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Lega, virilità o pavidità?

Il Sindaco di Treviso e segretario nazionale della Liga Veneta-Lega Nord Gianpaolo Gobbo afferma in un intervista che la Lega non potrà avere mai un leader gay, perché andrebbe contro la “virilità” della Lega.

Premettiamo di non comprendere cosa significhi il concetto di “virilità” applicato ad un partito politico, a meno che non ci si riferisca al gesto dell’ombrello e alla nota espressione che l’Umberto Bossi di qualche anno fa rivolse ad una ministra chiamandola “bonazza”, oppure al deputato leghista Polledri che in TV, ad una esponente del PD che accusava la Lega di aver calato le braghe di fronte a Berlusconi, rispondeva “guarda che se caliamo le braghe per te potrebbe essere una bella sorpresa”.

Atteggiamenti di becero machismo, squalliduccio e da omuncoli. Niente a che vedere con la “virilità”, parente della “virtù”, propria di chi rifiuta di salvare dai giudici politici in odor di corruzione o di mafia, o di chi rifiuta di avvallare le panzane del potente sulla nipote di Mubarak, non certo di chi ha fatto della sottomissione a Berlusconi la cifra dei suoi ultimi dieci anni di attività.

L’esser uomo, per un politico, secondo noi non si misura dalla volgarità con la quale si guarda al genere femminile né dalla quantità di testosterone, ma dall’umanità delle scelte che si compiono e dalla dignità nell’assumersi le proprie responsabilità.

Gobbo dovrebbe semmai parlare di “maschilismo” del suo partito, e lasciar perdere altri concetti impropri.

Quanto al leader della Lega, riteniamo che Gobbo possa aver ragione. Non sappiamo se i figli di Bossi siano gay o meno, probabilmente lo sa Gobbo perché parlando del futuro leader leghista non poteva che riferirsi ad uno di loro.

Luca De Marco

Coordinatore provinciale SEL

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Né con Gobbo, né con Gentilini: la Padania non esiste e non è un sogno

Il Presidente della Repubblica ha detto parole sagge e incontrovertibili riguardo alla cosiddetta “Padania”. Parole che dovrebbero essere del tutto ovvie se non vivessimo una realtà ai limiti dell’assurdo, dove un partito politico pensa di poter inventare dal nulla l’esistenza di un nuovo popolo e di una nuova nazione, e l’indulgenza interessata dei media e di gran parte delle istituzioni per anni e anni hanno mascherato l’incredibilità della situazione. Ha ragione Crozza: la Padania ha lo stesso livello di realtà di Narnia. O di Topolinia, o di Paperopoli.

Pare che Gentilini si sia schierato con il Presidente, e per questo è stato duramente attaccato dai boss della Lega trevigiana, Gobbo e Stiffoni in testa, fino a ventilarne la cacciata dalla Lega. E in qualche misura lodato da esponenti del centrosinistra. Ma Gentilini non ha negato l’esistenza della Padania. Ha detto che è un sogno arrivare alla sua indipendenza, ma che non è all’ordine del giorno, perché la Lega non avrà mai il 51% dei voti. Qualcosa di simile ha affermato Giuseppe Covre, un leghista immeritatamente classificato come “eretico”, che ribadisce di sentirsi veneto e non padano ma che la Padania è un sogno che non va negato, e che Napolitano farebbe meglio a prendersela con la sua città e i suoi concittadini napoletani.

Il sindaco di Verona, Tosi, ha detto che la Padania è solo una filosofia  e che bisogna guardare alle cose concrete come il federalismo e le riforme, ed è stato perciò severamente richiamato dal ministro Calderoli che gli ha ricordato l’articolo 1 dello statuto della Lega, per il quale la finalità del movimento è l’indipendenza della Padania. Ma Tosi ha anche dichiarato di sentirsi veronese, veneto, padano, italiano, europeo.

Dalle varie reazioni dei leghisti emerge come tutti condividano l’esistenza di una entità chiamata “Padania”. La qual cosa è una emerita sciocchezza. Come ha detto pure il cardinal Bagnasco, correggendo un dirigente del porto di Genova che illustrava i flussi delle merci trasportate, esiste non la Padania ma “la Pianura Padana”.

La Padania è una invenzione della Lega Nord, che nel 1995, dopo aver rotto con Berlusconi, si dedicò alla costruzione di una identità e di una tradizione del tutto artificiali. E così cominciarono i riti dell’ampolla dal Monviso a Venezia, con la festa dei popoli padani in Riva Degli Schiavoni, le associazioni padane, i matrimoni celtici, i partiti padani, con tanto di votazioni ai gazebo per eleggere il parlamento padano, la costituzione di un Governo Padano, con sede in un palazzo veneziano e Borghezio come ultimo capo del governo (il palazzo veneziano fu poi venduto nel 2004 per finanziare la scuola “Bosina” della moglie di Bossi a Varese, quella che poi la Lega ha finanziato un anno fa con 800.000 euro di soldi pubblici). Il caso di Adro, la scuola comunale riempita di simboli padani, dimostra come la Lega tenga a questa opera di indottrinamento e di costruzione artificiale di una identità padana. Nel 1996 la lega proclama la Dichiarazione di indipendenza della Padania, nel 1997 cambia la propria denominazione da Lega Nord – Italia federale a Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Poi nel 2000 la Lega inizia il lungo matrimonio politico con Berlusconi, del quale resta per 11 anni il più fedele alleato, e vira la linea politica prima sulla devolution e poi sul federalismo fiscale. Oggi riemerge la prospettiva di un recupero dell’indipendentismo per smarcarsi dal berlusconismo agonizzante.

Dire “io sono padano” non dimostra che la Padania esiste, come sostiene il giornale leghista; significa dire “io sono un leghista che crede ciecamente alle invenzioni dei capi del mio partito”. Per questo i dirigenti leghisti difendono a spada tratta la ridicola tesi dell’esistenza della Padania, per difendere il proprio potere sull’immaginario collettivo dei propri militanti, la ragion d’essere della propria leadership.

Le reazioni offensive contro Napolitano della base leghista, invitata ad esprimersi da Radio Padania e sul quotidiano verde, e che poi emergono nelle parole di personaggi di seconda fila del partito, come il consigliere regionale  Furlanetto che se la prende con l’ “anziano partenopeo”, dimostrano come Napolitano abbia colto nel segno. Dicendo che non esiste un popolo padano, Napolitano ha rivelato l’artificiosità della costruzione mitologica leghista. Dicendo che non esiste una via alla secessione, ha riportato alla realtà coloro che pensano di riesumare parole d’ordine indipendentiste per mascherare l’imbarazzante e lunghissimo legame con la cricca berlusconiana.

Non ci sfuggono le articolazioni e le sfumature di posizioni interne alla Lega, ma non riconosciamo né a una parte né all’altra la patente di “rappresentante del popolo” e altre carinerie. Sognatori o filosofi che si definiscano, sono pur sempre padani di nome e berlusconiani di fatto. Per rompere con il berlusconismo ci vuole ben altro che una dichiarazione.

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Denuncia al Comitato Aeroporto Da Comune e Provincia un atto intimidatorio contro la democrazia

Il Tribunale di Treviso rischia il collasso per la mancanza di personale. Tutta la macchina giudiziaria è in sofferenza, così come altri servizi pubblici, stritolati dalle politiche di bilancio del Governo Bossi Berlusconi Scilipoti. E la provincia di Treviso non trova di meglio che unirsi al comune di Treviso per sporgere querela contro i comitato Aeroporto, reo di aver criticato le pubbliche amministrazioni ?

Ma quando la smetteranno i leghisti di ingolfare gli uffici giudiziari con le loro ridicole querele a scopo intimidatorio nei confronti di chi osi criticarli ?

Quanti soldi pubblici i leghisti hanno già buttato per intraprendere azioni giudiziarie del tutto pretestuose e infondate. Come se non esistesse la libertà di pensiero e di critica nel nostro paese.

Proprio i leghisti, che quanto ad intemperanze verbali non li batte nessuno e si muovono sempre sul confine, a volte superandolo, del codice penale, quando diventano uomini di potere non tollerano critiche e cercano ogni mezzo per ridurre al silenzio le voci critiche. Non sopportano la dialettica democratica dentro i consigli comunali o provinciali, e difatti dove governano loro il dibattito tra maggioranza e minoranza è praticamente scomparso perché vietato (la maggioranza tace e vota, vota e tace, tace e vota, muti come trote). Non sopportano dissensi nella società, e quelle poche voci che escono dal grigio conformismo che opprime le nostre lande desolatamente private di vivacità democratica devono essere intimidite e ridotte al silenzio.

La Provincia e il Comune hanno tutti gli strumenti per far valere le proprie ragioni, senza nessun bisogno di schierare degli enti pubblici contro privati cittadini per ridurli al silenzio.

Il loro atto contro il comitato è segno che non sempre alla forza quantitativa si accompagna la qualità, e che nonostante l’enorme potere accumulato emergono i segni della debolezza e della incapacità politica di un partito che diceva di difendere il territorio e invece difende solo le illegalità e i privilegi della casta di governo.

Luca De Marco

Coord .Prov. SEL TV

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Treviso, Napoli e i rifiuti

ricicloRimango alquanto allibito nel vedere che nella classifica della città che effettuano la raccolta differenziata, la città di Salerno raccoglie la “monnezza” meglio di Treviso.
Alla faccia della confusione e della disinformazione che si incontra in questa assurda competizione tra nord e sud, ed alla faccia della capacità di amministrare del tandem Gobbo/Gentilini.
Dimostrazione tra l’altro della pochezza del “fare squadra” tanto caro alle auto-incensazioni del Presidente Muraro, per il quale la gestione del ciclo integrato dei rifiuti sembra più l’ennesima caccia alle poltrone pro-Lega che l’estendere ne pratiche a tutti i Comuni del territorio provinciale.
Ho apprezzato l’intervento della signora Carla Poli sulla tribuna del 16 luglio che con grande professionalità e chiarezza ha spiegato cosa serve per rendere il problema rifiuti risolvibile non solo per il nostro territorio, ma anche per la città di Napoli.
Anche io non ho condiviso, nel leggere l’articolo del collega Zanata, il modo in cui ha affrontato il tema dei rifiuti a Napoli.
Quello che in quell’rticolo mi aveva colpito molto da persona che conosce molto bene Napoli ed i napoletani essendo io nato a Roma, era stato quel assurda idea che si ha dello loro spirito e della loro mentalità.
Non hanno bisogno di nessuna carità, hanno semplicemente bisogno di uno stato fermo e forte che dia in primis una grande ripulita al fenomeno della camorra che li strangola e li uccide da decenni.
Non serve un nord che si apre alle loro richieste ed arriva li dicendo ” cari amici napoletani io vengo da voi dal nord in pace per risolvere a modo mio il problema dei vostri rifiuti “.
Penso onestamente che la ricetta della signora Poli sia alla gran lunga la migliore: creare le condizioni per uno sviluppo eco sostenibile del nostro Paese, puntando decisamente per la raccolta differenziata spinta, e se ci deve essere uno scambio, questo non deve essere di camion che fanno su e giù nelle strade con tonnellate di rifiuti, ma un semplice e ben più produttivo scambio di idee e conoscenze.
Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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Sepolcri imbiancati

Ribadendo che SEL ritiene che le coppie dello stesso sesso vadano considerate una risorsa per tutta la società, e garantite con dei principi di uguaglianza e libertà al pari degli altri paesi europei; SEL crede che questo serva al nostro territorio per ritrovare anzitutto il Senso, ancora prima del consenso.

Senso deteriore che si ritrova invece nelle dichiarazioni del Sindaco Gobbo sulla multa ai baci tra uomini, parole che sono lo specchio dell’intolleranza propria alla Lega.

Ma che suonano soprattutto come ipocrite, provenienti dalla stessa persona che voleva ambasciatrice della Marca l’anziana signora accusata di stalking nei confronti del proprio vicino.

Che poi Gobbo sia anche l’alfiere di un partito che ha avallato tutti gli atti di Berlusconi, comprese le questioni connesse ai rapporti con minorenni fa veramente rifiutare di considerarlo persona degna di dare direttive morali.

Pensi a moralizzare il suo partito piuttosto, che ultimamente pare averne veramente bisogno, stante il continuo emergere di amministratori pizzicati dalle forze dell’ordine per i più svariati reati.

Stefano Dall’Agata

Capogruppo SEL Provincia di Treviso

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Tangenziale: l’insostenibile leggerezza del Comune di Treviso

Il Presidente Muraro eviti di cadere dalle nuvole sulla questione della Tangenziale di Treviso.
Dovrebbe essere ben consapevole che il tracciato del Progetto preliminare è diverso dalle previsioni urbanistiche valide fino a 3 anni fa, e che la modifica rispetto al tracciato precedente è intervenuta perché il Comune di Treviso ha dato concessione alla costruzione di un ipermercato proprio nel punto di congiunzione tra la Tangenziale e la Feltrina, lì dove anche le previsioni  del PTCP (Documento di Piano) avevano localizzato una rotonda, e che è questo il motivo per cui si è cercata un’alternativa.
Dovrebbe altresì essere anche consapevole che nel PTCP approvato il tracciato previsto è quello attuale.
Non si tratta, come sostiene Muraro, di una possibile qualche leggerezza da parte del Comune di Treviso, ma di un vero e proprio caso di mala amministrazione da parte del monocolore leghista che ha comandato a Treviso in questi anni.
Le responsabilità sono evidenti e sono evidentemente in capo a Gobbo, Gentilini e a tutta la Giunta del Comune di Treviso.
Resta da sapere se il Presidente della Provincia di Treviso, nonché Vice-Presidente di Veneto Strade abbia dovuto aspettare che la questione andasse sulla stampa per ritenersene informato.
Gli raccomando di godersi le ferie, e di prepararsi a venire documentato in Commissione Urbanistica provinciale a relazionare sulla questione.

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso


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Poltrone e lega

Leggo dello scontro per le poltrone interno alla lega nord.
Vorrei segnalare al “puro” Serena che in vari tabelloni vi sono suoi manifesti, anche fuori dagli spazi della lega, magari sopra ai manifesti di Sinistra Ecologia e Libertà.
Per quanto riguarda gli “esposti” a Gobbo: se come Sindaco di Treviso si comporta in modo che abbiamo denunciato come non corretto rispetto al suo mandato istituzionale, per quale ragione dovrebbe essere corretto come Segretario Regionale di Partito?
Quanto alla battuta di Pettenà sul tornare a montare condizionatori, mi risulta che sia molto ben pagato come Presidente del Consiglio Provinciale, gli chiedo quindi di fare il piacere di evitare la demagogia spicciola.
Un solo dubbio: un po’ di vergogna mai?…
Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà
Consigliere Provincia di Treviso

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Caro Sindaco, per l’aria e l’acqua…

Treviso li 25 gennaio 2010

Al Signor Sindaco Gian Paolo Gobbo

e p.c.

Ai Sigg. Capigruppo del Consiglio Comunale

Ill.mo signor Sindaco,

le scrivo come cittadino della Città di Treviso da Lei amministrata, ma anche come rappresentante in Consiglio provinciale eletto dalle cittadine e dai cittadini della nostra Città.

Questa mia è per chiederLe, in quanto Garante e Responsabile della salute collettiva e della qualità ambientale del territorio urbano, di prendere posizione in merito a due questioni che preoccupano molti nostri concittadini.La prima questione è relativa ai progetti di Unindustria Treviso per due inceneritori di rifiuti in località di Silea e Mogliano Veneto, si tratta di progetti contro i quali hanno preso posizione 9 Comuni, tra i quali il Comune di Preganziol guidato dal sindaco Sergio Marton, che è anche Assessore della Sua Giunta.

La seconda questione riguarda l’approfondimento da 40 a 60 metri sotto il piano campagna della cava Morganella, che porterebbe a rischio di inquinamento l’acqua di falda del Comune di Treviso, e darebbe alla cava in questione il discutibile primato di cava più profonda d’Italia.

Entrambe le questioni sono state affrontate dal consiglio Provinciale di Treviso, che con due distinti Ordini del Giorno ha espresso alla Regione Veneto:

  1. la richiesta di bocciatura del <<Progetto generale di riqualificazione ambientale e urbanistica con realizzazione di campo fotovoltaico e approfondimento parziale del polo estrattivo denominato “Castagnole Morganella” sito nei comuni di Ponzano Veneto e Paese delle ditte Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa.>>

  2. la propria contrarietà alla realizzazione dei due inceneritori nel territorio della Provincia di Treviso e che che nella composizione delle Commissioni per la VIA sugli inceneritori di rifiuti sia prevista la partecipazione con diritto di voto ai Comuni il cui territorio ricade nel raggio di 10 KM. dall’ubicazione degli impianti.

Entrambi gli OdG sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio Provinciale, il primo in data 15 settembre 2008 ed il secondo in data 14 dicembre 2009.

Vengo quindi a chiederLe, a salvaguardia della salute della cittadinanza che a titolo diverso rappresentiamo, di mettere in opera, in collaborazione con la Giunta ed il Consiglio del Comune di Treviso, tutte le azioni che possano servire a fermare questi due progetti.

Il Consigliere della Provincia di Treviso

Stefano Dall’Agata

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Porno nonna

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Il Sindaco del Comune di Treviso Giampaolo Gobbo propone di nominare la signora Giuseppina Botter come Ambasciatrice di Marca, cosa che ha sollevato giustamente le critiche di tante donne del mondo politico.
Aldilà del fatto che comunque si tratti solo di una battuta di pessimo gusto, magari conseguenza dei postumi di libagioni e brindisi delle feste passate, mi chiedo quali meriti possa avere la signora in questione oltre all’aver fatto profferte non gradite ad un proprio vicino di casa. Ma il Sindaco Gobbo sta imparando dal suo vice a parlare a sproposito? E per il ruolo che ricopre non pensa di poter pensare un attimo prima di aprire la bocca?
Inoltre, dopo i proclami pseudo cristiani da parte del Sindaco nonché Segretario Regionale della Lega Nord, non pare a Gobbo che servirebbe una maggiore coerenza tra ciò che si dice un giorno e quello che si dice l’altro?
All’adultera, un signore in Galilea 2.000 anni fa disse va’ e non peccare più, non disse va’ a vantarti in televisione (in piazza) delle tue gesta.
In sintesi, al Sindaco Gobbo, un po’ più di Vangelo e tanto meno di quel cristianesimo da osteria che caratterizza la “cultura” del suo partito.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà
Consigliere Provincia di Treviso

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