto bene. Non occorre che illustri oltre lo scempio di equità da voi operato, perché certamente ne siete più che consapevoli e probabilmente orgogliosi.

A noi, invece, rattrista e preoccupa questo vostro spregio delle regole e delle norme, il cui unico scopo, se permette alquanto meschino e avvilente, è quello di poter occupare con i manifesti della Lega la stragrande maggioranza degli spazi d’affissione regolamentati per la campagna elettorale. Evidentemente non paghi del profluvio propagandistico pre-campagna elettorale che i vostri ingenti mezzi vi hanno consentito, né della possibilità, alquanto discutibile, di utilizzare da parte del vostro candidato presidente il ruolo di ministro per farsi la campagna elettorale, né dell’utilizzo di una rivista pagata con soldi pubblici per diffondere nelle case dei veneti un servizio fotografico su Luca Zaia, avete anche bisogno di questi mezzucci, del tutto indegni di un comune capoluogo di Provincia come Treviso ?

Non ci speriamo molto, ma noi con la presente la invitiamo ad un sussulto di senso delle istituzioni  e del ruolo che ricopre. Lei sa benissimo che una amministrazione pubblica ha l’obbligo di motivare ogni sua scelta con criteri oggettivi, trasparenti e legati all’interesse pubblico, e che la scelta da voi fatta risponde a criteri faziosi, oscuri e legati al vostro interesse privato. Ritiri la delibera orribile dell’altro giorno e proceda come ogni altra amministrazione comunale ad una distribuzione giusta degli spazi.

Cordialmente

Luca De Marco,  coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

AMMIRA QUI LA RIPARTIZIONE DEGLI SPAZI D’AFFISSIONE IN SALSA PADANA:

spazi indiretta provinciale.pdf

spazi indiretta regionale.pdf

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Treviso antidemocratica

La Giunta di Treviso dà spazio sui muri solo alla Lega

i forchettoni leghisti stravolgono le norme e si prendono tutti gli spazi per le affissioni, lasciando solo le briciole al centrosinistra

Un manifesto di Zaia "opportunamente corretto"

In campagna elettorale l’affissione di manifesti è consentita solo negli spazi delimitati dai comuni, sui muri o sui tabelloni metallici. Gli spazi vengono attribuiti alle liste in due modi: per la cosiddetta propaganda “diretta” ad ogni lista spetta uno stesso numero di spazi, in pratica un numero per ogni blocco di tabelloni. Per la propaganda “indiretta” si fa riferimento alle richieste pervenute al comune da parte di associazioni che non partecipano direttamente alla competizione elettorale ma chiedono di avere uno spazio per affiggere manifesti, un tempo si dicevano “fiancheggiatori” perché di fatto erano gruppi legati a questo o quel partito. L’attribuzione della indiretta viene fatta dalla Giunta Comunale: in tutti i comuni della provincia, di ogni colore politico, si segue come criterio l’ordine di arrivo delle richieste e il numero delle richieste stesse per distribuire gli spazi.  Poiché le richieste contengono quasi sempre l’indicazione della lista che si intende sostenere, accade così che ogni lista per la quale siano state inoltrate richieste abbia assegnato, almeno uno spazio in ogni comune, e le liste con il maggior numero di richieste ne abbiano più di uno,  con una ripartizione grosso modo proporzionale. L’unico comune che fa eccezione a questo comportamento è quello di Treviso. Ad ogni elezioni la Giunta Comunale attribuisce alla Lega una quantità del tutto sproporzionata rispetto a qualsiasi criterio. Per le associazioni para leghiste basta infatti anche una sola richiesta per ottenere un numero (ad uno spazio corrispondono 42 spazi, divisi per 21 postazioni e per le liste regionali e provinciali), per il centrosinistra ce ne vogliono 12, di richieste. Capita così che la Giunta attribuisca alla sola Padaniambiente il numero 12 della indiretta regionale, mentre Sinistra Democratica, Punto Critico, partito dei comunisti italiani, federazione giovanile comunisti italiani, amici della rinascita, Paesambiente, Partito politico DCL democrazia cattolica liberale, Lega Abolizione Caccia, Movimento per la Sinistra, Associazione per la Sinistra, Associazione Fare Veneto, Comitato per Andrea Zanoni, che sostengono cinque liste diverse, avranno lo stesso spazio tutte assieme.

Questa decisione arbitraria, faziosa, antidemocratica della Giunta Comunale farà sì che i tabelloni elettorali saranno tutti tappezzati di verde Lega. Evidentemente non basta ai leghisti il fatto di avere un candidato che sfrutta per la sua campagna elettorale il ruolo e la visibilità di ministro, che utilizza riviste pagate con soldi pubblici per inondare le case con i suoi servizi fotografici, o di aver inondato il Veneto di pubblicità nella fase pre-campagna con le enormi risorse a propria disposizione. Vuole anche espropriare le opposizioni di quelle piccolissime riserve che la legge prevede anche a chi non ha milioni di euro da spendere per la campagna elettorale.

Anche questo comportamento scandaloso della Giunta di Treviso rientra nella violenza alla legalità che la destra sta perpetrando alle norme elettorali. Quando si comincia a voler manipolare anche le procedure elettorali per il proprio tornaconto personale e di partito, allora è giusto che la mobilitazione per la democrazia che si sta levando in questi giorni dalle piazze italiane prosegua e diventi sempre più forte.

Luca De Marco

Sinistra Ecologia e Libertà

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destra pericolosa

Caos liste:

ancora una volta la destra italiana si dimostra per quello che è

La vicenda incredibile del caos creato dalla destra sulla presentazione delle liste elettorali e del decreto interpretativo realizza un detto che risale a Giovanni Giolitti, per il quale “le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici”. Qui la legge non consentiva interpretazioni su misura per il PDL e dunque si è dovuto intervenire con un provvedimento ad listam.  In questa storia si sono rese manifeste, ancora una volta, alcune delle caratteristiche specifiche della destra italiana:

  • la inadeguatezza amministrativa e la noncuranza delle regole e delle leggi: l’incapacità di presentare liste in ottemperanza alle norme di legge dimostra da un lato l’impreparazione delle classe dirigente della destra di fronte ad atti piuttosto semplici come la raccolta delle firme e la preparazione dei relativi atti, fatto grave visto che si tratta della classe dirigente che ha in mano le leve del potere nel nostro paese, e dall’altro la noncuranza del rispetto delle procedura e della sostanza della normativa in materia, segno di un rapporto molto disinvolto con la legalità, anche questo dimostrato più volte, da ultimo con il caso Di Girolamo, come tratto distintivo del berlusconismo.
  • L’arroganza nella gestione del potere e la manipolazione delle leggi: a fronte del disastro creato da se stessa e non da altri, la destra non ha riconosciuto le proprie responsabilità ma ha gridato al complotto e minacciato di ricorrere “a qualsiasi mezzo”, inventandosi il rischio di un venir meno del diritto al voto che in realtà non aveva altra origine se non i dirigenti del PDL stesso. Ha preteso di metter mano alle leggi per sistemare i guai creati da se stessa, con la solita prassi del creare o modificare le norme in base ai propri interessi e infischiandosene dell’interesse generale e del rispetto del dettato costituzionale.

Il Presidente Napolitano, attenendosi ,forse fin troppo, ai limiti della sua funzione, è riuscito ad evitare un provvedimento ancor più lesivo del rispetto della Costituzione di quello attuale. La destra porta tutto il peso della responsabilità di aver portato il paese in una situazione sconosciuta alle democrazie occidentali. Stiamo ancora aspettando di vedere nel nostro paese il nascere di una destra europea, e non sudamericana.

A fronte di questa responsabilità, se la conclusione dell’iter giudiziario porterà alla riammissione di tutte le liste del PDL escluse o non presentate, la destra si troverà a non dover pagare neanche l’obolo di una multa, cioè molto meno di quanto ogni automobilista si trova a subire per un disco orario scaduto.

L’ingiustizia palese del provvedimento motiva la mobilitazione e indignazione di tante cittadine e cittadini; Sinistra Ecologia e Libertà sta dalla loro parte.

Luca De  Marco

Sinistra Ecologia e Libertà

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Cambia Abitudini

Divertiti con le vecchiette di Sinistra Ecologia Libertà, per non sbagliare a votare.

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