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#Svegliatitalia, SEL aderisce alla mobilitazione per i diritti

La Federazione trevigiana di Sinistra Ecologia Libertà condivide le ragioni della mobilitazione nazionale di sabato a favore dell’approvazione di una legge a favore delle unioni civili, #Svegliatitalia, promossa da varie associazioni lgbt e alla quale stanno aderendo sempre più associazioni e comitati. Per questo SEL parteciperà ai due eventi previsti in provincia di Treviso, che si terranno a Oderzo, la mattina dalle 10:00 in Piazza Grande, e a Treviso, il pomeriggio dalle 15:30 in Piazza Indipendenza.

Va ricordato che l’Italia è l’unico paese europeo a non avere alcuna forma di riconoscimento per le coppie di fatto, sia etero sia omosessuali. Da poco, infatti, anche la Grecia ha legiferato su questo tema e ci ha lasciati con questo triste primato.

Il disegno di legge all’esame del Parlamento rappresenta una forma soft di riconoscimento dei diritti ai conviventi, alle coppie omosessuali, ai bambini che devono poter crescere in un ambiente famigliare accogliente e riconosciuto. Le dichiarazioni di ostilità al provvedimento che provengono da più parti hanno spesso poco a che fare con i contenuti reali del provvedimento, e vorrebbero continuare a lasciare l’Italia nella sua eccezionalità di unico paese che si ostina a ignorare i mutamenti sociali intervenuti negli ultimi decenni e la realtà plurale nella quale si manifestano i valori della famiglia e le scelte di vita comune delle persone.

Buttare tutto a mare come si riuscì a fare anni fa con le ipotesi di PACS e DICO sarebbe una ulteriore sconfitta della politica e un passo indietro nel cammino dell’eguaglianza e della libertà. Il momento è adesso.sve

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Seminario sullo statuto dei Lavoratori

Il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Conegliano organizza sabato 29 novembre un seminario sui temi dello Statuto dei Lavoratori, alla luce delle ipotesi di riforma portate avanti dal Governo.

Quali sono i diritti sanciti dallo Statuto? Cosa comporterà il Jobs Act?

Alla mattina vi sarà una sessione di approfondimento tecnico e giuridico sui vari aspetti del diritto del lavoro con esperti del settore.
Al pomeriggio si affronteranno anche gli aspetti politici della discussione in atto nel paese e in Parlamento, con la presenza del deputato di Sinistra Ecologia Libertà Giovanni Paglia.

I cittadini e i lavoratori sono invitati.

statuto

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Renzi a Treviso: Solo parole ? No grazie

ImmaginePresidente Renzi, a Treviso porti non solo parole, ma opere concrete, e giuste

 L’intenzione del presidente del Consiglio di inaugurare il suo mandato visitando le scuole, e di partire da Treviso, è una buona intenzione alla quale ci auguriamo seguano i fatti.

  Nella nostra provincia vi sono situazioni pesanti di difficoltà strutturali negli istituti secondari superiori. La contrazione delle risorse destinate alla Provincia, attraverso l’azzeramento dei trasferimenti statali e la strettoia del patto di stabilità sulla possibilità di spesa delle risorse disponibili, rende difficile, se non impossibile, intervenire adeguatamente su alcuni punti critici, quali gli istituti di Castelfranco, a partire dal liceo Giorgione e dall’alberghiero Maffioli, il liceo Berto a Mogliano, l’istituto Duca degli Abruzzi a Treviso, il Pittoni a Conegliano, l’alberghiero di Vittorio Veneto e molte altre realtà che soffrono di mancanza di spazi, di carenze strutturali e di degrado degli edifici. Almeno 20 milioni di Euro servirebbero subito per le situazioni più urgenti.

 Gli istituti per la scuola dell’obbligo, di competenza dei comuni, subiscono le conseguenze del patto di stabilità e del taglio drastico dei trasferimenti agli enti locali. E i bandi attraverso i quali la Regione redistribuisce gli esigui stanziamenti statali, vengono spalmati in miriade di piccoli interventi anziché intervenire sui grossi interventi strutturali che possono realizzare un autentico salto di qualità nell’edilizia scolastica per i primi due cicli scolastici.

 Esiste un problema generale di messa in sicurezza degli edifici scolastici, e un problema specifico di messa in sicurezza sismica che riguarda buona parte del territorio provinciale. Un piano per l’edilizia scolastica deve porsi oggi anche ambiziosi traguardi riguardo all’efficienza energetica degli edifici, fino alla loro autosufficienza, e contribuire così all’abbassamento della bolletta energetica nazionale e alla qualità dell’ambiente e dell’aria.

 Perché un gesto simbolico non diventi l’ennesima promessa non mantenuta, bisogna che al gesto seguano scelte concrete con la messa a disposizione di adeguate risorse e con l’allentamento del patto di stabilità per gli enti locali. E che le risorse vengano distribuite secondo precise priorità di intervento, non lasciando che la mediazione regionale possa frazionare in troppi rivoli i pochi soldi disponibili ma finalizzando gli interventi secondo rigidi criteri di priorità.

 L’investimento per la scuola non può riguardare solo i muri, ma deve comprendere chi lavora e studia dentro quelle mura. L’istituzione scuola deve diventare il motore e il perno di una nuova idea di società, che riveda le priorità che il paese si è dato in questi anni. Veniamo da anni nei quali ha dominato la logica dei tagli; il famoso taglio da 8 miliardi alla scuola operato allegramente dalla famigerata Gelmini è ancora tra noi vivo e vegeto. Ai docenti si è pure ventilata a inizio anno l’ipotesi di riduzione di una parte degli stipendi arretrati, rientrata attraverso un ulteriore taglio ai fondi di istituto. Il Presidente Renzi ha sostenuto in parlamento che non servono nuove risorse per i docenti ma un cambio di mentalità. Risulta però difficile non partire dal fatto che abbiamo il corpo docente più anziano d’età e più malpagato d’Europa. Bisogna consentire il pensionamento per far posto a docenti più giovani e porsi in generale il problema di un sottofinanziamento di tutti gli istituti della conoscenza, a partire dalla scuola pubblica, che non può continuare senza compromettere irrimediabilmente quella possibilità di contribuire decisamente all’uscita dalla crisi che a parole tutti facilmente rionoscono al mondo dei saperi.

 Chiediamo inoltre al Presidente del Consiglio che assieme all’emergenza edilizia scolastica assuma l’emergenza relativa all’assetto idrogeologico del nostro paese. La nostra provincia ha subito in queste settimane allagamenti, frane, smottamenti: milioni di euro di danni. Ancora una volta mettendo a nudo tutta la fragilità di un territorio poco rispettato e deturpato nel corso degli anni da una politica scriteriatamente cementificatoria e poco rispettosa degli equilibri naturali. Prevenire costa meno che curare. Si predisponga un grande piano verde per la messa in sicurezza del territorio, con il quale dare lavoro e fare del bene all’ambiente, alla qualità della vita dei cittadini e alle casse pubbliche non più costrette ad aprirsi velocemente e ampiamente ad ogni ulteriore emergenza.

 Sia per l’edilizia scolastica che per gli interventi a favore del territorio, chiediamo che si reperiscano risorse anche attraverso il taglio delle spese per armamenti, a cominciare dai famigerati F-35 ai vari sofisticati sistemi d’arma dai costi esorbitanti.

 E infine, ma non per certo per ultimo, la drammatica crisi sociale ed economica nella quale non il caso malvagio ma precise scelte dei decisori europei e nazionali hanno avviluppato il nostro paese, trova un punto acuto di sofferenza in una delle aziende simbolo della nostra provincia come la Electrolux di Susegana. Siamo di fronte ad una vertenza paradigmatica, nella quale si era arrivati a mettere in contrapposizione il diritto al posto di lavoro e il diritto a ricevere un giusto (e basso) salario per quel lavoro; si era minacciato di delocalizzare in un altro paese europeo la produzione senza una disponibilità dei lavoratori a vedersi ridurre drasticamente il loro salario. La questione non è chiusa, e a essere chiamata in gioco deve essere la politica europea e la politica nazionale. La prima è praticamente inesistente, ed è auspicabile che dalle prossime elezioni europee emerga qualche segno tangibile della necessità di una dimensione politica e democratica della costruzione europea affinché non si tramuti definitivamente in incubo il sogno europeo. La politica nazionale non pare fino ad oggi aver dato le risposte necessarie per chiudere positivamente per i lavoratori la vertenza. Vista la sostituzione del ministro Zanonato con un ministro di chiare simpatie berlusconiane e liberiste ed esperta in pratiche di delocalizzazione, che non pare dare le migliori garanzie rispetto alla vertenza Electrolux, e visto che non ci pare che in Parlamento abbia nemmeno sfiorato la questione, è davvero il caso che il Presidente Renzi si faccia istruire in materia dagli operai per prendere coscienza della posta in gioco.

 Serve al nostro paese una politica industriale, e interventi per frenare, e non incentivare, la corsa al ribasso sui diritti e sui salari dei lavoratori.

L’allentamento dei vincoli del patto di stabilità per gli enti locali potrebbe anche liberare delle risorse (peraltro già presenti nelle casse di molti Comuni) utili, se non necessarie, per un intervento a sostegno delle persone più deboli.  Un numero sempre maggiore di disoccupati o cassintegrati non sanno più come affrontare le spese quotidiane o saldare le fatture per le utenze domestiche, e i servizi sociali dei Comuni non hanno fondi per garantire un sussidio.  Una maggiore disponibilità di risorse potrebbe anche permettere ai nostri Comuni di progettare piani di intervento per affrontare l’emergenza abitativa, visto che anche nella nostra provincia di Treviso sono ormai centinaia le famiglie sotto sfratto per morosità incolpevole. 

 In questa situazione di crisi che indebolisce anche la coesione sociale, è anche importante che lo Stato favorisca e sostenga tutti quegli istituti giuridici che garantiscano alle famiglie maggiore unità, e alle persone maggiore senso di appartenenza rispetto alla comunità di cui fanno parte.  È in questa prospettiva che riteniamo che la tutela di tutte le coppie fondate su vincolo affettivo, attraverso una unione civile pubblicamente riconosciuta, così come l’accesso alla cittadinanza italiana per i ragazzi nati in Italia in virtù dello “ius soli”, non siano capricci non urgenti né prioritari, ma vere occasioni per creare un corpo sociale più coeso e per consolidare il senso di solidarietà e di corresponsabilità tra le persone.

 

 

Luca De Marco, coordinatore Federazione provinciale SEL

Marco Pedretti, coordinatore Circolo SEL Treviso

Forum provinciale SEL Saperi 

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Per una nuova stagione dei diritti civili

Sinistra Ecologia Libertà di Treviso sostiene Campagna  Una Volta per Tutti in favore della Proposta di Legge di iniziativa popolare per il riconoscimento delle Unioni Civili.

Ci stiamo quindi organizzando per essere presenti con i nostri banchetti in tutta la Provincia di Treviso, ed invitiamo i cittadini e le cittadine della Marca a a sostenere con noi questa Campagna che vuole portare il nostro Paese alla pari con le posizioni più evolute che ci sono in Europa.

Il nostro impegno sarà inoltre per caratterizzare su questo tema anche il nostro programma alle Elezioni Amministrative di Treviso, così come è stato fatto recentemente a Conegliano, con la proposta (mutuata da quella di Vicenza) per la

PETIZIONE POPOLARE al Signor Sindaco del Comune di Treviso per Rilascio Attestazione di Costituzione di Famiglia Anagrafica

PETIZIONE POPOLARE al Signor Sindaco del Comune di Treviso.pdf .

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Conegliano città dei diritti: incontro con Alessandro Zan

Mercoledì 2 maggio

Sala EX Informagiovani

piazza San Martino, ore 20,45

Incontro con Alessandro Zan, assessore al Comune di Padova, sul tema dei diritti. Il Comune di Padova, su iniziativa dell’allora consigliere comunale Zan, è stato il primo in Italia ad attivare uno strumento già consentito dalla legislazione sull’anagrafe dei comuni, per rilasciare un attestato anagrafico alle coppie di fatto. Si parlerà di questa esperienza e, come sta avvendendo in mole realtà del Veneto, dell’estensione ad altri comuni di iniziativa simili. La coalizione composta da Sinistra Ecologia Libertà e Italia dei Valori a sostegno del candidato sindaco De Toffol è l’unica che ha inserito tra le proposte programmatiche per le prossime elezioni anche il tema dei diritti. Dal tema delle coppie di fatto a quello del testamento biologico, alla rappresentanza della popolazione immigrata attraverso un consigliere aggiunto o una consulta degli immigrati. Su tutti questi temi la realtà di Padova ha esperienze da condividere e da prendere come riferimento.

Alla serata parteciperà anche il candidato sindaco De Toffol.

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Verso un’Italia più giusta. A partire dalla Costituzione repubblicana.

 di Stefano Fumarola

(Assemblea regionale SEL Veneto)

Sommario: 1. Cogestione 2. Retribuzione minima di legge 3. Imposte uguali 4. Filiera del profitto 5. Cooperative ed autogestione 6. FIAT

Le grandi crisi economiche sono storicamente dei momenti dai quali si esce con grandi cambiamenti.

Nella crisi che stiamo attraversando molte forze politiche ed economiche stanno spingendo verso una grande “riottocentizzazione“ della società europea in generale ed italiana in particolare, svuotando e smantellando la maggior parte dei diritti conquistati dai lavoratori e, direi, dalla gente comune nel corso del ‘900: diritto al lavoro e diritti sul luogo di lavoro, dignità del lavoratore, servizi pubblici come sanità ed istruzione e aggiungerei, per finire, la stessa democrazia politica di massa.

Nel mentre sembrava a portata di mano l’obiettivo di una vita felice e serena per tutti, la Destra culturale, politica ed economica, a partire dalla reaganomic e dal tatcherismo negli anni ’80, ha saputo imporre un modello culturale e politico-economico che dagli anni ’90 imperversa anche in Italia. Tale modello mira a dare mano libera agli imprenditori ponendo al centro il mercato e riducendo il lavoratore a un costo da ridurre sempre più, con qualsiasi mezzo (flessibilità, delocalizzazione, bassi salari, ecc.). La stessa democrazia politica di massa viene indebolita dall’affermarsi di elite economiche o finanziarie in grado di svuotare la sovranità popolare, spostando fuori dai parlamenti i meccanismi decisionali veri, mentre masse di elettori vengono spesso convinte a votare proprio per partiti che sono portatori di questa visione.

Noi dobbiamo reagire a tutto questo, che non è un destino immutabile. Noi dobbiamo trasformare la crisi in un momento di partenza per andare avanti verso una società più giusta; dobbiamo saper proporre riforme imponendole come necessarie proprio per uscire dalla crisi, esattamente come fa la destra, ma riforme che tornino a delineare e a costruire un futuro migliore per la gente comune.

Noi dobbiamo fare una proposta innanzi tutto culturale, proporre una nostra visione della società, una weltanschauung, e con ciò riprendere l’iniziativa politica. Tale iniziativa non deve dunque restare sulla difensiva, limitandoci a presentare rimedi per aspetti particolari della crisi o a contenere i danni rispetto a quanto voluto dalla destra: così si resta sul terreno deciso e imposto dagli avversari.

La nostra proposta deve essere innovativa e mirare a una riorganizzazione positiva della società che, evitando la riottocentizzazione di cui parlavo, sia segno di una nostra precisa visione sociale: una visione che proponga come valori fondanti la democrazia e il governo dal basso, la giustizia sociale e l’uguaglianza dei diritti, e tra questi il diritto alla felicità. La nostra proposta dovrà avere un’anima che faccia riprendere il cammino della società italiana secondo quei valori di uguaglianza, giustizia e libertà che si sono voluti affermare a partire dall’Illuminismo fino al Socialismo.

Quelle che seguono sono alcune idee alle quali si possono e si devono ovviamente aggiungere tantissime altre. Penso però che dobbiamo dimostrare di essere capaci di avere fantasia e di saper percorrere nuove strade coraggiose, anche prendendo ispirazione dalle esperienze altrui e dal nostro stesso passato.

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LA CONTRORIFORMA MONTI-FORNERO

UN PASSO INDIETRO PER I DIRITTI DI CHI LAVORA
Con una continuità impressionante tra lo stile di Sacconi e della Fornero, il governo Monti propone una riforma del mercato del lavoro che neanche lontanamente risolve i problemi che sono costretti ad affrontare i lavoratori.
Si lascia intatta la giungla dei contratti atipici, non si dà avvio al reddito minimo, non si estendono gli ammortizzatori sociali per chi è costretto ad affrontare gli effetti devastanti della crisi, si abolisce l’articolo 18 dando mano libera a chi vuole licenziare.
La controriforma Monti-Fornero sta suscitano la protesta dei lavoratori e SEL deve dare il proprio contributo per costruire un ampio fronte di forze che da un lato si opponga a tale controriforma e che sia in grado di fare proposte per portare il paese fuori dalla crisi.
Assemblea pubblica
LUNEDÌ 2 APRILE
ALLE ORE 20.30
PRESSO CASA DEL POPOLO DI FIERA
STRADELLA INTERNA A, TREVISO

Interverranno rappresentanti sindacali,delegati di fabbrica.
Contro la riforma del mercato del lavoro Monti-Fornero
Interverranno rappresentanti sindacali,delegati di fabbrica.

Su Facebook:

lunedì 2 aprile alle ore 20.30

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L A V O R O: quale crescita, quali diritti

INDUSTRIA, SINDACATO E POLITICA SI CONFRONTANO

L A V O R O:

quale crescita, quali diritti

 

Partecipano:

Giacomo VENDRAME

Segreteria CGIL Treviso

Giampiero BREDA

Resp. Relaz. Sindacali

UNINDUSTRIA TV

Maurizio LANDINI

Segretario Nazionale FIOM – CGIL

Titti DI SALVO

SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA’

VENERDI’ 24 FEBBRAIO 2012ore 20.45

Centro Don E. Bordignon – Quartiere Valsugana

Castelfranco Veneto (TV)

Su Facebook:

venerdì 24 febbraio alle ore 20.30 presso Centro Congressi Don E. Bordignon

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Tassa sul permesso di soggiorno: il Governo mantenga la promessa di alleggerire la mazzata leghista

Il Governo Berlusconi Bossi aveva deciso di aumentare drasticamente il costo in capo agli immigrati regolari per il rinnovo del permesso di soggiorno, da 80 a 200 euro. L’aumento entra in vigore lunedì prossimo. Da lunedì chi chiede il primo rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno sarà costretto a pagare, oltre ai 30 euro richiesti da poste italiane per il servizio e al contributo di 27,50 euro per la stampa del permesso elettronico, anche  80 euro per il permesso annuale, 100 euro se il permesso è biennale o 200 euro se è un permesso per soggiornanti di lungo periodo, la cosiddetta carta di soggiorno.

Sembrava che il Governo Monti intendesse metter mano a questa misura, gratuita e vessatoria, evidentemente frutto delle idiosincrasie leghiste verso gli stranieri. In una nota ufficiale dei primi di gennaio del Ministero degli Interni, si diceva infatti che il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, “hanno deciso di avviare una approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio”. “In particolare – si legge nella nota – in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c’è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare”. Sembrava un atto di buon senso, e nella direzione della tanto evocata “equità”, non gravare ulteriormente sulla condizione degli immigrati più in difficoltà, con una tassa che certamente non risolleva le sorti della finanza pubblica del nostro paese, ma che rischia di rappresentare un ostacolo all’espletamento delle procedure burocratiche per una corretta applicazione della normativa sull’immigrazione, e dunque un ostacolo alla legalità e alla certezza dei diritti dei lavoratori.

Dispiace constatare che in questo caso il governo dei tecnici si è comportato alla stregua della peggiore politica, quella che promette e non mantiene.

Per questo Sinistra Ecologia Libertà appoggia le richieste al Governo affinché mantenga quegli impegni e provveda ad una operazione di equità e giustizia verso i lavoratori immigrati e le loro famiglie.

Luca De Marco

coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà

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ODG in Provincia: Chi nasce in Italia è italiano

Provincia di Treviso

Gruppo Consiliare Sinistra Ecologia Libertà

Treviso, li 28 novembre 2011

 

 

Al Signor Presidente Della Provincia di Treviso

Al Signor Presidente Del Consiglio Provinciale

 

Ordine del Giorno:

Chi nasce in Italia è italiano

 

 

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TREVISO

 

PREMESSO CHE:

  • Il Presidente della Repubblica Napolitano ha indicato come una delle priorità per il parlamento italiano di affrontare il problema della cittadinanza italiana, per tutti i bambini nati nel nostro paese , da figli di immigrati stranieri.

CONSIDERATO CHE:

  • La Provincia di Treviso è una delle provincie italiane con la più alta percentuale di stranieri regolari (11,5% sul totale dei residenti ) e che dei 9.018 nati nell’anno 2010, 2.148 erano stranieri ( 23,8% del totale dei nati), aumentando in modo positivo anche il numero dei bambini nella marca, a favore di un netto ringiovanimento della popolazione trevigiana . Questi nuovi nati rappresenteranno uno dei motori di rilancio per il nostro territorio nei prossimi anni.

CHIEDE :

  • Che la Provincia di Treviso sia promotrice di un’iniziativa che abbia lo scopo di permettere a tutti i nuovi nati da cittadini stranieri, di avere in dono un certificato di “cittadino italiano onorario “ insieme ad una copia della Costituzione ed un piccolo gadget dono che abbia ben visibili i colori della nostra bandiera italiana, al momento della loro nascita sul suolo italiano.

Luigi Amendola

Consigliere Provinciale

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