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Per le scuole di Castelfranco

SEL lungo VendolaGiovedì sera si è svolto un pubblico dibattito promosso dal circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Castelfranco V.

La presenza è stata particolarmente numerosa con la partecipazione di delegazioni che rappresentavano gli istituti Superiori di Castelfranco che hanno maggiori problemi di spazi come il Liceo Giorgione, l’Alberghiero e l’Agrario.

Era presente una delegazione di personale del Convitto e del Comitato Ambiente oltre al consigliere provinciale Luigi Amendola e Mariateresa Di Riso, responsabile nazionale settore scuola di SEL.

Alla conclusione della serata è stato preso l’impegno di sollecitare interventi concreti e urgenti per risolvere la situazione particolarmente difficile che vivono le scuole superiori della nostra città, in particolare:

  • NO alla chiusura, bensì la difesa e la valorizzazione del Convitto per l’importante ruolo sociale, prima ancora che scolastico, al servizio di tutte le scuole superiori di Castelfranco;

  • IMMEDIATA realizzazione di 20-25 aule e della palestra a completamento del progetto originale dell’ISIS “Nightingale”, a disposizione transitoria anche per il Liceo Giorgione, da costruirsi nell’area destinata ad uso scolastico e senza ulteriore ridimensionamento degli spazi verdi per il Quartiere e per la città;

  • Considerato che la popolazione scolastica delle superiori della nostra città è di oltre 5500 studenti, che equivalgono al 18-19% dell’intera Provincia, e che negli ultimi 10 anni a Castelfranco è stato destinato solo il 6% della spesa provinciale per le scuole superiori, chiediamo l’immediata individuazione di risorse economiche e aree alternative per il nuovo Liceo, ma anche per i problemi dell’Alberghiero e dell’Agrario;

Sinistra Ecologia Libertà presenterà le sue proposte e interrogazioni alle istituzioni Comunali, Provinciali e Nazionali.

Castelfranco Veneto 21.06.2013

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Sinistra Ecologia Libertà a fianco dei lavoratori in lotta della Berco

Sinistra Ecologia Libertà esprime solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori della Berco contro la volontà unilaterale della multinazionale tedesca ThyssenKrupp di dismettere il patrimonio di professionalità degli stabilimenti Berco e di imporre in maniera unilaterale le proprie decisioni. In particolare, esprime vicinanza e sostegno ai 59 lavoratori di Castelfranco che l’azienda vorrebbe lasciare a casa.

bercoI nostri parlamentari stanno seguendo la vicenda affinché si possa arrivare a una riconsiderazione delle proprie decisioni e ad un cambio di atteggiamento da parte della multinazionale. Si tratta di una vertenza nazionale importante, sul quale il nuovo governo deve affermare una propria capacità di relazione e di autoverolezza rispetto alla spregiudicatezza dei comportamenti di un colosso tedesco che verso l’Italia avrebbe motivi per un atteggiamento meno supponente.

Il nostro gruppo consigliare in Provincia ha già posto all’attenzione della Giunta la vicenda dello stabilimento di Castelfranco e continuerà a chiedere un coinvolgimento attivo degli enti locali nella soluzione positiva della vertenza in atto.

La ThyssenKrupp ha avviato unilateralmente le procedure per la mobilità per 611 lavoratori (quindi dopo il 21 luglio potrebbero partire le lettere di licenziamento) in Italia e ha deciso la chiusura dello stabilimento di Busano Canavese, dove una ottantina di lavoratori sono passati dalla cassa integrazione alla mobilità e ora presidiano lo stabilimento per evitarne lo smantellamento. Da tempo il gruppo è in difficoltà di bilancio ed è perciò in via di cessione, ma non sono state date notizie sull’acquirente. E l’azienda ha finora rifiutato il ricorso ai contratti di solidarietà chiesto dai sindacati.

La multinazionale tedesca ha ignorato anche gli inviti del governo, che già con il Ministro Passera aveva chiesto il ritiro dei licenziamenti e la presentazione di un piano industriale, tanto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha giudicato come “ostile” l’atteggiamento della Thyssen e il nuovo ministro Zanonato ha chiesto alla società di non chiudere nessun stabilimento e di accettare di aprire un confronto.

I lavoratori di Copparo hanno deciso una mobilitazione e una loro presenza fisica sia a Roma sotto la sede del Ministero quando verrà riunito il tavolo con l’azienda, sia ad Essen dove ha sede la Thyssen. Così come sono mobilitati i lavoratori di Castelfranco, e a Busano.

Ricordiamo che la Berco Spa è un società del gruppo ThyssenKrupp. Lo stabilimento principale è quello di Copparo, in Provincia di Ferrara, da dove partì nel 1919 la storia del gruppo Berco, leader mondiale nella componentistica per mezzi pesanti. Un altro stabilimento è in Piemonte,  a Busano, in provincia di Torino, e quindi c’è lo stabilimento ex Simmel di Castelfranco Veneto. Gli addetti sono 2.000 a Copparo, meno di un centinaio a Busano e 350 a Castelfranco.

Federazione Provinciale SEL di Treviso

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RIFLESSIONI PER UNA DISCUSSIONE

di Luciano Confortin (SEL Castelfranco)

A) PENSIONI

  1. Allungamento età pensionabile/lavoro ai giovani

La riforma Fornero ha allungato l’età pensionabile giustificando il fatto che così facendo si dava la certezza anche ai giovani di avere in futuro una pensione che altrimenti, causa insostenibilità economica dal sistema previdenziale, non avrebbero avuto.

Così facendo, però, ha tolto il presente ai giovani. Essi dovranno posticipare l’ingresso nel mondo del lavoro a quando i loro padri lasceranno il posto di lavoro per la pensione. Continua a leggere

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“UN VOLGO DISPERSO REPENTE SI DESTA” ovvero cronistoria di uno sciopero riuscito

di Barbara Ferrazzo

Martedì 20 novembre. Assemblea sindacale degli insegnanti a Cittadella. Non credo ai miei occhi: per la prima volta dopo 30 anni la sala è stracolma, al punto che non si riesce ad entrare.

Foto: “UN VOLGO DISPERSO REPENTE SI DESTA”<br />ovvero cronistoria di uno sciopero riuscito</p><p>Martedì  20 novembre. Assemblea sindacale degli insegnanti a Cittadella. Non credo ai miei occhi: per la prima volta dopo 30 anni la sala è stracolma, al punto che non si riesce ad entrare.<br />Al tavolo sono seduti i rappresentanti di tutti i sindacati.<br /> La discussione è accesa e molto partecipata.<br />Il disagio della scuola letteralmente dilaniata da tagli lineari di questo e dei governi precedenti ha raggiunto il suo apice. Gli interventi si susseguono a ritmo serrato.<br />Giovedì 22 novembre. Assemblea al mio Istituto.<br />Arrivo “carica” devo convincere quanti più colleghi a partecipare allo sciopero e alle manifestazioni di sabato. Perché ormai la misura è colma: siamo stanchi di far fronte alle continue emergenze  con la buona volontà e il volontariato.  Lo facciamo per amore nei confronti dei nostri alunni, ma non è giusto. Così lasciamo pubblica opinione a pensare che i pesanti tagli operati nella scuola erano giusti e sacrosanti: tanto tutto funziona comunque e bene!<br />In apertura dell’assemblea un comunicato della mia collega RSU CISL gela tutti: lo sciopero del 24  è revocato!<br />Parliamo comunque del nostro contratto. Forse il fondo arriverà decurtato, forse non ci sarà per nulla. Che fare! Siamo tutti molto arrabbiati.<br />Soprattutto perché non pagano più le supplenze e così ogni volta che qualcuno di noi si assenta la sua classe viene divisa e spalmata tra le altre con notevole disagio di più di 30 bambini stipati in un’aula omologata per 26 persone…e la lezione che salta!<br />Torno a scuola. Vado in Internet: leggo il comunicato di Mimmo Pantaleo: la CGIL non ha revocato lo sciopero e nemmeno la manifestazione!  E  gli altri? Perché  si sono defilati? ...Per il classico piatto di lenticchie! La promessa del governo di pagare gli scatti di anzianità a una parte di insegnanti  (quelli che dovevano averli dal 2011) utilizzando, udite  udite, il danaro del fondo di istituto: quello con cui normalmente finanziamo i progetti di recupero e potenziamento dell’attività didattica, tanto per capirci.<br />Mi monta la rabbia! Scarico il volantino con il comunicato, vorrei stamparlo e tappezzare l’aula docenti ma…la stampante degli insegnanti è fuori uso da un mese: non si trovano i soldi per acquistare le cartucce! Così io e la mia collega ci mettiamo a scrivere…a mano (sic!): non abbiamo  molto tempo alle 16 ho una riunione di lavoro. Poi mi metto in rete: invio messaggi a manetta,  e poi via  diamoci dentro anche col cell!<br />Sabato 24 novembre : non ce la faccio ad andare a Roma, domani sono impegnata tutto il giorno con le primarie. Vado in piazza a Castelfranco e la trovo gremita di studenti e di miei colleghi: un trionfo! Incontro tanta gente, un mio compagno di scuola mi abbraccia: “ E’ dai tempi del liceo che non si vede una cosa del genere a Castelfranco! Quanti anni sono passati? Trenta e più?”<br />Sorrido. Era ora che questi ragazzi iniziassero a farsi sentire. E noi insegnanti lì, con loro, accomunati da un intento comune: battersi per il diritto allo studio e un scuola di qualità. Mi risuonano alla mente i versi di Manzoni citati nel titolo.<br />Pedalo felice verso casa, mi sembra di volare.  Se qui è stato un successo forse anche a  Roma…. Vado in internet. A Piazza Farnese una grande partecipazione!<br />Forse possiamo ancora sperare nel cambiamento.<br />Domani la fatica delle primarie mi sembrerà meno dura.<br />Per chi voterò?<br />Ma per Nichi Vendola….naturalmente!<br />http://www.nichivendola.it/blog/?bp=4624<br />barbara ferrazzo

Al tavolo sono seduti i rappresentanti di tutti i sindacati.
La discussione è accesa e molto partecipata.
Il disagio della scuola letteralmente dilaniata da tagli lineari di questo e dei governi precedenti ha raggiunto il suo apice. Gli interventi si susseguono a ritmo serrato.
Giovedì 22 novembre. Assemblea al mio Istituto.
Arrivo “carica” devo convincere quanti più colleghi a partecipare allo sciopero e alle manifestazioni di sabato. Perché ormai la misura è colma: siamo stanchi di far fronte alle continue emergenze con la buona volontà e il volontariato. Lo facciamo per amore nei confronti dei nostri alunni, ma non è giusto. Così lasciamo pubblica opinione a pensare che i pesanti tagli operati nella scuola erano giusti e sacrosanti: tanto tutto funziona comunque e bene!
In apertura dell’assemblea un comunicato della mia collega RSU CISL gela tutti: lo sciopero del 24 è revocato!
Parliamo comunque del nostro contratto. Forse il fondo arriverà decurtato, forse non ci sarà per nulla. Che fare! Siamo tutti molto arrabbiati.
Soprattutto perché non pagano più le supplenze e così ogni volta che qualcuno di noi si assenta la sua classe viene divisa e spalmata tra le altre con notevole disagio di più di 30 bambini stipati in un’aula omologata per 26 persone…e la lezione che salta!
Torno a scuola. Vado in Internet: leggo il comunicato di Mimmo Pantaleo: la CGIL non ha revocato lo sciopero e nemmeno la manifestazione! E gli altri? Perché si sono defilati? …Per il classico piatto di lenticchie! La promessa del governo di pagare gli scatti di anzianità a una parte di insegnanti (quelli che dovevano averli dal 2011) utilizzando, udite udite, il danaro del fondo di istituto: quello con cui normalmente finanziamo i progetti di recupero e potenziamento dell’attività didattica, tanto per capirci.
Mi monta la rabbia! Scarico il volantino con il comunicato, vorrei stamparlo e tappezzare l’aula docenti ma…la stampante degli insegnanti è fuori uso da un mese: non si trovano i soldi per acquistare le cartucce! Così io e la mia collega ci mettiamo a scrivere…a mano (sic!): non abbiamo molto tempo alle 16 ho una riunione di lavoro. Poi mi metto in rete: invio messaggi a manetta, e poi via diamoci dentro anche col cell!
Sabato 24 novembre : non ce la faccio ad andare a Roma, domani sono impegnata tutto il giorno con le primarie. Vado in piazza a Castelfranco e la trovo gremita di studenti e di miei colleghi: un trionfo! Incontro tanta gente, un mio compagno di scuola mi abbraccia: “ E’ dai tempi del liceo che non si vede una cosa del genere a Castelfranco! Quanti anni sono passati? Trenta e più?”
Sorrido. Era ora che questi ragazzi iniziassero a farsi sentire. E noi insegnanti lì, con loro, accomunati da un intento comune: battersi per il diritto allo studio e un scuola di qualità. Mi risuonano alla mente i versi di Manzoni citati nel titolo.
Pedalo felice verso casa, mi sembra di volare. Se qui è stato un successo forse anche a Roma…. Vado in internet. A Piazza Farnese una grande partecipazione!
Forse possiamo ancora sperare nel cambiamento.
Domani la fatica delle primarie mi sembrerà meno dura.
Per chi voterò?
Ma per Nichi Vendola….naturalmente!
http://www.nichivendola.it/blog/?bp=4624

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La Provincia non prevede un euro per risolvere la questione della sede del Liceo Giorgione

Il piano opere pubbliche della Provincia ignora le richieste degli
studenti e per i prossimi tre anni non prevede né una nuova sede né un ampliamento della scuola di Castelfranco

Perché nel piano opere pubbliche della Provincia non risulta alcun intervento per quanto riguarda la sede del liceo Giorgione di Castelfranco ?

Dopo tante promesse, e dopo la mobilitazione degli studenti del liceo che da tempo evidenziano la necessità di un intervento che garantisca loro strutture edilizie adeguate e dignitose, ci aspettavamo che un segnale concreto, e non solo a parole, di disponibilità da parte della Provincia arrivasse dal prossimo bilancio di previsione. E invece nulla.

Già qualche mese fa chiedemmo una apposita commissione per affrontare il tema della sede del Giorgione. In quella sede segnalammo all’Assessore che nella bozza di piano opere pubbliche preparata dagli uffici compariva come opera inseribile nel piano definito l’ampliamento del Liceo Giorgione. Una soluzione non definitiva come sarebbe la realizzazione di una nuova sede, ma che ad un costo affrontabile di pochi milioni (5,5) potrebbe migliorare fortemente la situazione di dispersione in varie sedi, alcune fatiscenti.

Nel Piano Opere Pubbliche definitivo, che ora la Giunta porterà all’approvazione del Consiglio Provinciale assieme al Bilancio di Previsione 2012 non c’è invece né la costruzione della nuova sede, né l’ampliamento del Liceo Giorgione. Né per il 2012, né per il 2013, né per il 2014.

Di questo abbiamo chiesto conto ieri sera, mercoledì, nella riunione congiunta di tutte le commissioni per la presentazione del Bilancio 2012-2014. L’assessore di competenza, Mazzocato, ha assicurato che il Liceo Giorgione resta una priorità, ma che non c’è nessun accordo con il Comune di Castelfranco sul tipo di intervento da realizzare, e ha assicurato che quando ci sarà l’accordo l’opera sarà inserita nel piano. Al tempo stesso ha affermato che non si voleva scrivere un libro dei sogni ma un piano concreto e realizzabile. Lo stesso ha affermato l’Assessore al Bilancio, assicurando di non volere inserire nel piano opere pubbliche opere non realizzabili. Dunque, sarà pure una priorità per la Giunta Provinciale la questione Giorgione, ma per intanto assicurano che nel 2012 non verrà realizzato nulla e probabilmente neanche per gli anni a venire. Il patto di stabilità obbliga la provincia a rispettare il limite di indebitamento dell’8% delle spese correnti degli ultimi due anni, perciò la Provincia non potrà accendere mutui nel corso dell’anno per finanziare l’opera, ma deve puntare sulle risorse proprie. Tanto che la modalità di finanziamento del nuovo Liceo Levi a Montebelluna sarà sostituita: non più con mutuo ma con risorse proprie da reperire nel corso dei prossimi di questo e dei prossimi due anni.

Siamo dunque di fronte ad un atteggiamento della Provincia di totale chiusura rispetto alla vastissima e prolungata mobilitazione che gli studenti del Giorgione e le loro famiglie hanno messo e stanno mettendo in campo, a dimostrazione che la situazione di quell’Istituto Scolastico ha un urgente bisogno di risposte concrete e non di continue promesse e assicurazioni. Sinistra Ecologia Libertà, che a Castelfranco aveva organizzato un incontro con il Presidente Muraro proprio sulla situazione dell’edilizia scolastica ponendo con forza la questione del Giorgione, intende continuare la propria iniziativa affinché si passi dalle parole ai fatti.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà Treviso

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