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Lu Dc è già tra noi

Uno dei motivi per i quali l’alleanza di centrosinistra non dovrebbe stringere accordi con l’UDC è che l’UDC è in buona parte già presente dentro quella stessa alleanza, giacché le posizioni dell’UDC sono già del tutto rappresentate da una parte del Partito Democratico. Ennesima riprova di ciò, l’intervento di oggi su uno dei quotidiani del PD, “Europa”, dell’ex segretario dell’UDC e già  vicepresidente del governo Berlusconi nel 200-2005, e oggi dirigente del PD, Marco Follini. Follini interviene per denunciare la pretesa dei cosiddetti “giovani turchi”, cioè i dirigenti come Stefano Fassimages?q=tbn:ANd9GcQSXq54BxWGA16uOXdPW9YavSTUqcusdTzX2QWe9yk295yhbvX6XQ&t=1ina e Matteo Orfini che oggi di fatto rappresentano la sinistra del PD, di voler condurre il partito verso una fisionomia da partito socialdemocratico. La cosa fa scandalo a Follini che, all’insegna dello slogan né con la Tatcher né con Mitterand, sostiene la necessità di una nuova sintesi tra liberalismo e socialdemocrazia. Secondo Follini questa sintesi è necessaria perché la nostra destra non è una dignitosa e seria destra conservatrice, e quindi il PD deve farsi carico di rappresentare anche quella parte conservatrice che il PDL non è in grado di rappresentare,  e non limitarsi al ruolo di un partito socialdemocratico. Cioè deve fare anche la parte che negli altri paesi democratici svolge la destra. Secondo Follini l’“agenda Monti” rappresenta questa nuova sintesi, per fondere “rivoluzione liberale e giustizia sociale in una nuova sintesi di una qualche orginalità”. Dove Follini possa rintracciare una qualche idea di giustizia sociale nell’agenda Monti, non lo spiega e non ci pare un tema facilmente risolvibile. Quella che disegna Follini è insomma una Democrazia Cristiana del ventunesimo secolo, che mette assieme destra e sinistra e ambisce ad occupare tutto il campo e tutto il potere. Una alleanza che all’UDC che sta dentro il PD assommi l’UDC che sta fuori rischia di perdere i connotati di centrosinistra, e di essere un grande centro che butta l’occhio a sinistra. Un ritorno al passato in grande stile.

 

Luca De Marco

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Il Consiglio Provinciale affossa il PTCP per dare il via libera a Ikea e Barcon

Ieri il Consiglio Provinciale di Treviso ha fatto il primo passo per acconsentire alle proposte di cementificazione del territorio di Ikea a Casale e di Colomberotto e RotoCart a Barcon di Vedelago
Per consentire a questi progetti, i gruppi di Lega e PDL hanno proposto delle linee guida per derogare al Piano urbanistico provinciale. Il PTCP prevede infatti che nuovi centri commerciali possano essere insediati solo in aree dismesse, e sulle aree interessate dai due progetti non prevede nuova cementificazione.
Quindi il via libera deve passare attraverso una deroga al piano, e per salvare la faccia la maggioranza si è inventata dei criteri per la deroga; un assurdo in termini giuridici, perché se la deroga viene normata non è più deroga ma diventa nuova normativa. Quindi, in pratica, la maggioranza intende cambiare il PTCP entrato in vigore solo un anno fa, e fissa dei criteri che chiunque ora potrà invocare per pretendere l’assenso su proposte che ad oggi sarebbero invece contrarie al PTCP e bisognose di una apposita variazione/deroga del piano.
Per questo il nostro gruppo, e quello di IDV, fin da subito non hanno voluto accettare il terreno di discussione imposto dalla maggioranza, quello dei criteri per la deroga, e sul quale il Partito Democratico ha invece creduto di poter fare una mediazione. Presentando emendamenti che potevano prefigurare un atteggiamento diversificato della Provincia rispetto ai due progetti in questione.
Oggi è stato fatto il patatrac, e dispiace constatare che bastava che i due consiglieri e sindaci Battaglion del PD e Bonesso del PDL, anziché astenersi avessero votato contro la pessima proposta di stravolgimento del PTCP, perchè questa fosse bocciata. E la Provincia rendesse così un grande servigio alle ragioni del territorio.

Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL

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Eravate alleati di Berlusconi, e non lo sapevate. E neanche lui

Oggi leggere l’editoriale di Enrico Pucci su “la Tribuna di Treviso” contro Sinistra Ecologia Libertà ci ha aperto gli occhi. Sostiene infatti Pucci che, per non aver votato contro il documento nazionale dell’Unione delle Provincie Italiane, redatto da amministratori del PD, del PDL, della Lega, noi di SEL e l’UDC siamo entrati in maggioranza in Provincia con la Lega, anzi in una “coalizione di governo”. Il ragionamento è tranchant:

“i fatti, a Treviso, ci dicono che in Provincia da ieri è nata una nuova maggioranza Lega-Sel con la benevola astensione dell’Udc e con uno o due pontieri gaviani del Pdl. Infatti, domando, per connotare una coalizione di governo, è più indicativo il voto sul destino dell’ente amministrato o quello sull’azienda unica dei trasporti ?”

Pucci ci ha convinto. Noi abbiamo contestato, contrastato, disprezzato con tutte le nostre forze il Governo Berlusconi. Però non abbiamo mai contestato il fatto che debba esistere il Governo della Repubblica Italiana. Ce l’avessero chiesto, avremmo probabilmente votato a favore dell’esistenza dell’istituzione Governo. E sicuramente avremmo votato contro, se ci avessero proposto di far nominare il Parlamento Italiano dai consigli comunali e di eliminare le elezioni politiche. Dunque, concludiamo con Pucci, se è “più indicativo il voto sul destino dell’ente amministrato” che quello sui provvedimenti e sulle scelte di chi amministra quell’ente, siamo stati alleati di Berlusconi e non lo sapevamo. Che importa se abbiamo contestato le leggi ad personam, la politica estera filo dittatori, la politica economica, i tagli di Tremonti, la scelta del nucleare, la privatizzazione dell’acqua, la moralità pubblica stracciata. Noi eravamo d’accordo sull’esistenza dell’Ente Governo, addirittura sull’esistenza del Parlamento: insomma, una alleanza a prova di bomba ! E anche Di Pietro e il PD: pensavano di essere all’opposizione di Berlusconi ? che granchio! Meno male che adesso si è fatta chiarezza. E quanti milioni di italiani pensavano di non sopportare Berlusconi, e in realtà ne erano alleati !

Eh, si! La logica non ammette sconti. Dati dei presupposti ben piantati e verificati, le conseguenze vanno tratte fino in fondo. Dunque a Vittorio Veneto noi e il PD siamo alleati con il segretario provinciale della Lega, Da Re, perché siamo d’accordo sul fatto che debba esistere il Comune di Vittorio Veneto. Immaginiamo che il compagno Atalmi non sia per l’abolizione del Comune di Treviso, o per la nomina del consiglio comunale da parte dei quartieri abolendo le elezioni comunali, quindi Atalmi e il PD e l’UDC sono in maggioranza a  Treviso assieme a Gentilini. Va informato immediatamente. Anche Zanonato, e tutti i sindaci del PD, vengano informati. Se non sostengono l’abolizione del loro comune, sono alleati con il PDL, e vabbè, ma anche con la Lega. Zanata, Battaglion, Casellato, Marzullo, Dus si sono guadagnati forse il certificato di oppositori in provincia da parte di Pucci, ma se non si battono per l’abolizione dei comuni dove sono amministratori, allora sono alleati della Lega. Ce lo dicono i fatti, come direbbe Pucci. E non una vaga maggioranza ideale o politica, ma proprio “una coalizione di governo”. Venga informata anche Laura Puppato: dato che non risultano sue dichiarazioni a favore dell’abolizione della Regione, lei e il PD regionale sono in coalizione di governo con Zaia. Dopo l’editoriale di ieri, è bene che vengano stracciati e riscritti da capo tutti i libri di storia, e i mezzi di informazione devono finirla di diffondere notizie false sugli schieramenti politici. Una pietra miliare nella storia del giornalismo ha finalmente aperto gli occhi agli ignari e annuncia finalmente l’avvento della verità.

Ma perché limitarsi all’ambito politico ? il meccanismo argomentativo di Pucci è di una tale potenza che può dimostrare grandi verità anche in altri campi. Ad esempio nel giornalismo. La Tribuna, e i quotidiani del gruppo Repubblica, pensano forse di aver combattuto le leggi ad personam di Berlusconi con i loro editoriali ? Errato. Mica saranno a favore dell’abolizione delle leggi nel nostro paese? Dunque di fatto erano d’accordo e alleati con Berlusconi. I giornali come La Tribuna pensano di essere concorrenti e magari di impostazione culturale alternativa a Libero o a il Giornale o a La Padania? che abbaglio! Mica saranno per l’abolizione dell’esistenza dei quotidiani. Dunque sono di fatto dei sodali.

Vorremmo continuare e spiegare che nella seconda guerra mondiale in realtà Hitler era in coalizione con gli alleati, perché nessuno dei due contestava l’esistenza della guerra. Ma ci fermiamo qui perché, come Pucci esorta i lettori a ritenere, noi di SEL mentiamo sapendo di mentire. E forse è meglio così, piuttosto di mentire senza neanche sapere di farlo.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale SEL Treviso

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La Linea Maginot di argilla della Lega

Il Consiglio Provinciale respinge un ordine del giorno sulle esenzioni Ici alla Chiesa già approvato dal Parlamento
 
Ieri sera il Consiglio Provinciale ha discusso il nostro ordine del giorno che chiedeva di rivedere la normativa sull’ICI alla chiesa. A sorpresa, anche la Lega, a differenza di quanto dichiarato nei giorni scorsi sulla stampa, ha votato contro la nostra proposta. Ovviamente contrario il PDL, e anche il PD si è espresso contro l’ordine del giorno. Ordine del giorno che è invece stato approvato il 14 dicembre scorso dalla Camera dei Deputati,  con i voti del PD e di IDV e di parte del Terzo Polo, e grazie alle astensioni della Lega.
L’ordine del giorno  aveva lo scopo di invitare i parlamentari veneti ad intervenire, per via legislativa o regolamentare, per giungere a una interpretazione precisa del concetto di “pertinenza dei luoghi di culto”, al fine di restringere il campo di applicazione della esenzione della tassazione ICI ai fabbricati direttamente connessi all’attività di culto ed  escludere invece dalle esenzioni fiscali gli immobili di proprietà che svolgono attività commerciale.
La proposta ha visto la netta e totale contrarietà di tutte le forze politiche presenti in consiglio provinciale (idv escluso), ribaltando di fatto le roboanti dichiarazioni apparse sulla stampa di tutti i maggiori esponenti della Lega che, dopo la manovra del Governo, annunciavano di voler convincere la curia  della marca trevigiana a fornire un preciso elenco dei beni appartenenti alla chiesa destinati ad attività commerciali e a pagare la “dovuta” imposta.
Invece, come spesso accade, un conto è propagandare le intenzioni, un altro è metterle in pratica.
L’annunciata linea Maginot si è di fatto sbriciolata. Prima Il capogruppo della Lega Nord Giorgio Granello ha di fatto smentito le sue dichiarazioni apparse sulla stampa, annunciando il voto contrario al nostro ordine del giorno. Sulla stessa linea sia il gruppo dell’Udc che quello del Pdl . Anche il Partito Democratico, con le dichiarazioni dei consiglieri Claudio Dus  e Franco Zanata, dichiarava la netta contrarietà alla nostra proposta.
Insomma un fronte unito a tutela di quella che in molti considerano una condizione di privilegio, tanto che anche il Parlamento si è pronunciato per una rivisitazione della norme sulla tassazione sugli immobili commerciali della Chiesa.
Infatti il nostro Ordine del Giorno  aveva preso spunto da una indicazione votata dalla Camera dei Deputati, con un ordine del giorno approvato il 14 settembre scorso con 254 voti a favore, 185 contrari e 137 astenuti,  evidenziando il concetto di  una concorrenza sleale che spesso vede contrapporsi attività commerciale laiche accanto a quelle cattoliche, le prime aggravate dal notevoli tasse, le seconde no.
E’ dunque evidente la strumentalità politica con la quale la Lega cavalca questioni che poi non è intenzionata a realizzare.
E’ evidente anche come all’interno del Consiglio Provinciale prevalga una logica di schieramento e di opportunismo che impedisce di analizzare le questioni e i loro contenuti per quello che sono. Dato che i consiglieri provinciali di Treviso respingono infatti un ordine del giorno che i loro rappresentanti parlamentari hanno già condiviso e approvato.
Ci fa comunque piacere che attraverso il nostro ordine del giorno si sia potuto fare chiarezza su chi fa solo chiacchiere e chi concepisce la politica come coerenza e impegno concreto.
Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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Il PD contesta l’attribuzione dei seggi in Consiglio Provinciale, ne vuole uno in più e vuole toglierlo all’UDC.

Capiamo che il Partito Democratico nutrisse grandi aspettative per queste elezioni provinciali per quanto riguardo i suoi consiglieri di opposizione da eleggere, ma non capiamo perché mettersi a contestare il sistema di calcolo per la ripartizione dei seggi in Consiglio Provinciale.

Si tratta del sistema utilizzato perlomeno nelle ultime tre elezioni, ed è il più logico e democratico. Una volta stabilito che il 60% dei seggi (17) spetta alla coalizione vincente, si calcola come distribuire il restante 40% dei seggi (11). Lo si fa considerando le coalizioni di liste, per capire quanti seggi vanno, in questo caso, alla coalizione Casellato e alla coalizione Zabotti (le altre non raggiungono il 3% e dunque non si considerano).

Un volta stabilito questo, si calcola all'interno delle coalizioni come distribuire i seggi tra le liste. Se non fosse così, e si distribuissero i seggi dell'opposizione solo sulla base dei voti delle liste, indipendentemente dalla coalizione della quale facevano parte, sarebbe totalmente alterato il meccanismo elettorale delle Elezioni Provinciali. Sarebbero privilegiate le liste con più voti, anche se in coalizioni che hanno preso meno voti, e svantaggiate le liste con meno voti, anche se dentro coalizioni che hanno preso più voti. Se funzionasse così, allora le forze politiche si comportebbero diversamente al momento delle presentazioni delle Liste.

Secondo il nuovo metodo di calcolo del PD, alla coalizione Zabotti spetterebbe solo un seggio, quello dell'UDC: quindi una coalizione,quella di Casellato, che ha preso meno di 5 volte i voti della coalizione di Zabotti (il 31,20% contro il 6,60%) , eleggerebbe 10 Consiglieri a 1. Come si fa a proporre una ingiustizia del genere?

E a Zabotti andrebbe anche di lusso. Secondo il sistema di calcolo del PD, infatti, se la sua coalizione avesse compreso, poniamo, altre 4 liste del 2,2 %, e se la lista UDC avesse preso il 2,3 anziché il 3 %, ci sarebbe stata la bella situazione di una coalizione che prende il 14,60 % e non elegge nessun consigliere, lasciando il 40% dei seggi a chi ha preso il 31,20% dei voti.

Il costume di deformare le regole per i propri interessi sarebbe meglio lasciarlo ad altri. E il PD si accontenti, che gli è andata anche troppo bene.

Luca De Marco

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Lotta alle discriminazioni e all’omofobia: la Lega non ci sta

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Abbiamo presentato, in vista della giornata mondiale contro l’omofobia, un ordine del giorno a sostegno dell’iniziativa e di richiesta alle istituzioni nazionali e locali di attivarsi contro questo tipo di discriminazione.
L’ordine del giorno è stato presentato nella seduta del Consiglio Provinciale del 1 marzo 2010. In quell’occasione, vista l’ora tarda e la volontà di non affrontare una discussione superficiale, si era convenuto di approfondire il tema in commissione. Si è dunque svolta una commissione nella quale si sono a lungo dibattute le questioni connesse all’ordine del giorno.
L’altra sera al Consiglio Provinciale, prima di procedere alla discussione del documento, è stata sospesa la seduta in modo da permettere ai capigruppo di arrivare ad una formulazione condivisa apportando le modifiche al testo. I proponenti hanno accettato tutte le modifiche proposte dai capigruppo della maggioranza. In sede di Consiglio sono state poi avanzate da parte della maggioranza ulteriori richieste di modifica del testo, anch’esse accolte. Alla fine il documento è stato riformulato come ordine del giorno contro l’omofobia e contro ogni altra forma di discriminazione.
Nonostante questa totale disponibilità da parte nostra, al momento del voto la Lega ha compattamente votato contro il documento, il PDL si è diviso, l’UDC a favore, Movimento per le Autonomie ha votato contro.
Ha mostrato il suo vero volto una maggioranza dei Consiglieri della Provincia di Treviso più vicina evidentemente, su questo tema, alla cultura che domina nei regimi dell’Iran e dello Zimbabwe che ai valori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) che all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, e all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

I Consiglieri della Provincia di Treviso

Luca De Marco, Stefano Dall’Agata, Stefano Mestriner, Marco Scolese

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il coraggio dell’UDC

Fondo anticrisi: l’UDC dica le stesse cose anche in Consiglio Provinciale

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Ieri sulla stampa locale il segretario provinciale dell’UDC, Gianna Galzignato, chiedeva alla Provincia di rifinanziare il fondo anticrisi, esaurito già da settimane. L’UDC ha due consiglieri provinciali e un’assessore, quello all’istruzione.

Siamo contenti che l’UDC convenga con noi sull’esigenza di rifinanziare il bando anticrisi della Provincia, ormai esaurito da settimane. Abbiamo sollevato più volte questa esigenza, sia nella commissione che abbiamo fatto convocare sulla questione, sia in sede di consiglio provinciale chiedendo che una parte dei 14 e passa milioni accantonati dell’avanzo di amministrazione 2009 venisse da subito impiegata per rifinanziare il bando, anche in forme rinnovate e più efficaci, magari raccordandosi con le iniziative analoghe messe in piedi da tanti comuni. Non abbiamo però avuto nessun sostegno nè sentito alcuna opinione, su questa richiesta, da parte dei consiglieri dell’UDC.
Auspichiamo d’ora in poi che l’UDC non si limiti, come è suo costume, a parlare solo attraverso la stampa e restare silente in consiglio, ma trovi il coraggio e la forza di prendere la parola all’interno della sede istituzionale deputata, cioè il consiglio provinciale. Dopotutto, in parlamento gli esponenti dell’UDC dimostrano capacità di autonomia e di critica, anche votando, da ultimo, contro il federalismo demaniale.

Oggi Muraro risponde alla Galzignato che di queste cose si decide in Giunta, e neppure lì l’UDC ha chiesto nulla.

Non è del resto la prima volta che l’UDC parla solo sui giornali, e in aula non apre bocca.

Come possano esserci forze politiche, del centrosinistra, che inseguono come un miraggio l’alleanza con questa coraggiosissima forza politica, è davvero un mistero.

Luca De Marco

consigliere provinciale SEL

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metamorfosi politiche


Lorenzo Biagi, il capogruppo del PD Ulivo in Provincia, nonchè già candidato a Presidente di tutto il centrosinistra alle ultime elezioni, sostiene che alle prossime provinciali si deve creare un alleanza tra PD UDC e PDL contro la Lega.

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Leggendo sulla stampa le nuove teorie di Lorenzo Biagi sulle prossime alleanze provinciali, abbiamo pensato ad un equivoco dovuto ad omonimia. Si tratta davvero di quel Lorenzo Biagi che fino a pochi anni fa denunciava l’intreccio di interessi tra Lega e Forza Italia, scagliandosi contro il forza-leghismo onnivoro e incivile e contro chiunque pensasse ad inciuciare con la destra ?

Poi abbiamo letto le dichiarazioni di Bortolussi; anche qui sembrava un caso di omonimia. Davvero quel Bortolussi a capo di una coalizione di centrosinistra sta teorizzando l’esigenza di allearsi con una parte della destra in provincia di Treviso ?

Non potendosi trattare di un doppio equivoco, ci siamo messi il cuore in pace, è proprio così. La strategia della sedicente opposizione, quella di chi si sente furbo, è di allearsi con una parte della maggioranza. I leghisti possono dormire sonni tranquilli, fino a quando qualcuno sarà impegnato a legittimarli come alternativi al berlusconismo, cosa che non sono per nulla e non intendono essere. La teoria di questi ondivaghi strateghi si basa sulla teoria del nulla. Il nulla dell’opposizione anzitutto, che rifiuta di porsi come proposta alternativa e si riduce al gioco di sponda tra le anime della destra.

A livello provinciale le nuove ideazioni di Biagi spiegano forse lo strano atteggiamento della parte da lui rappresentata in Consiglio nei confronti della maggioranza, che noi della sinistra avevamo sempre inteso considerare senza malizia.

Ci chiediamo però se davvero questo sia l’intendimento dell’intero gruppo del PD, non avendo avuto notizia che si stessero predisponendo a simili elaborazioni concettuali.

Noi continueremo a fare opposizione alla politica del centrodestra, che governa unito la Provincia di Treviso, e proposizione su questioni che ci vedono a volte in disaccordo e a volte in accordo con la maggioranza, senza alcuna subalternità, ma con la consapevolezza della nostra responsabilità e del valore delle idee che intendiamo servire.

Luca De Marco

Stefano Dall’Agata

consiglieri provinciali, Sinistra Ecologia Libertà Continua a leggere

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Regionali nel Veneto

Sinistra Ecologia e Libertà del Veneto valuta positivamente la scelta del Partito Democratico di ricondurre la coalizione per affrontare le elezioni regionali al Centrosinistra,abbandonando definitivamente ogni tentazione di subalternità all’area moderata. Questo è oggi ancora più apprezzabile di fronte alla conferma della condanna del senatore Cuffaro,uno dei più autorevoli esponenti nazionali dell’UDC, per collusione con la mafia.

L’indicazione alla coalizione di Giuseppe Bortolussi quale candidato alla Presidenza del Veneto sblocca una situazione di stallo ed impone una tempestiva puntualizzazione del Programma che dia un senso politico all’alleanza di centrosinistra su per presentarsi ai cittadini del Veneto.

La crisi economica ha nettamente peggiorato le condizioni di vita e di lavoro, con una forte crescita di disoccupazione, precarietà, insicurezza che impone precise riposte a chi si candida a governare il Veneto.

Nel definire programma e candidato presidente la coalizione di centrosinistra deve rispondere a priorità programmatiche quali:

  • La piena e buona occupazione
  • I diritti sociali e civili
  • Il territorio e l’ambiente
  • La difesa dei beni comuni

La definizione delle scelte di merito su queste questioni è prioritaria e determinante per condividere la scelta del candidato presidente.

In questo quadro Sinistra Ecologia Libertà ribadisce l’appello ai Socialisti, alla Federazione della Sinistra, agli ambientalisti per la costruzione di una lista comune che rafforzi ,su una prospettiva unitaria, la lotta nelle istituzioni e nella società veneta per il lavoro, l’ambiente i diritti.

Andrea DAPPORTO Claudia DAMBROS

Portavoce di Sinistra Ecologia e Libertà del Veneto

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Regionali: Puglia chiama Veneto


Gemellaggio sotto lo scudo crociato dell’UDC ?

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Alla fine, pare che il destino delle candidature nel centrosinistra nel Veneto sia legato alla vicenda pugliese.

Il ragionamento che fa il PD nazionale è questo: poiché l’UDC in Puglia è disposto a sostenere il candidato del PD, pur sapendo che probabilmente perderà, da qualche parte in Italia dovremo ricambiare il piacere sostendendo il candidato dell’UDC. Il ventre molle, dove scaricare la patata, evidentemente è il Veneto, e dunque sostenere Antonio De Poli in Veneto sarebbe per il PD ricambiare il piacere che Casini gli fa sostendendo Boccia in Puglia.

Ora, tutti sanno che in Puglia il prezzo che il PD ha con entusiasmo pagato al sostegno dell’UDC è la non ricandidatura del presidente Vendola, nonostante il PD abbia dato una valutazione positiva e abbia partecipato in questi anni al governo della Regione (causando con i suoi assessori i problemi giudiziari che tutti conoscono). In Veneto chi sarebbe il Vendola della situazione da sacrificare “in nome di superiori ragioni politiche”, come hanno detto Latorre per la Puglia e Zoggia per il Veneto?

Probabilmente il ruolo dell’agnello sacrificale da immolare all’esigenza di spurgarsi da qualsiasi residuo di sinistrismo, apparente o meno che sia, e presentarsi speranzosi e candidi come il biancofiore all’UDC, oggetto per niente oscuro del desiderio politico del PD à la Bersani, è per il Veneto la candidatura di Laura Puppato. Anche in questo caso, come in Puglia, al desiderio di compiacere il partito di Buttiglione e Volontè si salda un obiettivo del tutto proprio del PD. Far fuori la sinistra, o meglio quel poco che ne resta dopo la campagna di guerra veltroniana, tarpando le ali ad un possibile leader, come Vendola, che potrebbe erodere qualche spazio e far nascere qualcosa di nuovo con Sinistra Ecologia e Libertà, nel caso della Puglia. Acquietare quella parte del PD che ha creduto ad un nuovo modo di far politica, basato sulla partecipazione al di là delle regole ferree dell’agire politico stile prima repubblica, attraverso il meccanismo innovativo delle primarie o altre forme di partecipazione dal basso, forse con un certo grado di ingenuità, ma con l’obiettivo inderogabile di costruire un’alternativa chiara e sconfiggere la destra, nel caso del Veneto, dove la candidatura di Laura Puppato, pur avendo avuto una regia politica costante e precisa, si è andata sempre più accreditando come autentica espressione di un movimento dal basso e popolare che sa prescindere dalle appartenenze in senso stretto e guardare a quello che una volta veniva detto il “popolo della sinistra”.

Non è dunque del tutto azzardato, a prima vista, accostare a Vendola Laura Puppato. Se il paragone regge davvero, lo vedremo domani alla assemblea per la presentazione del programma di Puppato.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia e Libertà

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