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Il Sindaco di Resana si alleggerisca la coscienza e liberi il posto

Accade anche questo: che il Sindaco di Resana (Tv) partecipi alla messa del prete lefevriano in memoria del “buon soldato” Priebke, si chieda se non siano più colpevoli i partigiani che rifiutarono di consegnarsi ai nazisti, equipari il proprio lavoro di sindaco a quello del boia nazista, perché deve applicare le leggi “criminali” su IMU e Tares senza potersi rifiutare.aaaaaaaa
Le dichiarazioni del Sindaco di Resana su Priebke sono assolutamente allucinanti e indegne di un pubblico amministratore della Repubblica Italiana. Dimostrano altresì una conoscenza dei fatti storici unilaterale, fondata sulle fonti filonaziste più che sulla realtà storica e giudiziaria. L’equiparazione morale tra l’attentato di via Rasella e la rappresaglia delle Fosse Ardeatine è già stata smentita, anche in sede legale, in maniera definitiva. Il quotidiano Il Giornale è stato condannato per aver operato questa falsa equiparazione basandosi su dati storici inventati. Non è vero infatti che i partigiani rifiutarono di consegnarsi ai nazisti dopo l’attentato e che perciò causarono l’eccidio nazista. Ricordiamo infatti il calendario degli eventi all’ignaro sindaco: l’attentato di via Rasella avviene il pomeriggio del 23 marzo 1944, la sera stessa Priebke ed altri ufficiali si applicano alla preparazione della lista di italiani da uccidere, il pomeriggio del giorno dopo comincia la mattanza dei 355 italiani all’interno delle cave. Solo il 25 compare un comunicato sui giornali romani che informa dell’attentato di via Rasella e aggiunge: “il comando tedesco ha perciò ordinato che per ogni tedesco assassinato, dieci comunisti-badogliani siano fucilati. L’ordine è già stato eseguito”. La fandonia per la quale i partigiani si siano rifiutati di consegnarsi ai tedeschi, che avrebbero minacciato in caso contrario di procedere a rappresaglia, fa parte del repertorio revisionista dei nostalgici del fascismo, al quale evidentemente di ispira il Sindaco di Resana.

Sostiene il Sindaco che egli non si sente moralmente superiore a Priebke perché deve applicare ai suoi cittadini la Tares e l’IMU. Priebke alla strage delle Fosse Ardeatine uccise personalmente due italiani, come era previsto facesse ogni ufficiale, e tenne la contabilità delle vittime, che a turni di 5 per 67 volte venivano condotti all’interno delle fosse e uccisi. L’operazione durò alcune ore, e diligentemente ad ogni turno il Priebke cancellava dalla lista le proprie vittime.

Se davvero il Sindaco è convinto che quello che egli fa come amministratore è equivalente alle azioni delle SS, allora Priebke forse aveva scrupoli morali superiori a quelli che dimostra il signor Sindaco, visto che la versione dell’ufficiale delle SS era di non potersi rifiutare dall’eseguire gli ordini, pena conseguenze molto più negative di quanto possa mai subire un sindaco che voglia istigare all’obiezione fiscale.

In questi giorni il sindaco del comune padovano di Casale di Scodosia si è dimesso contro le politiche fiscali del Governo. Consigliamo allora al sindaco di Resana di seguire l’esempio del suo collega, così potrebbe alleggerirsi la coscienza e smettere di considerarsi un boia, rifiutarsi di applicare leggi che definisce “criminali” e magari liberare un posto di amministratore pubblico occupato non del tutto degnamente, visto che tra compiti di un sindaco non rientra il revisionismo storico e la propaganda nazista. E considerando che il Comune di Resana è retto da una strana alleanza Lega-PD, farebbe anche una buona opera di chiarezza politica.

Ovviamente ci aspettiamo che su questo il PD sappia prendere le proprie opportune decisioni.

Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL Treviso

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Il Gruppo Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, accanto a Said Chaibi

SEL lungo Vendola

 

Molto grave per noi, quello che sta accadendo nei confronti sia del nostro partito che del nostro candidato eletto in Consiglio Comunale  di Treviso, Said Chaibi.

 

Prima il chiaro attacco razzista e xenofobo, sia sulle pagine di Facebook di Gentilini Sindaco che su un volantino dove  venivano raffigurati  la Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini accanto ad una foto di Said  e ora ieri,  addirittura inseguito dopo aver attaccato dei manifesti elettorali per Manildo Sindaco.
Non accettiamo questo comportamento nei confronti di nessuno, figuriamoci se poi avviene per un nostro candidato.

Ogni tipo di idea  se espressa in modo democratico  e civile,  deve essere rispettata.

In un momento storico ove la richiesta di maggiore integrazione è viva e presente, anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro paese da cittadini stranieri,  risulta  evidente la lontananza dalla realtà di chi invece continua in una  noiosa, antica e perdente battaglia, nella contrapposizione tra italiani e stranieri.

Si può essere favorevoli o contrari ad ogni tipo di proposta,  ma mai si deve arrivare ad un clima di intolleranza .

Chiediamo a tutte le Autorità preposte all’ordine pubblico di effettuare, quanto sia possibile per evitare questi atteggiamenti ostili nei confronti del nostro partito e sopratutto nei confronti di Said.
La politica è un confronto democratico, non una caccia alle streghe di false paure, create spesso ad hoc, per aumentare il clima di intolleranza e di odio. Ora basta.
A Said , va’ tutto il nostro affetto e la nostra piena solidarietà 

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà 
Provincia di Treviso

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Dieci, cento, mille giorni della Memoria

Sarebbe bello poter dire che il Giorno della Memoria è una ricorrenza oramai inutile, una celebrazione vuota.
Poter dire che ormai l’orrore e il ripudio nei confronti della shoah sono dati acquisiti alla coscienza collettiva che non meritano una apposita ricorrenza per ribadirli. E invece siamo qui, nel 2013, ad avere ancora tanto bisogno di ricordare, di raccontare, di rivivere quella stagione cupa della storia della nostra Europa e della nostra Italia.
E non solo per il dovere della memoria ma per la necessità del presente e del futuro. Gli arresti a Napoli di militanti dell’estrema destra accusati di preparare un attentato ad un negozio di un commerciante ebreo e di progettare lo stupro di una ragazza ebrea, nonché gli innumerevoli episodi che testimoniano il persistere di frange politiche ispirate al nazismo e al fascismo impegnate a diffondere germi di cattiveria razzista e a far proselitismo alla violenza e all’intolleranza, dimostrano quanto sia necessario oggi il Giorno della Memoria.
La recrudescenza a livello italiano e europeo della malattia fascista, nelle nuove e varie forme che oggi assume, ha bisogno di un’azione di contrasto sia culturale sia giudiziaria. La lotta contro il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, l’antisemitismo, è infatti un obbligo civile e morale proprio dell’identità europea nella quale vogliamo riconoscerci e sulla quale costruire una Europa più libera e più solidale di quanto sia ora. Per questo serve la battaglia culturale, e serve la repressione e il controllo.

In questi giorni un tribunale francese ha chiesto a Twitter di consegnare i dati personali degli autori di messaggi razzisti o anti-semiti pubblicati sul social network, per poterli identificare e impedire che la rete diventi un mezzo di propagazione di odio. In Italia abbiamo una invece una legge Mancino che troppo spesso resta solo sulla carta e non diventa strumento di repressione, e di prevenzione di episodi orribili. Ricordiamo, tra l’altro, la strage di senegalesi al mercato di Firenze il 14 dicembre 2012 ad opera di un estremista di destra. E ricordiamo che la grande Miriam Makeba è morta nel nostro paese, venuta a portare il conforto e la solidarietà della sua musica ai migranti vittime della camorra e del razzismo.

Nel nostro paese persiste un atteggiamento di indulgenza verso il periodo nero della nostra storia: si erigono monumenti a gerarchi, si sdoganano allegramente movimenti politici che si richiamano ai carnefici della storia, e alcuni politici alfieri del nuovo non si fanno remora di assumere espressioni e atteggiamenti che rimandano direttamente al dittatore fascista. Serviranno ancora molti Giorni della Memoria, non ne basta uno solo all’anno, e servirà soprattutto l’impegno di tutte le forze civili e democratiche del paese, per lasciarsi alle spalle davvero un passato triste che non vuole passare. Le prossime elezioni politiche serviranno a tante cose, fondamentali per il nostro paese, e dovranno servire anche a questo.

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Nazi a Treviso: ORA BASTA!

La provocazione messa in atto dalle frange della destra estrema, con le svastiche e le scritte oltraggiose sulla facciata della “Casa dei Beni Comuni” è l’ultima in ordine di tempo che avviene nella nostra Città, ma è il seguito di una serie di atti delinquenziali che stanno minando da dentro il tessuto democratico di Treviso.

Ci sentiamo di dire BASTA da subito a chi pratica e propaganda il nazifascismo, bandito dalla Costituzione Repubblicana, e mentre rivolgiamo la nostra solidarietà alle persone che con il loro lavoro volontario hanno promosso cultura e aggregazione presso la Casa dei Beni Comuni, non possiamo non denunciare la condiscendenza e anche la contiguità tra l’area politica autrice di questi atti e parte della destra istituzionale trevigiana.

Abbiamo con i nostri esponenti denunciato da tempo il clima di intolleranza che si sta sviluppando in Città, e ci rammarichiamo che non sempre, da chi ha il compito di vigilare e prevenire, ci sia stata l’attenzione dovuta.

Oltre ai pestaggi avvenuti a Treviso, vogliamo ricordare anche i gravi fatti avvenuti a Montebelluna, dall’attentato all’agenzia assicurativa di Laura Puppato all’aggressione nei pressi dell’osteria Tocchetto, segno a nostro avviso di un’organizzazione ramificata nel territorio provinciale.

Non possiamo quindi che ribadire che la LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’INTERNO CANCELLIERI fatta dall’ANPI di Treviso affinché ci sia un chiaro impegno sull’osservanza delle Leggi Repubblicane è da noi condivisa..

Mentre le scritte nazifasciste alla Casa dei Beni Comuni vengono cancellate e coperte dal lavoro dei volontari ci sentiamo di chiedere al Questore Damiano chi vigilerà e chi farà opera di prevenzione affinché questi ed altri atti non possano più ripetersi.

Per il Circolo Sinistra Ecologia Libertà di Treviso

Il Responsabile Comunicazione

Stefano Dall’Agata

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