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Un sindaco ai confini della realtà

Il Sindaco di Resana che distribuisce materiale “informativo” a spese del comune alle neomamme sui presunti rischi della vaccinazione compie un atto sconsiderato e grave, foriero di conseguenze nefaste che non si limitano alla comunità che amministra ma coinvolgono un territorio ben più vasto (ricordiamo che la copertura vaccinale ha efficacia se coinvolge almeno il 95% della popolazione). Il fascicolo allarmistico che gli uffici comunali consegnano alle neomamme non è prodotto da alcun ente scientifico o istituzionale ma da una associazione che ha come scopo la propaganda antivaccino.

Ha fatto quindi bene il direttore generale della sanità della Regione a rispondere alla sollecitazione dei pediatri che hanno richiesto il suo intervento, coinvolgendo il ministero della salute e la Prefettura perché valuti le azioni da intraprendere. Da parte nostra auspichiamo che si proceda oltre e che si intervenga per riportare nell’ambito della razionalità una amministrazione che sembra far riferimento ad un’altra dimensione rispetto a quella della realtà.

L’efficacia dei vaccini, soprattutto dal dopoguerra ad oggi, è oggettiva e non può essere messa in discussione da alcuno. Centinaia di milioni di persone, nel mondo, hanno evitato la morte e/o malattie estremamente invalidanti, poliomielite in primis.mazzorato

Il sindaco è la massima autorità sanitaria locale per cui ha l’obbligo di garantire la pubblica incolumità. Qui siamo di fronte alla totale irresponsabilità di un amministratore pubblico, già noto per il suo elogio al nazista Erich Priebke e per la promozione delle teorie di Scientology, a cui vanno ricordati i propri obblighi morali e legislativi.

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Il Sindaco di Resana si alleggerisca la coscienza e liberi il posto

Accade anche questo: che il Sindaco di Resana (Tv) partecipi alla messa del prete lefevriano in memoria del “buon soldato” Priebke, si chieda se non siano più colpevoli i partigiani che rifiutarono di consegnarsi ai nazisti, equipari il proprio lavoro di sindaco a quello del boia nazista, perché deve applicare le leggi “criminali” su IMU e Tares senza potersi rifiutare.aaaaaaaa
Le dichiarazioni del Sindaco di Resana su Priebke sono assolutamente allucinanti e indegne di un pubblico amministratore della Repubblica Italiana. Dimostrano altresì una conoscenza dei fatti storici unilaterale, fondata sulle fonti filonaziste più che sulla realtà storica e giudiziaria. L’equiparazione morale tra l’attentato di via Rasella e la rappresaglia delle Fosse Ardeatine è già stata smentita, anche in sede legale, in maniera definitiva. Il quotidiano Il Giornale è stato condannato per aver operato questa falsa equiparazione basandosi su dati storici inventati. Non è vero infatti che i partigiani rifiutarono di consegnarsi ai nazisti dopo l’attentato e che perciò causarono l’eccidio nazista. Ricordiamo infatti il calendario degli eventi all’ignaro sindaco: l’attentato di via Rasella avviene il pomeriggio del 23 marzo 1944, la sera stessa Priebke ed altri ufficiali si applicano alla preparazione della lista di italiani da uccidere, il pomeriggio del giorno dopo comincia la mattanza dei 355 italiani all’interno delle cave. Solo il 25 compare un comunicato sui giornali romani che informa dell’attentato di via Rasella e aggiunge: “il comando tedesco ha perciò ordinato che per ogni tedesco assassinato, dieci comunisti-badogliani siano fucilati. L’ordine è già stato eseguito”. La fandonia per la quale i partigiani si siano rifiutati di consegnarsi ai tedeschi, che avrebbero minacciato in caso contrario di procedere a rappresaglia, fa parte del repertorio revisionista dei nostalgici del fascismo, al quale evidentemente di ispira il Sindaco di Resana.

Sostiene il Sindaco che egli non si sente moralmente superiore a Priebke perché deve applicare ai suoi cittadini la Tares e l’IMU. Priebke alla strage delle Fosse Ardeatine uccise personalmente due italiani, come era previsto facesse ogni ufficiale, e tenne la contabilità delle vittime, che a turni di 5 per 67 volte venivano condotti all’interno delle fosse e uccisi. L’operazione durò alcune ore, e diligentemente ad ogni turno il Priebke cancellava dalla lista le proprie vittime.

Se davvero il Sindaco è convinto che quello che egli fa come amministratore è equivalente alle azioni delle SS, allora Priebke forse aveva scrupoli morali superiori a quelli che dimostra il signor Sindaco, visto che la versione dell’ufficiale delle SS era di non potersi rifiutare dall’eseguire gli ordini, pena conseguenze molto più negative di quanto possa mai subire un sindaco che voglia istigare all’obiezione fiscale.

In questi giorni il sindaco del comune padovano di Casale di Scodosia si è dimesso contro le politiche fiscali del Governo. Consigliamo allora al sindaco di Resana di seguire l’esempio del suo collega, così potrebbe alleggerirsi la coscienza e smettere di considerarsi un boia, rifiutarsi di applicare leggi che definisce “criminali” e magari liberare un posto di amministratore pubblico occupato non del tutto degnamente, visto che tra compiti di un sindaco non rientra il revisionismo storico e la propaganda nazista. E considerando che il Comune di Resana è retto da una strana alleanza Lega-PD, farebbe anche una buona opera di chiarezza politica.

Ovviamente ci aspettiamo che su questo il PD sappia prendere le proprie opportune decisioni.

Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL Treviso

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