Gestione profughi: fallimento della Lega di governo, trionfo della Lega razzista

Sulla gestione della cosiddetta “emergenza” profughi è in atto un fenomeno di isteria collettiva, dovuto al fatto  che esiste in Italia, e in misura particolare nella nostra regione e provincia, un partito che sulle paure alimentate dal fenomeno migratoria fonda le sue fortune elettorali, e dunque ha tutto l’interesse a fomentare un clima di terrore.

I fatti dicono che rispetto all’esodo biblico paventato dal governo italiano, e dai ministri leghisti in particolare, non si sta verificando nulla di apocalittico. La situazione interna della Libia ha provocato un esodo di profughi verso la Tunisia che ha accolto quasi 400.000 profughi. Niente di simile si profila per l’Italia. I leghisti prima hanno attaccato con violenza l’Europa, che avrebbe dovuto farsi carico, non è chiaro in base a quale normativa (la gestione delle politiche sull’immigrazione non rientra tra le competenze della Commissione Europea, ma è materia di pertinenza dei singoli Stati), di una solidarietà verso l’Italia che non solo l’Italia non ha mai  dimostrato verso i problemi di altri paesi europei, ma che addirittura per i leghisti non dovrebbe avere neanche il Nord del Paese rispetto al Sud. Poi i furbi leghisti hanno pensato di cavarsela dando libertà di circolazione ai profughi perché se andassero tutti in Francia. E a fronte della reazione francese, improntata evidentemente al motto leghista “padroni a casa nostra”, hanno reagito minacciando boicottaggi al paese d’Oltralpe.

Oggi il Governo sta cercando di spalmare sul territorio nazionale la presenza di profughi. Si tratta di migliaia di persone, che diffuse sul territorio nazionale non creerebbero alcun problema, se non ci fossero i leghisti ad alimentare campagne terroristiche. In Veneto questa situazione è stata resa evidente dallo steso Presidente Zaia quando ha dichiarato che «il problema dei profughi è stato ed è utilizzato ai fini della mera propaganda politica, creando evidenti difficoltà istituzionali e ambientali a chiunque cerchi di operare nel rispetto delle legislazioni vigenti»; ma anziché prendere di petto i suoi compagni di partito e costringerli a fare gli amministratori e non gli agitatori, Zaia ha preferito lavarsi completamente le mani dalla questione, togliendo l’incarico al soggetto attuatore nominato dalla stessa Regione per la gestione dei profughi e rimettendo per intero le competenze al Governo centrale, confidando che lasciando fare ai prefetti, che pur dipendono dal ministro dell’Interno leghista, la polemica dei leghisti potesse rivolgersi contro la solita indistinta “Roma ladrona” evitando di pagar pegno per la propria spregiudicatezza politica. Ancora una volta la Lega dimostra la propria totale incapacità di governo, e la totale inadeguatezza del proprio personale politico a confrontarsi con problemi più ampi della sistemazione di una strada dissestata.

L’episodio di Vazzola, dove è stato attuato un atto intimidatorio nei confronti dell’albergatore che avrebbe potuto ospitare dei profughi, dimostra a quale barbarie civile e politica la campagna di odio leghista possa portare il nostro territorio. Si interroghino il Presidente della Provincia, che in campagna elettorale ha giocato a fare il duro rifiutando di partecipare alla riunione regionale per erigere un muro di razzismo contro i profughi, e ha voluto creare una lista, “Razza Piave” (molto forte a Vazzola, riempita abusivamente dei simboli della lista per tutta la campagna elettoral) per vellicare le peggiori pulsioni xenofobe e razzista presenti nel trevigaiano, e il Sindaco di Vazzola, che ha addirittura convocato una giunta straordinaria per lanciare l’allarme contro l’eventualità dell’arrivo in un albergo della città di alcune decine di profughi. Pensano davvero che il loro ruolo sia quello di seminare terroristicamente allarmismi ingiustificati, di fomentare paure irrazionali, per poi lucrare politicamente erigendosi a difensori di minacce immaginarie ? Se invece, come sostengono, la loro non è una campagna razzista contro delle persone in difficoltà, solo perché straniere, ma intendono contestare il sistema messo in piedi per la gestione dei profughi, allora se la prendano con il loro partito, protestino contro la Regione che ha voluto lavarsene le mani (e questi sarebbero poi quelli che invocano il federalismo e più poteri alle autonomie locali ?), protestino contro il loro ministro dell’Interno che dà le disposizioni che i prefetti si limitano ad applicare. Chiedano la caduta di un Governo che serve solo a fare gli interessi di una ristretta cricca che fa gli interessi propri e se infischia dei cittadini.

Luca De Marco

Coordinatore Provinciale

Sinistra Ecologia Libertà

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in etica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...