Archivio dell'autore: Stefano Dall'Agata

Informazioni su Stefano Dall'Agata

Sono nato a Treviso il 6 dicembre 1960, ho conseguito il Diploma di Perito Chimico industriale presso l’ITIS “Enrico Fermi” di Treviso. In gioventù ho praticato atletica leggera e Tae Kwon Do, ma la mia grande passione è la musica, ho anche collaborato come DJ a varie radio locali. Lavoro come carrellista e sono iscritto al sindacato Filt Cgil di Treviso. Ho iniziato a partecipare alla politica attiva nel 1994 prima con il PDS, poi con i DS, arrivando a ricoprire la carica di Responsabile Regionale Ambiente e Territorio. Al loro scioglimento ho deciso di non aderire al PD e ho proseguito il mio percorso prima con Sinistra Democratica e poi con Sinistra Ecologia Libertà, che ho lasciato nel 2013 per motivi etico-morali. Alle Elezioni Amministrative per il mandato 2006/2011 sono stato eletto al Consiglio Provinciale della Provincia di Treviso. Parallelamente si è svolto anche il mio impegno nell’associazionismo, nel volontariato e nella cooperazione con Banca Etica, la Rete Lilliput, Coop Adriatica e Legambiente; nel 2011 sono stato il coordinatore provinciale del comitato referendario contro il nucleare. Dal 2014 partecipo alle attività del Gruppo Promozione e dal febbraio 2016 sono membro della Comunità di Ubuntu-it . Dal 9 febbraio 1979 condivido la mia vita con Maria G. Di Rienzo .

Aeroporto Canova – Interrogazione alla Camera

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La Parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà  On. Serena Pellegrino ha presentato presso la Camera dei Deputati un’Interrogazione a risposta scritta indirizzata al MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE e al MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI sulle problematiche relative all’Aeroporto Canova di Treviso, soprattutto per quanto riguarda le Autorizzazione concesse da ENAC e il procedimento di V.I.A., oltre che le garanzie rispetto l’operato della Ditta Mestrinaro SPA.

L’iniziativa parlamentare fa seguito al rapporto di fattiva collaborazione tra la Federazione SEL di Treviso e il Comitato Aeroporto Treviso, che ha visto l’On. Pellegrino incontrare il Comitato all’iniziativa promossa dalla lista SEL/La Sinistra Unita per Treviso durante la campagna elettorale per le recenti Elezioni Comunali.

L’Interrogazione vede come co-firmatari i Deputati ZAN, ZARATTI, MARCON, BRANDOLIN, RIZZETTO e PRODANI.

Per la Federazione SEL di Treviso

Il Resp. Comunicazione

Stefano Dall’Agata

camera

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01568

presentato da

PELLEGRINO Serena

testo di

Venerdì 2 agosto 2013, seduta n. 64

PELLEGRINO, ZAN, ZARATTI, MARCON, BRANDOLIN, RIZZETTO e PRODANI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

il sedime dell’aeroporto Antonio Canova di Treviso si colloca a ridosso del perimetro del parco naturale regionale del fiume Sile istituito con legge regionale n. 8 del 1991 e ricade, in piccola parte, all’interno di esso; è adiacente al perimetro dell’area SIC IT 3240028 fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest, istituita ai sensi della direttiva 92/43/CEE habitat, e costituisce elemento di continuità tra l’abitato della frazione di San Giuseppe in comune di Treviso e l’abitato del capoluogo del comune di Quinto, tanto che le abitazioni più prossime sono addirittura adiacenti alla recinzione dell’aviosuperficie. Si precisa che seppur in piccola parte il sedime dell’aeroporto ricade in quest’area di interesse comunitario;
l’impatto che l’attività aeroportuale determina sulla residenza e sull’ambiente circostante allo stato attuale, è evidente. Gli apparecchi durante le fasi di atterraggio e decollo sorvolano, a poche decine di metri, sia zone densamente popolate che ambiti del Fiume Sile, ben noto a tutti come fiume di risorgiva più importante d’Italia;
in relazione al piano di sviluppo aeroportuale (progetto 1/2012), per quanto concerne l’aeroporto Antonio Canova di Treviso si osserva che il progetto di ampliamento, ad avviso dell’interrogante, non rispetta le normative Ue sulla procedura d’impatto ambientale;
per il Canova è stata chiesta la compatibilità ambientale il 6 dicembre 2002, e dopo il parere interlocutorio negativo del Ministero dell’ambiente, datato 2007, le autorità competenti avrebbero dovuto presentare una nuova VIA entro tre mesi, ma di fatto non è avvenuto;
nonostante questo, le società di gestione dell’aeroporto, SAVE spa e AERTRE spa a partire dal 2007, hanno realizzato comunque gli interventi di ampliamento: terminal, nuovi parcheggi interni ed esterni alla struttura ed ancora ampliamenti dell’aerostazione;
nel 2011 ENAC richiede alla Commissione VIA del Mattm un’autorizzazione per interventi di potenziamento e sviluppo delle infrastrutture di volo: rifacimento della pista ampliamento della superficie interessata dai movimenti a terra, nonché opere impiantistiche ed idrauliche. Tali opere sono state eseguite grazie a un documento del Ministero dell’ambiente del 5 maggio 2011 che ha concesso parere favorevole all’esclusione della procedura VIA. Tale atto è stato impugnato da Italia Nostra e dal Comitato aeroporto di Treviso con ricorso in giudizio al TAR del Veneto (n. di protocollo 1528 del 2011);
l’autorizzazione all’esclusione avrebbe permesso un ulteriore sviluppo delle attività aeroportuali, con un aumento degli impatti su persone e territorio;
nel 2011 ENAC autorizzava 8 movimenti/ora sullo scalo Canova affermando che il decreto DSA-DEC-2007-000039 del 14 maggio 2007, che limitava a 16.300 movimenti/anno non fosse attuativo, rimandando all’articolo 687 del codice della navigazione secondo il quale «l’unica autorità di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo» sia l’ENAC; si è così sforato, nel periodo dal 2007 al 2012, il limite considerato cautelativo dal Ministero dell’ambiente;
nel marzo del 2012, ENAC presenta un master plan di sviluppo delle attività connesse all’aeroporto Canova che comporterebbe la triplicazione del numero dei voli, attualmente pari a 16.300 annui e un aumento dei passeggeri da due milioni attuali a cinque milioni e seicentomila. Questo comporterebbe un ulteriore impatto ambientale ed un aggravio sulle vie di comunicazione limitrofe e sulle aree urbane interessate con un conseguente aumento dell’inquinamento sia acustico che atmosferico. Non ultimo le ricadute sul parco regionale del fiume Sile, area di alto valore naturalistico, sarebbero di grande impatto ambientale;
anche la più recente normativa regionale sul governo del territorio (legge regionale 11/2004) sancisce che lo sviluppo, in generale, debba soddisfare a requisiti di sostenibilità non pregiudicare la qualità della vita dei cittadini e delle generazioni future e rispettare le risorse naturali;
alla procedura di VIA del master plan dell’aeroporto di Treviso sono giunte innumerevoli osservazioni contrarie al progetto, da parte di associazioni ambientaliste quali LEGAMBIENTE, ITALIA NOSTRA, Salviamo il Paesaggio, nonché ANPI, FARE TREVISO, Comitati cittadini, comune di Zero Branco e comune di Quinto di Treviso;
queste osservazioni hanno evidenziate, sia innumerevoli incongruenze sull’iter fino ad oggi seguito, sia possibili illeciti commessi dall’azienda MESTRINARO spa di Zero Branco di Treviso che, come denunciato dal Comitato antiampliamento su Il Gazzettino di Treviso del 17 aprile 2013, potrebbe aver conferito materiale altamente tossico e nocivo nell’esecuzione dei lavori (giugno/dicembre 2011) di sottofondo della pista di volo dell’aeroporto Antonio Canova di Treviso;
la MESTRINARO spa risulta infatti già indagata dalla Procura di Venezia e di Vicenza per l’utilizzo di rifiuti tossici, impiegati nei lavori di sottofondo, eseguiti per la costruzione delle autostrade Val Dastico (VI), della A4 Venezia/Trieste, e del parcheggio dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, così come denunciato dal Corriere Veneto del 6 luglio 2013 e dalla pagina nazionale del quotidiano La Tribuna di Treviso del 13 aprile 2013 –:
se i Ministri interrogati:
a) intendano fare chiarezza su questa aggrovigliata situazione procedurale creatasi nel corso degli anni e che ENAC ha dimostrato di non saper governare;
b) se ritengano, a fronte di questa situazione, di sospendere l’iter procedurale di VIA del marzo 2012, in attesa di far chiarezza sullo sforamento dei lavori eseguiti, ma non autorizzati, nel 2011 all’interno del Parco del Sile, così come denunciato da Legambiente Treviso nelle sue osservazioni presso la Commissione VIA dello stesso Ministero;
c) se, in particolare, il Ministero delle infrastrutture dei trasporti intenda avviare un’indagine conoscitiva dei fatti avvenuti in questi ultimi anni sullo sviluppo dell’aerostazione in questione, e sul ruolo che ENAC (ente predisposto al controllo, verifica, nonché responsabile di tutti i progetti in ambito di aviazione civile), abbia avuto in questa vicenda di normative non applicate e di decreti ministeriali non rispettati. (4-01568)

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Il Gruppo Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, accanto a Said Chaibi

SEL lungo Vendola

 

Molto grave per noi, quello che sta accadendo nei confronti sia del nostro partito che del nostro candidato eletto in Consiglio Comunale  di Treviso, Said Chaibi.

 

Prima il chiaro attacco razzista e xenofobo, sia sulle pagine di Facebook di Gentilini Sindaco che su un volantino dove  venivano raffigurati  la Presidente della Camera dei Deputati on. Laura Boldrini accanto ad una foto di Said  e ora ieri,  addirittura inseguito dopo aver attaccato dei manifesti elettorali per Manildo Sindaco.
Non accettiamo questo comportamento nei confronti di nessuno, figuriamoci se poi avviene per un nostro candidato.

Ogni tipo di idea  se espressa in modo democratico  e civile,  deve essere rispettata.

In un momento storico ove la richiesta di maggiore integrazione è viva e presente, anche attraverso il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi nasce nel nostro paese da cittadini stranieri,  risulta  evidente la lontananza dalla realtà di chi invece continua in una  noiosa, antica e perdente battaglia, nella contrapposizione tra italiani e stranieri.

Si può essere favorevoli o contrari ad ogni tipo di proposta,  ma mai si deve arrivare ad un clima di intolleranza .

Chiediamo a tutte le Autorità preposte all’ordine pubblico di effettuare, quanto sia possibile per evitare questi atteggiamenti ostili nei confronti del nostro partito e sopratutto nei confronti di Said.
La politica è un confronto democratico, non una caccia alle streghe di false paure, create spesso ad hoc, per aumentare il clima di intolleranza e di odio. Ora basta.
A Said , va’ tutto il nostro affetto e la nostra piena solidarietà 

Luigi Amendola
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà 
Provincia di Treviso

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Dichiarazione di voto di Sel su ratifica convenzione di Istanbul

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Giulio Marcon e Giovanni Paglia su situazione Berco

SEL lungo Vendola

I parlamentari di Sinistra Ecologia Libertà Giulio Marcon e Giovanni Paglia,eletti in Veneto ed Emilia, dove insistono i principali stabilimenti di Berco spa, intervengono in seguito alle ultime dichiarazioni della Thyssen-Krupp che ribadiscono la linea dura contro i lavoratori:

“Berco conferma le 611 lettere di mobilità, rifiuta qualsiasi ipotesi di confronto sulle proprie strategie aziendali e nega qualsiasi ruolo a Governo e istituzioni territoriali nella ricerca e individuazione di soluzioni positive.
Lo fa a partire dall’assenza evidente di qualsiasi piano industriale e dalla volontà della proprietà Thyssen-Krupp di cedere l’azienda al miglior offerente, per ragioni esclusive di strategia finanziaria.
Avevamo già chiesto con un’interrogazione al ministro dello sviluppo economico cosa intendesse far per impedire il ridimensionamento di una realtà produttiva che appartiene alla storia e al presente del nostro paese, con bilanci in attivo e una solida proiezione sui mercati esteri.
Oggi ripetiamo la domanda, aggiungendo che un governo che abbia a cuore la sua credibilità e l’interesse del paese non può permettersi di essere marginalizzato da scelte che riguardano la vita di migliaia di famiglie e il ruolo industriale dell’Italia.
La deindustrializzazione passa infatti anche per la possibilità data alle multinazionali di acquisire stabilimenti per poi cederli alle loro condizioni e senza tenere in alcuna considerazione l’effetto sull’economia locale e sulla perdita di capacità produttiva immediata e di prospettiva del paese.
Per questo oggi i lavoratori difendono il loro posto di lavoro, ma soprattutto il futuro della nostra economia.
Noi siamo con loro e su questa vicenda incalzeremo ogni giorno il Governo, perché si ricordi che ogni discorso alla creazione di posti di lavoro é retorica vuota, se non si é nemmeno in grado di difendere quelli che ci sono.”
Giulio Marcon
Giovanni Paglia

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Sinistra Ecologia Libertà a fianco dei lavoratori in lotta della Berco

Sinistra Ecologia Libertà esprime solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori della Berco contro la volontà unilaterale della multinazionale tedesca ThyssenKrupp di dismettere il patrimonio di professionalità degli stabilimenti Berco e di imporre in maniera unilaterale le proprie decisioni. In particolare, esprime vicinanza e sostegno ai 59 lavoratori di Castelfranco che l’azienda vorrebbe lasciare a casa.

bercoI nostri parlamentari stanno seguendo la vicenda affinché si possa arrivare a una riconsiderazione delle proprie decisioni e ad un cambio di atteggiamento da parte della multinazionale. Si tratta di una vertenza nazionale importante, sul quale il nuovo governo deve affermare una propria capacità di relazione e di autoverolezza rispetto alla spregiudicatezza dei comportamenti di un colosso tedesco che verso l’Italia avrebbe motivi per un atteggiamento meno supponente.

Il nostro gruppo consigliare in Provincia ha già posto all’attenzione della Giunta la vicenda dello stabilimento di Castelfranco e continuerà a chiedere un coinvolgimento attivo degli enti locali nella soluzione positiva della vertenza in atto.

La ThyssenKrupp ha avviato unilateralmente le procedure per la mobilità per 611 lavoratori (quindi dopo il 21 luglio potrebbero partire le lettere di licenziamento) in Italia e ha deciso la chiusura dello stabilimento di Busano Canavese, dove una ottantina di lavoratori sono passati dalla cassa integrazione alla mobilità e ora presidiano lo stabilimento per evitarne lo smantellamento. Da tempo il gruppo è in difficoltà di bilancio ed è perciò in via di cessione, ma non sono state date notizie sull’acquirente. E l’azienda ha finora rifiutato il ricorso ai contratti di solidarietà chiesto dai sindacati.

La multinazionale tedesca ha ignorato anche gli inviti del governo, che già con il Ministro Passera aveva chiesto il ritiro dei licenziamenti e la presentazione di un piano industriale, tanto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha giudicato come “ostile” l’atteggiamento della Thyssen e il nuovo ministro Zanonato ha chiesto alla società di non chiudere nessun stabilimento e di accettare di aprire un confronto.

I lavoratori di Copparo hanno deciso una mobilitazione e una loro presenza fisica sia a Roma sotto la sede del Ministero quando verrà riunito il tavolo con l’azienda, sia ad Essen dove ha sede la Thyssen. Così come sono mobilitati i lavoratori di Castelfranco, e a Busano.

Ricordiamo che la Berco Spa è un società del gruppo ThyssenKrupp. Lo stabilimento principale è quello di Copparo, in Provincia di Ferrara, da dove partì nel 1919 la storia del gruppo Berco, leader mondiale nella componentistica per mezzi pesanti. Un altro stabilimento è in Piemonte,  a Busano, in provincia di Torino, e quindi c’è lo stabilimento ex Simmel di Castelfranco Veneto. Gli addetti sono 2.000 a Copparo, meno di un centinaio a Busano e 350 a Castelfranco.

Federazione Provinciale SEL di Treviso

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Aeroporto Canova – Mozione in Parlamento

aeroporto SELUna interrogazione o, meglio ancora, una mozione parlamentare per cercare di porre un freno all’espansione dei voli nell’aeroporto Canova di Treviso – ma anche al Marco Polo di Venezia – ossia alle operazioni di espansione nei cieli targate Save, la società veneziana che ha inglobato anche la trevigiana AerTre, società che gestisce il Canova: a presentarla sarà l’onorevole Serena Pellegrino, di SEL, presente ieri all’incontro organizzato dalla lista La Sinistra Unita per Treviso. Presenti all’incontro anche gli esponenti del comitato di Treviso e Quinto contro l’espansione dei voli a Canova, tra i cui leader c’è Dante Faraoni. La Lista ha voluto sposare così in toto la battaglia del comitato, da anni sulle barricate contro Save e AerTre. E così la Pellegrino si farà sentire in Parlamento, portando la voce dei trevigiani che si battono per l’ampliamento dello scalo.  Nel corso dell’incontro è stato ribadito che il numero di 16.300 voli annui deve essere vincolante e rispettato, che vanno salvaguardate innanzitutto la salute e la qualità della vita dei cittadini, segnatamente riguardo all’inquinamento acustico ed atmosferico.

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1° maggio 2013

Dalla parte dei lavoratori, come sempre.

1 maggio bengala

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25 aprile

Oggi è il 25 aprile 2013: la Liberazione. La liberazione dall’oppressione del nazifascismo, la liberazione dalla paura e dalla vergogna, la liberazione delle menti e delle coscienze. Una liberazione che è stata possibile grazie all’impegno di chi ha saputo scegliere la strada della libertà. Percorrendola ha costruito passo dopo passo la democrazia sulla cui strada il popolo italiano ha scelto di costruire la sua storia e che oggi tocca a noi lastricare non di buone intenzioni, ma di azioni. I partigiani ci hanno aperto la via, ma, come capita agli esseri umani di tutte le latitudini, camminarci tocca a noi.

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La passione dei grillini per l’aeroporto Canova di Treviso

Interpellanza in Provincia sulla VIA per il CanovaIl silenzio a ripetizione di David Borrelli Consigliere del Movimento 5 Stelle sull’impatto ambientale dell’aeroporto Canova di Treviso trova conferma nel programma presentato dal Candidato Alessandro Gnocchi, nel senso che dell’aeroporto Canova, nel materiale che viene diffuso ai cittadini, non se ne trova traccia alcuna.
Si deve approfondire la lettura dei quotidiani locali per capire che per Alessandro Gnocchi l’aeroporto serve a fare squadra con i Comuni e le Province vicini, e che l’unico problema segnalato
è che «Ci passano milioni di persone, Treviso non ne beneficia».
L’unico cosa agli Atti da parte del signor Gnocchi in cui si citava la questione è il suo contributo al PAT di Treviso (online del Forum della Consultazione del PAT) in cui propone di verificare se il traffico può essere scaricato sull’aeroporto di Tessera, posizione a mio avviso in grado solo di mettere un comitato contro l’altro, con sommo gaudio del Presidente di SAVE Enrico Marchi.
Perlomeno ora si è fatta chiarezza, e ci risparmieremo almeno che Beppe Grillo venga qui a dire che che per fare l’ampliamento della capacità dell’aeroporto si dovrà “passare sul cadavere” dell’eventuale Sindaco a 5 stelle, così come fatto a Parma per l’inceneritore.
Quella che pare evidente è la precisa volontà del Movimento 5 Stelle di Treviso, nel non andare a disturbare il manovratore, in questo caso il Sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo.
Volontà che possiamo trovare anche rispetto al citato PAT di Treviso, dove è evidente che, supponendo che Borrelli e Gnocchi si parlino, nonostante le 8 cartelle di contributo depositate da Gnocchi non vi è stata la presentazione di un solo Emendamento al PAT da parte di Borrelli.
Per chi dice a parole di voler rivoluzionare il Paese in generale, e la Città di Treviso in particolare, mi pare che manchi una certa coerenza tra quanto detto e gli Atti depositati.
Noi di Sinistra Ecologia Libertà su dette questioni non intendiamo porre sconti a SAVE, che secondo noi deve rispettare le norme ed il numero di voli stabilito dalla V.I.A. approvata nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente; inoltre diciamo che in alcun modo, in una situazione che si è ulteriormente deteriorata, quel numero di voli possa essere aumentato, e che nessun Atto che ne favorisca l’aumento debba essere approvato.
Sul PAT crediamo che vada cautelativamente “congelato” il Documento presentato dall’Amministrazione, e aperto un reale e partecipato confronto tra il Comune ed i cittadini, perché un documento che riguarda in maniera profonda il futuro della nostra Città deve avere la più ampia condivisione possibile da parte della cittadinanza.
Stefano Dall’Agata – Coordinamento Circolo SEL di Treviso

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Grillonomics? Una proposta alternativa.

Grillonomics

Grillonomics

Trovano spazio e rilievo nei media le 4 proposte per la politica fatte da ConfAPRI, l’associazione di imprese guidata da Massimo Colomban; proposte che paiono trovare la condivisione del Movimento 5 Stelle, anche a seguito dell’incontro avuto con Grillo durante la campagna elettorale..

Nel merito della questione, tutti possiamo condividere l’auspicio per un nuovo “Rinascimento Italiano”, e se possiamo dirci d’accordo sul fatto che ci sia una ripresa dell’intervento pubblico sulla finanza, questo non può esimerci dal valutare criticamente la strada che viene proposta per arrivarci.
In teoria sembrerebbe tutto bello, tramite una Banca di Stato si prendono in prestito 2.000 miliardi di euro dalla BCE al tasso dell’1 % e si acquista l’intero debito pubblico, finendo per pagare il 4% di interesse in meno sullo stesso, risparmiando 50 miliardi all’anno. Poi si fa una Legge contro la corruzione e si recuperano altri 60 miliardi perché la corruzione finisce, con il denaro recuperato si eliminano l’IRAP e l’IMU, così che chi evadeva le tasse troverà corretto pagarle, e i cittadini e il sistema d’impresa si preoccuperanno di stanare i furbi. Poi sempre con le risorse ottenute si defiscalizza completamente l’assunzione di lavoratori disoccupati o in mobilità o in Cassa Integrazione Guadagni.
La realtà però non è il libro dei sogni, la BCE non ha a disposizione 2.000 miliardi, e se li avesse non si vede il motivo per cui dovrebbe darli tutti all’Italia, come se il resto dei Paesi d’Europa non avesse Debito Pubblico. Ma ammesso e non concesso che tali somme fossero nella disponibilità della BCE, comunque anche una Banca Statale dovrebbe dare un collaterale (che non ha) a garanzia del prestito.
Il tutto resta oltremodo impraticabile perché acquistare i BTP che sono stati emessi 2 anni fa al 7% di rendimento annuo al loro valore nominale non trova convenienza per chi dovrebbe venderli; si possono solo acquistare i Titoli che vanno a scadenza, significa che un risparmio di 50 miliardi all’anno lo si avrà tra 8/10 anni.
I fatti si curano anche di far presente che il fare una Legge non presenta automatismi, e se è necessaria una Legge contro la corruzione, dopo va messo in moto un processo politico fatto di azioni concrete sia sotto il profilo repressivo che quello economico per renderla pienamente operativa e poterne vedere i benefici effetti anche economici. Soprattutto perché certi comportamenti hanno una diffusione estremamente ampia, ed intorno a loro si è costruito un sistema di interessi e di clientele, che purtroppo non si riuscirà a smantellare in poco tempo.
Resta quindi completamente senza possibilità, mancando la necessaria copertura finanziaria, la defiscalizzazione per i neo assunti, proposta sulla quale è bene chiarire che può funzionare solo se c’è una ripresa del dinamismo dell’economia. In una situazione di recessione qual’è la nostra, con le imprese che cercano al più di non licenziare i propri dipendenti, per non perdere un patrimonio di conoscenze e relazioni, è opportuno invece recuperare risorse per avviare e indirizzare una seria politica industriale per il nostro Paese, lasciando da parte le favole sulla autoregolamentazione dei mercati.
Prendiamo atto che da parte di ConfAPRI vi è il riconoscimento di un ruolo per la BCE, cosa che forse creerà qualche conflitto con parte del Movimento 5 Stelle, suggeriamo però, che invece di proporre percorsi impraticabili si cerchino strade diverse, strade che richiedono alleanze, in Italia come in Europa.
Vi sono delle cose importanti da fare, 3 fra tutte:
1) la ridefinizione del Fiscal Compact, togliendo dalla Costituzione l’obbligo del Pareggio di Bilancio e il rientro in 20 anni del rapporto debito/PIL, date le rigidità che da esso vengono poste sull’economia del Paese;
2) lavorare per rendere la BCE reale Banca di ultima istanza, sul modello della FED americana
3) aumentare il potere politico e decisionale delle Istituzioni democratiche europee, primo tra tutte il Parlamento Europeo, per passare dall’Europa monetaria all’Europa dei Popoli .
La strada per ottenere questi due risultati è stretta e passa attraverso un accordo con le forze che in Europa ed in Italia mettono in discussione l’impostazione liberista dell’economia propria delle destre, a partire dal Governo francese di François Hollande e dall’Alleanza rosso-verde che in Germania ha bloccato il Fiscal Compact; per l’Italia i referenti obbligati sono le forze politiche collegate alle forze di progresso e al partito del Socialismo Europeo: la Coalizione Italia Bene Comune PD-SEL-CD.
Altre risposte per ridare futuro all’Italia non se ne vedono all’orizzonte, il tempo per intervenire è questo. Temiamo che se non si riuscisse ad cogliere questa opportunità il rischio di un aggravamento della crisi nel nostro Paese diventerebbe inevitabile.
 
Coordinamento Circolo SEL Treviso

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