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Un sindaco ai confini della realtà

Il Sindaco di Resana che distribuisce materiale “informativo” a spese del comune alle neomamme sui presunti rischi della vaccinazione compie un atto sconsiderato e grave, foriero di conseguenze nefaste che non si limitano alla comunità che amministra ma coinvolgono un territorio ben più vasto (ricordiamo che la copertura vaccinale ha efficacia se coinvolge almeno il 95% della popolazione). Il fascicolo allarmistico che gli uffici comunali consegnano alle neomamme non è prodotto da alcun ente scientifico o istituzionale ma da una associazione che ha come scopo la propaganda antivaccino.

Ha fatto quindi bene il direttore generale della sanità della Regione a rispondere alla sollecitazione dei pediatri che hanno richiesto il suo intervento, coinvolgendo il ministero della salute e la Prefettura perché valuti le azioni da intraprendere. Da parte nostra auspichiamo che si proceda oltre e che si intervenga per riportare nell’ambito della razionalità una amministrazione che sembra far riferimento ad un’altra dimensione rispetto a quella della realtà.

L’efficacia dei vaccini, soprattutto dal dopoguerra ad oggi, è oggettiva e non può essere messa in discussione da alcuno. Centinaia di milioni di persone, nel mondo, hanno evitato la morte e/o malattie estremamente invalidanti, poliomielite in primis.mazzorato

Il sindaco è la massima autorità sanitaria locale per cui ha l’obbligo di garantire la pubblica incolumità. Qui siamo di fronte alla totale irresponsabilità di un amministratore pubblico, già noto per il suo elogio al nazista Erich Priebke e per la promozione delle teorie di Scientology, a cui vanno ricordati i propri obblighi morali e legislativi.

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Oggi giornata contro l’amianto, il Governo se ne occupi

Oggi è la giornata mondiale delle vittime dell’amianto, problema sommerso che in Italia riguarda almeno 4000 decessi all’anno.

In Italia il Piano Nazionale Amianto del governo Monti è sospeso perché non ha copertura finanziaria.

L’amianto è un problema di salute pubblica per le mancate bonifiche del territorio, che Legambiente stima in 75000 ettari da bonificare in Italia e stiamo parlando di fabbriche, case, scuole, insomma i luoghi della nostra vita quotidiana.

E’ soprattutto un problema di mancata tutela della salute dei lavoratori, che respirando questa sostanza sono morti e/o hanno dovuto aprire lunghe cause giudiziarie di cui spesso non hanno visto la fine perché venisse riconosciuta la malattia professionale.

Risulta evidente che gli aspetti sociali, sanitari e ambientali della presenza dell’amianto non interessano minimamente chi ci sta governando a proclami, mentre i cittadini convivono con questa sostanza e la respirano ignorandone la presenza, non sapendo i danni che provoca e i lunghi anni che passano tra il contatto con l’amianto e il verificarsi delle malattie stesse.

Secondo l’INAIL il picco di manifestazione della malattia è previsto tra il 2025 e il 2030, quindi ci sarebbe tempo per fare un’adeguata informazione, prevenzione e continuare con le necessarie bonifiche.

In un momento di crisi economica in cui i diritti dei lavoratori sono diventati facile merce di scambio, noi continuiamo a sottolineare con forza che il diritto al lavoro ed il diritto alla salute dei lavoratori sono imprescindibili l’uno dall’altro e non permetteremo che vengano divisi e strumentalizzati, che passi l’idea becera che un posto di lavoro valga la salute anche di una persona soltanto.

Il silenzio del nostro governo su questi temi e’ così assordante che non ci si è sprecato nemmeno un tweet all’ora dell’aperitivo.

Alessia Grassigliamianto

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Benvenuto Lavoro

Per Uscire Dalla Crisi

Conegliano

venerdì 15 febbraio, ore 20.45

Sala Ex Informagiovani, piazzale San Martino

Benvenuto Lavoro.

incontro pubblico

con

Giulio Marcon, già portavoce di “Sbilanciamoci” e dell’Associazione per la Pace
Stefano Dall’Agata, candidato al Senato
Giorgio Molin, segretario regionale FIOM-CGIL
coordina Marco De Toffol

Su Facebook:

Benvenuto Lavoro.

15 febbraio alle 20.45
Conegliano, sala Ex Informagiovani, piazzale San Martino

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fitofarmaci: sì alle regole

fitofarmci.jpg

Fitofarmaci: i sindaci pensino anzitutto alla salute pubblica. Si facciano regole buone e condivise sui fitofarmaci

La Lega, con il sindaco di Tarzo Bof, ha bloccato la firma del protocollo di intesa tra 15 comuni sulle regole per l’utilizzo dei fitofarmaci

Ogni sindaco nel suo territorio ha competenza per quanto riguarda la salute pubblica. La legge concede ai sindaci il potere di ordinanza, che arriva a poter decretare l’interruzione di qualsiasi attività laddove questa sia in contrasto con la tutela della salute pubblica. Adempiendo a questo loro dovere i sindaci della zona del Prosecco docg avevano intrapreso un percorso per definire un protocollo di comportamento riguardo alla questione dei fitofarmaci.

Il rifiuto di concludere questo percorso da parte di alcuni sindaci si muove in un altra logica, che non ci pare quella istituzionalmente corretta. Abbiamo tutti a cuore la produzione vitivinicola delle nostre zone, che tanto ha dato e darà a questo territorio in termini economici, culturali e paesaggistici. Riteniamo che sia a tutto vantaggio anche dei produttori che questa produzione avvenga secondo regole improntate al rispetto massimo dell’ambiente e della salute pubblica, sia in termini di sicurezza dei lavoratori che in termini di qualità aggiunta al prodotto.

Ci pare che il Sindaco di Tarzo, muovendosi più come rappresentante dei produttori che come tutore istituzionale della salute dei cittadini, non svolga a fondo il suo ruolo e rubi il mestiere alle legittime rappresentanze dei produttori, che certamente non potranno non essere coinvolte e sapranno rappresentare le esigenze dei loro associati.

Auspichiamo quindi che non si interrompa il percorso intrapreso e si giunga ad una regolamentazione concordata che non crei ostacoli alle attività produttive e garantisca la salute dell’ambiente e delle persone.

Luca De Marco, consigliere provinciale Sinistra Ecologia Libertà

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LA LEGA TAGLIA IL SOCIALE

I 130 milioni di addizionale IRPEF di tagli annunciati dalla Lega, CON LA PREVISIONE DI TAGLIARLI IN VIA DI MASSIMA DAL SOCIALE, costituiscono l’ultima chicca del pensiero della Lega. Non occorre essere economisti per rendersi conto che questa proposta costituisce qualcosa di ben più tragico di uno spot elettorale.
Infatti, se di spot si trattasse, vale a dire di qualcosa cui poi non seguiranno fatti, ciò avrebbe la sola conseguenza, non banale, di aver portato alle Lega un po’ di voti di coloro che, ingenuamente, avranno ritenuto tale proposta vantaggiosa per sé, non ritenendo invece di doversi far carico della eventuale perdita di servizi indefiniti (e sicuramente non ritenuti interessanti per sé).
Il disastro si avrà invece qualora, come è avvenuto per la cancellazione dell’ICI prima casa ai ricchi, all’annuncio seguissero fatti. Continua a leggere

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Un Veneto nuovo e diverso

Il Programma per le Elezioni regionali

Il Simbolo per le Elezioni Regionali

Un Veneto nuovo e diverso

  1. Negli ultimi quarant’anni il Veneto ha mutato la sua collocazione tradizionale, un elemento per tutti: da terra di emigrazione e diventata regione di immigrazione.

Il Veneto è diventata un’economia “forte” : una economia industriale e di

esportazione, alle grandi fabbriche si sono aggiunte la miriade della piccole e

medie imprese che hanno instaurato dinamismo e sviluppo.

La nuova economia veneta si è fondata su una grande capacità imprenditoriale che le genti venete hanno dimostrato, una voglia di “riuscire” che ha spinto verso un auto sfruttamento individuale e dei membri delle famiglia, ma anche uno sfruttamento pesante della manodopera impiegata, spesso asservita alla filosofia “siamo nella stessa barca”, ma su una sostanziosa evasione fiscale, contributiva e ambientale.

Uno sviluppo pieno di luci e ombre, dove pochi si sono approfittati del lavoro di molti, e dove i molti che volevano, anche se parzialmente, emergere dovevano sottostare agli “ordini” dei pochi. Continua a leggere

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