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Le TRAVeggole su Vendola e sul San Raffaele

di Pasquale Videtta

Dopo le critiche a Massimo D’Alema e a Pierluigi Bersani, Marco Travaglio mette sotto torchio Nichi Vendola, “colpevole” di aver scelto una partnership col San Raffaele, il miglior IRCSS (Istituto di cura e di ricovero a carattere scientifico) italiano.

La classifica degli IRCCS: San Raffaele al 1° posto (clicca sull’immagine per ingrandire)

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Congresso SEL: Nichi Vendola presidente all’unanimità

Bari – Il congresso di Sel ha anche eletto l’assemblea nazionale di 250 componenti, cui nelle prossime settimane spettera’ indicare gli altri organismi dirigenti del partito. Eletta anche la commissione nazionale di garanzia di 15 componenti.

“C’e’ un’Italia migliore, che non vive nello spazio tra Montecarlo e Antigua… Un’Italia a cui dobbiamo dare una voce politica”. Nichi Vendola, eletto all’unanimita’ presidente al primo congresso di Sel a Firenze, sprona la sinistra, perche’ torni a vincere. Interrotto per 78 volto dagli applausi e salutato alla fine con una standing ovation sulle note di “Bella ciao”, il governatore della Puglia ha completato la sua “narrazione” del paese che deve cambiare e che vede il lavoro come chiave di volta, un lavoro che per superare la crisi e tornare allo sviluppo e’ legato indissolubilmente a formazione e cultura.

Netta la presa di posizione a fianco del sindacato: “Abbiamo bisogno della Cgil, perche’ l’Italia ha bisogno della Cgil. Lo sciopero generale serve per rimettere insieme i frammenti dello specchio rotto del lavoro”. E ancora: Il “patto tra produttori e’ un inganno, il conflitto e’ incancellabile. L’importante e portare il conflitto sul terreno delle regole democratiche”, ridisegnando anche un “un welfare della modernita’, che parta dal reddito di cittadinanza”.

Chiaro il messaggio al Partito democratico: “Il governo di scopo e’ utile”, ma solo se si occupa di cambiare la legge elettorale che ha eliminato il pluralismo e non di riforme economiche, che “tecniche non sono, ma di natura squisitamente politica”. E Vendola dice basta alla sinistra “innamorata dell’estetica del naufragio”, la sinistra “unita deve cambiare l’Italia”.

Centrale nella prospettiva di Vendola il rapporto con il mondo cattolico, con il richiamo alla figura di Aldo Moro, statista democristiano e anche lui pugliese ‘doc’: “Con la fine dell’unita’ politica dei cattolici si e’ avuta – per il leader di Sel – una inseminazione generalizzata di clericalismo nella vita politica italiana. Ma sarebbe un guaio se rispondessimo con vecchie pulsioni anticlericali. Dobbiamo, al contrario, rilancia la sfida del dialogo, il che non significa avere atteggiamenti ipocriti o di fuga dal dissenso, quando esso si manifesti. Fuori dalle etichette che imbrigliano, voglio parlare delle questioni eticamente sensibili anche con la Chiesa”. Nessun incontro o particolare benedizione dal cardinale Bagnasco, ma – assicura Vendola – “tra le tante diversita’ che rappresento c’e’ anche quella di una fede religiosa, che non intendo nascondere”.

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riprendere il cammino dell’alternativa

di

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà Treviso

Vendola è un leader vero, come da tempo non capitava alla sinistra. E’ tanto vera e solida la sua sfida all’establishment del centrosinistra e del centrodestra, che gli attacchi nei suoi confronti si susseguono. Il sito cattolico fondamentalista e omofobico pontifex.roma.it arriva a rimpiangere che un “incidente di gravidanza” non abbia impedito a Vendola di nascere. Parole aberranti, che dovrebbero muovere qualche gerarchia vaticana a prendere le distanze da un sito che si professa autentico interprete della dottrina cattolica e al quale vecchi vescovi concedono interviste che paiono uscire dal secolo scorso. Qualche attacco iniziale alla candidatura di Vendola lascia invece spazio alla ragionevolezza. E’ il caso di Antonio Di Pietro che, dopo aver reagito con fastidio ricordando che Vendola è stato eletto per fare il presidente della Puglia, si è finalmente accorto che cercare di essere il più fedele alleato del PD non è una strategia che paga.  E dopo il rifiuto al dialogo e alla proposta di unificazione lanciata al PD, ora Di Pietro si pone come l’alternativa, assieme a Vendola, alla deriva moderata del PD e propone una coalizione alternativa, assieme al popolo viola, grillini e società civile. Bene: come dice Vendola, non ha senso restare impegolati nel gioco delle belle statuine di questo centrosinistra, anche perché le belle statuine… sono brutte.

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Nichi Vendola (SEL) a Pomigliano D’Arco

Videoconferenza Stampa di Nichi Vendola a Pomigliano d’Arco, al fianco dei lavoratori, contro il ricatto che il governo e la Fiat stanno portando avanti.
OGGI IL SILENZIO E’ COMPLICE Continua a leggere

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Nichi : perchè iscriversi a SEL

http://www.sinistraecologialiberta.it

Videolettera di Nichi Vendola: Perchè iscriversi a SEL

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Israele, è il momento di una mobilitazione internazionale

NICHI VENDOLA candidato premier per il 2013

di Nichi Vendola

Le immagini di quanto accaduto stanotte a largo delle coste turche, per mano dell’esercito israeliano, contro i pacifisti, offrono l’idea di una violenza  cieca e drammatica. Si tratta di un’aggressione inedita. E’ la più grave strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace. È un atto di barbarie senza precedenti che dovrebbe determinare indignazione e condanna unanime da parte di tutto il mondo civile. E’ in atto una vera e propria guerra.

02b.jpgIl governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l’insopportabilità della permanenza dell’azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. E’ giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico.
Spero che siano i giovani i protagonisti principali di una scossa della coscienza dell’intero mappamondo.

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Videolettera di Nichi Vendola agli elettori del VENETO

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Chi immagina un paese migliore, lo vota

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Due anni fa una notte profonda è calata sul nostro paese. Convinta di aver conquistato, grazie a una seduzione bugiarda, il potere assoluto, la destra di Silvio Berlusconi ha creduto di potersi permettere tutto. E tutto si è permessa. Ha mentito e ingannato. Ha ignorato la realtà e le sue esigenze per sostituirla con uno zuccheroso fondale di cartapesta. Ha fatto dell’esercizio del potere una pratica quotidiana di licenza e abuso. Ha reclamato con fragorosa arroganza il diritto feudale all’impunità. Ha stracciato diritti, umiliato il lavoro, seminato intolleranza, coltivato egoismi, beffeggiato come ciarpame e impaccio ogni solidarietà.

Queste tenebre da cui siamo oggi circondati non sono il frutto di un’eclisse improvvisa e imprevedibile. Sono il prodotto di una lunga controrivoluzione culturale a cui moltissimi hanno messo mano. Si sono addensate nel corso di un quasi vent’anni, mentre giorno dopo giorno veniva circoscritto e infine cancellato ogni spazio pubblico, denunciato come intollerabile ciarpame ogni diritto, smantellata la centralità del lavoro, sequestrato e poi dissezionate in vacue pillole pubblicitarie quel bene comune essenziale che era e deve tornare a essere la politica.

L’illusione di invulnerabilità e impunità politica che ha alimentato in questi due anni l’orgia del potere berlusconiano è infondata. Scricchiolii sempre più numerosi e sempre più stridenti rivelano che lo scintillante castello del berlusconismo, fondato com’è sulle sabbie mobili di un colossale inganno, si avvia verso un rovinoso crollo. Ma uscire da questa ombra non sarà possibile senza restituire alle parole svuotate il loro spessore e il loro senso: senza riprendere possesso della politica e riportare la democrazia al suo significato di reale potere del popolo.

Queste elezioni possono segnare l’inizio della fine per chi, in nome del popolo, ha sottratto al popolo il diritto di decidere sulle proprie sorti e ha ridotto la libertà a sterile facoltà di scegliere tra vuoti prodotti di consumo politico.

E’ ora che quelle parole, popolo e libertà, si spoglino del carattere sinistramente ironico di cui li ha ammantati la destra e tornino alle loro origini, al loro eterno valore, al loro vero e profondo significato.

Nichi Vendola

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Acqua bene pubblico

logo_campagna_acqua.jpgSabato scorso, a Roma, circa 200mila persone hanno manifestato contro la legge che dispone la privatizzazione delle reti idriche nazionali. Erano più di quanti, nello stesso giorno e nella stessa città, manifestavano a favore del Capo del Governo che tale privatizzazione ha disposto.

L’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Non può essere affidato ad altri che a quell’umanità che deve fruirne, e, attraverso di esso, vivere con dignità. Non può essere affidato al mercato, i cui processi sono antitetici a questi principi, come chiaramente ha evidenziato il “Forum italiano dei movimenti per l’acqua” in un suo comunicato dei giorni scorsi: “Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio”. L’acqua è quindi bene pubblico a cui va garantito l’accesso da parte di ogni cittadino del mondo e tale caratteristica impedisce che possa essere trasformato in merce; che possa essere gestita secondo “logiche proprietarie”.

Ma quale futuro ha questo vasto movimento che si è creato? E gli altri, che su temi analoghi (l’aria, il mare, il patrimonio naturale; i beni comuni sociali: la casa, la sanità, la scuola, l’istruzione, la conoscenza)  andranno a formarsi, acquistando via via forza e coscienza di sé e dei contenuti che tali temi racchiudono? Come si può uscire dalla singola protesta o evento per acquisire un ruolo politico sostanziale in grado di determinare le scelte e gli indirizzi della politica?

Michele Prospero, in un articolo dal titolo “riparta da qui la sfida al neoliberismo” apparso su “Il Manifesto” del 21 marzo, ad un certo punto afferma: Senza una variante postmoderna del movimento operaio, lo stesso ritorno del pubblico rischia di esaurirsi in modici interventi di riregolazione, capaci al più di inibire per un po’ le truffe, di stigmatizzare le eccessive furberie degli speculatori senza scrupoli. Un rilancio della politica, come sfera pubblica che impone regole e finalità collettive, non si è ancora visto.”

La progressiva tendenza ad assoggettare la gestione dei beni comuni alle logiche del profitto deve trovare un’alternativa nelle organizzazioni (Partiti) che abbiano a base del loro programma e della loro identità l’assetto e la qualità dell’organizzazione sociale e le forme di partecipazione della cittadinanza. I beni pubblici, a livello locale e globale, sono patrimonio esclusivo dello Stato e la loro conservazione è preminente rispetto ad ogni forma di sfruttamento da parte del privato. Quest’ultimo, qualora antagonista ad essi nella conduzione del proprio profitto, deve, di conseguenza, arretrare e ridisegnare il proprio spazio.

La società è pronta (e la realtà lo ha ampiamente dimostrato) a questa sfida; a riappropriarsi di questo suo diritto e del ruolo che quest’ultimo gli garantisce. E’ la politica, ora, che deve, di nuovo, essere capace di rappresentarlo.

Sinistra, Ecologia, Libertà, il movimento che fa capo a Nichi Vendola, si muove su queste direttrici. Nella Regione, la Puglia, dove Vendola governa, questi principi sono la concretezza della politica che vi si svolge. E’ un’esperienza che ci appassiona e ci coinvolge, e che intendiamo fermamente riproporre laddove saremo posti nelle condizioni per farlo.

Claudio Buattini, candidato consigliere regione Veneto SEL-PSI

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Sel veneto

Nichi2.jpg

presto sarà on line il sito regionale

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