Archivi tag: lega

Lega: basta indulgenza e basta CoNord

Bossi era la casta, oggi la si smetta con l’indulgenza verso la Lega, e basta dare soldi alla CoNord

 

Di quello che sta emergendo in casa leghista non siamo certo stupiti, nel nostro piccolo, è da un po’ di tempo che stiamo cercando di attirare l’attenzione sulla disinvoltura con la quale i leghisti maneggiano il denaro pubblico.

Il dato che non viene abbastanza sottolineato in queste ore è la estrema sottovalutazione e accondiscendenza con la quale siano stati trattati gli esponenti della Lega e Bossi in particolare.

Umberto Bossi è stato indubbiamente il maggior rappresentante di quella che si usa chiamare “casta”. Ne ha incarnato tutti i peggiori difetti, dal ritenersi al di sopra delle leggi, alla irrisione nei confronti dei giudici e degli onesti, al nepotismo a favore dei familiari, all’accumulo di ricchezza.

Non c’è niente, in tutta la storia umana e politica di Bossi, che faccia riferimento a doti quali l’onestà, la trasparenza, la rettitudine. La Lega ha sempre cercato di fare affari, spesso fallimentari come la banca o il villaggio vacanze in Croazia, ha incassato tangenti da Enimont, ed è stato perciò condannato il Bossi a 8 mesi, ha sostenuto fino all’ultimo l’ex governatore della Banca d’Italia Fazio perché il famigerato suo sodale Fiorani gli salvasse la loro banca, ha votato tutte le leggi ad personam a favore di Berlusconi, si è alleata nelle politiche del 2006 con il movimento di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, che chiedeva la realizzazione del ponte sullo stretto e agevolazioni fiscali per il Sud. La Lega ha fatto produrre con i soldi pubblici della Rai film ideologici sulle proprie fantasie medievali, da Barbarossa a Marco d’Aviano. La Lega dove prende il potere instaura un regime dove tutto controlla e tutto comanda. Il vero punto di domanda è allora perché finora sia stato possibile un andazzo del genere.

Perlomeno oggi, che le cose stanno emergendo, si smetta di chiudere gli occhi, e di nascondere le notizie scomode riguardanti la Lega.

Dalle nostre parti, alcune procure troppo pigre e giornali troppo timorosi hanno consolidato un clima plumbeo e da regime che ha consentito il consolidarsi del sistema di potere leghista. Da oggi questa subalternità deve finire.

Per prima cosa chiederemo che la Provincia la smetta di far affluire ogni anno 25.000 euro dalle proprie casse alla sede provinciale della Lega Nord, dove avrebbe sede la Confederazione degli enti locali del Nord, carrozzone leghista utile a drenare soldi pubblici con la scusa di rappresentare gli enti locali.

L’avevamo sempre chiesto inutilmente con nostri emendamenti in occasione degli scorsi bilanci, e oggi ci parrebbe fuori dal mondo che in occasione del prossimo bilancio preventivo si voglia ancora

persistere in questo obbrobrio.

Luca De Marco

coordinatore provinciale

Luigi Amendola

consigliere provinciale

Sinistra Ecologia Libertà

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in etica

Eravate alleati di Berlusconi, e non lo sapevate. E neanche lui

Oggi leggere l’editoriale di Enrico Pucci su “la Tribuna di Treviso” contro Sinistra Ecologia Libertà ci ha aperto gli occhi. Sostiene infatti Pucci che, per non aver votato contro il documento nazionale dell’Unione delle Provincie Italiane, redatto da amministratori del PD, del PDL, della Lega, noi di SEL e l’UDC siamo entrati in maggioranza in Provincia con la Lega, anzi in una “coalizione di governo”. Il ragionamento è tranchant:

“i fatti, a Treviso, ci dicono che in Provincia da ieri è nata una nuova maggioranza Lega-Sel con la benevola astensione dell’Udc e con uno o due pontieri gaviani del Pdl. Infatti, domando, per connotare una coalizione di governo, è più indicativo il voto sul destino dell’ente amministrato o quello sull’azienda unica dei trasporti ?”

Pucci ci ha convinto. Noi abbiamo contestato, contrastato, disprezzato con tutte le nostre forze il Governo Berlusconi. Però non abbiamo mai contestato il fatto che debba esistere il Governo della Repubblica Italiana. Ce l’avessero chiesto, avremmo probabilmente votato a favore dell’esistenza dell’istituzione Governo. E sicuramente avremmo votato contro, se ci avessero proposto di far nominare il Parlamento Italiano dai consigli comunali e di eliminare le elezioni politiche. Dunque, concludiamo con Pucci, se è “più indicativo il voto sul destino dell’ente amministrato” che quello sui provvedimenti e sulle scelte di chi amministra quell’ente, siamo stati alleati di Berlusconi e non lo sapevamo. Che importa se abbiamo contestato le leggi ad personam, la politica estera filo dittatori, la politica economica, i tagli di Tremonti, la scelta del nucleare, la privatizzazione dell’acqua, la moralità pubblica stracciata. Noi eravamo d’accordo sull’esistenza dell’Ente Governo, addirittura sull’esistenza del Parlamento: insomma, una alleanza a prova di bomba ! E anche Di Pietro e il PD: pensavano di essere all’opposizione di Berlusconi ? che granchio! Meno male che adesso si è fatta chiarezza. E quanti milioni di italiani pensavano di non sopportare Berlusconi, e in realtà ne erano alleati !

Eh, si! La logica non ammette sconti. Dati dei presupposti ben piantati e verificati, le conseguenze vanno tratte fino in fondo. Dunque a Vittorio Veneto noi e il PD siamo alleati con il segretario provinciale della Lega, Da Re, perché siamo d’accordo sul fatto che debba esistere il Comune di Vittorio Veneto. Immaginiamo che il compagno Atalmi non sia per l’abolizione del Comune di Treviso, o per la nomina del consiglio comunale da parte dei quartieri abolendo le elezioni comunali, quindi Atalmi e il PD e l’UDC sono in maggioranza a  Treviso assieme a Gentilini. Va informato immediatamente. Anche Zanonato, e tutti i sindaci del PD, vengano informati. Se non sostengono l’abolizione del loro comune, sono alleati con il PDL, e vabbè, ma anche con la Lega. Zanata, Battaglion, Casellato, Marzullo, Dus si sono guadagnati forse il certificato di oppositori in provincia da parte di Pucci, ma se non si battono per l’abolizione dei comuni dove sono amministratori, allora sono alleati della Lega. Ce lo dicono i fatti, come direbbe Pucci. E non una vaga maggioranza ideale o politica, ma proprio “una coalizione di governo”. Venga informata anche Laura Puppato: dato che non risultano sue dichiarazioni a favore dell’abolizione della Regione, lei e il PD regionale sono in coalizione di governo con Zaia. Dopo l’editoriale di ieri, è bene che vengano stracciati e riscritti da capo tutti i libri di storia, e i mezzi di informazione devono finirla di diffondere notizie false sugli schieramenti politici. Una pietra miliare nella storia del giornalismo ha finalmente aperto gli occhi agli ignari e annuncia finalmente l’avvento della verità.

Ma perché limitarsi all’ambito politico ? il meccanismo argomentativo di Pucci è di una tale potenza che può dimostrare grandi verità anche in altri campi. Ad esempio nel giornalismo. La Tribuna, e i quotidiani del gruppo Repubblica, pensano forse di aver combattuto le leggi ad personam di Berlusconi con i loro editoriali ? Errato. Mica saranno a favore dell’abolizione delle leggi nel nostro paese? Dunque di fatto erano d’accordo e alleati con Berlusconi. I giornali come La Tribuna pensano di essere concorrenti e magari di impostazione culturale alternativa a Libero o a il Giornale o a La Padania? che abbaglio! Mica saranno per l’abolizione dell’esistenza dei quotidiani. Dunque sono di fatto dei sodali.

Vorremmo continuare e spiegare che nella seconda guerra mondiale in realtà Hitler era in coalizione con gli alleati, perché nessuno dei due contestava l’esistenza della guerra. Ma ci fermiamo qui perché, come Pucci esorta i lettori a ritenere, noi di SEL mentiamo sapendo di mentire. E forse è meglio così, piuttosto di mentire senza neanche sapere di farlo.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale SEL Treviso

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Politica

Diamo un nome alla casta: a cominciare da quella di Varese e dintorni

di Luca De Marco

 

E’ tornato di moda il discorso sulla casta. Benissimo, purché l’attenzione ai costi e agli sprechi della politica, e la denuncia delle condizioni di privilegio, siano una pratica costante dei media nazionali e locali e non si limitino a periodiche ondate di indignazione che alla fine risultano inutili. E purché non si faccia di tutta un’erba un fascio, e alla casta si diano nomi e cognomi. Uno dei primi nomi e cognomi che andrebbero fatti è quello di Umberto Bossi. Pochi altri come Bossi incarnano tutti i peggiori difetti che si attribuiscono alla casta.

Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in etica

Una manovra pesantissima sulle spalle dei ceti medio-bassi

Il Governo italiano a guida Lega e PDL, ha varato una pesantissima manovra economica finanziaria che colpisce in prevalenza i ceti medio bassi. Anche i cittadini della Provincia di Treviso non sono immuni da questa macelleria sociale, che darà ancor di più il colpo di grazia a tutti i servizi sociali. Saranno i più deboli e disagiati come sempre a pagare il prezzo maggiore.

Ci auguriamo che anche la Giunta provinciale a guida leghista e PDL, sia lungimirante nell’evitare altri eventuali aumenti di tasse, anche a causa del suo indebitamento che negli ultimi giorni ha declassato la valutazione della Provincia di Treviso, perché rappresenterebbero certamente una ulteriore mazzata per tutti i cittadini.

Sinistra Ecologia Libertà desidera che sia perseguita una drastica riduzione dei costi nella gestione del superfluo e del totalmente inutile come ad esempio i ben noti e costosi banchetti che danno una immagine di una Provincia al limite del grottesco, aumentando la sfiducia ed il fossato che già esiste tra la politica e la gente. Chiediamo che si prenda seriamente in considerazione una riduzione dei costi della politica, come indicato nel nostro Ordine del Giorno a suo tempo presentato. Invitiamo anche che si smetta con l’uso ormai frequente del luogo comune di essere i migliori rispetto ad altre realtà. Sono frasi propagandistiche che nulla hanno a vedere con la realtà di tutti i giorni, dove esistono crisi occupazionale, chiusura continua di attività medie e piccole, famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, trasporti pubblici inadeguati e costosi, intere aree verdi devastate dalla cementificazione.

La Lega ha in mano completamente la gestione di tutti o quasi gli Enti pubblici della Provincia, sta quindi a chi governa o amministra la vera responsabilità del buon andamento di una intera collettività. Hanno la bicicletta e adesso cerchino veramente di pedalare bene.

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Provincia di Treviso

Lascia un commento

Archiviato in Economia

Restiamo umani

Non esiste alcun tipo di umanità dimostrato dalla Lega nei confronti dei profughi.

Sinistra Ecologia Libertà sarà sempre la voce degli indifesi e di questo ne siamo orgogliosi.

Noi amiamo una comunità moderna e civile ed accogliente che affronta i problemi con serietà . Non ci vergogniamo di essere dalla parte di chi soffre e vive in questo momento tra mille difficoltà. Usare gli esseri umani come merce elettorale è disgustoso.

Avere paura che il diverso sia possibile è un limite non una ricchezza.

Desideriamo che la Provincia di Treviso non sia etichettata tra quelle più razziste d’Italia , solo per far contenti gli elettori leghisti.

Chi ha responsabilità di governo di una città, di una provincia e di una regione deve vedere nell’accoglienza un alto senso di civiltà di cui esserne fiero.

L’immigrazione è un problema serio che ora si chiama emergenza umanitaria.

Diamo il nostro contributo ad esseri umani : uomini , donne e bambini per i quali il mediterraneo è diventato un cimitero.

Luigi Amendola

Consigliere Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

Lascia un commento

Archiviato in Dignità

Referendum: una grande occasione per produrre il cambiamento

Una settimana fa si è svolta la riunione di costituzione del comitato provinciale per il sì al referendum contro il nucleare. Una riunione molto partecipata, convocata prima e senza alcun collegamento con quanto avvenuto poi in Giappone nella centrale di Fukushima. Perché, fortunamente, c’è ancora gente che lavora sulle questioni importanti, al di là delle contingenze e dei titoli dei telegiornali, e produce così buona politica e vera partecipazione.

Ora di nucleare si è ripreso a parlare in televisione, quindi la questione è “entrata nell’agenda del dibattito pubblico”, come dicono gli esperti di comunicazione. A giugno si terrà un referendum e dunque gli italiani potranno esprimersi sulla scelta con la quale Bossi e Berlusconi hanno deciso di riportare il nucleare in Italia. Si tratta di una opportunità democratica straordinaria, visto che ben poca voce in capitolo hanno i cittadini su quanto decide quella ristrettissima cerchia dei capi di Lega e PDL che hanno in mano le sorti del paese. Teoricamente dovrebbero essere i parlamentari a rappresentare il popolo e a portarne la voce e le volontà nelle istituzioni, ma a causa della legge elettorale di Calderoli e del disprezzo del Parlamento di Berlusconi essi non sono altro che proni ratificatori delle scelte del Governo, privi di qualsiasi autonomia e anche oramai privati di autorevolezza dal disgustoso comportamento di alcuni voltagabbana in vendita al miglior offerente. Ben venga allora l’utilizzo del referendum, di questo strumento di democrazia diretta che in tanti continuano a dare per defunto e sorpassato, nella speranza che non intervenga l’opinione e il voto diretto dei cittadini a intralciare i disegni dei potenti o i difficili equilibri interni ai partiti su questioni sulle quali non si riesce a scegliere.

Va dato merito a Italia dei Valori di avere intrapreso la via referendaria sul nucleare e contro il legittimo impedimento; e ai comitati per l’acqua pubblica, sostenuti anche da Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra, di aver lanciato la campagna referendaria sull’acqua. Oggi si prospetta dunque una tornata referendaria importante e su temi cruciali: fermare il nucleare, bloccare la privatizzazione dell’acqua, ribadire che la legge è uguale per tutti attraverso l’abolizione della legge sul legittimo impedimento scritta dai legali del premier.

La capacità di affrontare le questioni e di prendere su queste iniziative importanti al di là delle priorità che indica la cronachetta quotidiana, dovrebbe essere una caratteristica delle forze politiche serie. Oggi evidentemente è molto più facile prendere posizione sul nucleare, tanto che il PD, che non aveva sostenuto il referendum né preso posizione su come votare, si è poi espresso martedì scorso, a reattore esploso, con una intervista di Bersani a favore del sì al referendum, scontando subito il dissenso di Marco Follini, favorevole al nucleare come i suoi ex compagni di partito dell’UDC.

Ora la battaglia referendaria diventa più forte, e lo sarà ancor più se il PD scioglierà le proprie riserve anche sui referendum per l’acqua pubblica. Quando fu avviata la raccolta delle sottoscrizioni per chiedere il referendum, Bersani annunciò una operazione alternativa del PD, preparare una proposta di legge sulla gestione dell’acqua sulla quale raccogliere un milione di firme. Perché, disse Bersani, “il referendum non è la strada giusta”. La proposta di legge fu preparata solo sei mesi dopo e non venne raccolta nessuna firma, per il referendum invece si è verificata la più larga adesione tra tutti i referendum della storia della Repubblica, anche grazie alla grande partecipazione e mobilitazione di elettori e militanti del PD che non dettero particolarmente retta alla posizione ufficiale del loro partito. Ora, auspichiamo che il fatto che sia stato l’allora ministro e oggi finiano Andrea Ronchi il promotore della privatizzazione dell’acqua, non renda tiepido il sostegno del PD a questa fondamentale battaglia.

Sui prossimi referendum si può giocare una partita importante, di merito e di metodo. Di merito, perché le questioni trattate impattano direttamente sulla vita dei cittadini e sulla qualità del nostro sistema democratico. E, da un punto di vista politico, potrebbero ben rappresentare un nucleo di tematiche sul quale ricostruire una coalizione di cittadini e di forze politiche alternativa alle politiche dominanti della destra. Di metodo, perché grazie all’importanza del merito si può tentare un rilancio dello strumento referendario, che è stato in Italia un potentissimo motore di progresso e di cambiamento e può tornare ad esserlo, se solo si faccia fiducia ai cittadini e alla loro voglia di partecipazione. Il fattore innovativo di questi referendum è il protagonismo di una amplissima rete di comitati, gruppi, associazioni, individui, che si sono da anni mobilitati sull’acqua pubblica e da mesi sul nucleare. Come dimostrano anche le grandi manifestazioni degli ultimi mesi, da quelle degli studenti a quella delle donne a quelle in difesa della Costituzione a quelle per celebrare l’unità d’Italia in sostituzione di istituzioni inadempienti, se i partiti comprendono di non poter esaurire in sé né la mobilitazione democratica né la rappresentanza di quanto di positivo circola nella società italiana, e viene lasciato il giusto spazio e dato il giusto ascolto alle istanze civiche, allora si può produrre davvero un cambiamento reale nel paese. E’ una occasione da non farsi sfuggire, perché passa anche di qui il superamento della sottocultura berlusconiana.

Per i suoi prossimi 150 anni l’Italia ha bisogno di cittadini, non di telespettatori.

Luca De Marco

Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

Lascia un commento

Archiviato in ambiente

Cemento tanto Cervello Poco

https://lh3.googleusercontent.com/-GHHuHFN4iYQ/TX-C63gIcqI/AAAAAAAAAEo/neyQqzWVckg/s1600/cementificazione.jpg

Il consumo del nostro territorio a livello provinciale , sta assumendo una estensione e dir poco devastante. Tutta la nostra provincia , Mogliano compresa, ha visto negli ultimi anni , un elevato aumento delle aree destinate ad uso commerciale ed industriale , usando una urbanizzazione violenta . Nuovi fabbricati, nuove e tante case private , tanti supermercati , tanti piccole e medie industrie hanno fatto da incentivo alla costruzione di strade parcheggi  autostrade passanti e le tante  utilissime “ rotonde “ .
Questo consumo ha generato di conseguenza una diminuzione del terreno agricolo , trasformando gli insediamenti presenti , case , rustici e capannoni, in aree desertiche in totale degrado.
Terreno che ha smesso di produrre vera ricchezza , sia da un punto di vista ambientale  , che da quello occupazionale.
La tutela dell’ambiente in cui viviamo con esso la salvaguardia del territorio, sono ormai nelle mani di veri e propri imprenditori divoratori di suolo.
Purtroppo anche a Mogliano sta avvenendo questo, la nostra giunta continua ad approvare delibere e piani di costruzioni , tendenti ad aumentare la cementificazione del territorio , attraverso l’edificazione di strutture commerciali a ridosso della nostra città, facendo si che ormai nel nostro centro storico e non solo , tante attività a carattere familiare falliscono e con esso tanti negozi anche interessanti da un punto di vista culturale, chiudono i battenti.  Ormai se si passeggia al centro di Mogliano , le uniche insegne che si vedono sono quelle degli Istituti di credito e basta. In città non esiste ormai nulla che ci possa rendere il vivere quotidiano piacevole , abitiamo in un immenso triste dormitorio.
La lega che ci governa dalla Regione , passando per la Provincia e terminando al Comune, sta attuando , la politica della “ monetizzazione “ del territorio. Prima gli interessi finanziari dei loro amici imprenditori e poi gli interessi dei cittadini. Il suolo diventa oggetto di vendita selvaggia , motivando il tutto con la necessità di recuperare denari mal gestiti, senza attuare alcuna politica di sviluppo eco sostenibile .

https://lh4.googleusercontent.com/-YbpjcppbamU/TX_HjvD-c7I/AAAAAAAAAEw/aTblb2Mrdqk/s1600/cem.jpg

Questo meccanismo è molto pericoloso, in quanto Svendendo le aree comunale ( vedi area ex macevi) ed ora questa nuova proposta di una struttura commerciale nell’area ex nigi, , si finanziano in modo molto discutibile servizi ai cittadini , mal gestiti, a discapito dei cittadini stessi , che perdendo aree di terreno , si ritrovano inevitabilmente sommersi dal solo cemento con nulla , che possa migliorare la loro qualità di vita.
Quindi tanta ricchezza per pochi da una parte, tanto cemento inutile e dannoso per tutti gli altri, cioè noi.
Ricordiamoci che il suolo è un Bene di tutti , un patrimonio da difendere con le unghie e con i denti.
Ma perché invece di continuare a Svendere , non si inizi con una mappatura dei casali , capannoni e costruzioni abbandonate , attuando una politica di Ristrutturazione e di Riqualificazione del territorio, senza continuare ad abusare dello stesso, deturpandolo ulteriormente.
Ma perché questa giunta , considera il suolo dove respiriamo , mangiamo , corriamo , giochiamo e… viviamo una merce da scambiare in cambio di denaro , ed invece non inizi ad attuare una politica di recupero edilizio.
Ma perché invece di rendere Mogliano sempre più triste e grigia , non si inizia a dare una bella riverniciata di colore alla città , rendendola più viva, più illuminata , più gioiosa e amorosa ……
Ricordiamoci che se si continuerà a costruire , il territorio verrà sempre più divorato dal cemento ed andrà in sofferenza , trasformando la distanza che separa Venezia e Treviso in un’unica immensa periferia dormitorio  , piena di macchine , strade , rotonde ed inquinamento e basta.
Lottiamo perché Mogliano non sia una grande  banconota di colore verde  da poter scambiare ad uso e consumo della lega e della sua giunta .
Una Mogliano Migliore può esistere.
Luigi Amendola
Coordinatore
Sinistra Ecologia Libertà
Mogliano Veneto

Lascia un commento

Archiviato in ambiente

Il cattivismo della Lega crea insicurezza

Dopo la scarcerazione di Mohamed Fikri, oggi è il giorno dell’imbarazzo per i leghisti trevigiani. Avevano già l’accendino in mano per fiaccolate contro gli stranieri, fantasticavano di una campagna elettorale per le comunali di Montebelluna all’insegna di ordine e disciplina  e del” dagli allo straniero”. Invece gli si è spento il mostro tra le mani.

Il segretario della Lega di Montebelluna non aveva perso tempo ad invocare spargimento di sangue ed aveva già chiesto la legge del taglione, occhio per occhio, contro  lo straniero. Oggi invece non ha nulla da dichiarare perché “la situazione è in continua evoluzione”, cioè spera ancora che il colpevole sia uno straniero. L’aspirante candidato sindaco leghista, Marzio Favero, vista la mal parata fa l’ecumenico e invita furbescamente all’equidistanza, né “con quelli che dicono “gli stranieri sono un pericolo”” né “con quelli che ribattono “sono dei perseguitati”” ( e chi sarebbero poi costoro ?): una xenofobia al 50% insomma.

Zaia come sempre è il più  furbo di tutti, lui aveva dichiarato che se il colpevole era il marocchino, allora bisognava buttare via la chiave, tolleranza zero e bla bla bla. E dunque adesso si loda di aver usato il condizionale: ma se invece è un tedesco il colpevole, bisogna dargli un premio ?

Intanto la classifica sulla qualità della vita delle provincie italiane de Il Sole 24Ore dimostra che la Provincia di Treviso è una delle più sicure d’Italia se si considera l’andamento e la frequenza dei reati  (sedicesima su 107, solo Belluno fa meglio in Veneto), è tra le meno sicure se si guarda al sentimento della popolazione (78 su 107, peggio di Roma e Palermo, solo Verona fa peggio  in Veneto). Il Questore di Treviso dichiara che dal 2007 ad oggi i reati commessi hanno continuato a scendere, addirittura si sono dimezzati, e che il problema sono i media: “per un delitto si scrive quando accade, quando viene risolto, quando c’è la condanna, l’appello e la cassazione: per un solo reato se ne parla cinque volte”. Il questore non lo dice, ma noi sappiamo che avere al governo di comuni, provincia e regione la Lega, che domina anche sui mezzi di comunicazione locali, che anche quando non c’è motivo di allarme lo inventa (vedi il caso di Muraro il fucilatore, che ha fatto credere a mezza Italia che ci fosse una inesistente emergenza sciacalli nelle zone alluvionate) e che fa della insicurezza dei cittadini uno dei motori del proprio consenso, è una delle cause di questo scarto tra realtà e percezione della sicurezza che vive la Provincia di Treviso.

La propaganda cattivista della Lega è uno dei fattori più potenti della insicurezza dei cittadini trevigiani.

Luca De Marco

Lascia un commento

Archiviato in Politica

errare è umano, perseverare è Muraro

Il leghista Muraro dice di non voler chiedere scusa delle sue parole e che anzi un sondaggio dice che i cittadini gli danno ragione

Dopo la pessima figura rimediata il presidente Muraro dovrebbe chiedere scusa:

– per la sete di sangue e di morte che  ha espresso, da parte di chi quando gli fa comodo si erge a paladino del cristianesimo e del valore della vita.

– per lo scarso equilibrio dimostrato da parte di chi ha ruoli istituzionali ed è chiamato a prendere decisioni che riguardano concretamente la vita dei cittadini.

– per aver parlato senza conoscere i fatti, in un territorio e di faccende che non gli competono, tanto da essere smentito oggi dal sindaco di Bovolenta, il comune interessato dai fatti, il quale spiega come i tre abbiano prelevato i rifiuti degli alluvionati in attesa di asporto e non gli oggetti rimasti nelle case.

– per aver chiesto l’uccisione di tre persone che, oltre ad essere esseri umani, secondo il sindaco di Bovolenta “non è detto che fossero degli sciacalli”

Se poi a Muraro bastano i dati di un sondaggio per andar fiero di quello che ha fatto, non possiamo che rattristarci del livello di cinismo al quale si è abbassata la politica trevigiana e veneta.

Luca De Marco

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Politica

La Lega contro la Rai: chi è causa del suo mal…….

Vista la scarsa copertura informativa data all’alluvione, la Lega, sempre più evidentemente impegnata a speculare politicamente sulla pelle dei cittadini colpiti dall’alluvione, invita ora a non pagare il canone Rai.

Ci sentiamo di porre alcune domande ai leghisti:

1. La Lega è notoriamente il miglior alleato di Berlusconi, per il quale è disposta a votare tutte le leggi porcata del mondo. Dato che non risulta che i telegiornali di Mediaset abbiano dato più spazio all’alluvione rispetto alla Rai, la Lega ha protestato presso l’amico Berlusconi per questo comportamento ?

2.La Lega partecipa al governo della Rai, spartendosi le poltrone nel modo più “romano”possibile: Giovanna Bianca Clerici, già 020001046749.jpgdeputata leghista, è consigliere di amministrazione della Rai; Antonio Marano, già deputato leghista, è stato per anni direttore di Rai Due ed ora è vicedirettore generale della Rai. Alla Rai sono stati assunti due ex direttori de La Padania, Gianluigi Paragone e Gigi Moncalvo. Alessandro Casarin è condirettore dei telegiornali regionali Rai con delega per il Nord. Ora la Lega sta tentando di mandar via Corradino Mineo da RaiNews24 per far posto ad un loro uomo. Allora, perché intanto i leghisti non se la prendono coni i loro rappresentanti e chiedono conto di come funziona l’informazione in Rai ? Vabbé che è tutta gente di Varese, come Bossi e Maroni, ma qualche attenzione per il Veneto dovrebbero averla, oppure c’è in realtà un problema di discriminazione del Veneto all’interno della Lega Nord ?

3. Se l’immagine e l’attenzione che i media nazionali dedicano al Veneto è ritenuta insoddisfacente, e se la rappresentazione politica del Veneto è da anni in mano alla Lega, perché i leghisti non si interrogano sulle conseguenze del loro modo di porsi di fronte al mondo, dei danni di immagine che in questi anni hanno causato e stanno causando alla nostra Regione ?

  1. La Rai finanzia con milioni di euro film voluti dalla Lega per propagandare le gesta di Alberto da Giussano e padre Marco D’Aviano. La Lega di Treviso caccia via la troupe che voleva girare un film in città con Abatantuono. Non crede la Lega che questo utilizzo rozzamente propagandistico del cinema non abbia niente a che spartire con la difesa e la valorizzazione dell’immagine del Veneto, ma che anzi proprio la Lega sia uno dei mptivo della cattiva reputazione del Veneto ?
Luca De Marco

1 Commento

Archiviato in Politica