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Conclusioni di Nichi Vendola

SEL lungo Vendola

Presidenza di Sinistra Ecologia Libertà, lunedì 11 marzo 2013

Il rischio di una drammatica deriva del nostro Paese.

Non credo che potremo trovare un sentiero utile alla nostra ricerca guardandoci l’ombelico, come una parte grande di questa discussione ha fatto. Credo che tra le cose buone della cultura politica della sinistra che ci dovremo portare anche nel futuro, c’è la critica ai limiti del soggettivismo, l’incapacità di connettere le vicende di un soggetto di dimensioni assai modeste, di connettere le sue propensioni, le sue scelte, i suoi successi o insuccessi ad un contesto più generale. E non credo che faremo bene se isolassimo la nostra discussione da quello che ora dopo ora sta accadendo in Italia.

E’ drammatica la deriva del nostro paese, è drammatica oggi in questo momento più di ieri, a quest’ora più di stamattina. A quest’ora perché le dichiarazioni dell’onorevole Alfano sulla volontà di valutare un eventuale Aventino come risposta alle iniziative dei magistrati nei confronti dell’onorevole Berlusconi – dichiarazioni che si aggiungono a quelle dell’onorevole Gelmini che dice “per la prima volta praticheremo la disubbidienza al leader e andremo a manifestare davanti ai palazzi di giustizia”, – questo elemento di acutizzazione dello scontro tra politica e giustizia è un aggravamento serio di una condizione melmosa che segna il contesto democratico della nostra crisi. E mentre noi parliamo il governo in carica non smette di esercitare le proprie funzioni. Per esempio di congelare ulteriormente fino al 2014 i salari del pubblico impiego, con un intervento che continua ad essere depressivo dell’economia, un ulteriore contributo alla recessione. Monti non ha soltanto fatto male nell’anno in cui ha governato fino alle elezioni: continua a fare male. E questo dibattito, ma complessivamente il dibattito che si svolge nella politica italiana, ha rimosso quasi completamente uno degli ingredienti strutturali della nostra crisi, cioè la vittoria della Lega Nord nella regione Lombardia in una prospettiva qual’ è quella della macroregione settentrionale, un’idea che contiene dentro di sé, in qualche maniera concentrati, tutti gli elementi rischiosamente secessionisti che hanno costituito una parte rilevante dell’immaginario e della comunicazione della Lega negli ultimi trent’anni. Non so se è chiaro: noi siamo collocati in questo punto della crisi e la nostra crisi è la crisi dell’Europa. Il grillismo è una delle varianti del potenziale sfaldamento dell’assetto democratico europeo, conseguenza di medio periodo della fine del compromesso tra capitale e lavoro così come si era realizzato alla fine della guerra. Noi siamo qua dentro. Dobbiamo ragionare partendo da questo punto di analisi e non adoperando il “senno di poi”. Il “senno di poi” è una scienza esatta, perché è una delle poche scienze assolute che esistano, dato che è facilissimo “poi” riconnettere le scelte in chiave di errore, insufficienza, debolezza.

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Nichi Vendola. A un passo dalla svolta

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È un punto di svolta quello che sta davanti all’Italia con il voto dei prossimi giorni. Un paese messo in ginocchio dagli effetti devastanti della crisi e dal fallimento politico di una destra inetta e corrotta, ha la possibilità di aprire le porte del cambiamento.
Lo può fare con la forza innovativa delle sue risorse migliori: i giovani che vogliono cambiare il tempo frantumato della precarietà in tempo di lavoro e di vita, le donne che aspirano a diritti paritari e all’autonomia soggettiva, gli anziani che si sottraggono alla marginalità in cui sono relegati dalle condizioni del presente per affermare di avere un futuro nel quale memoria ed esperienza siano valori da trasmettere.
E risorse del cambiamento sono le lavoratrici e i lavoratori che hanno scontato nel buio di questi lunghi anni l’umiliazione del lavoro vilipeso e perduto, sfruttato e privato persino dei diritti essenziali. Come sono una risorsa quelle imprese che operano per creare lavoro nel rispetto del territorio e della legalità e che vedono negata ogni possibilità di accesso al credito da una finanza intenta a speculare bruciando economia reale.
Abbiamo incontrato ognuna di queste risorse, insieme alle loro sofferenze ed aspettative, in quella meravigliosa esperienza di partecipazione e di democrazia rappresentata dalle primarie del centrosinistra. La passione e la speranza che esse hanno messo in moto ci consegnano adesso un patrimonio che il voto deve raccogliere per trasformarlo nella sfida del governo.Sinistra Ecologia Libertà chiede un voto consapevole e responsabile per vincere questa sfida. Presentiamo a voi un programma concreto di alternativa alle politiche fin qui seguite dalle due destre che sinora ci hanno governato, prima Berlusconi e poi Monti.
Candidiamo donne e uomini che con le loro provate competenze si sono misurati con le problematiche del lavoro e dell’immigrazione, dell’informazione e del sapere, dei diritti e dell’ambiente, come, tra gli altri, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati – Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa – Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi europei – Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio – Giorgio Airaudo, della segreteria nazionale Fiom – Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese – Giovanni Barozzino, operaio licenziato Fiat di Melfi – Ida Dominijanni, giornalista – Giuliano Volpe, rettore dell’Università di Foggia.Qui trovi tutti i nostri candidati.Siamo l’unica forza politica ad aver scelto il criterio di eleggibilità, per oltre il 43% delle donne nelle liste di Camera e Senato. Il voto a Sinistra Ecologia Libertà ha una doppia valenza: contribuisce a far vincere la coalizione di centrosinistra e rafforza la sinistra fin qui esclusa dal Parlamento. È un voto per vincere, per governare, per cambiare l’Italia, costruendo un futuro di dignità.

Nichi Vendola

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Auguri Pierluigi, auguri centrosinistra!

Le primarie sono state uno straordinario sommovimento democratico e hanno affermato che c’è una proprietà pubblica della politica.

Ha prevalso una spinta che indica un’uscita dalla crisi a sinistra, che chiede giustizia sociale e un’alleanza con le giovani generazioni ingabbiate nella precarietà.
Bersani, da ora, è il candidato Premier del centrosinistra.

Auguri Pierluigi, auguri centrosinistra! Lavoreremo insieme da domani mattina per vincere le secondarie!

Nichi Vendola

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con la penna e con il cuore

Ringrazio tutte e tutti per avermi sostenuto al primo turno, anche coloro che mi hanno mandato dei messaggi con scritto: “Vendola, col cuore ti voto, ma con la penna scelgo Bersani”.

A questi dico che domenica si torna a votare: con la penna e con il cuore, votate Pier Luigi Bersani.

Nichi Vendola

                                                                                                                                                       

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Scegli il cambiamento, domenica 25 novembre, vota Nichi Vendola!

In un momento come quello attuale di forte recessione economica, di disoccupazione crescente, di fronte alla caduta verticale della credibilità dei partiti, VENDOLA è l’unico candidato alla Primarie del centrosinistra che può far coincidere due condizioni che difficili da conciliare, la costruzione della massima unità della coalizione del centrosinistra e la caratterizzazione fortemente di sinistra del suo programma, che mette al centro gli interessi degli ultimi, dei più poveri, dei più bisognosi, dei precari, dei giovani, delle donne, di coloro insomma che più degli altri stanno pagando la crisi economica che stiamo vivendo.

Chiediamo di votare Nichi Vendola per far si che il LAVORO sia di nuovo messo al centro dell’agenda politica del prossimo governo; perché non sia più contrapposto il diritto al lavoro al diritto alla salute; per smontare l’assurda logica che mette gli uni contro gli altri i lavoratori tutelati rispetto ai precari: occorre infatti estendere i diritti ai lavoratori meno tutelati, non toglierli a quei pochi che giustamente li hanno.

Chiediamo di votare Nichi Vendola per dare forza e centralità alla SCUOLA e l’UNIVERSITA’ PUBBLICA. Perché all’attuale situazione in cui sono tagliate risorse in maniera indiscriminata all’istruzione pubblica, vogliamo reagire riassegnando alla scuola e all’università pubblica il loro ruolo originario: la formazione delle coscienze e l’educazione dei cittadini dentro e per la società.

Perché consideriamo la scuola l’architrave portante della società, e non si può pensare di cambiare questa se non partendo dall’istruzione pubblica.

Dobbiamo capovolgere l’agenda della pigrizia culturale, abbiamo bisogno di non sottostare ai totem e ai tabù di questo liberismo che chiede austerity e sacrifici solo ai ceti popolari e medi, ma si guarda bene dal fare lo stesso con le classi più abbienti.

C’è bisogno di una reale rimodulazione del prelievo fiscale, secondo il semplice principio che chi più ha, più deve dare. Pensiamo che, come ha fatto Hollande in Francia, sia necessario introdurre una patrimoniale del 75% sui patrimoni sopra il milione di euro, diversamente dall’Italia dove si è preferito introdurre l’IMU, la patrimoniale dei poveri!

Pensiamo inoltre alla Tobin tax, ovvero alla tassa sulle transazioni finanziarie per spostare la tassazione dall’economia produttiva a quella finanziaria.

Di fronte alla crisi ambientale e del territorio siamo convinti che vada messo in cantiere un piano credibile, ambientalmente e socialmente compatibile, destinato a raggiungere la messa in sicurezza del territorio nazionale e delle aree soggette a rischio idrogeologico.

Un Paese come l’Italia, dalla forte vocazione culturale e con un patrimonio architettonico e archeologico enorme, deve tornare a investire nella cultura e non solo per elevare il livello culturale e lo sviluppo sociale della popolazione, ma anche per alimentare la creatività e l’innovazione che sono i fattori chiave dello sviluppo economico dei sistemi produttivi moderni.

Pensiamo che si debba far leva sulla ricchezza del nostro patrimonio storico, ambientale, architettonico, artistico, paesaggistico, trasformandolo in fattore di conoscenza, competenza e promozione della nostra unicità nel mondo. Le aree archeologiche, i musei, le biblioteche, gli archivi devono essere trasformati in luoghi dinamici, di aggregazione di persone e delle loro idee, luoghi di inclusione sociale e di animazione delle città.

E ancora, finanziare processi d’innovazione, accorpamenti di aziende secondo filiere produttive, processi di stabilizzazione della manodopera dentro il ciclo produttivo, così come sperimentato con successo in Puglia in questi 8 anni di governo Vendola, dove sono stati  costruiti distretti innovativi tecnologici come quelli relativi alla meccatronica, alle nano e bio tecnologie, all’high tech nell’agro alimentare, all’aero spaziale, perché la ricerca può stimolare il lavoro verso le forme più avanzate dell’innovazione per la creazione di occupazione di buona qualità.

E’ necessario ripensare le nostre città attraverso una edilizia di rigenerazione urbana, per il recupero e il riuso del patrimonio costruito e in situazione di degrado, contro la cementificazione selvaggia e la politica dei condoni edilizi, contro la progressiva sottrazione di suoli agricoli (in Italia si consumano più di 100 ettari di terreno al giorno).

E’ importante investire nella manutenzione del patrimonio edilizio, delle reti impiantistiche, dei sistemi fognanti, delle aree sondabili dei fiumi che attraversano le città. Una mole di interventi di manutenzione ordinaria che ridurrebbero l’urgenza e costituirebbero la premessa per progettare interventi di riqualificazione urbana su larga scala, oltre a creare innumerevoli posti di lavoro.

Votare Nichi Vendola per rilanciare l’Agricoltura. Occorre un piano nazionale per contrastare l’abbandono delle campagne e per favorire l’insediamento dei giovani. E’ questa una priorità per la nostra agricoltura che presenta il più basso tasso di ricambio generazionale in Italia, ma anche per contrastare il dissesto idrogeologico del nostro territorio. Il settore agro alimentare, inoltre, oltre a costituire, già oggi, il secondo comparto economico del nostro Paese per entità di valore aggiunto, è una grande risorsa per lo sviluppo e l’occupazione.

Votare Nichi Vendola per pensare a un futuro esclusivamente rinnovabile, come anche la struttura geologica e geoclimatica del nostro Paese ci può consentire di pensare. Le nuove energie rinnovabili per il riscaldamento e la climatizzazione, come il solare termico, la geotermia e le strategie di cogenerazione anche del metano, possono portarci nei prossimi 5 anni a ridurre del 50% il costo della bolletta energetica per il riscaldamento. La diffusione delle energie rinnovabili può trasformare l’Italia in un paese libero dal ricatto – politico oltre che economico – del petrolio e delle energie fossili.

Votare Nichi Vendola per innalzare il livello dei diritti civili e sociali nel nostro Paese. In un Paese in cui c’è il ‘problema’ degli omosessuali, il ‘problema’ delle coppie non sposate, il ‘problema’ del fine vita, il ‘problema’ della procreazione assistita, il ‘problema’ dell’immigrazione, il ‘problema’ delle carceri, noi vogliamo sostituire la parola ‘problema’ con la parola ‘libertà’. Vogliamo un Paese in cui i diritti sino pieni e non dimezzati dai pregiudizi.

Al modello tatcheriano di individualizzazione della società, noi vogliamo contrapporre un modello di solidarietà tra le persone, per cui non ci si salva se non nella dimensione dell’abbraccio tra di noi. Come ha detto Nichi Vendola, concludendo il suo discorso a Perugia lo scorso 4 novembre, citando don Tonino Bello, “ dicono che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto. Devono abbracciarsi per poter volare”.

Scegli il cambiamento, domenica 25 novembre, vota Nichi Vendola!

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SEL Treviso sostiene lo sciopero della Scuola

Sinistra Ecologia Libertà Treviso per

VENDOLA PRESIDENTE

Dal programma di Nichi Vendola Candidato Presidente alle Primarie della Coalizione di Centrosinistra:

PUBBLICA DISTRUZIONE

Oppure un PAESE DI NUOVA FORMAZIONE

Nella classifica OCSE sugli investimenti e sullo stato di salute del sistema della Formazione nei paesi più industrializzati nel mondo, l’Italia occupa le ultime posizioni. In particolare, il nostro paese spende per l’istruzione solo il 9% del totale della spesa pubblica, mentre la media dei paesi industrializzati si attesta al 13%. Siamo penultimi, al 31° posto su 32.

E’ l’effetto di manovre finanziarie, che hanno utilizzato le risorse della scuola per fare cassa, cui si aggiunge la riforma Gelmini: il più grande tentativo di distruzione del sistema di formazione pubblica e di demonizzazione della categoria degli insegnanti. Il governo Monti, attraverso il ministro Profumo, sta operando in piena continuità:

aumenta i finanziamenti alle scuole private e taglia sugli Enti di ricerca, blocca i concorsi universitari e proroga i rettori, indice un “concorsone” in cui i titoli accumulati non hanno nessun valore e non risolve il problema di chi nella scuola ci lavora da anni in totale precarietà. Inoltre, è in discussione alla Camera la riduzione degli Organi Collegiali.

Il risultato delle politiche di questi anni è che abbiamo un sistema scolastico depresso, che presenta enormi differenze fra nord e sud, fatto di strutture fatiscenti e inadeguate, con classi sovraffollate, con insegnanti malpagati e sottoposti a vere e proprie campagne denigratorie e con un sistema di regole di accesso alla professione mutevole, incerto, frustrante.”

Per queste ragioni il Circolo di Treviso di SEL sostiene lo sciopero del 24 novembre dei lavoratori della scuola e degli studenti, e invita iscritti e simpatizzanti ad aderire alla mobilitazione promossa dal mondo della scuola.

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTÀ CIRCOLO DI TREVISO

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Vendola a Treviso

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Venerdì 16 novembre alle ore 11.00

Nichi Vendola sarà a Treviso

Il tour per l’Italia di Nichi Vendola, nell’ambito della campagna elettorale per le primarie del centrosinistra, farà tappa nella Città di Treviso

venerdì 16 novembre alle ore 11.00,

presso la sala dell’Hotel Carlton, in Largo Porta Altinia 15, per un incontro pubblico con i cittadini.

Una giornata, quella di venerdì, che vedrà il candidato premier del centrosinistra impegnato nel Veneto anche nel pomeriggio e sera con tappe a Belluno, a Marghera e infine a Vicenza.

La manifestazione è organizzata dal comitato per Vendola con l’obiettivo di rimarcare la necessità di una nuova politica che, all’insegna dell’onestà e della trasparenza, punti a cambiare rotta rispetto alle politiche di cieca austerità che colpiscono i soliti noti e a introdurre più libertà nel nostro paese, sia per i diritti individuali delle persone che rispetto ai tentativi di ridurre i diritti di chi lavora.

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#oppure assolto

di Luca De Marco

“Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera”: così cantava De Gregori, e questo è l’adagio popolare più in voga al momento. Le ragioni di indignazione sono tali e tante che ci scappa la generalizzazione e il fascio che mette assieme erbe velenose e piante officinali. E il grano si mischia con il loglio.

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Ma le cose possono cambiare solo distinguendo e selezionando, punendo e premiando, evidenziando le differenze e le diversità. Diverso è urlare al complotto e alla “magistratocrazia” o invece rispettare le sentenze, diverso è entrare e restare in politica per contrastare la giustizia o invece annunciare il ritiro dalla politica in caso di condanna. Diverso è gestire la cosa pubblica come cosa privata e tenersi invece lontani dai concorsi pubblici. Diverso è favorire gli amici, e gli amici degli amici, o invece lasciare che il primario migliore vinca l’incarico per merito, anche se sta politicamente dall’altra parte. Della diversità di Vendola, continuiamo a dirci orgogliosi.

Per noi che l’onestà non è un optional, ma il sale della buona politica, la sentenza di assoluzione di oggi ci sprona a continuare la fatica di costruire oggi, quando tutto sembra degradato e perduto, la speranza di un cambiamento per le donne e gli uomini di questo paese.
Perché, come continuava la canzone, ti dicono che sono tutti uguali, “ma è solo un modo per convincerti a restare dentro casa quando viene la sera”.

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Le Proposte di Nichi Vendola

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Se vogliamo che il futuro non sia lasciato al caso o diventi un qualcosa di cui avere paura è necessario tornare a credere nel valore delle idee. Le idee sono la causa di tutto ciò che ci circonda e la cultura è la loro unione.

FORMAZIONE

Scarica il pdf Condividi Tweet Nella classifica OCSE sugli investimenti e sullo stato di salute del sistema della Formazione nei paesi più industrializzati nel mondo, l’Italia occupa le ultime posizioni. Siamo penultimi, al 31° posto su 32.

AGRICOLTURA

Scarica il pdf Condividi Tweet L’agricoltura è un settore decisivo per il raggiungimento dei complessivi obiettivi della strategia EU 2020 in termini di crescita intelligente e sostenibile. In Italia i giovani possono appassionarsi e lavorare in un settore a lungo bistrattato se l’agricoltura diventa innovativa e qualificata.

PACE

Scarica il pdf Condividi Tweet Vogliamo che la mission internazionale del nostro Paese sia fondata sull’opzione nonviolenta e sulla cooperazione. Vogliamo essere protagonisti di nuovi strumenti a servizio della pace tra i popoli: dal sostegno attivo alla prevenzione dei conflitti alle mediazioni politico-diplomatiche, fino all’interposizione nonviolenta dei corpi civili di pace.

EUROPA

Scarica il pdf Condividi Tweet L’Italia deve tornare a essere protagonista della formazione degli Stati Uniti d’Europa con al centro politiche fiscali eque che contribuiscano a ridistribuire la ricchezza e rilanciare un piano europeo per la buona e piena occupazione, per la conversione dell’economia e dei cicli produttivi, per politiche di welfare e di cittadinanza, per il reddito minimo su scala continentale.

COOPERAZIONE

Scarica il pdf Condividi Tweet La lotta alla povertà e all’esclusione sociale, l’impegno per la conversione ecologica dell’economia sono la proiezione dell’Italia al di là dei confini nazionali, come attore responsabile in Europa e nel mondo. Il rilancio della cooperazione può essere un’opportunità per contribuire alla costruzione dell’Europa politica.

LAVORO

Scarica il pdf Condividi Tweet Il lavoro è la leva dello sviluppo della persona, la chiave di accesso alla cittadinanza, l’espressione più reticolare della democrazia. Una cittadinanza senza lavoro è priva sia di reddito che di partecipazione alla produzione della ricchezza nazionale.

ANIMALISMO

Scarica il pdf Condividi Tweet Ogni animale del creato è dotato di una propria autonoma sensibilità, di provare la stessa sofferenza degli animali umani. Le sperimentazioni sugli animali e le pratiche di vivisezione, che li considerano alla stregua di oggetti inanimati da manipolare a piacimento, sono l’indice di una concezione incapace di custodire il pianeta e il vivente. Portiamo anche qui il bisogno di cambiamento.

ANTIPROIBIZIONISMO

Scarica il pdf Condividi Tweet La cultura proibizionista è una finzione, inutile e pericolosa perché, nella realtà, essa produce solo un consumo illegale e incontrollato di sostanze. Per questo intendiamo proporre l’immediata abolizione della legge Fini/Giovanardi. Pensiamo che si debba adottare una legislazione che sia rispettosa dei diritti delle persone e che serva a perseguire duramente le organizzazioni criminali.

MOBILITÀ

Scarica il pdf Condividi Tweet Nell’era del villaggio globale l’Italia è chiamata a giocare un ruolo importante nel ridisegnarsi delle mappe dei trasporti e della mobilità. Invece proprio in questo settore sconta un deficit strutturale. Il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile è cruciale nella sfida per la modernizzazione del Paese e la riconversione ecologica, non solo per le ricadute ambientali, ma per l’impatto determinante sulla qualità della vita di ogni singola persona.

PARCHI

Scarica il pdf Condividi Tweet Le aree protette non sono solo uno strumento formidabile per la conservazione della biodiversità ma anche un volano per lo sviluppo. La perdita di Parchi comprometterebbe non solo l’equilibrio dell’ecosistema ma sarebbe anche un danno economico. Vogliamo impedire che venga messa in discussione la sopravvivenza stessa del sistema delle aree protette che per noi costituiscono un patrimonio irrinunciabile per la costruzione materiale del paese.

ENERGIA

Scarica il pdf Condividi Tweet La proposta di strategia energetica nazionale proposta dal governo Monti è nata vecchia e sembra orfana del nucleare. Cerca in ogni modo di dare un futuro ai combustibili fossili che un futuro non lo potranno avere. La diffusione delle energie rinnovabili elettriche può trasformare l’Italia in un paese libero dal ricatto – politico, oltre che economico – di carbone ed energie fossili.

SMART CITIES

Scarica il pdf Condividi Tweet In Italia si consumano giornalmente più di cento ettari di suolo al giorno, è in aumento il fenomeno degli sprofondamenti nei centri urbani, altro indicatore della fragilità delle nostre città. Per trasformare le città e promuovere l’innovazione è necessario investire sulla centralità delle Smart Cities, promuovendo processi partecipativi.

FINANZA

Scarica il pdf Condividi Tweet La nostra proposta in materia di sistema finanziario si basa sull’assunto contenuto nell’articolo 47 della nostra Costituzione, che recita: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”.

ECONOMIA E FISCO

Scarica il pdf Condividi Tweet In Italia si pagano troppe tasse e i servizi non funzionano. Lo squilibrio del nostro sistema fiscale, oltre che la sua cronica incapacità di contrastare i comportamenti illeciti, deve puntare a una riforma di sistema che preveda l’imposta patrimoniale e riduca la pressione fiscale sui soggetti che oggi contribuiscono onestamente.

GIUSTIZIA

Scarica il pdf Condividi Tweet Bisogna abbandonare la logica dell’intervento d’urgenza e realizzare una riforma di sistema che possa garantire, finalmente, una giustizia più efficiente e veloce. Vogliamo dire basta a una giustizia tollerante fino all’impunità per i potenti, spietata per i migranti e gli emarginati.

DIRITTI

Scarica il pdf Condividi Tweet L’Italia è un paese in cui c’è il “problema” degli omosessuali, il “problema” delle coppie non sposate, il “problema” del fine vita, il “problema” della procreazione assistita. Vogliamo sostituire la parola problema con libertà. Vogliamo un paese in cui i diritti siano interi e non dimezzati dai pregiudizi.

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Primarie per il paese, non per il PD

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Sinistra Ecologia Libertà di Cagliari mette a disposizione la propria sede per consentire la raccolta di firme per la presentazione della candidatura di Laura Puppato alle primarie del centrosinistra. Il meccanismo prevede che le 20.000 firme necessarie siano distribuite in almeno 10 regioni italiane e dunque è importante il contributo della Sardegna per il raggiungimento del quorum.
Ovviamente Sinistra Ecologia Libertà non ha dubbi nel ritenere Nichi Vendola il candidato migliore per rappresentare una prospettiva di cambiamento del nostro paese e per candidarsi autorevolmente al governo del paese alla guida del centrosinistra.
Da oltre un anno Sinistra Ecologia Libertà ha chiesto le primarie del centrosinistra come momento necessario di partecipazione e di protagonismo di un popolo che ha bisogno di rimettersi in piedi e scrollarsi di dosso il lungo periodo di egemonia berlusconiana e far ripartire l’Italia su basi nuove, rifuggendo dalla spirale recessiva sul modello greco che i sacerdoti dell’austerity vorrebbero imporre a tutti i costi. Per questo Sel dà una mano a chi vuole estendere il campo del confronto sul futuro del paese.
Oggi le primarie, grazie anche all’iniziativa del tutto interessata dei grandi mezzi di informazione, rischiano di tramutarsi in una sorta di regolamento di conti interni al PD, in un congresso di partito che surclassa la sfida sui contenuti necessari per far uscire il paese dalla crisi. Per questo Nichi Vendola formula la richiesta di confronti pubblici tra tutti i candidati, affinché ci si confronti sui temi del lavoro, della precarietà, della scuola, della sanità, della cultura, anziché su quali dei dirigenti del PD debba o non debba ricandidarsi o su quale sia il segretario migliore per il PD. La posta in gioco alle primarie è il futuro del paese, la sua prospettiva di governo futuro, la possibilità di costruire una Europa più amica dei popoli e meno succube della finanza. Per i mezzi di informazione pare trattarsi di quisquilie, a fronte dell’importanza degli equilibri e dei pesi interni al PD, e di chi va rottamato e chi invece è il “nuovo”.

Per gli italiani in carne e ossa, ne va invece della loro vita.

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