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Quei 29 morti in mare chiedono giustizia

29 cadaveri nelle nostre acque l’altro ieri, 29 persone morte assiderate e la  responsabilità di questa ennesima  e sicuramente non ultima tragedia è dell’Europa tutta  e del governo italiano in particolare.
L’Europa  ha fatto credere che l’operazione Triton fosse una risposta collegiale degli altri paesi europei all’emergenza profughi in appoggio all’Italia, mentre in realtà è  un risparmio di 6 milioni al mese fatto, calcolatrice alla mano, a scapito della vita di chi già scappa da  guerra, persecuzioni, fame.
L’Italia dal canto suo ha  dismesso in silenzio l’operazione Mare nostrum il 30 ottobre scorso, mentre solo 20 giorni prima  il premier Renzi in un’intervista ne  smentiva categoricamente la chiusura.
Mare nostrum ha portato al salvataggio di più di 100000 persone nel Mediterraneo, sorvegliando con la marina militare, molto meglio equipaggiata della guardia costiera, le acque del Mediterraneo centrale.
Ora  l’operazione Triton non  sostiene più la ricerca ed il soccorso in mare delle persone in difficoltà, ma ne impedisce solo  lo sbarco e controlla solo le acque italiane: si tratta quindi esclusivamente di  un’operazione di polizia di frontiera e  con ciò  l’Italia torna al livello degli accordi con Gheddafi del 2009 e questa circostanza  si commenta da sola.
 La stessa Frontex, agenzia europea responsabile di Triton, ha detto molti mesi fa che Triton non può sostituire Mare nostrum e che non è fornita nemmeno dei mezzi necessari.
Anche su questo versante il semestre  europeo a presidenza italiana si è concluso con un nulla di fatto e gli sbarchi sono già  aumentati in questi mesi, solo che le persone non sbarcano più, muoiono di freddo  prima….
Chiediamo al nostro governo e al ministro Alfano che si assumano la responsabilità politica ed umana di  quanto accaduto e che si facciano portatori in Europa delle domande di equità, giustizia, pace, dignità che questi morti gridano.
Continuiamo a chiedere:
– la ripresa della ricerca e del soccorso dei potenziali naufraghi;
– l’istituzione di percorsi sicuri e legali per la fuga, un corridoio umanitario che ci permetta di accogliere in modo degno queste persone e  contemporaneamente le sottragga alle mafie che speculano sul traffico di esseri umani;
– che venga garantito l’accesso alle procedure di asilo e  di protezione internazionale.
In particolare l’Italia sta negando questo punto  e ciò è in contrasto anche con l’ Art.10 della nostra Costituzione : “…..Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”
Anche in questo caso la nostra Costituzione è moderna, potente e contemporanea, ma mancano le leggi attuativebarcone sul diritto d’asilo: si è sempre delegato il tutto a leggi provvisorie presenti nelle varie leggi sull’immigrazione succedutesi negli anni;
-che vengano interrotte le collaborazioni con i paesi che non rispettano i diritti umani come la Libia, paese del quale salpa la maggior parte dei migranti.
Tutto ciò si può avere con uno sforzo comune europeo, che non può prescindere dalla consapevolezza che il numero dei migranti nei prossimi anni è destinato a salire, considerati i contesti socio economici da cui queste persone fuggono.
In questo quadro l’Italia deve avocare a sé il  ruolo di guida e chiedere la massima collaborazione economica,  di mezzi e personale  agli stati europei, affinché l’Europa diventi una comunità vera, fatta di persone e di condivisione non solo un luogo astratto  in cui si stringono accordi commerciali.
Alessia Grassigli
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Il Gruppo Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, accanto a Said Chaibi

SEL lungo Vendola

 

Molto grave per noi, quello che sta accadendo nei confronti sia del nostro partito che del nostro candidato eletto in Consiglio Comunale  di Treviso, Said Chaibi.

 

Prima il chiaro attacco razzista e xenofobo, sia sulle pagine di Facebook di Gentilini Sindaco che su un volantino dove  venivano raffigurati  la Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini accanto ad una foto di Said  e ora ieri,  addirittura inseguito dopo aver attaccato dei manifesti elettorali per Manildo Sindaco.
Non accettiamo questo comportamento nei confronti di nessuno, figuriamoci se poi avviene per un nostro candidato.

Ogni tipo di idea  se espressa in modo democratico  e civile,  deve essere rispettata.

In un momento storico ove la richiesta di maggiore integrazione è viva e presente, anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro paese da cittadini stranieri,  risulta  evidente la lontananza dalla realtà di chi invece continua in una  noiosa, antica e perdente battaglia, nella contrapposizione tra italiani e stranieri.

Si può essere favorevoli o contrari ad ogni tipo di proposta,  ma mai si deve arrivare ad un clima di intolleranza .

Chiediamo a tutte le Autorità preposte all’ordine pubblico di effettuare, quanto sia possibile per evitare questi atteggiamenti ostili nei confronti del nostro partito e sopratutto nei confronti di Said.
La politica è un confronto democratico, non una caccia alle streghe di false paure, create spesso ad hoc, per aumentare il clima di intolleranza e di odio. Ora basta.
A Said , va’ tutto il nostro affetto e la nostra piena solidarietà 

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà 
Provincia di Treviso

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Disagio sociale, una mano tesa dalla Provincia di Treviso

di Luigi Amendola*

mano-tesaDisoccupazione, precariato, contrazione dei consumi, rapida crescita della povertà, dilatazione delle zone di vulnerabilità della stessa sfera emotiva di persone  che molto spesso oggi portano a tragiche conseguenze,  hanno reso drammatica  la crisi economica, alimentata dalla politica del governo Berlusconi, e che ha ricevuto il colpo di grazia da  Monti, il proconsole insediato in Italia dalla Merkel per realizzare l’austerità fiscale. Una politica di austerità, fatta di  drastici tagli delle spese e di un aumento delle tasse, perverso, perché  ha infierito solo sui  ceti più deboli, della quale si era innamorata l’Europa,  

Un’austerità miope, al servizio dei poteri forti, che oggi, da quegli stessi che l’hanno voluta ed imposta, è considerata fallimentare. La stessa Commissione europea che l’ha imposta, oggi ammette di aver sottovalutato i danni che avrebbe provocato,  mentre ieri è rimasta sorda al richiamo di quanti mettevano in guardia che il taglio delle spese e l’aumento della pressione fiscale avrebbe finito per aprire ulteriori ferite ad economie depresse che già stavano attraversando gravi difficoltà, avrebbe portato alla scomparsa di migliaia di aziende, contratto la domanda di beni e servizi, avrebbe fatto esplodere la disoccupazione, avrebbe reso incerta la speranza nel futuro di milioni di giovani.

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Si salvi L’ISRAA dalle logiche di potere

Nell’ultima Commissione Consiliare Provinciale avvenuta la settimana scorsa , a seguito di una nostra precisa richiesta , si è avuta l’audizione del Presidente dell’I.S.R.A.A Sig. Fausto Favaro.

Lo scopo dell’incontro è nato da preoccupazioni emerse sia da parte di alcuni familiari che di operatori in merito al futuro dell’Istituto Trevigiano.

 

Da mesi L’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Veneto ha iniziato a dimostrare una particolare “attenzione” sul futuro dell’ Ente Pubblico. Circolavano addirittura nomi di personaggi a lui vicini per occupare il ruolo di Presidente dell’ I.S.R.A.A. Ricordiamo che secondo quanto previsto dallo statuto dell’IPAB tale ruolo è nelle mani del Presidente della Provincia di Treviso e non della Regione e scadrà a Gennaio 2013.

Questa logica di spartizione che per noi è lontana anni luce , sembra basata non sulle competenze reali , ma solo su una vicinanza politica al clan dell’Assessore .

 

L’Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani ha sede a Treviso e gestisce quattro centri di servizi per circa 850 anziani. Di questi quasi 700 non autosufficienti in quattro zone diverse della Città. Ha inoltre 32 mini -appartamenti per anziani autonomi.

 

All’interno di questa struttura (il cui patrimonio totale è di circa 100 milioni di euro) , vi lavorano 650 operatori dedicati all’attività di assistenza degli ospiti .

L’età media degli Anziani ricoverati è di circa 87 anni ( vi sono presenti anche oltre 20 ultra centenari).

il tasso di mortalità annuale è del 19% a fronte di una media nazionale che supera il 25%.

 

Vogliamo ricordare che da oltre 5 anni l’I.S.R.A.A. gestisce per conto della ULSS 9 (anche sulla base degli indirizzi della Conferenza dei Sindaci) la “Rete Alzheimer” dell’ Unità Locale Sanitaria trevigiana seguendo, con diverse modalità assistenziali, circa 600 famiglie del nostro territorio.

 

Quindi un Istituto che ha tutte le carte in regola per essere un valido supporto assistenziale per i cittadini.

 

Durante l’audizione, il Presidente Favaro a nostre precise domande ha manifestato un forte disagio e preoccupazione sul futuro dell’Ente, esprimendo anche un ingiustificato comportamento quasi persecutorio da parte della Regione Veneto nei confronti dell’ I.S.R.A.A.

 

Infatti, già in una lettera di risposta datata 16 maggio 2011, in merito ad una ulteriore ispezione effettuata, si legge che l’istituto è stato oggetto già da qualche anno di legittime, ma spesso immotivate richieste di continui dati riguardanti la situazione patrimoniale , il numero dei dipendenti , gli emolumenti etc.. Molti di questi dati addirittura tranquillamente presenti sul sito della struttura socio- sanitaria.

Sempre nella lettera si legge che l’Assessorato in oggetto, non soddisfatto dei dati , ha formalmente richiesto sia alla direzione della ULSS 9 che alla Guardia di Finanza di controllare i rapporti tra l’ I.S.R.A.A. e l’Associazione di Psicologia Gerontologica di cui Favaro è il Presidente. Non contenti si è avuta una ulteriore verifica ispettiva a cura della Direzione Attività Ispettiva e Vigilanza Settore Socio Sanitario sempre della Regione.

Insomma sembra effettivamente una accanimento di controlli onestamente non motivati da una situazione di reale “decadimento” gestionale ed assistenziale della struttura trevigiana.

 

Abbiamo a questo punto chiesto formalmente all’Assessore Provinciale di competenza che si faccia carico insieme al Presidente della Commissione Provinciale alle Politiche Sociali, di convocare una commissione congiunta tra Provincia di Treviso e Comune di Treviso a cui chiederemo anche di invitare l ‘ Assessore Regionale Remo Sernagiotto sperando che accetti l’invito.

 

Chiediamo espressamente anche al Presidente Muraro di non cedere alle solite logiche spartitorie di potere e di rendersi conto che per gestire un Ente di tal genere vi è solo bisogno di esperienza nel settore assistenziale, amore per gli anziani , sensibilità per chi soffre , professionalità e competenza.

 

Certamente chi ci chiama “poveri uomini” non può possedere queste caratteristiche, vista anche la gestione di passate situazioni come Il Gris di Mogliano Veneto o come alcune persone a lui vicine hanno gestito, ( alquanto male), i contributi pubblici per assistere persone con gravi disabilità ( caso Amidevi ).

 

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Spending Review e Decreto Sanità

Una scure sul servizio pubblico e sulla qualità dei servizi

di Giancarlo Bruzzolo

La Spending Review è solo l’ultimo degli atti di una politica di sostanziale riduzione dell’efficacia e della qualità del servizio pubblico offerto al Cittadino. Non va a colpire laddove esistono sprechi e o possibili esuberi ma mette in atto una serie di tagli lineari e indiscriminati, al netto di ogni verifica sulla necessità e sull’utilità di tali interventi.

Tagli di carattere economico, (meno soldi a enti locali, Sanità, Agenzie dello Stato e Strutture pubbliche in genere), e tagli degli organici previsti per questi Servizi.

Questo significherà, l’impossibilità da parte di Comuni e Strutture Locali di continuare ad erogare servizi importanti alla cittadinanza o nel migliore dei casi una riduzione drastica in termini di quantità e di qualità di questi servizi.

A farne le spese saranno naturalmente i Cittadini più deboli, quelli che maggiormente oggi usufruiscono di questi Servizi.

Con loro le famiglie che dovranno sopperire alla riduzione se non alla completa cassazione di servizi essenziali e di sostegno.

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SEL-IDV solidarietà da Treviso a Modena

A seguito della lettera di sollecito da noi presentata in data 5 settembre  al presidente della provincia Muraro , in cui venivano ricordati gli impegni presi in merito agli aiuti economici per le popolazioni emiliane colpite nel mese di maggio dal tragico terremoto
, siamo riusciti a far erogare la somma di 30 mila euro , come contributo da versare alla Provincia di Modena.
Durante il prossimo Consiglio Provinciale previsto per il giorno 27 settembre p.v. all’interno del riequilibrio finanziario e contestuale approvazione della 2^ variazione di bilancio , sarà prevista la somma da noi e dall idv richiesta nella mozione presentata in Consiglio a fine maggio.

Luigi Amendola
Capogruppo SEL
Provincia di Treviso

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Vendola: Da Mesagne all’Emilia, una vicenda dolorosa

DA MESAGNE, EPICENTRO DI UNA VICENDA DOLOROSA, IL PRIMO PENSIERO VA A POPOLAZIONI EMILIANE
NON PUO’ ESISTERE LEGALITA’ SE NON SI E’ CAPACI DI ESPRIMERE SOLIDARIETA’ A CHI SOFFRE
STAMANI HO LANCIATO APPELLO PER NO ALLA PARATA,
PERCHE’  OGNI FESTEGGIAMENTO RISCHIA DI STRIDERE CON LA REALTA’ DURA E DRAMMATICA
DOPO I SOCCORSI, E’ ORA DI METTERE IN SICUREZZA IL TERRITORIO DEL NOSTRO PAESE. DAVVERO
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Ho quasi paura delle notizie di agenzia e degli sms  che via via mi arrivano con le notizie dal nord Italia. E  queste notizie toccano il cuore, perche’ le vite umane spezzate  sono sempre la perdita piu’ irreparabile. E da Mesagne, che e’ stato l’epicentro di una vicenda cosi’ dolorosa, il primo pensiero va ai nostri concittadini emiliani.
Cosi’ Nichi Vendola, da Mesagne dove partecipa alle iniziative nell’ambito della giornata della legalita’  promossa da Libera in ricordo di Melissa, torna a parlare dell’evento drammatico che sta sconvolgendo l’Emilia.
Penso anche  – prosegue Vendola – alle bellezze sfregiate, alla memoria ferita e scheggiate dalle scosse del sisma; a quelle torri medievali, a quelle chiese, a quei centri storici meravigliosi  dell’Italia della pianura padana colpiti profondamente. Non esiste legalita’ se innanzitutto non siamo in grado di sentirci capaci di solidarieta’ e di fraternita’ nei confronti di quelle  popolazioni dell’Emilia e del settentrione che stanno soffrendo in questi giorni e particolarmente  in queste ore.
E’ come se non si riuscisse a fermare la ruota del dolore nel nostro Paese. Stamani ho lanciato  un appello sull’inopportunita’ di festeggiare alcunche’ in questi giorni: ogni festeggiamento anche per la Festa della nostra Repubblica  a partire dalla parata militare, in queste ore rischia di stridere con la realta’ dura e drammatica con cui si stanno misurando migliaia di persone.
Guai se non traessimo una lezione da questi eventi catastrofici che ci pongono di fronte alle cose essenziali, rendono miserabile la parte piu’ superficiale, piu’ inutilmente polemica della vita pubblica.
Ora – conclude Vendola –  ci si deve concentrare nella salvezza delle vite e delle cose, ma diventa sempre piu’ attuale un impegno delle Istituzioni sulla protezione e sulla prevenzione, sul dovere di dover custodire questo Paese, mettendo il suo territorio  davvero  in sicurezza.

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Microcredito contro il disagio – ODG al Consiglio Provinciale di Treviso

Al Sig.Presidente della Provincia di Treviso

                       Al Sig. Presidente del Consiglio Provinciale di Treviso


ORDINE DEL GIORNO

UN SUPPORTO ECONOMICO PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA’

Premesso che :

La crisi economica e finanziaria dell’ultimo periodo pone molte persone in una condizione di grande difficoltà  nel reperire risorse necessarie per affrontare una serie di esigenze di grande importanza, tra cui affitto , spese sanitarie urgenti, pagamento di corsi di studio ed altro.

Considerato che:

Pur avendo un reddito dimostrabile e certo , molti di loro , vivono in una condizione di grande instabilità economica che non gli permette di sostenere un livello di vita adeguato di fronte anche ad impegni economici straordinari e necessari.

Evidenziato che :

Spesso gli Istituti di credito , forniscono prestiti di tipo personale o altro , ma le cui modalità di restituzione non sono alla portata di tutti , a causa degli onerosi interessi applicati e spesso anche nella non agevole possibilità di una lunga rateizzazione , non certamente sostenibile da chi non gode di garanzie pronte e disponibili , per la concessione di un prestito.

Impegna la Giunta Provinciale ad :

Istituire un fondo di Microcredito , attraverso la convenzione con Istituto di Credito a sua scelta, dove sia possibile accedere , con un idoneo regolamento da discutere in apposita commissione, a facili agevolazioni economiche , che permetta l’erogazione di piccoli somme restituibili in forma di prestito con piccole rate . Le stesse non devono essere gravate da interessi e con una flessibilità di restituzione rateale anche di due o tre anni.

La restituzione del prestito  andrebbe a rigenerare il fondo , permettendo così ad altri , di poter accedere allo stesso.

 

Treviso 16 Aprile 2012

Luigi Amendola

Consigliere Provinciale

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Microcredito – Un fondo da costituire per i cittadini in difficoltà

Un Fondo da costituire con un accordo tra Provincia di Treviso ed un Istituto di Credito Trevigiano.

Un nome, “ Microcredito “ : piccoli prestiti da 1000 a 2000 euro di facile accesso per tutti i cittadini che manifestano delle difficoltà reali nel gestire problemi che, anche a causa della crisi , sono diventati di non facile soluzione. Una bolletta da pagare , un affitto, una tassa scolastica per il figlio, una urgente spesa sanitaria da sostenere.

Questa iniziativa potrebbe essere finanziata dalla Provincia e gestita assieme ad un Istituto di Credito  e destinata a persone in momentanea difficoltà economica con reddito Isee non superiore a 20mila euro, oppure a 30 mila se un familiare ha perso il lavoro o è in mobilità o in cassa integrazione e ai pensionati.

Una esperienza già sperimentata in altre Province, che purtroppo ha avuto subito, in pochi giorni, tante richieste da evadere.

Un progetto di utilità sociale , dove a fronte di una richiesta documentata si possa avere un prestito “ sociale” rimborsabile in piccolissime rate per la durata di due o tre anni. Quando le rate verranno del tutto rimborsate potranno venire nuovamente reinserite per nuovi prestiti , permettendo così anche ad altre persone di poter accedere a questo tipo di agevolazione .

Un fondo aperto ai lavoratori , ai pensionati agli stranieri muniti di regolare permesso di soggiorno e residenti nella provincia di Treviso.

Oltre a possedere i requisiti di reddito, altro requisito è risiedere nella provincia di Treviso da almeno 6 mesi (agli stranieri è richiesto il permesso di soggiorno rinnovabile per tutta la durata del prestito) e non beneficiare nello stesso periodo di altri prestiti simili.

Escluso chi ha condanne definitive per associazione mafiosa, riciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita.

Ammesse ai prestiti ad esempio le spese di condominio, la mensilità anticipata per l’affitto, per luce, acqua, gas e manutenzioni. Potrebbero essere finanziate anche le spese sanitarie di primaria necessità non coperte da altre agevolazioni. Le spese di istruzione, infine, comprendono l’ iscrizione agli istituti di ogni ordine e grado, dal nido all’università, la mensa scolastica o universitaria,
libri, hardware e software.

Logicamente L’istituto Bancario dovrà permettere l’emissione di un prestito con spese di istruzione pratica a costo ed interessi zero.

 

Piccolissime rate da restituire anche in due o tre anni che non vadano penalizzare il bilancio familiare già precario.

Una proposta che come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà , porteremo in Consiglio Provinciale , cercando di sensibilizzare il governo della Provincia a dare aiuti concreti ( certo non esaustivi per risolvere la crisi ) ma sicuramente di grande utilità sociale .

 

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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basta strumentalizzazioni sulla pelle dei profughi

Ci preoccupa il clima ostile che si sta creando nella provincia di Treviso verso i profughi che arrivano dall’altra sponda del Mediterraneo. Diventa normale poi esportare all’estero il concetto assurdo per il quale diventa normale chiamare “sporco negro” un atleta. Siamo ormai in una situazione dove si crea una paura ad hoc, non vera, creata artificialmente per rendere sempre più ampio il fossato tra il Veneto ed il resto del mondo. Si vieta il kebab, si chiede la traduzione delle scritte non in italiano e adesso la ronda dei razzisti piave, che si prendono addirittura la responsabilità di fermare una indicazione che arriva dal loro ministro dell’Interno, Maroni, che chiede di accogliere pochi esseri umani per ogni comune del trevigiano. Cosa puntualmente disattesa dalla stragrande maggioranza dei sindaci leghisti. Muraro si è sempre espresso per la chiusura a questi giovani, come se il problema di una emergenza umanitaria, che c’ è, dovesse essere gestito solamente dalle altre regioni d’Italia. Non è un comportamento da presidente di una provincia che propaganda la sua virtuosità. E’ dannoso continuare a chiudersi, e per proteggersi poi da chi ? Da gente disperata e che numericamente raggiunge nemmeno un migliaio di persone per tutta la regione, quando poi anni fa ne arrivarono sulle nostre coste almeno 20 mila e furono adeguatamente gestiti. Ai candidati di razza piave vorremmo anche ricordare che questi disperati fuggono da una guerra alla quale il Governo Bossi Berlusconi ha deciso di partecipare e per il quale spende un sacco di soldi, addirittura nei soli ultimi due mesi, quasi 50 milioni di euro. Questa emergenza umanitaria sta trasformando il mar Mediterraneo in un cimitero di color azzurro. Chiediamo al presidente Muraro di non strumentalizzare anche questo problema per cercare un facile consenso. Non si gioca con degli uomini, donne e bambini soli e disperati per qualche manciata di voti in più. Gli chiediamo di aprire gli occhi e le braccia , ma sopratutto il cuore.

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Consiglio provinciale Treviso

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