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Treviso non è più cosa loro

di Luca De MarcodeleghizzataTreviso non è più cosa loro, ma è tornata ad essere un bene comune. La stagione del gentilinismo si chiude senza onori e senza alcuno stile, ma lascia come suggello l’ultimo indecente schizzo di rabbia insulsa. La campagna per il ballottaggio dei leghisti è stata l’ultima infamia perpetrata dalla banda padana che ha spadroneggiato per anni in città e ha disseminato a piene mani virus di inciviltà. Aizzare alla paura contro gli stranieri e gli zingari, in maniera becera e razzista, è stata l’ultima offesa all’intelligenza dei trevigiani. Che evidentemente si sono stancati di esser rappresentati come una folla festante dedita a portare in trono il tronfio sceriffo e a darsi di gomito ridacchiando alle sue sparate ultrarazziste. E, come già i milanesi al ballottaggio avevano respinto al mittente la campagna terroristica su “Zingaropoli”, così i trevigiani hanno rifiutato il delirante messaggio di chiamata alle armi contro il pericolo rosso e immigrato.
Giovanni Manildo è stato bravissimo a impersonare e rappresentare una alternativa politica e civile alla bruttura gentilinoide, e ora a lui e alla coalizione vincente spetterà un duro lavoro per ridare un ruolo alla città, ridare prestigio all’Amministrazione, ridare speranza alle cittadine e ai cittadini di fronte a una crisi ingiusta e micidiale. La coalizione politica e sociale che ha detto “basta” al solito andazzo ha però in se tutte le forze per reggere la sfida, forte del fatto che il percorso politico e programmatico è stato limpido e scevro da compromissioni, cedimenti e subalternità. Nessuna larga intesa è stata necessaria per vincere questa battaglia, così come si è vinto a Roma, Brescia, San Donà di Piave, e in tante altre realtà, sapendo costruire una alleanza per il cambiamento, di centrosinistra allargato alle forze civiche disposte al cambio di passo e alla costruzione di una alternativa di governo. Il messaggio giusto che arriva dai territori ai livelli nazionali è questo: alleanze per il cambiamento, schieramenti alternativi, coraggio nelle sfide. Tutto quello che è stato accantonato nei giochi di palazzo della capitale e che invece nei territori porta il cambiamento alla vittoria.

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La Lega al governo ha fallito, ora serve la buona politica

l muro di legno all’ex Provincia, i messaggi allarmistici lanciati in occasione della manifestazione di ZTL di qualche giorno la, le roboanti e minacciose dichiarazioni de “il” sceriffo, sono parte di una furbesca strategia mistificatoria della Lega e di Gentilini. L’obiettivo evidente è quello di portare strumentalmente sul terreno dello scontro tra tutori della legalità e presunti pericolosi anarcoidi quello che in realtà si è manifestato come un problema politico e amministrativo che l’Amministrazione non ha saputo gestire, e che oggi mette davanti a tutti la scena di un totale fallimento. Lo scontro della Lega con ZTL serve solo a mascherare il fiasco della propria esperienza amministrativa. Il vero contrasto non è tra Gentilini e la Lega e un gruppo di giovani facinorosi, ma tra questa Amministrazione e l’intera città, alla quale si sta di fatto pregiudicando lo sviluppo futuro e anzi la si riporta indietro.
Quello degli spazi per i giovani e per la cultura da un lato, e quello dello svuotamento degli edifici del centro, sono infatti i frutti di una conclamata incapacità programmatoria e gestionale da parte di chi ha retto le sorti del capoluogo in questi ultimi lunghissimi anni.
La partita del risiko immobiliare è stata seguita con la consueta superficialità e inconsapevolezza della posta in gioco. Oggi la sequela di edifici dismessi nel centro della città, arricchita ora da quei muri di legno che sono il segno ulteriore di un degrado prodotto dalla classe politica al governo, è il marchio evidente di un fallimento totale nella gestione della città. La politica del tombino e della esasperata ricerca del consenso in una campagna elettorale continua, porta a trascurare i fondamentali della buona amministrazione, che sono fatti anche di fognature e di capacità di programmazione urbanistica.
La partita del risiko è un fallimento anche per la Lega al governo della Provincia. Le altisonanti finalità dell’operazione immobiliare del 2008 riguardavano infatti anche Villa Franchetti, da adibire a campus universitario, con la creazione di un auditorium da 2.500 (la cui realizzazione secondo De Poli doveva partire nel 2012). Quella che veniva annunciato era nientemeno che la costruzione di un’area metropolitana Treviso Venezia.

Alla fine, per ora solo chiacchiere per riempire i giornali e giustificare disinvolti interscambi immobiliari, che lasciano in triste eredità edifici abbandonati e recinti di legno. È giunto il momento che, davvero, Treviso e la provincia dicano basta allo sgoverno della Lega, e che si a
Luca De Marco
coord. prov. SELpra una fase nuova all’insegna della buona politica.

Luca De Marco
coord. prov. SEL

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Le verità di Gentilini sulla Tangenziale Nord

Una banale questione di soldi o una serie di errori fatti nel tempo?
Desidero ringraziare il Vice Sindaco Gentilini per aver fatto chiarezza sui costi aggiuntivi della Tangenziale Nord di Treviso, quantificati in 10 milioni di Euro.
Contesto però la sua ricostruzione dei fatti: la richiesta di realizzare in trincea il tracciato non è un capriccio dei cittadini e/o del Consiglio Comunale di Treviso.
Il tracciato della Tangenziale deve essere modificato in quanto, in data 19 febbraio 1998 e fuori dalla coerenza con il PRG, è stata rilasciata una nuova autorizzazione amministrativa per attività commerciale, su richiesta del 14 febbraio 1998, protocollata il 16 febbraio 1998 e autorizzata dall’allora Sindaco di Treviso con l’atto 7508 del 19 febbraio 1998, da situarsi in via Feltrina Zona Comm. 7; cosa che io e il Consigliere Atalmi abbiamo già messo in pubblica evidenza.
https://seltv.files.wordpress.com/2010/08/tratto-tang-treviso-rid.jpg?w=392&h=551
C’è forse da complimentarsi per la celerità con cui si è risposto alla richiesta di un cittadino, nel contempo si deve però da lamentare il fatto che, nel procedere alla detta autorizzazione, e poi alle due autorizzazioni di ampliamento della superficie di settembre e ottobre 2004, non si sia valutato che in quel determinato luogo era previsto l’innesto della Tangenziale Nord con rotonda sulla Statale Feltrina.
Il nuovo tracciato possibile si trova ad impattare con i nuovi interventi urbanistici fatti in coerenza con il PRG in località Sant’Anna, e questo crea dei problemi tecnici che portano all’aggravio dei costi, anche per non riversare su cittadini incolpevoli i danni prodotti dalla incapacità amministrativa.
Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Il residence Sant’Anna, a fianco al quale è previsto un sottopasso

Credo sarebbe più corretto, se invece di cercare di scaricare le responsabilità su Veneto Strade ed altri il Vice Sindaco che ha materialmente firmato il primo degli atti in questione dichiarasse: “Ammetto l’errore, è stato creato un danno alla Città da parte mia e della Lega Nord, mi assumo personalmente ogni responsabilità e coerentemente dò le dimissioni da ogni incarico amministrativo”.
Stefano Dall’Agata – Circolo di Treviso
Sinistra Ecologia Libertà

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Il pilatismo di Gentilini

Come si è già avuto occasione di rimproverare ai leghisti, da parte loro ci sono due pesi e due misure nel giudicare i fatti criminosi che accadono.
All’epoca dello stupro nel sottopasso della stazione ferroviaria Giancarlo Gentilini adoperò parole di fuoco per «certi criminali» proponendone la castrazione e il «lasciarli marcire in una cella».
Passa poco tempo ed ad essere accusati di pedofilia ci sono due commercianti trevigiani, e a questo punto partono i distinguo “conosco Caccavale da 50 anni” e “non voglio giudicare, aspetto che tutto sia acclarato”.
E no, Dott. Gentilini, non ci siamo. Le vittime hanno tutte bisogno di sostegno, non solo quelle vittime di stranieri, anche quelle che subiscono da parte di (ex) stimati commercianti della nostra Città.
Io  al posto suo mi vergognerei di essere una banderuola al vento di pregiudizi più o meno xenofobi, e le chiedo se in questa società che lei definisce bacata non entri magari la connivenza della Lega Nord nei confronti del comportamento dell’ex premier Silvio Berlusconi.
O vuole farmi credere che chi ha votato una mozione che affermava credibile che Ruby fosse la nipote di Mubarak era in buona fede?
Stefano Dall’Agata – Resp. Comunicazione Fed. SEL Treviso

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Né con Gobbo, né con Gentilini: la Padania non esiste e non è un sogno

Il Presidente della Repubblica ha detto parole sagge e incontrovertibili riguardo alla cosiddetta “Padania”. Parole che dovrebbero essere del tutto ovvie se non vivessimo una realtà ai limiti dell’assurdo, dove un partito politico pensa di poter inventare dal nulla l’esistenza di un nuovo popolo e di una nuova nazione, e l’indulgenza interessata dei media e di gran parte delle istituzioni per anni e anni hanno mascherato l’incredibilità della situazione. Ha ragione Crozza: la Padania ha lo stesso livello di realtà di Narnia. O di Topolinia, o di Paperopoli.

Pare che Gentilini si sia schierato con il Presidente, e per questo è stato duramente attaccato dai boss della Lega trevigiana, Gobbo e Stiffoni in testa, fino a ventilarne la cacciata dalla Lega. E in qualche misura lodato da esponenti del centrosinistra. Ma Gentilini non ha negato l’esistenza della Padania. Ha detto che è un sogno arrivare alla sua indipendenza, ma che non è all’ordine del giorno, perché la Lega non avrà mai il 51% dei voti. Qualcosa di simile ha affermato Giuseppe Covre, un leghista immeritatamente classificato come “eretico”, che ribadisce di sentirsi veneto e non padano ma che la Padania è un sogno che non va negato, e che Napolitano farebbe meglio a prendersela con la sua città e i suoi concittadini napoletani.

Il sindaco di Verona, Tosi, ha detto che la Padania è solo una filosofia  e che bisogna guardare alle cose concrete come il federalismo e le riforme, ed è stato perciò severamente richiamato dal ministro Calderoli che gli ha ricordato l’articolo 1 dello statuto della Lega, per il quale la finalità del movimento è l’indipendenza della Padania. Ma Tosi ha anche dichiarato di sentirsi veronese, veneto, padano, italiano, europeo.

Dalle varie reazioni dei leghisti emerge come tutti condividano l’esistenza di una entità chiamata “Padania”. La qual cosa è una emerita sciocchezza. Come ha detto pure il cardinal Bagnasco, correggendo un dirigente del porto di Genova che illustrava i flussi delle merci trasportate, esiste non la Padania ma “la Pianura Padana”.

La Padania è una invenzione della Lega Nord, che nel 1995, dopo aver rotto con Berlusconi, si dedicò alla costruzione di una identità e di una tradizione del tutto artificiali. E così cominciarono i riti dell’ampolla dal Monviso a Venezia, con la festa dei popoli padani in Riva Degli Schiavoni, le associazioni padane, i matrimoni celtici, i partiti padani, con tanto di votazioni ai gazebo per eleggere il parlamento padano, la costituzione di un Governo Padano, con sede in un palazzo veneziano e Borghezio come ultimo capo del governo (il palazzo veneziano fu poi venduto nel 2004 per finanziare la scuola “Bosina” della moglie di Bossi a Varese, quella che poi la Lega ha finanziato un anno fa con 800.000 euro di soldi pubblici). Il caso di Adro, la scuola comunale riempita di simboli padani, dimostra come la Lega tenga a questa opera di indottrinamento e di costruzione artificiale di una identità padana. Nel 1996 la lega proclama la Dichiarazione di indipendenza della Padania, nel 1997 cambia la propria denominazione da Lega Nord – Italia federale a Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Poi nel 2000 la Lega inizia il lungo matrimonio politico con Berlusconi, del quale resta per 11 anni il più fedele alleato, e vira la linea politica prima sulla devolution e poi sul federalismo fiscale. Oggi riemerge la prospettiva di un recupero dell’indipendentismo per smarcarsi dal berlusconismo agonizzante.

Dire “io sono padano” non dimostra che la Padania esiste, come sostiene il giornale leghista; significa dire “io sono un leghista che crede ciecamente alle invenzioni dei capi del mio partito”. Per questo i dirigenti leghisti difendono a spada tratta la ridicola tesi dell’esistenza della Padania, per difendere il proprio potere sull’immaginario collettivo dei propri militanti, la ragion d’essere della propria leadership.

Le reazioni offensive contro Napolitano della base leghista, invitata ad esprimersi da Radio Padania e sul quotidiano verde, e che poi emergono nelle parole di personaggi di seconda fila del partito, come il consigliere regionale  Furlanetto che se la prende con l’ “anziano partenopeo”, dimostrano come Napolitano abbia colto nel segno. Dicendo che non esiste un popolo padano, Napolitano ha rivelato l’artificiosità della costruzione mitologica leghista. Dicendo che non esiste una via alla secessione, ha riportato alla realtà coloro che pensano di riesumare parole d’ordine indipendentiste per mascherare l’imbarazzante e lunghissimo legame con la cricca berlusconiana.

Non ci sfuggono le articolazioni e le sfumature di posizioni interne alla Lega, ma non riconosciamo né a una parte né all’altra la patente di “rappresentante del popolo” e altre carinerie. Sognatori o filosofi che si definiscano, sono pur sempre padani di nome e berlusconiani di fatto. Per rompere con il berlusconismo ci vuole ben altro che una dichiarazione.

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Treviso, Napoli e i rifiuti

ricicloRimango alquanto allibito nel vedere che nella classifica della città che effettuano la raccolta differenziata, la città di Salerno raccoglie la “monnezza” meglio di Treviso.
Alla faccia della confusione e della disinformazione che si incontra in questa assurda competizione tra nord e sud, ed alla faccia della capacità di amministrare del tandem Gobbo/Gentilini.
Dimostrazione tra l’altro della pochezza del “fare squadra” tanto caro alle auto-incensazioni del Presidente Muraro, per il quale la gestione del ciclo integrato dei rifiuti sembra più l’ennesima caccia alle poltrone pro-Lega che l’estendere ne pratiche a tutti i Comuni del territorio provinciale.
Ho apprezzato l’intervento della signora Carla Poli sulla tribuna del 16 luglio che con grande professionalità e chiarezza ha spiegato cosa serve per rendere il problema rifiuti risolvibile non solo per il nostro territorio, ma anche per la città di Napoli.
Anche io non ho condiviso, nel leggere l’articolo del collega Zanata, il modo in cui ha affrontato il tema dei rifiuti a Napoli.
Quello che in quell’rticolo mi aveva colpito molto da persona che conosce molto bene Napoli ed i napoletani essendo io nato a Roma, era stato quel assurda idea che si ha dello loro spirito e della loro mentalità.
Non hanno bisogno di nessuna carità, hanno semplicemente bisogno di uno stato fermo e forte che dia in primis una grande ripulita al fenomeno della camorra che li strangola e li uccide da decenni.
Non serve un nord che si apre alle loro richieste ed arriva li dicendo ” cari amici napoletani io vengo da voi dal nord in pace per risolvere a modo mio il problema dei vostri rifiuti “.
Penso onestamente che la ricetta della signora Poli sia alla gran lunga la migliore: creare le condizioni per uno sviluppo eco sostenibile del nostro Paese, puntando decisamente per la raccolta differenziata spinta, e se ci deve essere uno scambio, questo non deve essere di camion che fanno su e giù nelle strade con tonnellate di rifiuti, ma un semplice e ben più produttivo scambio di idee e conoscenze.
Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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Gentilini dimentica l’acqua

Dispiace vedere Giancarlo Gentilini fare marcia indietro e rinnegare sé stesso, le sue parole «I temi referendari sono materia per il Governo e il Parlamento, è assurdo quindi sprecare 300 milioni di euro per un referendum. Per me queste consultazioni dovrebbero essere fatte solo per quesiti epocali, come la pena di morte» suonano false visto che lui è uno degli oltre 1.400.000 firmatari del quesiti referendari sull’acqua, avendo firmato davanti a me l’anno scorso in Piazza san Vito.
Spero che possa trattarsi solo di una dimenticanza dovuta all’età, e non di un allineamento alle posizioni di Silvio Berlusconi.
Ricordo che fu Gentilini, a proposito delle ultime Elezioni Amministrative a lanciare un grido d’allarme per la perdita di consenso della Lega Nord nei confronti dell’elettorato, non pensa che sia con atteggiamenti da banderuola come quello che sta tenendo che si getta il discredito su sé stessi?
Abbia un po’ di coraggio caro Gentilini, e vada a votare. Confermi quello che mi ha detto, che la Legge che privatizza l’acqua è un “esproprio”, e voti conseguentemente, poi voti pure No al quesito sul nucleare, sappia però che così facendo dà una zappata sui piedi a tante industrie e tanti lavoratori della nostra terra che sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia stanno costruendo sana economia e ricchezza.
Infine, sui 300 milioni spesi deve solo ringraziare il Ministro Maroni, la Lega Nord e il PDL che hanno rifiutato di accorpare i referendum con le Amministrative, così da far risparmiare soldi pubblici, può sempre chiederne conto ora e dirgli di vergognarsi.
Stefano Dall’Agata
Resp. Comunicazione
Sinistra Ecologia Libertà Treviso

Acqua: firma anche Gentilini

Oggi alle 18.50 in Piazza San Vito a Treviso, presso il gazebo allestito da noi di Sinistra Ecologia Libertà per la raccolta di firme relativa ai referendum promossi dal FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA, il vice-Sindaco di Treviso Giancarlo … Leggi l’articolo completo →

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GENTILINI E MURARO ESEMPI DI AMORE PER IL PROSSIMO

Gentilini rivendica di fatto l’atto vandalico accaduto a Tezze e preannuncia una guerra civile.

Siamo stanchi di dichiarazioni al limite di una evidente auto-esaltazione di una immensa pericolosità.

Chi riveste un ruolo istituzionale ha l’obbligo di avere atteggiamenti civili e tolleranti.

Parlare di guerra civile o di scritte sui muri evocano ricordi di un terribile passato fatto di caccia al diverso . Cerchiamo di creare delle condizioni di serenità e di civiltà soprattutto con il clima che ormai si è generato in tutta la Provincia di Treviso nei confronti di esseri umani che stanno semplicemente fuggendo da una guerra .

Sappiamo che i trevigiano non sono come vengono dipinti dalle affermazioni di Gentilini e Muraro . Ciò non rende onore né a Treviso, né alla Marca né a tutti i cittadini, anzi si rappresenta un territorio in modo razzista e xenofobo che confina la Provincia di Treviso ai margini del paese.

Mistificare e seminare odio per il diverso è non solo incivile, ma contrario ad ogni valore di accoglienza propugnato da quella cristianità, di cui la Lega  si fa abusivamente portatrice.

Dare il proprio contributo per una emergenza umanitaria è segno di civiltà e rispetto non solo per il prossimo, ma per i cittadini tutti .

Non ingigantiamo un problema che ha visto arrivare solo 73 profughi, quindi 1 ogni circa 11 mila abitanti e le cui spese non ricadono sulle spalle dei trevigiani.

Anche ieri il mare ha inghiottito 270 persone tra cui molti bambini.

Rispettate chi sta scappando e  morendo in mare  per cercare salvezza ed una semplice accoglienza.

Restate Umani.

 

Luigi Amendola

Consigliere Provinciale Treviso

Sinistra Ecologia Libertà

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Il successo di Sinistra Ecologia Libertà fattore trainante del centrosinistra alle provinciali

Sinistra Ecologia Libertà manifesta soddisfazione e ringrazia gli elettori per il grande balzo in avanti elettorale registrato in queste elezioni.
Il successo di SEL spinge avanti tutto il centrosinistra e consente alla coalizione di portare a casa un risultato dignitoso. I dati numerici sono infatti inequivocabili: In provincia di Treviso SEL rispetto alle regionali dell'anno scorso sestuplica la percentuale, da 0,6 a 3,6 e quintuplica i voti, da 2.399 a 12.089 aumentando di 9.690.
Il PD aumenta lievemente da 70.754 a 71.654 (+ 900 voti), L'Italia dei Valori perde 5.316 voti (da 21.307 a 15.991). La lista dei Comunisti Italiani, “Sinistra Unita”, perde voti se raffrontata alla Federazione della Sinistra ma ne guadagna un po? se si somma ai voti ottenuti da Rifondazione Comunista, l’altra gamba della Federazione della Sinistra, che però alle provinciali correva da sola.
L’UDC perde voti rispetto alle regionali, pur con una lista “collettiva” registra un calo da 15.166 a 10.269 (- 4.897).
Ma è soprattutto la Lega a perdere voti. Rispetto alle ultime regionali la Lega (compresa la lista Razza Piave) perde 53.523 voti.
Il PDL e Forza Veneto perdono 5.241 voti. In totale 58.764 voti in meno tra Lega e Pdl. Che corrispondono ai voti in meno presi dal totale delle liste alle provinciali rispetto alle regionali scorse, che sono stati 57.516. Il segnale che arriva dalla Lega è dunque molto chiaro, e lo ha esplicitato Gentilini dicendo a Bossi che molti elettori leghisti sono rimasti a casa. Si apre una contraddizione che mina l’alleanza balorda che regge il Governo del Paese, come si è visto anche a Milano.

Il dato più rilevante nel centrosinistra è dunque certamente il grosso balzo in avanti della nostra lista. SEL registra un dato tra il 6 e il 7 per cento a Treviso, Vittorio Veneto, Asolo, Tarzo; è poco sotto il 6 a Castelfranco; sfiora l’8 a Mogliano Veneto e Revine Lago.
Nella città di Treviso, il PD perde 483 voti sulle regionali (da 8.586 a 8.103), e perde voti anche Italia dei Valori (da 3.169 a
2.110, - 1.059), Comunisti Italiani e Rifondazione aumentano
lievemente (da 631 della Federazione della Sinistra a 699 delle due liste alle provinciali, + 68). Sinistra Ecologia libertà invece in città quintuplica i voti, passa da 390 voti a 2001 con un aumento di 1.611 voti. Se oggi la coalizione di centrosinistra può dunque guardare con speranza alle prossime battaglie politiche cittadine a Treviso, lo si deve, secondo i freddi numeri, al dato eclatante della nostra lista.

Luca De Marco
Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

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DALL’AGATA e ATALMI ecco le prove sulle responsabilità della LEGA per il tracciato della Tangenziale

Dalle ricerche effettuate sul percorso di autorizzazione amministrativa della Media Struttura di Vendita Iper Lando emerge chiaramente una responsabilità oggettiva da parte dell’Amministrazione del Comune di Treviso, che ha concesso prima una nuova autorizzazione con accorpamento della licenze (n° 7508 del 19.02.98) e successivamente due autorizzazioni all’ampliamento della superficie di vendita prima a mq. 1776 e poi a mq. 2500.

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Il residence Sant’Anna, sopra il quale è previsto un sottopasso

Nell’approvazione delle autorizzazioni ci chiediamo che tipo di valutazione sia stata espressa dall’Amministrazione del Comune di Treviso rispetto allo “studio di impatto sulla viabilità”, e come si sia potuto in detta valutazione non rilevare che le autorizzazioni alla Media Superficie erano in contrasto con le previsioni urbanistiche che proprio nell’area in questione prevedevano il passaggio del Tracciato della Tangenziale di Treviso.

Crediamo che per i cittadini coinvolti possa essere ormai chiaro chi debbono ringraziare per un nuovo tracciato che passa a ridosso, se non sopra le loro case, in primis le due persone che ricoprivano la carica pro-tempore di Sindaco del Comune di Treviso nelle date citate: Giancarlo Gentilini e Giampaolo Gobbo. E conseguentemente il loro partito, la Lega Nord, che esprimeva nello stesso periodo i Presidenti di Provincia Luca Zaia e Leonardo Muraro, che avevano al responsabilità di seguire un corretto coordinamento sugli interventi nella viabilità del territorio della Provincia.

Sottolineiamo che riteniamo inaccettabili, da questi ultimi, scuse che si rifanno ad una mancanza di competenze dirette da parte dell’Ente Provincia sulla strada in questione, e questo sia perché è stato sotto agli occhi di tutti l’interventismo a tutto campo di Zaia e Muraro su tutte le questioni viabilistiche, sia perché la posizione poi raggiunta da parte di Zaia di Vice-Presidente della Regione Veneto, che la Vice-Presidenza di Veneto Strade da parte di Muraro danno a loro e al loro partito responsabilità politiche da cui non possono tirarsi indietro.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia Libertà

Consigliere Provincia di Treviso

Nicola Atalmi – Sinistra Trevigiana

Consigliere Comune di Treviso

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