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Stanno tagliando i consiglieri sbagliati

di Luca De Marco

Il rimborso forfettario che i consiglieri regionali del Veneto si sono autoattribuiti non ha alcuna giustificazione razionale né morale, e confligge contro tutte le esigenze di sobrietà e attenzione ai problemi del paese che a parole tutti professano, nonché contro il buon senso: o si ha il rimborso a forfait o si ha il rimborso a piè di lista. Percepirli entrambi evidentemente non sta bene e non si fa.

Non si capisce, inoltre, perché debbano essere premiati con più soldi i gruppi che non si avvalgono di personale per la propria attività. Accade infatti che la quota destinata ai gruppi per il personale, se non utilizzata, venga monetizzata. In tal modo si premiano i gruppi che lavorano meno, dacché è evidente che il personale di segreteria serve a chi intende intrattenere rapporti con i territori e con la società veneta per svolgere la propria attività di controllo e di proposta legislativa.

Un’altra stortura da sanare è l’assegnazione di fondi al gruppo costituito dal candidato presidente del centrosinistra Bortolussi, che fa gruppo a sé ma è privo di alcun riferimento nella società, e dunque si tratta di un gruppo personale, che non giustifica l’assegnazione di risorse pari a centinaia di migliaia di euro.

Sarebbe il caso che il Consiglio Regionale, anziché denunciare Il Gazzettino per aver parlato di soldi “in nero” ai consiglieri relativamente ai rimborsi esentasse, provvedesse ad eliminare questa sorta di stipendio aggiuntivo e rivedesse la quantità e i criteri di assegnazione delle risorse ai gruppi.

La categoria dei consiglieri regionali per troppo tempo ha beneficiato di un cono d’ombra mediatico. Sulla graticola mediatica ci stavano in primis parlamentari, e sui consiglieri comunali e provinciali si cercava di sviare l’attenzione dell’indignazione pubblica additandoli come la fonte degli sprechi. Siamo così di fronte, a partire dal 2009, alla progressiva riduzione del numero dei consiglieri comunali e provinciali, degli assessori comunali e provinciali, dei consigli di circoscrizione decisa dall’allora ministro Calderoli attraverso emendamenti alla finanziaria 2010. Ad ogni elezione comuni e provincie hanno rinnovato i loro consigli ma tagliandone del 20% il numero dei componenti. Un taglio di poltrone, come si usa dire, molto consistente. Sono state soppresse non decine, e neppure centinaia di poltrone, ma alcune migliaia di poltrone. Dovremmo già essere oltre ben oltre le 10.000 poltrone tagliate. Ebbene, qualcuno sa spiegare che cosa è cambiato in meglio per i cittadini da questa sparizione ? Si sono forse risanati i conti dello stato ? Si è affermata una nuova moralità negli amministratori pubblici ? La politica ha riacquisito credibilità ? Si è ridotto il famoso scollamento tra politica e cittadini ? niente di tutto ciò. Semplicemente, si è ridotto il tasso di partecipazione democratica alla vita degli enti locali e attraverso questi alla vita politica del paese.

Bisognerebbe avere il coraggio di tornare indietro sui tagli sbagliati e procedere invece ad affondare il bisturi nei luoghi veri del privilegio e dello spreco, che solo ora vengono a galla.

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AL VOTO SUBITO! E FACCIAMO I CONTI CON LA STORIA

Il fallimento totale del governo Berlusconi-Bossi, la sua inerzia e incapacità nella crisi economica, lo sfarinamento dei suoi consensi, la sua ormai evidente impresentabilità internazionale, segnano ormai la fine di una fase storica. Berlusconi se ne deve andare al più presto, deve dimettersi perché la gente comune non ce la fa più e perché dobbiamo salvare l’Italia e con essa l’Europa. Ma di fronte a ciò molti propongono governi di transizione variamente denominati che “facciano le riforme” per uscire dall’emergenza.

Al di là del problema di scegliere politicamente quali siano le riforme necessarie, perché non sono mica tutte uguali, mi sembra che siamo nell’eterno vizio italico di chiudere una stagione senza fare i conti col passato. E quindi senza rompere veramente col passato.

Stavolta non deve andare così: questo fallimentare governo PDL-Lega Nord deve presentarsi, esso e non altri, al giudizio degli elettori; e dagli elettori in prima persona deve essere bocciato con chiarezza e definitivamente.

Non si deve dar modo agli esponenti della maggioranza di far dimenticare agli elettori, con qualche mese o un anno di un altro governo, le responsabilità per ciò che è stato fatto o non fatto in questi anni; non si deve permettere di cambiare qualcosa per poi continuare come prima; e Berlusconi, coi suoi aficionados della maggioranza PDL-Lega Nord, non deve poter dire che è stato abbattuto da una congiura di palazzo per poi ripresentarsi alle elezioni, lui o il successore che il suo partito troverà, come un verginello innocente. E ricominciare.

E dunque: al voto subito senza giochetti! E almeno per una volta, cominciamo a fare i conti con la Storia e voltiamo pagina veramente.

Stefano Fumarola
Assemblea Federale SEL Treviso

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Bernini, la Lega e la coerenza

Presidente Fulvio Pettenà,

leggo delle sue rimostranze per la partecipazione di alcuni leghisti ai funerali di Carlo Bernini, e le dico le motivazioni che lei adduce sono in sostanza condivisibili: fermo l’umano rispetto che si deve ad un defunto, non si può legittimare un operato politico che anch’io trovo discutibile.
Trovo però che le sue motivazioni suonino un po’ ipocrite visti i percorsi fatti dalla Lega degli esordi alla Lega attuale.
Dire “Punto: per il resto, per noi la politica è altro, noi abbiamo sempre combattuto il sistema Bernini-De Michelis” dopo che in questi anni avete imbarcato di tutto e di più, scaricando per farlo l’ala più coerente con i principi originali, è una mera dichiarazione di facciata; di seguaci del “Doge” ve n’è più d’uno nella Lega odierna, quanto a De Michelis vorrei ricordarle che il Presidente Muraro è stato iscritto al PSI (e mi dicono che era un craxiano di ferro).
Ed oltre alle persone, poi ci sono le scelte politiche: l’appoggio senza se e senza ma a Silvio Berlusconi, che dal vostro Capo veniva definito “l’uomo le cui mani grondano del sangue dei giovani padani morti per droga”, o più semplicemente “il mafioso”, senza che si sia levata una voce sulla quantità di pregiudicati che la vostra coalizione ha portato in Parlamento (maggiore della percentuale presente nei più degradati quartieri napoletani), è semplicemente lo specchio della Lega attuale, un Partito che ha tradito gli ideali che aveva un tempo per un posto alla tavola imbandita a Roma; evidentemente sono passati i tempi del “baciamo le mani” con la foto di Dell’Utri in evidenza.
Che conclusioni trarne? Che quando si sentono denunciare le malefatte dei governanti si deve prestare orecchio soprattutto alle sfumature dei toni, spesso rivelano che quella che viene spacciata per indignazione non è altro che invidia, desiderio di poter arrivare negli stessi posti di comando per fare nello stesso modo (o peggio).
Cordiali saluti,

Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

baciamo le mani

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De Mitri e il volontariato

L’Assessore Provinciale alle Politiche Sociali Alessio De Mitri dimostra certamente più attivismo della signora che lo ha preceduto nell’incarico, peccato che questo attivismo sia dedicato ad attaccare il mondo del volontariato.
La mistificazione delle cifre sul costo della Festa delle Associazioni fatta a Montebelluna, smentita dal responsabile del Coordinamento Umberto Musumeci appare in linea con la volontà del suo superiore Remo Sernagiotto di andare a sottrarre i fondi ai Centri di Servizio per il Volontariato, ipotizzo per metterli sotto il controllo politico degli Assessorati di turno.
Trovo assolutamente sgradevoli queste azioni fatte nei confronti di chi presta la propria opera in modo del tutto gratuito a favore dell’intera popolazione (vedasi la recente alluvione che ha colpito il Veneto). E penso che i fondi a disposizione dell’Assessorato Provinciale alle politiche sociali, invece di andare buttati nell’inaugurazione di monumenti, o in una convegnistica fine a dare (poco) lustro ai politici di turno possano invece essere utilizzati a favorire occasioni di incontro con la cittadinanza quali la festa in questione, magari prevedendo il supporto ai percorsi di conoscenza del vasto e bel mondo del volontariato da parte degli studenti.
Credo inoltre che disegni di controllo della vita sociale della popolazione siano più consoni a brutte stagioni della politica del secolo passato, piuttosto che alla moderna democrazia che merita l’Italia.
Stefano Dall’Agata
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà
Provincia di Treviso

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No inceneritori: emendamento congressuale al Manifesto SEL

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Il Congresso di Sinistra Ecologia Libertà si avvicina, ed è quindi questo il momento di porre all’ordine del giorno le questioni importanti.
Noi pensiamo che la questione di una chiusura del ciclo dei rifiuti senza inceneritori possa essere praticabile e proponiamo quindi questo emendamento al Manifesto di SEL.
Chiediamo  l’adesione ad esso e la volontà poi di presentarlo ai Congressi Provinciali.
Ricordiamo che per votare al Congresso di SEL si deve essere iscritti al termine ultimo del 25 settembre 2010.

Se condividete la proposta passate parola.
L’emendamento propone di aggiungere al II° paragrafo di pag. 18 le parole senza l’utilizzo dell’incenerimento.
Il testo modificato sarebbe il seguente:
“Le tecnologie disponibili per il risparmio energetico, per chiudere il ciclo dei rifiuti senza l’utilizzo dell’incenerimento, per un cambio di fonti energetiche, ci sono e, con adeguati investimenti, possono essere rapidamente sviluppate.”
Primi firmatari
Vincenzo Genovese
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“Migliore razionalizzazione” o estensione della precarietà?

A fronte delle conseguenze effettive della politica governativa della coppia Gelmini e Tremonti, con i lavoratori precari della scuola tramutati in disoccupati, con le famiglie che vedono peggiorare l’offerta formativa per le loro bambine ed i loro bambini, e con una protesta che trova ormai il modo forte di esprimersi tramite uno sciopero della fame che sta allargandosi a sempre più persione in ogni parte d’Italia.

Mi chiedo se i Consiglieri Oscar Trentin, Dina Baggio, il neo Assessore Alessio De Mitri e gli altri della maggioranza che hanno sottoscritto  e poi votato l’Ordine del Giorno in Consiglio Provinciale del 1° aprile 2009, che riteneva che ” provvedimenti contenuti nel Piano Programmatico porteranno a un miglioramento della qualità dell’insegnamento e a una migliore razionalizzazione delle risorse sia economiche che umane”, e che esprimeva il “pieno sostegno al Piano Programmatico per la Scuola presentato dal Ministro Gelmini”, se abbiano cambiato idea o se siano ancora convinti di aver espresso una posizione politica coerente con gli interessi dei cittadini.

Per parte mia ribadisco quanto detto in Consiglio Provinciale, che la Legge che ha portato a tutto ciò è “un provvedimento che in sé va contro le famiglie, va contro l’investimento nel futuro che sono i bambini di questo Paese per fare tagli, per recuperare quel po’ di denari che si regalano a chi evade le tasse”, ed esprimo il pieno sostegno agli insegnanti in lotta per il loro lavoro.

Stefano Dall’Agata

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Fulvia Bandoli: La prossima volta che incontro D’Alema ho alcune domande da fargli…

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Vorrei mi spiegasse perché Vendola, che governa discretamente bene una regione da sei anni e ha una notevole capacità di ascoltare e di riportare i giovani alla politica, non sarebbe affidabile per far parte di una coalizione alternativa alle destre e per candidarsi alle primarie di quella coalizione; vorrei mi spiegasse anche perché io e tante e tanti come me che per trent’anni e più sono stati nel suo stesso partito (alcuni/e con ruoli dirigenti che lui stesso a volte mi/ci ha affidato) saremmo improvvisamente diventati inconcludenti estremisti senza alcuna cultura di governo, e vorrei infine che mi spiegasse perché Casini e persino Fini sono diventati in questi ultimi mesi e settimane più affidabili di Vendola e di me e di voi donne e uomini della sinistra che amate la politica e che ancora vi appassionate ad essa.

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Gli chiederei infine come mai se il Pd è un amalgama mal riuscito (e oramai sono pochi a metterlo in dubbio) nessuno dei suoi leader e dirigenti ha avuto finora il coraggio politico di trarne le conseguenze e di cambiare radicalmente strada imboccando finalmente quella della costruzione in Italia, di un forza popolare della sinistra che abbia a suo fondamento la cultura del socialismo europeo, dell’ecologia, della qualità dello sviluppo e del lavoro, della differenza di sesso, della legalità e della libertà.
Quel che sta accadendo nel pdl è indicativo di tante cose e tra queste della crisi seria di un bipolarismo organizzato su due partiti acchiappatutto, raccogliticci, senza anima e senza passioni comuni, che si frantumano e si spezzettano ad ogni piè sospinto. Ha ragione Ida Dominijanni sul Manifesto di oggi, stare fermi come fa il pd mentre tutto il resto si muove è un errore tragico.E la soluzione non è una santa alleanza per liberarci da Berlusconi. Sarebbe ancora una volta una soluzione illusoria e di corto respiro. Ci libereremo di Berlusconi quando avremo una idea dell’Italia alternativa alla sua, una idea dello sviluppo che convinca i più, un sistema di alleanze solido e un radicamento sociale serio. Continua a leggere

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Il Questore e i laboratori cinesi

Il mio plauso all’iniziativa del Questore Damiano per arrivare a por termine allo sfruttamento di lavoratori nei laboratori cinesi. E trovo estremamente opportuno che siano coinvolti nel “Comitato per l’ordine e la sicurezza” anche i committenti italiani oltre a quelli cinesi.
È sicuramente il segnale che il tema del lavoro e della sua qualità nonché la questione del rispetto dei diritti umani dei lavoratori, stanno acquisendo una nuova attenzione da parte della società.
Non vorrei però che ci si limitasse all’azione, doverosa peraltro, verso un singolo settore produttivo.
Il Veneto e la Provincia di Treviso sono luoghi dove lavoratori veneti sono sfruttati, magari non con le stesse forme, anche da imprenditori locali, con parte della classe politica che ha sostenuto in sede legislativa la “deregulation” sulle questioni del lavoro, si pensi ad esempio alla legge che impediva le lettere di dimissioni in bianco.
Credo quindi che, a partire dall’ottima iniziativa promossa dal Questore Damiano, sarebbe utile un’analoga iniziativa da parte di Forze politiche, Enti locali, Sindacati e Categorie per ridare al Lavoro quella centralità che la nostra Costituzione gli assegna.

Stefano Dall’Agata – Sinistra Ecologia e Libertà
Consigliere Provincia di Treviso Continua a leggere

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Assemblea di Sinistra e Libertà a Treviso

ASSEMBLEA PROVINCIALE DI SINISTRA E LIBERTA’

Sole e Libertà

Lunedì prossimo, 14 settembre, presso la sala riunioni della Filt Cgil a Treviso alle 20,45, si terrà l’assemblea provinciale di Sinistra e Libertà.

La riunione si tiene alla vigilia dell’assemblea nazionale, che si terrà a Napoli il prossimo 20 settembre, e che dovrà sancire la nascita del nuovo soggetto della sinistra italiana.

Sinistra e Libertà intende rappresentare quella sinistra moderna, laica ed europea, dell’ambiente, del lavoro e dei diritti, che non si riconosce né in una prospettiva di moderatismo subalterno al dominio delle destre, né in una funzione di pura testimonianza legata ad antichi simboli ed appartenenze.

Nella riunione si tratterà anche dell’organizzazione della prima festa provinciale di Sinistra e Libertà, da tenersi in ottobre, e delle prossime iniziative politiche sul territorio, a partire dalle questioni della scuola, del lavoro, dell’ambiente e della laicità.

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

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Parte l’adesione a Sinistra e Libertà nella Marca

Giovedì 24 luglio presso la sede di Casier si è riunita l’Assemblea Trevigiana di Sinistra e Libertà.
È stato approvato all’unanimità dei presenti il documento su cui raccogliere le adesioni a Sinistra e Libertà in Provincia di Treviso, documento riportato di seguito assieme alle prime adesioni.

L’Assemblea ha deciso inoltre di organizzare la presenza all’Assemblea Nazionale di Napoli a http://www.sinistraeliberta.it/prima-assemblea-nazionale-di-sinistra-e-liberta/ e per il mese di ottobre la prima Festa Provinciale di Sinistra e Libertà.

Treviso 23 luglio 2009

Noi donne e uomini del territorio della Provincia di Treviso ci riconosciamo nei Valori e nei Principi espressi nel Programma per la Elezioni Europee di Sinistra e Libertà, oltre che nel Programma stesso.

Riteniamo necessaria e improcrastinabile per il Paese la presenza di una forza politica unitaria in grado di valorizzare e di dare voce alle migliori tradizioni e idealità che hanno caratterizzato la storia della Sinistra italiana ed europea:

dal movimento operaio a quello ambientalista, dal movimento socialista a quello comunista, dal cattolicesimo progressista ai movimenti laici, fino al pacifismo non violento.

Sulla base di un reale percorso partecipativo, federalista e democratico, ci impegniamo a favorire la costituzione di circoli territoriali di Sinistra e Libertà, come passaggio necessario, per la nascita di un Partito della moderna sinistra a livello nazionale, che lavori per la costruzione di un’alleanza di centro-sinistra in grado di rappresentare un’alternativa di Governo alle destre; ai quali possono aderire quanti, a titolo individuale, si riconoscono in questo documento.

In questa prima fase, in attesa che vengano decise regole a livello nazionale, ogni circolo nelle forme democratiche che riterrà opportuno, individuerà modalità organizzative e di rappresentanza e forme di sostegno che ne permettano l’attività politica nel territorio.

Intendiamo lavorare ed organizzarci affinché Sinistra e Libertà sia presente alle prossime scadenze elettorali, a cominciare da quelle regionali ed amministrative del prossimo anno, ed in unione di intenti a tutti gli altri circoli territoriali che nasceranno o sono nati in tutta Italia.

Vorremmo sviluppare, sin dal prossimo mese di settembre, iniziative politiche sui tratti salienti della realtà sociale, economica, ambientale della nostra Provincia.

La scelta delle iniziative avverrà con metodo partecipativo, con assemblee aperte ai cittadini ed anche tramite la rete di internet.

Dovranno essere iniziative capaci di presentare in maniera chiara forte e partecipata la proposta politica di Sinistra e Libertà sulle questioni oggi aperte, ad iniziare dalla grave crisi che sta attraversando il nostro Paese e dalla ineludibile questione del rispetto del Pianeta.

Per tali finalità aderiamo a SINISTRA E LIBERTA’.

Bruno Schiavon, Stefano Dall’Agata, Carlo Fontana, Galeazzo Galeazzi, Pia Colleoni, Rolando Brugnaro, Paolo Zorzenoni, Luca De Marco, Wanda Maiero, Felice Mercogliano

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