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Due fallimenti per nessun velodromo

Una buona notizia: l’Associazione Ciclismo di Marca si scioglie. Nel prossimo Consiglio Provinciale la Giunta Muraro porterà all’attenzione dell’Assemblea la scelta di scogliere il sodalizio. Il nostro gruppo aveva chiesto già anni fa che la Provincia si chiamasse fuori da una associazione come questa, i cui soci non sono volenterosi cittadini amanti dello sport ma tre enti pubblici: Provincia, Comune di Treviso e Comune di San Vendemiano. Nel concreto: Muraro, Gobbo e Dussin. L’Associazione è una creatura dell’on. Guido Dussin, già sindaco di San Vendemiano e più volte parlamentare della Lega, che attraverso l’Associazione ha gestito in questi anni una grossissima quantità di soldi pubblici destinati al ciclismo.

L’associazione “Ciclismo di Marca Treviso-San Vendemiano” nasce nel 2004, composta da soli enti pubblici. Tra i fondatori la Provincia di Treviso, che assieme al comune di San Vendemiano e di Treviso costituiscono questa associazione con lo scopo di organizzare le tappe del giro d’Italia che interessano il territorio provinciale e attività collaterali. Nelle intenzioni e nello statuto l’associazione era aperta all’ingresso di altri enti pubblici e aveva una scadenza, rinnovabile, a fine 2010 (rinnovata fino al 2040). Fin dalla sua costituzione presidente dell’associazione è l’onorevole leghista Guido Dussin.

Questa associazione è anche la destinataria di un contributo, proposto da Dussin e inserito tra le centinaia di commi della finanziaria 2007, che per i mondiali di ciclismo su pista del 2012 a Treviso destina 30 milioni di euro (2 all’anno per 15 anni) per accendere un mutuo per la realizzazioni delle opere necessarie. Per l’80% si prevede che vengano utilizzati per la costruzione di un velodromo.

Sia per il contributo dei 500.000,00 euro del 2005 che per i 30 milioni del 2007, artefice degli emendamenti a livello parlamentare è quindi lo stesso onorevole che poi gestirebbe quei soldi come presidente dell’Associazione Ciclismo di Marca. E li gestisce non con i criteri di una pubblica amministrazione, ma quelli di una semplice associazione i cui altri soci sono gli amici leghisti Gobbo e Muraro, e che ha come segretario un altro leghista, Nicola Cecconato. In pratica, soldi pubblici gestiti in forma privata. Probabilmente sarà tutto lecito e consentito, ma non ci è mai parso che si tratti di un esempio di gestione particolarmente trasparente dei soldi pubblici. Il Comune di Treviso aveva già individuato nell’area Servizi Treviso il luogo dove realizzare il velodromo, all’interno di una struttura polivalente dedicata allo sport.Ora i 30 milioni sono tornati nella disponibilità della Federazione Ciclistica, alla quale giungono ora diverse proposte su dove realizzare il velodromo. in particolare da parte del centro Le Bandie di Mosole. Guido Dussin, che non è più parlamentare ma è anche vicesindaco di San Vendemiano, chiede invece che il velodromo venga realizzato nel suo comune. E punta il dito contro le incertezze del Comune di Treviso: «Le baruffe trevisane dell’amministrazione del capoluogo hanno fatto perdere tre anni, adesso spero proprio sia la volta buona e che non ci siano più intralci» dichiara, «tantomeno l’ipotesi della cava Mosole che piace tanto a Gentilini. Sarebbe gravissimo portare avanti due progetti, dopo il tempo perduto. E mi devono spiegare perché 30 milioni di fondi pubblici dovrebbero essere investiti su un terreno privato» (secondo quanto riporta la Tribuna di Treviso). A Treviso del velodromo si parla fin dal 1985,e Gentilini l’aveva annunciato imminente nel suo primo mandato. Poi non se ne fece nulla. «Il velodromo – dichiarava Gentilini nel 2007 – è l’unica mia sconfitta in 14 anni di politica. Era tutto fatto, tutto pronto, poi per colpa delle demenzialità progettuali di chi lo aveva disegnato è tutto andato in fumo. Ma il terreno per il velodromo è ancora lì, nessuno l’ha toccato e lo toccherà. Siamo pronti». Poi lo stesso Gentilini nel 2009 dichiarava che il velodromo non serve: “Non ci servono cattedrali nel deserto, queste cifre vanno spalmate sulla nostra terra, che ne ha tanto bisogno”. Grande confusione sotto il cielo, in definitiva.Siamo insomma di fronte a due fallimenti. Il primo, quello di questa anomala associazione messa in piedi da leghisti per gestire senza tanti intralci un bel po’ di milioni di soldi pubblici. Il secondo, quello della gestione leghista del comune di Treviso, che nonostante diverse inaugurazioni e diversi progetti, non è riuscito a realizzare quanto più volte promesso.

Ora ci chiediamo:

Nel frattempo, la Associazione ha fatto spendere soldi pubblici inutilmente per la sua permanenza in vita ? Quanti soldi pubblici detiene ancora in pancia l’Associazione e come saranno destinati al suo scioglimento ? Su questo e su altro chiederemo spiegazioni nel prossimo Consiglio Provinciale, visto che in Commissione Sport le risposte non sono arrivate.

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La Provincia di Treviso e L’Edilizia scolastica …una eterna “ desiderata “

A seguito delle continue segnalazioni da parte degli studenti e degli utenti e dei genitori dei ragazzi  , accompagnate anche da visite e colloqui anche con i Presidi di alcune scuole superiori della Provincia di Treviso , abbiamo deciso di chiedere la convocazione urgente della Commissione Edilizia Scolastica provinciale che avverrà il giorno 7 febbraio alle ore 18.30 presso la sala consiliare del Sant’Artemio.

La nostra richieste è stata immediatamente firmata e sottoscritta dal Capogruppo del Pd e di quello del Centro Democratico provinciali, che condivideranno con noi questa battaglia 

 

 

Per questo appuntamento abbiamo espressamente richiesto la presenza degli studenti di alcune scuole che presenteranno un dettagliato dossier , che verrà poi consegnato all’Assessore alla Edilizia Scolastica Provinciale ed al Presidente Muraro, dove verranno sottolineate e denunciate le situazioni più critiche e difficili di alcuni Istituti scolastici trevigiani.

 

Onestamente il continuo ripetersi di disagi a carico degli studenti e anche di chi vi lavora è sinceramente diventato insopportabile e non può più essere continuamente rinviato l’inizio di qualche soluzione concreta.

 

 

 

Conosciamo l’effetto della “ famigerata “ spending review” del Governo Monti che ha di fatto   impoverito tutti gli enti locali, ma questa non può essere una giustificazione perenne e risolutiva al problema delle strutture scolastiche fatiscenti e inadeguate .

 

Chi governa il nostro territorio ha ora il dovere di trovare le idonee risorse o attuare piani di intervento ( accorpamenti o spostamenti ) per determinare un corretto ed idoneo piano di ristrutturazione della  Edilizia Scolastica Provinciale.

 

 

Sinceramente siamo abbastanza stufi delle “ desiderata “ scritte su qualche foglio , o delle continue promesse fatte anche a mezzo stampa .

 

Pensiamo che sia arrivato il momento di dare delle risposte concrete ai molti disagi che vivono quotidianamente  gli studenti trevigiani.

 

 

Abbiamo  la sensazione che la giunta provinciale ultimante , sia stata più attenta ai vari cambi di poltroncine dei vari Enti , che  essere realmente accanto ai cittadini della marca.

 

 

Poche ma importanti sono le funzioni che rimangono in mano all’Ente Provincia , e chiediamo che,a questo punto la scuola sia una di quelle più importanti e soprattutto quella che merita maggiore attenzione da parte del Presidente Muraro.

DI STRADE E ROTONDE ……NE ABBIAMO PURE TROPPE!

 

 

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Il grande spreco della Giunta Muraro: Villa Dariol torna ai privati

Grande fallimento della Giunta Provinciale di Treviso. Villa Dariol a San Biagio di Callalta, donata alla Provincia perché la destinasse a scopi sociali, ritorna ai proprietari perché in otto anni la Giunta è stata incapace di trovare una soluzione.

La Provincia ha ricevuto in donazione nel 2004 (perfezionata nel 2005) un complesso immobiliare a Rovarè di San Biagio di Callalta, denominato Villa Dariol e composto da una villa di tre piani di metà ‘800, un mulino, due edifici residenziali, un barco e tre stalle. La donazione, come da volontà testamentarie del sig. Dariol, era subordinata al fatto che la Provincia trovasse per il complesso un utilizzo a fini sociali: in particolare prevenzione, cura e studio in campo oncologico e interventi assistenziali, educativi e riabilitativi per anziani e disabili.

Nel corso di questi anni, la Provincia solo nel 2009 arriva alla stipula di una concessione trentennale in favore di due associazioni, con lo scopo di sistemare il complesso (1.972.500 euro per il restauro), insediarvi delle famiglie disposte a risiedervi condividendo degli spazi comuni, e affiancarvi una struttura di accoglienza per disabili e a minori e persone con disagio sociale, con la prospettiva di ospitare in futuro istituti per l’assistenza di malati terminali.

Nel 2011, si apprende solo ora, la parte sociale del progetto viene meno, e con essa la disponibilità della vedova del donatore a un progetto che non comprenda le finalità volute dal marito.

La Giunta non informa di questo il Consiglio Provinciale e cerca inutilmente l’intervento della Regione.

A questo punto, scaduti i 7 anni che il donatore aveva dato di tempo alla Provincia per realizzare il progetto, lunedì scorso la Giunta ha deliberato la restituzione agli eredi del complesso immobiliare. Tramonta così una opportunità che la Provincia si è dimostrata del tutto incapace di cogliere per realizzare una struttura a sostegno di quella parte di popolazione che oggi viene anche vessata dai continui tagli che il Governo e la Regione intendono effettuare a carico dei servizi. Una gestione fallimentare della vicenda, che la Giunta ha inteso gestire in proprio ed evidentemente senza la capacità di coinvolgimento e di coordinamento dei tanti possibili interlocutori che potevano essere convocati per la realizzazione del progetto sociale pensato dal donatore. Non si poteva forse, in questi otto anni, cerca un coinvolgimento di Fondazione Cassamarca, prima che la crisi le svuotasse le casse ? Non avrebbe fatto meglio la Provincia a cercare il maggior coinvolgimento pubblico possibile di Enti e Associazioni, anziché gestire le cose in incontri privati, evitando anche il coinvolgimento dell’Assemblea elettiva che rappresenta i territori e i cittadini trevigiani ? Il rammarico è che a pagare questo fallimento sarà la collettività trevigiana, alla quale è stata tolta una possibilità che le era stata generosamente offerta.

Luca De Marco
Luigi Amendola

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Muraro scendiletto dei berlusconiani, hanno prevalso le logiche spartitorie

Sulla nomina della presidenza dell’ISRAA si è condotta una lotta di potere invereconda all'interno del centrodestra, che mette in secondo piano le esigenze dell’utenza e della cittadinanza rispetto alle logiche spartitorie tanto care al PDL e alla Lega. Non vorremmo che gli utenti dell'ISRAA si trovino ad essere la merce di scambio per la rinnovata alleanza tra la Lega e Berlusconi.
Avevamo chiesto al presidente della Provincia, al quale per statuto spetta la nomina del presidente, che non si prestasse a farsi portavoce delle pretese di questo o quell'altro politico, né il vidimatore delle scelte del partito di Berlusconi, ma che mettesse al centro la qualità del servizio che l'Istituto può erogare alla cittadinanza trevigiana. Abbiamo invece verificato che il Presidente della Provincia ha preferito il ruolo di scendiletto del berlusconismo.
Per questo avevamo avanzato per tempo la nostra richiesta, che si riunissero congiuntamente le commissioni per le politiche sociali del consiglio comunale di Treviso e del consiglio provinciale, e si cominciasse dal cosa fare, quale politica e quali progetti l'Israa potesse intraprendere per l'interesse dei cittadini e non degli esponenti del partito di Berlusconi prima che dai nomi prediletti da questa o quella corrente arcoriana. Richiesta che era stata accolta dall'assessore di competenza, ma alla quale non si è dato corso preferendo evidentemente le riunioni segrete di partito sulla spartizione delle poltrone alle riunioni pubbliche sui servizi alla popolazione anziana trevigiana.
A questo punto, ricordiamo perlomeno al Presidente Muraro quanto prevede il codice etico approvato su nostra iniziativa dal Consiglio Provinciale lo scorso 28 giugno, la cosiddetta “Carta di Pisa” promossa da Avviso Pubblico, associazione di enti pubblici per la legalità:
NOMINE IN ENTI, CONSORZI, COMUNITÀ E SOCIETÀ PUBBLICHE O A
PARTECIPAZIONE PUBBLICA
18. L'amministratore deve condizionare qualsiasi nomina, effettuata singolarmente o collegialmente, presso Enti, Consorzi, Comunità e società pubbliche o a partecipazione pubblica, alla preliminare adesione dei soggetti da nominare al presente Codice. L'amministratore deve altresì vigilare sulla successiva adesione a tali disposizioni da parte dei soggetti nominati e, in caso di mancato rispetto, porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine di assicurarne l'ottemperanza ovvero sanzionarne l'inadempimento, conformemente a quanto previsto dall'art. 21 del presente Codice. L'amministratore deve altresì procedere a tali nomine, qualora queste richiedano competenze di natura tecnica, a seguito di un bando di valutazione comparativa dei candidati, mediante provvedimento motivato in base al parere ovvero alla designazione di un comitato di garanzia.
Ci aspettiamo perciò, almeno, che la Provincia si attivi per ottenere dal presidente designato dell'Isrra l'adesione e l'impegno al rispetto del codice etico “Carta di Pisa”.

Luigi Amendola
C
apogruppo Sinistra Ecologia Libertà Provincia di Treviso

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Il chiodo fisso di Muraro sull’aeroporto

chiodoSull’Aeroporto Canova di Treviso il Presidente Muraro continua a mistificare la realtà, perché da Comitato e associazioni ambientaliste non arriva la richiesta di chiusura della struttura. Quello che si chiede è che vengano rispettate le norme che prevedono un massimo di 16.300 voli anno, e che non si proceda a piani di sviluppo che porterebbero ad aumentare questa quota, triplicando addirittura il numero dei passeggeri.

Quanto poi al rischio per il turismo, Muraro non faccia finta di non sapere che l’anno scorso, nel periodo di chiusura del Canova, la presenza turistica nella Marca è stata superiore a quella del corrispondente periodo dell’anno prima.

Sulla stravagante osservazione che gli aeroporti sono vicini alle case, è un dato di fatto che nell’opzione per strutture adeguate ad un traffico molto più grande altre Città (si pensi solo all’aeroporto di Orly per Parigi) hanno scelto di andare su strutture che risparmiassero i disagi alla popolazione.
Quello che anche noi di SEL ribadiamo è che non si vada ad sviluppare oltre la capacità operativa dello scalo, e che se la Società Aeroportuale Veneziana (SAVE) ha bisogno di espandere il la propria attività, si valuti a livello di programmazione regionale anche un diverso utilizzo dell’aeroporto militare di Istrana. Sulla necessità del quale, e della spesa per gli F35 che lì dovrebbero operare, notevoli sono i dubbi nella comunità trevigiana e in quella nazionale.

Stefano Dall’Agata – Circolo SEL Treviso

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Si salvi L’ISRAA dalle logiche di potere

Nell’ultima Commissione Consiliare Provinciale avvenuta la settimana scorsa , a seguito di una nostra precisa richiesta , si è avuta l’audizione del Presidente dell’I.S.R.A.A Sig. Fausto Favaro.

Lo scopo dell’incontro è nato da preoccupazioni emerse sia da parte di alcuni familiari che di operatori in merito al futuro dell’Istituto Trevigiano.

 

Da mesi L’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Veneto ha iniziato a dimostrare una particolare “attenzione” sul futuro dell’ Ente Pubblico. Circolavano addirittura nomi di personaggi a lui vicini per occupare il ruolo di Presidente dell’ I.S.R.A.A. Ricordiamo che secondo quanto previsto dallo statuto dell’IPAB tale ruolo è nelle mani del Presidente della Provincia di Treviso e non della Regione e scadrà a Gennaio 2013.

Questa logica di spartizione che per noi è lontana anni luce , sembra basata non sulle competenze reali , ma solo su una vicinanza politica al clan dell’Assessore .

 

L’Istituto per Servizi di Ricovero e Assistenza agli Anziani ha sede a Treviso e gestisce quattro centri di servizi per circa 850 anziani. Di questi quasi 700 non autosufficienti in quattro zone diverse della Città. Ha inoltre 32 mini -appartamenti per anziani autonomi.

 

All’interno di questa struttura (il cui patrimonio totale è di circa 100 milioni di euro) , vi lavorano 650 operatori dedicati all’attività di assistenza degli ospiti .

L’età media degli Anziani ricoverati è di circa 87 anni ( vi sono presenti anche oltre 20 ultra centenari).

il tasso di mortalità annuale è del 19% a fronte di una media nazionale che supera il 25%.

 

Vogliamo ricordare che da oltre 5 anni l’I.S.R.A.A. gestisce per conto della ULSS 9 (anche sulla base degli indirizzi della Conferenza dei Sindaci) la “Rete Alzheimer” dell’ Unità Locale Sanitaria trevigiana seguendo, con diverse modalità assistenziali, circa 600 famiglie del nostro territorio.

 

Quindi un Istituto che ha tutte le carte in regola per essere un valido supporto assistenziale per i cittadini.

 

Durante l’audizione, il Presidente Favaro a nostre precise domande ha manifestato un forte disagio e preoccupazione sul futuro dell’Ente, esprimendo anche un ingiustificato comportamento quasi persecutorio da parte della Regione Veneto nei confronti dell’ I.S.R.A.A.

 

Infatti, già in una lettera di risposta datata 16 maggio 2011, in merito ad una ulteriore ispezione effettuata, si legge che l’istituto è stato oggetto già da qualche anno di legittime, ma spesso immotivate richieste di continui dati riguardanti la situazione patrimoniale , il numero dei dipendenti , gli emolumenti etc.. Molti di questi dati addirittura tranquillamente presenti sul sito della struttura socio- sanitaria.

Sempre nella lettera si legge che l’Assessorato in oggetto, non soddisfatto dei dati , ha formalmente richiesto sia alla direzione della ULSS 9 che alla Guardia di Finanza di controllare i rapporti tra l’ I.S.R.A.A. e l’Associazione di Psicologia Gerontologica di cui Favaro è il Presidente. Non contenti si è avuta una ulteriore verifica ispettiva a cura della Direzione Attività Ispettiva e Vigilanza Settore Socio Sanitario sempre della Regione.

Insomma sembra effettivamente una accanimento di controlli onestamente non motivati da una situazione di reale “decadimento” gestionale ed assistenziale della struttura trevigiana.

 

Abbiamo a questo punto chiesto formalmente all’Assessore Provinciale di competenza che si faccia carico insieme al Presidente della Commissione Provinciale alle Politiche Sociali, di convocare una commissione congiunta tra Provincia di Treviso e Comune di Treviso a cui chiederemo anche di invitare l ‘ Assessore Regionale Remo Sernagiotto sperando che accetti l’invito.

 

Chiediamo espressamente anche al Presidente Muraro di non cedere alle solite logiche spartitorie di potere e di rendersi conto che per gestire un Ente di tal genere vi è solo bisogno di esperienza nel settore assistenziale, amore per gli anziani , sensibilità per chi soffre , professionalità e competenza.

 

Certamente chi ci chiama “poveri uomini” non può possedere queste caratteristiche, vista anche la gestione di passate situazioni come Il Gris di Mogliano Veneto o come alcune persone a lui vicine hanno gestito, ( alquanto male), i contributi pubblici per assistere persone con gravi disabilità ( caso Amidevi ).

 

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Maggiore sobrietà per chi governa la Provincia di Treviso

Premesso che  il presidente Muraro non ha torto quando invita a guardare anche al meccanismo dei rimborsi dentro i Consigli di Amministrazione delle varie società a capitale pubblico lottizzate in primis dalla Lega, e che ormai dovrebbe essere chiaro ai più l’abisso che separa le province dalle regioni in termini di costo della politica, riteniamo che sulla questione dei rimborsi chilometrici si possa fare qualche passo in avanti.

Oggi la legge prevede che ai consiglieri provinciali spetti un rimborso chilometrico pari a un quinto del costo medio della benzina (circa 0,35-0,36 euro al chilometro), mentre a presidente e giunta, che sono quelle che macinano chilometri su chilometri, spetti il rimborso con tariffe Aci (a seconda del veicolo, può essere il doppio o anche più).

Lo prevede la legge, e vale per tutte le Province d’Italia. Nulla impedisce che gli amministratori provvedano ad autoriduzioni volontarie, per questo noi invitiamo la Giunta, se non ritiene di porre un tetto massimo ai rimborsi, di acconsentire alla parificazione del loro rimborso a quella dei consiglieri.

Oltre che per ragioni ovvie di sobrietà, ci pare inoltre che il sistema di tariffazione Aci, che riconosce rimborsi maggiori ai veicoli più costosi e più inquinanti, non sia ecologicamente condivisibile. Trattandosi di un calcolo che comprende tutti i costi del veicolo (carburante, assicurazione, manutenzione) e intende frazionarli per costo chilometrico, la tariffa Aci prevede infatti che l’amministratore che possiede un grosso Suv o una fuoriserie o una potente berlina tedesca riceva un rimborso doppio rispetto a chi viaggia con una Panda a gpl.

Ricordiamo, inoltre, che già lo scorso anno il nostro gruppo presentò una proposta di riduzione delle spese relative agli amministratori della provincia, proponendo il dimezzamento dell’indennità del Presidente del Consiglio Provinciale che, del tutto ingiustificatamente, la legge parifica a quella di un assessore. Secondo noi il carico di lavoro e di responsabilità che la carica comporta non giustifica questa previsione di legge, che però i supertecnici al governo non paiono in grado di individuare e modificare, e quindi chiediamo che si proceda ad una autoriduzione per far fronte alla difficile situazione economica dell’ente.

 

Gruppo Consiliare

Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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Il clan Sernagiotto all’attacco della Casa di Riposo di Treviso

Le attenzioni dell’assessore regionale Sernagiotto sul caso dell’Israa, la casa di riposo di Treviso, dietro questioni giuridiche che paiono piuttosto pretestuose, sembrano evidentemente finalizzate a piazzare in quello che è comunque un posto di potere, la presidenza di un grande istituto come l’Israa, un suo fedelissimo.

Secondo quella logica da casta, o meglio da clan, che Sernagiotto da anni dimostra di seguire con costanza (vedasi da ultimo il caso Amidevi in Provincia e le minacce lanciate da Sernagiotto a difesa dei “suoi”). Dietro le accuse all’attuale gestione dell’Isituto non si vedono infatti proposte innovative o di miglioramento del servizio, ma solo la smania di liberare un posto per piazzarvi Luigi Caldato, consigliere comunale di Treviso di fede sernagiottiana, o altro sodale dell’assessore regionale. Evidentemente, l’interesse alla qualità e al potenziamento dei servizi alla popolazione anziana trevigiana per qualcuno viene molto dopo le pretese spartitorie e l’ansia di poltrone.

Noi riteniamo che la successione all’attuale dirigenza dell’Istituto debba avvenire in base a considerazioni sul servizio che l’Israa dovrà erogare ai suoi ospiti e sulla funzione che l’Istituto potrà svolgere nel contesto di servizi territoriali per la popolazione anziana della città. La gestione della nomina del prossimo presidente deve perciò essere sottratta alle dinamiche tribali e fameliche che vediamo all’opera e avvenire nella massima trasparenza.

Se non verrà modificato lo statuto, a gennaio 2013 la nomina del Presidente dell’Israa continuerà ad essere prerogativa del Presidente della Provincia. Non vogliamo neanche immaginare che il Presidente Muraro intenda farsi strumento della cupidigia di poltrone del clan Sernagiotto, e in questa ottica chiederemo che da subito si avvii in consiglio provinciale una riflessione approfondita sul futuro dell’Istituto e sugli spazi di miglioramento dei servizi che eroga.

Luigi Amendola – Capogruppo SEl Provincia di Treviso

Luca De Marco – Coordinatore Provinciale SEL Treviso

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Il progetto Barcon già bocciato dal consiglio provinciale, Muraro non insista

Nei giorni scorsi il Presidente della Provincia Muraro ha espresso la propria preoccupazione per uno spostamento in Austria del progetto di megamacello a Barcon di Vedelago, lasciando intendere che si tratti di una occasione da non lasciarsi sfuggire. E il segretario provinciale della Lega Giorgio Granello ha invece affermato la propria contrarietà al progetto, se non passa al vaglio di un referendum o di una consultazione popolare.

Abbiamo da tempo espresso la nostra posizione di contrarietà rispetto all’ipotesi di cementificazione dell’area di Barcon a Vedelago, e continuiamo a ritenere valida l’indicazione del piano territoriale di coordinamento provinciale che prevede che i centri commerciali vadano insediati in aree dismesse e non consumare terreno agricolo. Qui l’operazione prevede anche una grande escavazione, per vendere la ghiaia, e la trasformazione permanente di uno spazio aperto e destinato all’agricoltura, in prossimità di ville dal valore storico e artistico di livello mondiale, in un paesaggio industriale. Il tutto corredato dalle consuete promesse occupazionali, utilizzate come cavallo di Troia per ottenere deroghe su deroghe a tutta la legislazione e la pianificazione sul governo del territorio.

Al Presidente Muraro ricordiamo che lo scorso 19 marzo il Consiglio Provinciale ha già bocciato la richiesta, presentata dall’allora capogruppo della Lega Granello che oggi pare avere cambiato parere, di derogare alle previsioni del piano territoriale provinciale di coordinamento. Pochi hanno notato come questa sia stata la prima sconfitta in Consiglio Provinciale della maggioranza PDL-Lega che da molti anni regge la Provincia: segno che l’operazione suscita un dissenso nella popolazione che neanche la disciplina di partito riesce a comprimere.

Per questo chiediamo che ci si metta una pietra sopra a questo progetto e ci si concentri sui nodi veri dello sviluppo economico e ambientale sui quali puntare per il futuro della comunità provinciale trevigiana.

Luca De Marco Coordinatore Provinciale

Luigi Amendola Capogruppo Provinciale

Sinistra Ecologia Libertà Treviso

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“opposizione non fa rima con pressapochismo”

Fare l’opposizione non è meno impegnativo, per un amministratore, che militare nella maggioranza.

Stare in minoranza significa infatti svolgere una attività di controllo dell’amministrazione per conto dei cittadini, che hanno meno possibilità di accesso e di conoscenza di ciò che bolle nella pentola di chi regge il potere esecutivo, e avanzare proposte nuove, o alternative, per incalzare e stimolare, o per modificare, le scelte che vengono fatte.

Questo obbliga ad una maggiore accuratezza nell’esame dei provvedimenti, e ad una costante attenzione sull’intera attività dell’amministrazione. Si tratta di una funzione indispensabile in democrazia, e che inoltre contribuisce a far funzionare meglio l’amministrazione nel suo complesso.

Per questo sentiamo l’obbligo di prendere le distanze dall’attività di dossieraggio che il gruppo provinciale del partito democratico sta portando avanti, ritenendola lesiva dell’autorevolezza e della credibilità dell’intera opposizione. Non si tratta di tacere degli sprechi dell’amministrazione Muraro, anzi ci pare di avere le carte in regola per poter rivendicare anche per il passato una certa iniziativa sul fronte della sobrietà e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche da parte della Provincia.

Riteniamo però che non si debba mai scadere nel pressapochismo e che non si debba sparare sul mucchio tanto per andare sui giornali. Anche perché ne va del rispetto dei soggetti che interagiscono con l’Ente Provincia, e che non sempre  è corretto affermare che sprechino i soldi.

Tantomeno possiamo accettare la doppiezza di comportamento tra ciò che si fa e si dice dentro l’aula consigliare e quello che poi si vuol fare intendere ai cittadini attraverso i mezzi di informazione.

Non è in nessun modo giustificabile il comportamento di chi vota in commissione un contributo e poi attacca pubblicamente come spreco quel contributo, senza anzitutto fare autocritica e spiegare il proprio cambio di opinione. Ci auguriamo che il gruppo consiliare del partito democratico recuperi una sobrietà e un equilibrio di comportamento che sembra aver smarrito,  in questa come in altre occasioni, e prenda sul serio la propria funzione istituzionale di opposizione .

Luigi Amendola

Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà

Provincia di Treviso

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