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Dare al Veneto un governo nuovo, sconfiggere il razzismo e l’affarismo delle destre

Dopo un lungo percorso regionale di confronto e discussione per definire le alleanze in vista delle prossime elezioni regionali, conclusosi con una consultazione regionale degli iscritti, svolta all’interno delle federazioni provinciali e che ha confermato l’ipotesi di accordo con il PD regionale su una base programmatica condivisa (nella nostra assemblea provinciale di Treviso del 13 marzo i favorevoli all’accordo sono stati l’86,67%, i contrari e gli astenuti entrambi il 6,67%), l’accordo per l’alleanza di centrosinistra è stato ufficializzato con due conferenze stampa a livello regionale, il 20 marzo e il 2 aprile scorsi.

La proposta di programma avanzata mesi fa da SEL, assieme a Rifondazione (ora “Sinistra Veneta”, dopo che Rifondazione Comunista ha deciso di scegliere un’altra strada) e Verdi, è stata accettata in larga parte dal Partito Democratico veneto, e quindi il programma regionale della coalizione di centrosinistra prevederà, tra l’altro:

  • centralità del pubblico nelle politiche attiva del lavoro, investendo nei centri per l’impiego
  • politica industriale regionale che rimetta al centro la pianificazione pubblica
  • reddito di cittadinanza
  • stop alla vendita delle case popolari
  • revisione leggi sugli appalti, all’insegna della trasparenza e della tutela dei lavoratori
  • salvaguardia delle coste e della Laguna, no alle trivellazioni in Adriatico e alle grandi navi a Venezia
  • stop al consumo del territorio, con revisione del piano urbanistico regionale e fine dei megaprogetti di news city commerciali (vedi Veneto City)
  • piano per la cura e manutenzione del territorio, contro il dissesto idrogeologico
  • raccolta differenziata spinta con obiettivo rifiuti zero e chiusura inceneritori e discariche
  • tutela dell’acqua come diritto, come risorsa naturale, come gestione pubblica della distribuzione in rispetto dei risultati del referendum
  • spostamento delle risorse dagli investimenti su strade a quelli per il trasporto su ferro. Rilancio e ampliamento del Sistema Metropolitano Ferroviario di Superficie.
  • chiusura della stagione dei “project financing”, sistema perverso fonte di corruzione e di spreco di denaro pubblico. Revisione e discussione pubblica dei progetti di grandi opere.
  • legge per il no ogm in agricoltura
  • aumento degli stanziamenti per le politiche sociali e rafforzamento del ruolo del pubblico
  • riduzione liste di attesa in sanità, sblocco delle assunzioni, centralità sanità pubblica rispetto al privato. Taglio dei ticket
  • istituzione del parco interregionale del Delta del Po
  • abbassamento quorum per referendum regionale abrogativo e propositivo
  • bilancio sociale, bilancio di genere, bilancio partecipato, comitati utenti nei servizi pubblici

Questa base comune consente di proporre una alternativa reale al ventennio forza leghista di gestione del governo e del potere nel Veneto, conclusosi giudiziariamente, per ora, con l’assessore alle strade e l’ex presidente del Veneto agli arresti, ma che prosegue nei fatti con il vice di Galan e il capo di Chisso che si ripropone a presidente del Veneto.

La rottura che si è prodotto all’interno della Lega è una rottura profonda, che riapre la partita per il governo del Veneto. Abbiamo di fronte l’occasione storica di portare la sinistra a governare la Regione, e di sconfiggere la destra a trazione leghista,  votata ora a una deriva estremista e razzista con il nuovo corso salviniano.

La nuova Regione dovrà riappropriarsi del compito proprio e utile della politica, governare e dare un senso di marcia ai processi, non assecondare supinamente logiche mercantili e affaristiche. E, al centro della politica e del governo, vanno ora messi la trasparenza e l’onestà.

La gestione e programmazione del servizio sanitario devono essere sottratti a logiche speculative e finanziarie, che tramite la finanza di progetto arricchiscono soggetti privati togliendo per decenni alle casse pubbliche risorse da destinare ai servizi e all’abbattimento dei ticket. O che spostino le risorse dal pubblico al privato. La pianificazione territoriale deve porsi l’obiettivo di fermare e riparare all’immenso consumo di suolo perpetrato in regione. Le politiche di sviluppo devono partire dalla centralità del lavoro, della sua sicurezza e della sua dignità, contrastare delocalizzazioni e competizioni al ribasso sulla pelle dei lavoratori, puntare sulla qualità ambientale, sull’innovazione e sulle risorse territoriali.

Da ora il nostro impegno è quindi quello di far comprendere l’importanza della posta in gioco, di far conoscere i contenuti innovativi e per nulla scontati che abbiamo ottenuto nella trattativa, di proporre delle liste espressione della sinistra sociale e politica e del mondo ambientalista progressista, e di chiedere un sostegno per una presenza forte della sinistra all’interno della coalizione di centrosinistra, come migliore garanzia di discontinuità rispetto alla stagione Galan Zaia e di una modalità di governo più democratica e rivolta all’esclusivo interesse del territorio veneto e dei suoi cittadini.

La lista nella quale si presenterà Sinistra Ecologia Libertà è la lista Ven[e]to Nuovo

veneto nuovo

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Assemblea per l’alternativa in Veneto

locandina 9 gennaio

Le prossime elezioni regionali sono l’occasione per rimettere al centro la necessità di un cambio di rotta nel governo del Veneto, dopo un esasperato continuismo che ci consegna come maggior lascito il sistema Mose e affini svelato dalla magistratura.

In vista di questo appuntamento, a sinistra si è cominciato un lavoro di costruzione di un programma per le prossime elezioni regionali, aperto a comitati, associazioni, forze politiche che intendono delineare una alternativa di governo della Regione e chiudere con il ventennio Galan-Zaia, per indicare come sia possibile, oltreché necessario, governare una Regione complessa e importante come il Veneto nel rispetto dell’ambiente, della cultura, della dignità del lavoro, dell’onestà.

Il territorio regionale è attraversato da fermenti diffusi, da battaglie locali grandi e piccole per difendere gli spazi liberi dal cemento, per evitare opere inutili e dannose per l’ambiente, per garantire la salute pubblica, per difendere i diritti dei cittadini e di chi lavora. Dentro quelle battaglie si delinea spesso un progetto alternativo di sviluppo che inverta le priorità rispetto alle logiche del profitto facile e a tutti costi che ha segnato profondamente e dolorosamente il Veneto degli ultimi anni.

La nuova Regione dovrà riappropriarsi del compito proprio e utile della politica, governare e dare un senso di marcia ai processi, non assecondare supinamente logiche mercantili e di pura speculazione.

La gestione e programmazione del servizio sanitario devono essere sottratti a logiche speculative e finanziarie, che tramite la finanza di progetto arricchiscono soggetti privati togliendo per decenni alle casse pubbliche risorse da destinare ai servizi e all’abbattimento dei ticket.

La pianificazione territoriale deve porsi l’obiettivo di fermare e riparare all’immenso consumo di suolo perpetrato in regione.

Le politiche di sviluppo devono partire dalla centralità del lavoro, della sua sicurezza e della sua dignità, contrastare delocalizzazioni e competizioni al ribasso sulla pelle dei lavoratori, puntare sulla qualità ambientale, sull’innovazione e sulle risorse territoriali.

Per questo ci sentiamo di chiamare a uno sforzo di unità e di sintesi coloro che si propongono un cambiamento reale del nostro Veneto.

Invitiamo tutti coloro che sono interessati a questi temi a parlarne e a partecipare in una assemblea pubblica aperta, che si terrà venerdì prossimo, 9 gennaio, alle ore 21,00 presso la sala Steno Zanin, via Stradella Interna A, Fiera di Treviso.

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cambiare rotta per il Veneto

Cambiare rotta nel governo del Veneto significa svoltare rispetto alla politica delle grandi opere, per curare invece il territorio, con tanti interventi di manutenzione del territorio e del patrimonio pubblico. Dipanare e non infoltire il groviglio stradale, operando una scelta di campo a favore del trasporto pubblico. Riconvertire ad una visione ecologica e di qualità il sistema produttivo; darsi come priorità il contrasto alle nuove e vecchie povertà con interventi concreti. Potenziare i servizi sanitari, territoriali e specialistici, smettendo di spostare risorse sull’edilizia e non sui servizi e abbassando la pressione fiscale sui pazienti. Chiudere con la stagione dei favori e degli appalti agli amici e degli amici e fare del Veneto un laboratorio di trasparenza, sobrietà e legalità nell’utilizzo dei soldi pubblici.

Attorno a queste ed altre questioni si è cominciato un lavoro di costruzione di un programma per le prossime elezioni regionali, aperto a comitati, associazioni, forze politiche che intendono delineare una alternativa di governo della Regione e chiudere con il ventennio Galan-Zaia. Che continuerà con spirito di apertura e dialogo.
Un progetto di governo che parta dai programmi, per indicare come sia possibile, oltreché necessario, governare una Regione complessa e importante come il Veneto nel rispetto dell’ambiente, della cultura, della dignità del lavoro, dell’onestà.

Il territorio regionale è attraversato da fermenti sparsi, da battaglie locali grandi e piccole per difendere gli spazi liberi dal cemento, per evitare opere inutili e dannose per l’ambiente, per garantire la salute pubblica, per difendere i diritti dei cittadini e di chi lavora. Dentro quelle battaglie si delinea spesso un progetto alternativo di sviluppo che inverta le priorità rispetto alle logiche del profitto facile e a tutti costi che ha segnato profondamente e dolorosamente il Veneto degli ultimi anni. Logiche che hanno animato e costruito quel sistema di connivenze, favori e sperperi che la magistratura ha portato alla luce, ma che spetta alla politica chiudere e archiviare per sempre e evitare che possa invece rigenerarsi e riprodursi in altre forme.

Per far fronte alla multiforme crisi che sta attraversando il Veneto, che è assieme crisi sociale, ambientale, morale, serve un progetto all’altezza della complessità e della sfida e qualcuno disposto a portarlo avanti con generosità.
La nuova Regione dovrà riappropriarsi del compito proprio e utile della politica, governare e dare un senso di marcia ai processi, non assecondare supinamente logiche mercantili e di speculazione ritagliandosi fette di potere, favori e denaro a scapito dell’interesse collettivo.
La gestione e programmazione del servizio sanitario devono essere sottratti a logiche speculative e finanziarie, che tramite la finanza di progetto arricchiscono soggetti privati togliendo per decenni alle casse pubbliche risorse da destinare ai servizi e all’abbattimento dei ticket.
La pianificazione territoriale deve porsi l’obiettivo di fermare e riparare all’immenso consumo di suolo perpetrato in regione.
Le politiche di sviluppo devono partire dalla centralità del lavoro, della sua sicurezza e della sua dignità, contrastare delocalizzazioni e competizioni al ribasso sulla pelle dei lavoratori, puntare sulla qualità ambientale, sull’innovazione e sulle risorse territoriali.

Per questo ci sentiamo di chiamare a uno sforzo di unità e di sintesi coloro che si propongono un cambiamento reale del nostro Veneto.

Dino Facchini, coordinatore regionale
Sinistra Ecologia Libertà Veneto
Franca Marcomin, portavoce regionale
Verdi-Green Italia del Veneto
Renato Cardazzo, segretario regionale
Partito Rifondazione Comunista Veneto

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Tangentopoli veneta. Ora si faccia reset e si cambi modello di sviluppo

La buona notizia è che la magistratura è andata a fondo, rispetto a quanto emerso già lo scorso anno sulla creazione di fondi neri a San Marino attraverso false fatturazioni. Ed è andata a vedere dove e a chi sono andati a finire quei soldi accantonati nei sicuri e oscuri forzieri sanmarinesi e svizzeri. Un giro di 25 milioni di Euro che pare siano andati a finanziare alcuni politici e alcuni partiti di entrambi gli schieramenti. E lo si è fatto, come è giusto, senza guardare in faccia a nessuno.

La cattiva notizia è che il sistema corruttivo nell’ambito degli appalti pubblici, intrecciato in maniera bipartisan con ampie porzioni della politica regionale, in Veneto ha assunto una rilevanza strepitosa, interessando probabilmente la gran parte degli appalti pubblici più importanti degli ultimi anni. Niente di particolarmente nuovo, per chi abbia seguito con spirito critico la gestione del governo regionale degli ultimi lustri, ma ora la sanzione penale, se verrà convalidata in sede di giudizio, colora in maniera indelebile di una tinta fosca che non può che rattristare chi si ostina a coltivare una idea della politica e dell’amministrare al servizio degli altri e non di sé stessi. Speravamo di sbagliarci.

Da anni andiamo infatti dicendo che esiste in Veneto una certa “distrazione” della magistratura rispetto ad un sistema di potere, quello galaniano, già abbondantemente denunciato e anche ben illustrato, ad esempio dall’ottimo libro di Renzo Mazzaro “I padroni del Veneto”, del 2012, nel quale si leggeva: “C’è un partito degli affari che controlla gli appalti pubblici indirizzandoli verso i soliti noti?”, “in questo mare di soldi pubblici navigano pochi operatori privati”, “il fatto è sotto gli occhi di tutti: c’è un monopolio che non si spiega con l’assenza di concorrenza. Nasce qui il sospetto che il vantaggio acquisito sia frutto non di merito ma di favore. Un privilegio di pochi costruito con i soldi di tutti”. Insomma, chi voleva vedere poteva ben vedere quello che si stava profilando.

Ora si impone, a tutti, una riflessione profonda sul modello di sviluppo del Veneto di questi ultimi anni. Una sorta di Veneto da bere, propaggine in salsa veneta di un certo modello anni ’80, nel quale in nome del fare purchessìa e a qualsiasi costo ci si è preoccupati ben poco del fare in modo pulito e trasparente. La politica veneta prenda atto della fine di una fase di sviluppo contraddittoria e artefatta, che tanti guasti ha prodotto, e sappia fare reset. E ripartire con un nuovo inizio. Si colga l’occasione per ripensare allo sviluppo che vogliamo, alle opere pubbliche che davvero servono, a come cambiare radicalmente il modo di far politica nel nostro Veneto. Le elezioni regionali, che si tengano tra 10 mesi o prima, sarebbe bello che si giocassero su questo.

 

Luca De Marcomose-venezia-256123_tn

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Un altro Piano Regionale dei Rifiuti è possibile

La Federazione Regionale di Sinistra Ecologia Libertà ha presentato entro il termine (21 maggio) delle osservazioni al Piano Regionale dei Rifiuti Urbani e dei Rifiuti Speciali adottato dalla Giunta Regionale, che continuerà il proprio iter in Consiglio Regionale.

Le osservazioni sono state presentate in due conferenze stampa, giovedì 23 a Verona e venerdì 24 a Treviso.

Il documento, redatto dall’arch. Vincenzo Genovese, oltre a formulare delle proposte di modifica del piano si pone come una sorta di contropiano, una proposta pianificatoria alternativa, che rigetta la logica dell’incenerimento che sottende al piano regionale e sposa l’obiettivo dei rifiuti zero.

Di seguito la sintesi del documento:

Piano Regionale dei rifiuti urbani e speciali adottato dalla Giunta Regionale del Veneto pubblicato sul Bur con il 21 maggio, è scaduto il periodo di 60 giorni per la presentazione delle osservazioni. Molti cittadini , comitati e enti locali hanno fatto pervenire in Regione migliaia di osservazioni.

Come SEL, dopo aver esaminato con attenzione il piano abbiamo elaborato un documento/osservazioni che sinteticamente illustriamo       e che si sostanzia in una proposta alternativa rispetto agli scenari prospettati dal piano al 2020:

1) Un piano ricco di dati e molto articolato nell’esaminare l’intero ciclo dei rifiuti regionali( dalla quantità prodotta al conferimento finale) ma che nella sua articolazione propositiva, attraverso gli scenari al 2020, ripropone lo sbocco finale per la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso l’incenerimento e il conferimento in discarica, anche se previsto con minor quantità;

2) La proposta alternativa che noi indichiamo parte dalle nuove linee guide europee che privilegiano più il recupero della materia a fronte del recupero energetico e prospetta una nuova politica per la gestione dei rifiuti che ha come sbocco la strategia dei “Rifiuti Zero”, già adottata da molti comuni “virtuosi”;

3) Il calo della quantità dei rifiuti che si registra in quest’ultimo periodo non va visto come una “calamità” , frutto della crisi,ma come un inizio di cambiamento che conferma che il rifiuto è una risorsa e come tale non va sprecata. Lo scenario alternativo al 2020 prevede di raggiungere una produzione procapite anno di 360 Kg/ab/anno a fronte di una previsione di piano di oltre 420 Kg/ab/anno, riducendo in modo consistente il totale dei rifiuti urbani prodotti;

4) La quota di raccolta differenziata da raggiungere al 2020 dovrà arrivare all’80% a fronte della previsione del 70% ipotizzata negli scenari 1 e 1bis del piano regionale. Questo è possibile con l’allargamento del sistema “porta a porta” attraverso il quale molti comuni hanno già raggiunto percentuali superiori al 70%;

5) Il rifiuto residuo , a valle della raccolta differenziata , trattato con impianti TMB (Trattamento Meccanico Biologico) dovrà essere finalizzato più al recupero di materia da riciclare e di produzione di manufatti finiti che alla produzione di CDR (Combustibile da Rifiuti) per alimentare gli inceneritori.  Questo è possibile se si favorisce il rinnovo e l’innovazione dell’impiantisca esistente;

6) Il percorso fino adesso indicato (riduzione dei rifiuti e aumento della raccolta differenziata e recupero di materia) rende inutile la previsione di nuovi impianti per l’incenerimento dei rifiuti come quello che s’intende realizzare a Verona (Cà del Bue),spacciato come ristrutturazione dell’impianto esistente con una potenzialità di 150000 tonn/anno; gli inceneritori attualmente in esercizio (Schio-Padova-Fusina(VE)) hanno una   potenzialità residua di rifiuti da trattare in grado di assorbire una eccedenza di rifiuti da incenerire rispetto alla quantità che già si  incenerisce;

7) Per le discariche si confermano, come previsto dal piano, la graduale dismissione e la progressiva riduzione dei rifiuti da conferire come si è registrato negli ultimi anni. La riduzione graduale si è resa necessaria per gli oltre tre milioni di metri cubi residui esistenti per la saturazione;

8) Infine il principio di prossimità , cioè smaltire i rifiuti nel territorio ove vengono prodotti, più volte citato nel piano, viene disatteso confermando di considerare l’intera regione come Ambito Territoriale Ottimale (ATO) per la chiusura del ciclo dei rifiuti (L.R. 52 del 31 dicembre 2012) e prevedendo per i futuri bacini territoriali (in fase di approvazione) la sola competenza di organizzazione e controllo del servizio di gestione  integrato del ciclo dei rifiuti.

La nostra proposta alternativa individua un   sistema  virtuoso  e  moderno  per la chiusura del ciclo dei rifiuti e rappresenta  anche  una  risposta  concreta  alla  crisi  perché, mettendo  a  regime  le  raccolte  differenziate  “Porta  a  porta”  e  incentivando  e  potenziando  la filiera industriale del riciclaggio, si creeranno migliaia di posti di lavoro e nuova ricchezza sociale.

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Elezioni, in Veneto grazie SEL

Alessandro ZanSono stato eletto alla Camera. Ringrazio di cuore tutte le persone che sin dalle primarie mi hanno sostenuto e incoraggiato. A causa di questa legge elettorale vi è purtroppo una paralisi al Senato senza nessuna maggioranza. Credo che i tanti problemi di questo paese debbano essere affrontati con grande senso di responsabilità. Da parte mia ci sarà sempre la disponibilità a discutere sui contenuti e a sostenere tutti quegli interventi utili alla ripresa del Paese e al benessere dei cittadini, senza pregiudizio alcuno. Grazie ancora a tutte e a tutti.
Alessandro Zan
Giulio MarconCar@ tutt@un grazie sincero a tutti per la campagna elettorale e per lo straordinario lavoro che è stato fatto in condizioni
estremamente difficili.

C’è stata una mobilitazione generosa e attenta, frutto di passione e dedizione: con uno spirito costruttivo e unitario si sono messe in moto tante energie e disponibilità che saranno preziose anche per il futuro.

I dati nazionali li conosciamo tutti, ma va sottolineato l’importante risultato raggiunto nel nostro collegio e la possibilità di avere rappresentanza in Parlamento: si tratta di una condizione importante per rilanciare la
presenza sul territorio e allargare ancora di più la nostra azione costruendo uno spazio politico ancora di più plurale ed inclusivo.

Ringrazio veramente tutt@ per avermi accolto in modo così bello e per avermi dato la possibilità di integrarmi da subito nelle iniziative e nella mobilitazione di un campagna così complicata. Ho conosciuto tante belle persone, il cui ricordo mi accompagna costantemente in questi giorni dopo un mese di permanenza nel Veneto.

Ce la metterò tutta e sfrutterò ogni possibilità per tornare e stare nella regione: per garantire una continuità della relazione con SEL e con il territorio e per portare a Roma i temi, le proposte, le iniziative che riterremo di dover assumere.

Non ho tutti gli indirizzi mail. Mi scuso in anticipo con chi non compare in questo indirizzario e vi prego di girare questo messaggio a chi non è incluso o a chi ritenete opportuno far arrivare la mia mail.

Ancora grazie e a presto,

Giulio Marcon

Pape Diaw - Firenze (Florence, Italy)Vorrei ringraziare tutt* coloro che mi hanno sostenuto, un grazie particolare ai Veneti, che mi hanno accolto, guidato, e sostenuto ho imparato molte cose durante questa esperienza, ho perso le elezioni, ma ho guadagnato tante amicizie. Il popolo ha scelto, serve silenzio per comprendere.
Ritorno a fare quello che ho sempre fatto, la difesa dei più deboli.
grazie ancora a tutt*
Pape Diaw

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SEL Veneto in parlamento

Il risultato del voto è insoddisfacente per il centrosinistra, il quadro politico nazionale è a dir poco complicato, le prospettive del paese preoccupanti. C’è comunque in questo quadro un fatto per noi positivo, ed è che Sinistra Ecologia Libertà del Veneto avrà per la prima volta dei rappresentanti in Parlamento. Risultano infatti eletti alla Camera dei Deputati Alessandro Zan (collegio Veneto 1) e Giulio Marcon (Veneto2). Abbiamo la soddisfazione di mandare in Parlamento due persone di qualità, persone per bene e competenti. Che daranno un buon contributo alla qualità del prossimo Parlamento e sapranno portare avanti le nostre battaglie di civiltà.

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Il Veneto che amiamo

domenica 17 febbraio, ore 10,30

LIBRERIA MARTON UBIK

Corso del Popolo, TREVISO

veneto

Presentazione del libro Il Veneto che amiamo (Edizioni dell’Asino).

La mutazione che ha cambiato l’Italia ha avuto tappe ed effetti forse più violenti, quantomeno più vistosi, in Veneto. Quattro grandi scrittori e poeti, Fernando Bandini, Luigi Meneghello, Mario Rigoni Stern e Andrea Zanzotto, rendono testimonianza di ciò che il Veneto è stato e di quanto oggi ne rimane vivo, di ciò che il Veneto è diventato, e di cause e sviluppi di questa mutazione economica, politica, paesaggistica, umana.

Intervengono:

Gianfranco Bettin, assessore al Comune di Venezia

Nicola De Cilia, insegnante e collaboratore della rivista ”Lo Straniero”

Goffredo Fofi, direttore della rivista “Lo Straniero”

Giulio Marcon, responsabile Edizioni dell’Asino e capolista alla Camera per Sel, circoscrizione Veneto 2

Introduce Berto Zandigiacomi, vice-presidente Italia Nostra

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Due assessori in meno, due passi avanti per la civiltà del nostro Paese

Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per come si è concluso il consiglio comunale di Preganziol, con il ritiro delle deleghe dell'assessore Tronchin, dopo il giusto scandalo suscitato dalla sua condivisione delle posizioni del prete di Lerici che giustifica il femminicidio prendendosela con il comportamento delle donne. Sinistra Ecologia Libertà del Veneto intende coinvolgere la magistratura su quelle affermazioni del sacerdote, per verificare se costituiscano istigazione a delinquere.
Uniamo questa soddisfazione a quella relativa alle dimissioni dell'assessore leghista del comune di Corbetta, Riccardo Grittini, dopo essersi reso protagonista dei cori razzisti contro il calciatore del Milan Boateng.

È giusto che chi rappresenta le istituzioni della Repubblica lo faccia degnamente e non professando valori contrari a quelli su cui si fonda il nostro ordinamento democratico.
Sarebbe ora che il nostro paese, e la nostra politica, lasciasse definitivamente alle spalle questi residui arcaici di primitivismo culturale e si occupasse di migliorare la vita concreta delle persone che ci vivono, garantendone i diritti sociali e i diritti individuali sanciti dalla Costituzione. Troppa parte dei nostri amministratori ha invece fondato la propria fortuna politica sul lisciare il pelo alle peggiori pulsioni che circolano nel sottopancia della società.

Le prossime elezioni politiche serviranno anche a igienizzare un terreno troppo contaminato di becerume sottoculturale.

Luca De Marco
Coordinatore provinciale SEL

 

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Primarie SEL – Risultati per la Provincia di Treviso

I presenti risultati vanno poi sommati a quelli delle Province di Belluno e Venezia per avere il dato finale per la Circoscrizione Veneto 2 della Camera, e a quelli di tutte le Province del Veneto per il dato finale per la Circoscrizione Regionale del Veneto.

Il link ai risultati del Veneto:

Primarie SEL del Veneto: i risultati

Camera dei Deputati

Circoscrizione VENETO II

Lista Donne
VALENTINA DASCANIO         35
PRETTY GORZA                 218
RENATA MANNISE                17
RITA ZANUTEL                     51
Lista Uomini
MARCO BARLUZZI               19
DAVIDE BULDRINI               57
MORENO CHINELLATO          39
LUCA DE MARCO                198
GIORGIO MUCCIO                 2
LUIGI SOLIMINI                    1

Senato della Repubblica

Circoscrizione Veneto

Lista Donne
MARIATERESA DI RISO                   186
FEDERICA PANIZZO                          41
CINZIA SIVIER                                15
ELENA TOMAT                                  46
Lista Uomini
STEFANO DALL’AGATA                      222
LEONIDA detto DINO FACCHINI          58
NADIO GRILLO                                   9
ATTILIO MOTTA                                20

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