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FAMILY GAY

Le posizioni di Gobbo, così come quelle di Giovanardi, sulla pubblicità dell’IKEA e sull’omosessualità in genere, sono terrificanti. Sono indignato ed offeso. Quelle di Gobbo, in particolare, sono dichiarazioni violente, che nella loro violenza covano un’omofobia patologica. La stessa omofobia, latente, che da un buon politico, andrebbe smorzata e non coltivata ed utilizzata a scopi retorico/promozionali. Un sindaco deve essere il rappresentante di tutti. Non solo degli omofobi. Io non sono omofobo. Le persone che amo non sono omofobe.
Quanto alla questione del “decoro”, secondo la quale per Gobbo due persone dello stesso sesso non si possono baciare in pubblico, allora mi chiedo che decoro possano avere certi manifesti leghisti che dal titolo sobrio di “RAZZA PIAVE”, oppure altri in cui veniva raffigurato un bel barcone carico di disperati con la scritta “ABBIAMO FERMATO L’INVASIONE”. E’ questo il suo decoro caro sindaco?
Io, per esempio, da quei manifesti che le appartengono, mi sento offeso , mi fanno vomitare. Trattengo la bile ogni volta che li vedo. Come la mettiamo? Non sono forse libero di non sentirmi offeso? Eppure devo sopportare quotidianamente i cartelli leghisti carichi di odio. Devo sopportare i politici leghisti e di destra che da anni costruiscono un clima di odio. Odio fine al consenso.
Questa cultura e questa retorica non mi appartiene. L’amore tra due persone, indipendentemente dal genere o dal sesso, quello si. Quello mi appartiene. E’ mio. E lo difenderò sempre e comunque contro tutti quelli come lei. Che mi costringono a vivere in un’atmosfera ed in una cultura che non mi appartiene, e che non voglio contamini le persone che amo. Voi giocate con l’odio, perché è facile. Siete liberi di odiare. Ed io sono libero di farvi notare che il vostro odio mi disgusta.
E’ davvero meschino fare una campagna elettorale continua basata sulla discriminazione e sulla paura dell’altro. Treviso e la sua provincia meritano davvero di meglio. E ci sarebbe davvero tanto di meglio da fare.

Davide Buldrini

SEL Treviso

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lega arraffona

Lettera aperta al Sindaco di Treviso On. Gianpaolo Gobbo sul tiro mancino degli spazi elettorali dati alla Lega

Egregio Signor Sindaco,

la sua Giunta ha deliberato lunedì scorso l’assegnazione degli spazi per le affissioni elettorali ai gruppi ed associazioni che ne avevano fatto richiesta, la cosiddetta “propaganda indiretta”. Come capita oramai da tempo in occasione di tutte le elezioni, il Comune di Treviso si comporta in maniera difforme da tutti gli altri 94 comuni della Provincia e, riteniamo, dalla quasi totalità dei comuni italiani. Gli altri comuni infatti, anche quelli amministrati dal suo partito, utilizzano un criterio proporzionale, cioè in base al numero e all’ordine delle richieste pervenute assegnano uno o più spazi ad ogni lista per la quale siano arrivate richieste. La sua Giunta, invece, attribuisce una quantità spropositata di spazi alle associazioni vicine alla Lega, e agli altri assegna il minimo degli spazi, senza curarsi di mettere insieme gruppi che sostengono liste diverse, dunque attribuendo uno stesso spazio per affiggere manifesti a cinque liste diverse. Se alla associazione “Padambiente”, infatti, avete riservato uno spazio tutto suo,  lo stesso  spazio viene dato a 12 associazioni che hanno richiesto spazi in appoggio a Idv, PD, SeL-PSI, FdS e  Democrazia Cattolica. Certo vi sarete divertiti un mondo a fare i birichini e a creare confusione in casa altrui, e avrete goduto di gioia nel dare uno spazio elettorale tutto per loro ai “musicisti padani” in condominio con gli “orsetti padani”, e un altro ai “collezionisti padani” assieme alle “donne padane”. In totale le cinque simpatiche associazioni “padane” sopra nominate avranno lo stesso spazio di tutte le 26 richieste di area centrosinistra. Con quale criterio sia stata fatta la ripartizione è inutile chiederlo, semplicemente sono amici vostri. E poi ci sono tutti gli spazi attribuiti  ai cattolici padani, agli alpini padani, ai liberi escursionisti padani  e via enumerando, in quell’orgia di declinazioni padane che Lei conosce molto bene. Non occorre che illustri oltre lo scempio di equità da voi operato, perché certamente ne siete più che consapevoli e probabilmente orgogliosi.

A noi, invece, rattrista e preoccupa questo vostro spregio delle regole e delle norme, il cui unico scopo, se permette alquanto meschino e avvilente, è quello di poter occupare con i manifesti della Lega la stragrande maggioranza degli spazi d’affissione regolamentati per la campagna elettorale. Evidentemente non paghi del profluvio propagandistico pre-campagna elettorale che i vostri ingenti mezzi vi hanno consentito, né della possibilità, alquanto discutibile, di utilizzare da parte del vostro candidato presidente il ruolo di ministro per farsi la campagna elettorale, né dell’utilizzo di una rivista pagata con soldi pubblici per diffondere nelle case dei veneti un servizio fotografico su Luca Zaia, avete anche bisogno di questi mezzucci, del tutto indegni di un comune capoluogo di Provincia come Treviso ?

Non ci speriamo molto, ma noi con la presente la invitiamo ad un sussulto di senso delle istituzioni  e del ruolo che ricopre. Lei sa benissimo che una amministrazione pubblica ha l’obbligo di motivare ogni sua scelta con criteri oggettivi, trasparenti e legati all’interesse pubblico, e che la scelta da voi fatta risponde a criteri faziosi, oscuri e legati al vostro interesse privato. Ritiri la delibera orribile dell’altro giorno e proceda come ogni altra amministrazione comunale ad una distribuzione giusta degli spazi.

Cordialmente

Luca De Marco,  coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

AMMIRA QUI LA RIPARTIZIONE DEGLI SPAZI D’AFFISSIONE IN SALSA PADANA:

spazi indiretta provinciale.pdf

spazi indiretta regionale.pdf

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