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Accogliamoli a casa nostra

Venerdì 11 settembre a Lido di Venezia alle 17,00. La Federazione SEL di Treviso aderisce alla manifestazione.

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L’appello

E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace.
Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Venerdì 11 settembre lanciamo da Venezia la Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi. In centinaia cammineremo scalzi fino al cuore della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Ma invitiamo tutti ad organizzarne in altre città d’Italia e d’Europa.

Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

L’appuntamento è Venerdì 11 settembre alle 17.00 a Lido S.M.Elisabetta.

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Primi firmatari

Lucia Annunziata
Don Vinicio Albanesi
Gianfranco Bettin
Marco Bellocchio
Don Albino Bizzotto
Elio Germano
Gad Lerner
Giulio Marcon
Valerio Mastrandrea
Grazia Naletto
Giusi Nicolini
Marco Paolini
Costanza Quatriglio
Roberto Saviano
Andrea Segre
Toni Servillo
Sergio Staino
Jasmine Trinca
Daniele Vicari
Don Armando Zappolini (CNCA)
Mauro Biani, vignettista de il Manifesto
Fiorella Mannoia
Frankie Hi Nrg
Maso Notarianni
Ascanio Celestini
Amnesty International Italia
CGIL Nazionale
Emergency
Arci
Acli
Terres des Hommes
Mani Tese
Medici Senza Frontiere

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Aiutiamoli a casa nostra

Quando alla fine di ago­sto abbiamo pen­sato di orga­niz­zare, in soli­da­rietà con i migranti, la «mar­cia delle donne e degli uomini scalzi» a Vene­zia, non pen­sa­vamo che in pochi giorni avreb­bero ade­rito più di 300 orga­niz­za­zioni e 1500 per­so­na­lità e che si sareb­bero orga­niz­zate l’11 set­tem­bre — in con­tem­po­ra­nea a Vene­zia — mani­fe­sta­zioni in altre 61 città ita­liane (per info:http://​don​neuo​mi​ni​scalzi​.blog​spot​.it/​p​/​l​i​s​t​a​-​g​e​n​e​r​a​l​e​.​h​tml).

Ci ha spinto un’urgenza poli­tica ed etica di fronte alla strage di cen­ti­naia di migranti in mare, all’inazione dell’Italia e dell’Europa e ai muri e ai fili spi­nati che si erge­vano nel nostro con­ti­nente per impe­dire a migliaia di pro­fu­ghi di tro­vare asilo e pro­te­zione nei nostri paesi. La rispo­sta è stata straordinaria.

L’11 set­tem­bre decine di migliaia di per­sone mani­fe­ste­ranno in tutta Ita­lia per dire no ai muri e alla For­tezza Europa, per dire che ci vogliono dei cor­ri­doi uma­ni­tari, che vanno chiusi i cen­tri di deten­zione, che serve una orga­nica nor­ma­tiva euro­pea sul diritto di asilo, che va supe­rato il rego­la­mento di Dublino. Ci saranno mani­fe­sta­zioni anche a Parigi e a Lipsia.

Sotto l’onda dell’emozione dei morti e della mar­cia dei pro­fu­ghi siriani sull’autostrada unghe­rese, qual­cosa nel frat­tempo si è mosso. La Ger­ma­nia ha costretto gli altri paesi all’apertura delle fron­tiere e ha accolto i pro­fu­ghi siriani, si è dato vita ad un (limi­tato) piano di acco­glienza euro­peo, si va nella dire­zione di una poli­tica uni­ta­ria in mate­ria di asilo. Ma ci sono molti «ma».

La Mer­kel, pur dichia­rando posi­ti­va­mente che non c’è alcun limite ad acco­gliere a chi scappa dalle guerre, ha detto ad Orbán che l’apertura delle fron­tiere è stata e sarà «una tan­tum» ed il pre­mier unghe­rese ha ripreso a costruire il muro ai con­fini della Ser­bia. Volano, poi, «venti di guerra»: dalla Gran Bre­ta­gna alla Fran­cia, si rico­min­cia a par­lare di raid aerei in Siria. Così non si fer­merà l’Isis, ma si ali­men­te­ranno nuovi flussi di dispe­rati. Per i pro­fu­ghi che arri­vano dal mare, poi, niente di nuovo. Si con­ti­nua con Tri­ton, men­tre ser­vi­rebbe una vera e pro­pria mis­sione di soc­corso di chi si imbarca per arri­vare da noi.

E Renzi, qui in Ita­lia, dovrebbe fare qual­cosa di più delle sue roboanti dichia­ra­zioni: dovrebbe chiu­dere i cen­tri di deten­zione, rifare una Mare Nostrum sola­mente uma­ni­ta­ria, intro­durre il diritto di voto alle ele­zioni ammi­ni­stra­tive per i migranti resi­denti, met­tere in campo un piano straor­di­na­rio e strut­tu­rale per l’accoglienza di 500mila pro­fu­ghi nei pros­simi due anni, senza se e senza ma.

È tri­ste dare ragione al Pen­ta­gono: ma si tratta di un’emergenza almeno ven­ten­nale. Forse più. E non solo per le guerre, la vio­la­zione dei diritti umani e la povertà. Nei pros­simi anni ver­ranno al pet­tine i nodi dei cam­bia­menti cli­ma­tici: milioni di pro­fu­ghi si met­te­ranno in mar­cia per sfug­gire alla sic­cità e alla deser­ti­fi­ca­zione di una parte sem­pre più grande dell’Africa.

Tutti motivi per met­terci in mar­cia a piedi scalzi anche noi venerdì pros­simo e per non fer­marci nem­meno dopo. Altro che «aiu­tia­moli a casa loro». Ora, si tratta di aiu­tarli a casa nostra o, meglio, di aiu­tarci tutti insieme su que­sta terra, che è di tutti.

Giulio Marcon, Andrea Segre

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Incontro sabato 14 con Giulio Marcon a Conegliano

Sinistra Ecologia Libertà, circolo di Conegliano, organizza per sabato 14 Marzo l’incontro pubblico “Europa e Italia. Un marcon-a-cone-espicitdiverso sviluppo economico è possibile”. Relatori per l’evento saranno Giulio Marcon, deputato SEL, e Gianluigi Salvador, membro del Movimento per la Decrescita Felice.

Giulio Marcon è membro della Commissione Bilancio della Camera, da anni attivo nel mondo del volontariato e del pacifismo, è stato tra i promotori della campagna Sbilanciamoci!, che riunisce decine di associazioni del terzo settore e che ha proposto progetti alternativi su cui poter investire le risorse pubbliche, sia per quanto riguarda l’economia italiana attraverso il progetto “Sbilanciamo l’Italia”, sia per quanto riguarda quella europea attraverso il progetto “Sbilanciamo l’Europa”. Da anni la campagna Sbilanciamoci! produce una “controfinanziaria” per dimostrare come sia possibile praticare in concreto un’altra strada.

Gianluigi Salvador è esperto di riconversione ecologica e uno dei membri fondatori a livello nazionale del Movimento per la Decrescita Felice, che propone soluzioni alternative a quelle proposte dai modelli del consumismo anche partendo dalle singole scelte personali, volgendo una particolare attenzione al riuso degli oggetti a nostra disposizione ed evitando un consumo incontrollato delle risorse naturali dei nostri territori.
Nel corso dell’incontro i relatori offriranno una panoramica di come effettivamente sia possibile investire tempo e denaro pubblico su un tipo di economia non solo più giusta ed equa, ma anche più sostenibile, sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale. È infatti indubbio che i dati che ci arrivano sia per quanto riguarda la nostra società italiana sia per quanto riguarda l’ecologia non siano rassicuranti.

Nonostante una crisi economica internazionale che ha portato sul lastrico un paese intero come la Grecia e ha impoverito anche in Italia milioni di persone, molti riescono ad aumentare la propria ricchezza beneficiando della debolezza circostante. Secondo i dati OCSE, infatti, se tra il 2008 e il 2011 in Italia le famiglie della classe media e bassa hanno perso in media l’1,5% di reddito l’anno, non così è stato per le fasce più ricche, costringendo l’organizzazione stessa a lanciare l’allarme e richiedere una retribuzione della ricchezza. A livello politico, l’obbligo autoimposto del pareggio di bilancio ed il relativo Patto di Stabilità non fanno che aggravare la situazione, spingendo governi impauriti ed inesperti verso riforme che non tengono conto dell’attuale situazione in cui versa il paese, investimenti volti a favorire solo i soliti pochi, bonus propagandistici immediati preferiti a provvedimenti di rafforzamento della struttura economica e sociale, servilismo nei confronti di finanza, Confindustria e speculazione. La dimostrazione del fallimento di questo modello di sviluppo ha la sua controparte anche dal punto di vista ecologico; infatti, secondo i dati del Global Footprint Network, l’“Overshoot day”, ovvero il giorno dell’anno nel quale si esauriscono le risorse rinnovabili autoprodotte dal pianeta e si comincia ad inquinare e depauperare per sempre le risorse naturali, nel 2014 è caduto il 20 agosto, dimostrando un ulteriore aggravamento del nostro “debito ecologico” nei confronti del nostro pianeta.

Mai come ora è necessario volgere lo sguardo verso un altro tipo di sviluppo economico, che riesca a controbilanciare gli effetti negativi della crisi e a sfruttare il grido di dolore della collettività e del pianeta come l’occasione a lungo attesa per risanare l’economia, creare nuovi posti di lavoro e consentire una migliore giustizia sociale che offra a tutti le stesse possibilità.

La cittadinanza è invitata

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SEL con Giulio Marcon al presidio dei lavoratori Electrolux a Susegana

Una delegazione di Sinistra Ecologia Libertà, composta dal deputato di collegio Giulio Marcon, il coordinatore provinciale Luca De Marco, il capogruppo in consiglio provinciale Luigi Amendola e in consiglio comunale a Treviso Said Chaibi, e compagne e compagni del circolo di Conegliano e del provinciale, ha portato sabato pomeriggio la propriaImmagineImmagine

solidarietà ai lavoratori in lotta della Electrolux presso il presidio fisso davanti all’ingresso dello stabilimento di Susegana.
Augustin Breda, della RSU, ha illustrato ai convenuti la situazione della trattativa e le questioni in gioco. Nei prossimi giorni i lavoratori in assemblea decideranno in merito alla prosecuzione e alla forme della mobilitazione, in rapporto agli ultimi sviluppi della vicenda.
Il deputato Marcon ha assicurato l’impegno del gruppo parlamentare a sostegno della difesa dei diritti del lavoro, a fronte di una vertenza che rischia di rappresentare un salto di paradigma nel quale di svalorizza il lavoro e si intacca una barriera finora invalicata come quella della drastica riduzione della retribuzione netta dei lavoratori in cambio della permanenza delle produzioni in Italia. La lettera di intenti di Electrolux, che si chiude con una forma ricattatoria rispetto alla lotta in atto, non rappresenta ancora la soluzione della vertenza. I deputati di SEL si adopereranno per allargare il fronte di sostegno e coinvolgere il maggior numero di parlamentari, anche delle altre forze politiche sensibili alla questione, per organizzare una presenza massiccia nei prossimi giorni a fianco dei lavoratori.
Luca De Marco ha assicurato il sostegno della Federazione provinciale e dei circoli territoriali di SEL ai lavoratori in lotta, e ha consegnato un contributo economico per le spese del presidio frutto di una colletta tra i membri dell’Assemblea provinciale di SEL.
Quasi nelle stesse ore, la deputata di SEL Serena Pellegrino portava la propria solidarietà al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux di Porcia.

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L’assemblea provinciale di SEL Treviso a fianco dei lavoratori Electrolux

L’Assemblea Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, riunitasi il 4 febbraio a Treviso, ha provveduto alla elezione del coordinamento provinciale, il gruppo esecutivo che affiancherà il coordinatore Luca De Marco, eletto alla precedente riunione dell’Assemblea. I membri del nuovo coordinamento sono: Luigi Amendola, Marco Baldo, Gianni Ballan, Alessia Grassigli, Marco Pedretti.

L’Assemblea ha deciso di sostenere la lotta dei lavoratori Electrolux, anche attraverso una presenza di solidarietà al presidio di fronte alla fabbrica e una sottoscrizione dei membri dell’Assemblea per contribuire a sostenere le spese dei lavoratori. Tra i presenti sono stati raccolti 200 euro che verranno consegnati domani al presidio di Susegana, dove sarà presente il deputato di SEL Giulio Marcon.

L’Assemblea ha inteso esprimere solidarietà alla Presidente della Camera Boldrini, oggetto di una indecorosa campagna di insulti sessisti insopportabili, segno di uno scadimento pesante della lotta politica ridotta a insulto e offesa alla persona anziché a battaglia di idee.

 L’Assemblea, infine, di fronte alla situazione di estrema debolezza del territorio che ancora una volta il Veneto rivela di fronte alla stagione delle piogge, prende atto con piacere delle parole del governatore Zaia riguardo a quello che egli chiama un “piano Marshall” per il territorio. Sel, che da tempo chiede un piano verde per il lavoro, che faccia della difesa e della messa in sicurezza del territorio uno degli elementi di tutela del paesaggio e dell’ambiente, di sicurezza dei cittadini, e un elemento di lotta alla disoccupazione e alla depressione economica, ritiene che i problemi di finanziamento degli investimenti possano trovare una soluzione attraverso la rinuncia agli investimenti miliardari in sistemi d’arma, a partire dai famigerati e poco raccomandabili cacciabombardieri F-35, e l’utilizzo di quelle risorse per avviare finalmente la più urgente grande opera pubblica della quale abbiamo bisogno, la messa in sicurezza del nostro sempre più fragile territorio.

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SEL sostiene la lotta dei lavoratori della Berco

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La rottura delle trattative sui licenziamenti alla Berco da parte della ThyssenKrupp, la multinazionale proprietaria degli stabilimenti della Berco spa, è un atto grave e un affronto nei confronti del Governo italiano, oltre che dei lavoratori.

Bene fanno i sindacati e i lavoratori a insistere nella protesta e nella proposta, e altrettanto faccia il Governo, affinché gli atteggiamenti arroganti non vengano premiati.

Sinistra Ecologia Libertà è al fianco dei lavoratori in questa drammatica lotta per il posto di lavoro. Nell’ultima seduta, il 22 luglio, il Consiglio Provinciale ha approvato, su proposta del nostro gruppo, un ordine del giorno che dichiara il sostegno della Provincia alla lotta dei lavoratori e impegna la Giunta Provinciale a chiedere il coinvolgimento dell’Ente nella vertenza. Chiediamo perciò alla Provincia di farsi parte attiva e di mobilitarsi in questa direzione-

Interrogazioni parlamentari sono state presentate in proposito dai nostri parlamentari, e di recente il deputato di SEL del nostro collegio, Giulio Marcon, ha incontrato a Castelfranco lo scorso 5 luglio una rappresentanza dei lavoratori per valutare tutte le forme di sostegno e di pressioni possibili per uno sblocco positivo della situazione.

I lavoratori della Berco con la loro lotta difendono non solo se stessi e le loro famiglie ma anche la nostra economia, e la dignità del lavoro e del nostro paese a fronte di atteggiamenti inaccettabili da parte di una multinazionale che qualche motivo di debito nei confronti dell’Italia continua ad averlo.
 
Luca De Marco
coord. prov. SEL

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Giulio Marcon e Giovanni Paglia su situazione Berco

SEL lungo Vendola

I parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà Giulio Marcon e Giovanni Paglia,eletti in Veneto ed Emilia, dove insistono i principali stabilimenti di Berco spa, intervengono in seguito alle ultime dichiarazioni della Thyssen-Krupp che ribadiscono la linea dura contro i lavoratori:

“Berco conferma le 611 lettere di mobilità, rifiuta qualsiasi ipotesi di confronto sulle proprie strategie aziendali e nega qualsiasi ruolo a Governo e istituzioni territoriali nella ricerca e individuazione di soluzioni positive.
Lo fa a partire dall’assenza evidente di qualsiasi piano industriale e dalla volontà della proprietà Thyssen-Krupp di cedere l’azienda al miglior offerente, per ragioni esclusive di strategia finanziaria.
Avevamo già chiesto con un’interrogazione al ministro dello sviluppo economico cosa intendesse far per impedire il ridimensionamento di una realtà produttiva che appartiene alla storia e al presente del nostro paese, con bilanci in attivo e una solida proiezione sui mercati esteri.
Oggi ripetiamo la domanda, aggiungendo che un governo che abbia a cuore la sua credibilità e l’interesse del paese non può permettersi di essere marginalizzato da scelte che riguardano la vita di migliaia di famiglie e il ruolo industriale dell’Italia.
La deindustrializzazione passa infatti anche per la possibilità data alle multinazionali di acquisire stabilimenti per poi cederli alle loro condizioni e senza tenere in alcuna considerazione l’effetto sull’economia locale e sulla perdita di capacità produttiva immediata e di prospettiva del paese.
Per questo oggi i lavoratori difendono il loro posto di lavoro, ma soprattutto il futuro della nostra economia.
Noi siamo con loro e su questa vicenda incalzeremo ogni giorno il Governo, perché si ricordi che ogni discorso alla creazione di posti di lavoro é retorica vuota, se non si é nemmeno in grado di difendere quelli che ci sono.”
Giulio Marcon
Giovanni Paglia

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Le Cose Giuste

LA FEDERAZIONE PROVINCIALE TREVIGIANA DI SEL INVITA AD UN INCONTRO PUBBLICO CON IL DEPUTATO GIULIO MARCON

A causa di impegni parlamentari l’incontro è rinviato a Giovedì 23 maggio stesso orario e luogo

TREVISO
Martedì 21 MAGGIO ore 20,45
HOTEL AL FOGHER, VIALE DELLA REPUBBLICA 10

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L’iniziativa sarà l’occasione per fare il punto sui primi travagliati mesi di legislatura e sulle proposte di Sinistra Ecologia Libertà per far uscire il paese dalla crisi e produrre quel cambiamento che continua ad essere necessario. Abbiamo fatto la cosa giusta restando fedeli allo spirito del centrosinistra, in Parlamento proporremo le cose giuste senza subire gli stati di necessità imposti.

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Cento piazze per cambiare rotta

guerillagLa politica italiana sta cambiando pelle, e non è un bello spettacolo. Le consultazioni Bersani-Cinque Stelle trasmesse in diretta con contorno di insulti; il blog di Beppe Grillo passato al setaccio come facevano i “cremlinologi” ai tempi di Breznev per indovinare le prossime mosse del “capo”; le eterne lotte intestine nel Pd; perfino – una settimana fa – la piazza di Silvio Berlusconi con i figuranti a pagamento. E ora il Presidente Giorgio Napolitano che consulta i partiti in prima persona, per un governo fatto su misura non della volontà degli elettori, ma del suo personale progetto di impossibili (e insensate) “larghe intese”.

Dal voto a oggi, lo spazio della politica è stato occupato da una rappresentazione del “cambiamento”, del “mandiamoli a casa”, che lascia tutto come prima, mostra un paese paralizzato, ridà spazio a Berlusconi. Non è questo quanto ci si aspettava dal – pur incerto – risultato elettorale.  In questo mese trascorso dopo il voto per una parte significativa del mondo della rappresentanza politica la crisi è dimenticata e passata in secondo piano, la disoccupazione nascosta sotto il tappeto, i conti in rosso di imprese e banche ridotti a un dettaglio, l’emergenza ambientale trasformata in cronaca.

Ancora peggio avviene per i soggetti sociali. I lavoratori e il sindacato sono scomparsi – silenziosamente – insieme ai posti di lavoro. Movimenti e proteste sono ricacciati nel sottosuolo, perfino il grande corteo in Val Susa contro la Tav di sabato scorso non lascia traccia su gran parte della politica. La società civile è buona solo quando serve a legittimare i sussulti del palazzo. Del tutto cancellati anche i milioni di elettori del centro sinistra che l’ultima occasione per manifestarsi l’hanno avuta alle primarie del novembre scorso.

E’ un silenzio assordante, intollerabile. E’ incomprensibile che il centro sinistra lasci le piazze a Grillo e a Berlusconi. E’ stupefacente che il sindacato non si faccia sentire. E’ inaccettabile che la politica sia ridotta ad affare di palazzo o commento sul web, degenerazioni simmetriche che si alimentano l’un l’altra e azzerano la partecipazione. E’ il momento di ridare spazio e visibilità politica alla voglia di cambiamento che c’è nel paese, anche in molti che hanno dato il loro voto ai Cinque Stelle. E’ il momento di ridare forza ad una mobilitazione diffusa della politica con un richiamo, forte, alla partecipazione di tutti: un ritrovarsi insieme di centro sinistra, movimenti e sindacato, all’insegna di un “Cambio di rotta”.

Sul piano politico, si tratta di accogliere il messaggio di cambiamento venuto dalle elezioni, con un’iniziativa dell’alleanza sociale che può ricomporre un paese frammentato dalla crisi e diviso dal privilegio. Sul piano dei contenuti, l’iniziativa per il “Cambio di rotta” può individuare alcuni interventi immediati: rilancio del’economia, produzioni sostenibili, tutela del lavoro e reddito minimo, taglio delle spese militari, cittadinanza agli immigrati.

“Cambio di rotta” è un’iniziativa che potrebbe nascere in cento città e coinvolgere le forze politiche del centro sinistra, la Fiom, la Cgil, campagne come Sbilanciamoci! e quella per l’acqua pubblica, movimenti e associazioni per l’ambiente, la pace, i diritti, la legalità, la giustizia. Potrebbe occupare – presto – una grande piazza di Roma, o molte piazze d’Italia. Può essere il contrappeso sociale del progetto di “larghe intese” che nasce al Quirinale e dell’atomizzazione del consenso organizzata dai Cinque Stelle. Vogliamo provarci?

Giulio Marcon

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Elezioni, in Veneto grazie SEL

Alessandro ZanSono stato eletto alla Camera. Ringrazio di cuore tutte le persone che sin dalle primarie mi hanno sostenuto e incoraggiato. A causa di questa legge elettorale vi è purtroppo una paralisi al Senato senza nessuna maggioranza. Credo che i tanti problemi di questo paese debbano essere affrontati con grande senso di responsabilità. Da parte mia ci sarà sempre la disponibilità a discutere sui contenuti e a sostenere tutti quegli interventi utili alla ripresa del Paese e al benessere dei cittadini, senza pregiudizio alcuno. Grazie ancora a tutte e a tutti.
Alessandro Zan
Giulio MarconCar@ tutt@un grazie sincero a tutti per la campagna elettorale e per lo straordinario lavoro che è stato fatto in condizioni
estremamente difficili.

C’è stata una mobilitazione generosa e attenta, frutto di passione e dedizione: con uno spirito costruttivo e unitario si sono messe in moto tante energie e disponibilità che saranno preziose anche per il futuro.

I dati nazionali li conosciamo tutti, ma va sottolineato l’importante risultato raggiunto nel nostro collegio e la possibilità di avere rappresentanza in Parlamento: si tratta di una condizione importante per rilanciare la
presenza sul territorio e allargare ancora di più la nostra azione costruendo uno spazio politico ancora di più plurale ed inclusivo.

Ringrazio veramente tutt@ per avermi accolto in modo così bello e per avermi dato la possibilità di integrarmi da subito nelle iniziative e nella mobilitazione di un campagna così complicata. Ho conosciuto tante belle persone, il cui ricordo mi accompagna costantemente in questi giorni dopo un mese di permanenza nel Veneto.

Ce la metterò tutta e sfrutterò ogni possibilità per tornare e stare nella regione: per garantire una continuità della relazione con SEL e con il territorio e per portare a Roma i temi, le proposte, le iniziative che riterremo di dover assumere.

Non ho tutti gli indirizzi mail. Mi scuso in anticipo con chi non compare in questo indirizzario e vi prego di girare questo messaggio a chi non è incluso o a chi ritenete opportuno far arrivare la mia mail.

Ancora grazie e a presto,

Giulio Marcon

Pape Diaw - Firenze (Florence, Italy)Vorrei ringraziare tutt* coloro che mi hanno sostenuto, un grazie particolare ai Veneti, che mi hanno accolto, guidato, e sostenuto ho imparato molte cose durante questa esperienza, ho perso le elezioni, ma ho guadagnato tante amicizie. Il popolo ha scelto, serve silenzio per comprendere.
Ritorno a fare quello che ho sempre fatto, la difesa dei più deboli.
grazie ancora a tutt*
Pape Diaw

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SEL Veneto in parlamento

Il risultato del voto è insoddisfacente per il centrosinistra, il quadro politico nazionale è a dir poco complicato, le prospettive del paese preoccupanti. C’è comunque in questo quadro un fatto per noi positivo, ed è che Sinistra Ecologia Libertà del Veneto avrà per la prima volta dei rappresentanti in Parlamento. Risultano infatti eletti alla Camera dei Deputati Alessandro Zan (collegio Veneto 1) e Giulio Marcon (Veneto2). Abbiamo la soddisfazione di mandare in Parlamento due persone di qualità, persone per bene e competenti. Che daranno un buon contributo alla qualità del prossimo Parlamento e sapranno portare avanti le nostre battaglie di civiltà.

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