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SEL partecipa al Vi.Pride di Vicenza

Sabato 15 giugno si terrà a Vicenza il Pride Veneto 2013. E’ un appuntamento importante per Vicenza e per il Veneto, perché le richieste contenute nel manifesto politico assumeranno rilevanza e diventeranno anche qui temi da inserire in agenda: dalla legge contro l’omofobia (estensione della Legge Mancino) ai matrimoni gay, all’adozione, alla tutela della salute, per un rinnovamento culturale della società.

Alla manifestazione parteciperanno numerosissime associazioni “LGBTQIAE” (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer, Intersessuali, Asessuali, Eterosessuali) e non, e Sinistra Ecologia Libertà vuole partecipare alla manifestazione con i propri simboli, per dimostrare il proprio impegno per i diritti civili. Il nostro deputato Alessandro Zan ha già confermato la propria presenza.

Vi invitiamo quindi alla manifestazione che si terrà a Vicenza sabato 15 giugno a Campo Marzo, concentramento

ore 16.30.

Il corteo sfilerà per le vie del centro storico per poi terminare in Campo Marzo dove interverranno le associazioni del Network del Veneto Pride, e concludere con concerti e musica.

 

Per i militanti e simpatizzanti

ci ritroveremo in sede SEL (Contrà Santa Corona n. 27 – davanti il tribunale) Sabato 15 Giugno 2013 alle ore 16.00 per recuperare le nostre bandiere e per poi andare tutti insieme al corteo del Pride.

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Lega, virilità o pavidità?

Il Sindaco di Treviso e segretario nazionale della Liga Veneta-Lega Nord Gianpaolo Gobbo afferma in un intervista che la Lega non potrà avere mai un leader gay, perché andrebbe contro la “virilità” della Lega.

Premettiamo di non comprendere cosa significhi il concetto di “virilità” applicato ad un partito politico, a meno che non ci si riferisca al gesto dell’ombrello e alla nota espressione che l’Umberto Bossi di qualche anno fa rivolse ad una ministra chiamandola “bonazza”, oppure al deputato leghista Polledri che in TV, ad una esponente del PD che accusava la Lega di aver calato le braghe di fronte a Berlusconi, rispondeva “guarda che se caliamo le braghe per te potrebbe essere una bella sorpresa”.

Atteggiamenti di becero machismo, squalliduccio e da omuncoli. Niente a che vedere con la “virilità”, parente della “virtù”, propria di chi rifiuta di salvare dai giudici politici in odor di corruzione o di mafia, o di chi rifiuta di avvallare le panzane del potente sulla nipote di Mubarak, non certo di chi ha fatto della sottomissione a Berlusconi la cifra dei suoi ultimi dieci anni di attività.

L’esser uomo, per un politico, secondo noi non si misura dalla volgarità con la quale si guarda al genere femminile né dalla quantità di testosterone, ma dall’umanità delle scelte che si compiono e dalla dignità nell’assumersi le proprie responsabilità.

Gobbo dovrebbe semmai parlare di “maschilismo” del suo partito, e lasciar perdere altri concetti impropri.

Quanto al leader della Lega, riteniamo che Gobbo possa aver ragione. Non sappiamo se i figli di Bossi siano gay o meno, probabilmente lo sa Gobbo perché parlando del futuro leader leghista non poteva che riferirsi ad uno di loro.

Luca De Marco

Coordinatore provinciale SEL

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La Lega, il Terzo Reich e il Trota

Il senatore Stiffoni afferma che i leghisti hanno un dna diverso e garantisce che non ci sono gay tra di loro.

Ogni volta che sentiamo le dichiarazioni di Stiffoni ci viene in mente il Terzo Reich. Ovviamente in scala ridotta, un nazismo sottotraccia buono per vellicare le peggiori subculture che allignano ancora in ogni società anche europea. Ma sempre di brutale negazione dell’altro si tratta, e di esaltazione della propria “razza”  considerata come superiore e da preservare da meticciati e inquinamenti. Sarebbe facile richiamare la scelta di schierare una lista con il nome di una razza, da parte dei leghisti trevigiani, o i manifesti che usavano dalle parti della Lega fino a poco tempo fa, con foto di bambini biondi e con gli occhi azzurri e accuse all’Europa di proteggere i pedofili. Poi forse anche loro hanno inteso che il richiamo al mito della razza ariana era troppo esplicito e in realtà poco si confaceva al nostro Nord Italia, che i fanatici chiamano senza l’intelligenza di mettersi a ridere “Padania”, e ad alcune fisionomie (vedi il poco biondo “Trota”). E magari si sono accorti che la pedofilia più che un problema europeo è un problema che tocca la maggioranza di cui la Lega fa diligentemente parte, il cui capo è stato lasciato dalla moglie perché frequentatore abituale di minorenni.

E poi Stiffoni non era quello che salutava il costruendo crematorio a Treviso come soluzione alla presenza degli extracomunitari ? e quello che dichiarava ““l’immigrato non è mio fratello, ha la pelle di colore diverso” ?

Anche  a noi a volte viene da pensare che i leghisti abbiano un dna diverso, ma non nel senso che intende Stiffoni. Hanno un dna diverso da quello democratico ed europeo del ventunesimo secolo. Abbarbicati a mitologie farlocche su inesistenti comunità di sangue, fanno finta di non sapere e di non vedere il mondo nel quale anch’essi vivono. Auspichiamo che i tanti gay che votano e militano anche nella Lega sveglino Stiffoni dal suo sonno ideologico e lo informino che il Medioevo è già passato da un po’.

Raccomandiamo poi ai leghisti maggior prudenza nel rivendicare il proprio machismo. Il loro capo, nonostante le sue vanterie, si è preso un bel accidente. E se la progenie che tanta potenza ha generato, e che i leghisti vorrebbero fare assurgere a nuova classe dirigente del paese, è rappresentata dal famigerato  e pluribocciato “Trota”, allora forse c’è da dubitare dell’utilità per il paese della “ortodossia” leghista in materia di orientamento sessuale.

E un ultimo appello rivolgiamo ai leghisti trevigiani: perché dare questo spettacolo pietoso sui mezzi di informazione nazionale, perché rappresentare la nostra provincia come ricettacolo di tutti i bigottismi, i razzismi e le fobie di questo mondo. Non provate almeno un po’ di vergogna?

Luca De Marco

Sinistra Ecologia Libertà

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FAMILY GAY

Le posizioni di Gobbo, così come quelle di Giovanardi, sulla pubblicità dell’IKEA e sull’omosessualità in genere, sono terrificanti. Sono indignato ed offeso. Quelle di Gobbo, in particolare, sono dichiarazioni violente, che nella loro violenza covano un’omofobia patologica. La stessa omofobia, latente, che da un buon politico, andrebbe smorzata e non coltivata ed utilizzata a scopi retorico/promozionali. Un sindaco deve essere il rappresentante di tutti. Non solo degli omofobi. Io non sono omofobo. Le persone che amo non sono omofobe.
Quanto alla questione del “decoro”, secondo la quale per Gobbo due persone dello stesso sesso non si possono baciare in pubblico, allora mi chiedo che decoro possano avere certi manifesti leghisti che dal titolo sobrio di “RAZZA PIAVE”, oppure altri in cui veniva raffigurato un bel barcone carico di disperati con la scritta “ABBIAMO FERMATO L’INVASIONE”. E’ questo il suo decoro caro sindaco?
Io, per esempio, da quei manifesti che le appartengono, mi sento offeso , mi fanno vomitare. Trattengo la bile ogni volta che li vedo. Come la mettiamo? Non sono forse libero di non sentirmi offeso? Eppure devo sopportare quotidianamente i cartelli leghisti carichi di odio. Devo sopportare i politici leghisti e di destra che da anni costruiscono un clima di odio. Odio fine al consenso.
Questa cultura e questa retorica non mi appartiene. L’amore tra due persone, indipendentemente dal genere o dal sesso, quello si. Quello mi appartiene. E’ mio. E lo difenderò sempre e comunque contro tutti quelli come lei. Che mi costringono a vivere in un’atmosfera ed in una cultura che non mi appartiene, e che non voglio contamini le persone che amo. Voi giocate con l’odio, perché è facile. Siete liberi di odiare. Ed io sono libero di farvi notare che il vostro odio mi disgusta.
E’ davvero meschino fare una campagna elettorale continua basata sulla discriminazione e sulla paura dell’altro. Treviso e la sua provincia meritano davvero di meglio. E ci sarebbe davvero tanto di meglio da fare.

Davide Buldrini

SEL Treviso

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Sepolcri imbiancati

Ribadendo che SEL ritiene che le coppie dello stesso sesso vadano considerate una risorsa per tutta la società, e garantite con dei principi di uguaglianza e libertà al pari degli altri paesi europei; SEL crede che questo serva al nostro territorio per ritrovare anzitutto il Senso, ancora prima del consenso.

Senso deteriore che si ritrova invece nelle dichiarazioni del Sindaco Gobbo sulla multa ai baci tra uomini, parole che sono lo specchio dell’intolleranza propria alla Lega.

Ma che suonano soprattutto come ipocrite, provenienti dalla stessa persona che voleva ambasciatrice della Marca l’anziana signora accusata di stalking nei confronti del proprio vicino.

Che poi Gobbo sia anche l’alfiere di un partito che ha avallato tutti gli atti di Berlusconi, comprese le questioni connesse ai rapporti con minorenni fa veramente rifiutare di considerarlo persona degna di dare direttive morali.

Pensi a moralizzare il suo partito piuttosto, che ultimamente pare averne veramente bisogno, stante il continuo emergere di amministratori pizzicati dalle forze dell’ordine per i più svariati reati.

Stefano Dall’Agata

Capogruppo SEL Provincia di Treviso

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